Ranieri addio, arriva Ferrara
Cobolli Gigli e Blanc esaminano la difficile situazione della squadra dopo il pareggio con l'Atalanta: potrebbe essere presa la decisione clamorosa del cambio allenatore (pronto Ferrara). La squadra in Toscana già da mercoledì?
di FABRIZIO TURCO
TORINO - Ranieri addio, arriva Ferrara. Da subito senza aspettare la fine del campionato. Ormai è certo, l'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare nel corso del pomeriggio. Stavolta la pazienza è davvero arrivata ai minimi termini, stavolta in società si guarda al futuro senza far sconti a nessuno. In casa Juve si progetta il futuro e si prendono in considerazione anche ipotesi estreme, dal probabile ritiro anticipato al clamoroso cambio di allenatore.
E sembra che il camio del tecnico
Questa mattina appuntamento in sede tra il presidente Cobolli Gigli e l'ad Blanc: sul tavolo la difficile situazione della squadra e come salvare la stagione in queste ultime due partire.
Perché la Juve che non vince per due mesi tondi non è roba da tutte le primavere. La vittoria, in casa bianconera, manca dallo scorso 21 marzo a Roma: quella sera i giallorossi finirono al tappeto sotto un sonante 4-1, ma da quel momento è calato il sipario. La Juve ha collezionato una serie di otto partite senza vittoria (sette in campionato e la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio) con sei pareggi e due sconfitte. E le luci di otto giorni fa a San Siro si sono subito spente: "Dobbiamo svegliarci perché non possiamo continuare così" ha detto ieri dopo l'ennesimo pareggio casalingo contro l'Atalanta Claudio Ranieri. E per il tecnico inizia un'altra settimana vissuta sulla graticola. Perché se la crescita evidenziata contro il Milan lo aveva rimesso in sella, la pochezza di ieri lo rimette in discussione. Ranieri non molla e si definisce sicuro di rimanere il padrone della panchina juventina anche nel furuto ("il prossimo anno resto al 99%") si autoproclama. Non così invece la società che sta pensando con sempre maggiore intensità al suo sostituto. I nomi? Sempre i soliti: Spalletti e Conte, mentre Gasperini sembra davvero ancorato alla sponda rossoblù di Marassi. Rimarrebbe la pista Wenger, fantasiosa - e costosissima.
Intanto la Fiorentina si fa sotto, arriva a -1 e mette la freccia in chiave Champions League: "Spero che tutti si rendano conto della differenza fra arrivare terzi o quarti - diceva ieri il presidente Cobolli -. Adesso concentriamoci sulle ultime due partite, la Fiorentina ha un calendario difficile (contro Lecce e Milan) ma è vietato abbassare la guardia".
Intanto in sede si discute e si progetta: per tornare a vincere, perché la Juve che non vince per due mesi - in corso Galileo Ferraris - è un controsenso.
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