La mia decisione di non andare più a votare in questi mesi si è consolidata perché reputo che la politica non sia più una cosa seria.
Qualcuno potrebbe cadere nella banalizzazione del mio pensiero derubricandolo come la classica presa di posizione contro i politici, ma la faccenda è decisamente più grave.
Da ultimo la proposta che serpeggia, non ho ancora capito quanto seriamente, di Berlusconi al Quirinale; una stupidaggine di tale entità che da sola, se si concretizzasse, basterebbe a screditare l'operato dell'intero parlamento. Sorvolo su ciò che pensano i tifosi del puttaniere, perché sarebbe infierire su persone con deficit cognitivi.
Il panorama politico è diventato brutto, nel linguaggio, nel modo in cui affronta le situazioni, nella mancanza di trasparenza, onestà e serietà; non più nemmeno sopportabile guardarlo, figuriamoci esprimere un consenso.
Il voto è una cosa seria e non posso esprimerlo quando manca la serietà delle persone a cui questo viene dato.




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