sempre più aspra la contesa contro l'abolizione della prescrizione, anche ieri un ben articolato articolo su il sole 24 ore,,
i principi ai quai si uniforma il ministro cartabia e i suoi sostenitori, li conoscismo,,, ma sono in realtà i soliti ai quaili i nostri giudici, intrisi di cultura classica si sono sempre attenuti..
1- il diritto è in primo luogo composizione dei conflitti sociali ed anche quando essi sono drammaticamente tragici deve sempre prevalere l’equo contemperamento degli interessi in contesa e giammai deve essere schiacciata la parte più debole.La giustizia deve sempre esprimere un volto umano e “deve bilanciare le esigenze di tutti“.
2- Nella nostra Carta Costituzionale è diffuso il principio di aiutare il reo che ha sbagliato, perché la pena non deve essere vendicativa, ma deve promuovere il reinserimento del condannato nel tessuto sociale, come ci insegna l’art.27. “Una giustizia giusta, se vogliamo usare quest’espressione, è una giustizia che permette di guardare al futuro, che non si pietrifica su fatti passati che pure sono indelebili. La giustizia giusta è riconciliazione, non vendetta. Perché la giustizia vendicativa – ce lo insegna la tragedia greca, in particolare l’Orestea di Eschilo – distrugge insieme gli individui e la polis, mentre una giustizia riconciliativa realizza l’armonia sociale”.
3- I processi non possono essere lunghi: l’imputato non può essere considerato colpevole anzitempo, perché vale la presunzione d’innocenza.
E qui il Presidente Cartabia è stata chiarissima anche sulla prescrizione: “è evidente che i processi troppo lunghi si tramutano in un anticipo di pena, anche se l’imputato non è in carcere. Che il processo debba avere una ragionevole durata è un principio di civiltà giuridica scritto nelle norme internazionali ed esplicitato nella Costituzione dal ’99. Sono molti i fattori che concorrono alla lunga durata del processo, alcuni di natura organizzativa, altri legati alla necessità di accuratezza delle prove e alle garanzie per l’imputato. Perciò, risolvere questo problema richiede un’azione su vari fronti e certamente una riflessione pacata di tutti, al di là di ogni steccato ideologico”.
il risultato è che in italia in galera ci sono sempre stati solo i ladri polli, mentre i ladri in guanti bianchi l'hanno sempre fatta franca, con prescrizioni o senza, perciò il nostro paese è stato sempre uno dei più corrotti al mondo.. fatto che garantisce l'armonia sociale solo nelle elites ma non nei ceti più colpiti dalla corruzione di queste ultime.




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