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Discussione: I segreti della Federal Reserve -

  1. #1
    Avamposto
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    Predefinito I segreti della Federal Reserve -







    I SEGRETI DELLA FEDERAL RESERVE -

    (traduzione a cura di Sandro Pascucci - SIGNORAGGIO NETWORK (signet@work) & PRIMIT denunciano la grande truffa dell'usura bancaria, del signoraggio e della riserva frazionaria)



    Imperdibile testo-verità di Eustance Mullins sulla Federal Reserve e sul mondo dei creatori di moneta. Oltre 100 anni di Storia monetaria in 14 capitoli da non perdere.



    ( originale: SECRETS OF THE FEDERAL RESERVE - The London Connection (By Eustace Mullins)

    Dedicated to two of the finest scholars of the twentieth century GEORGE STIMPSON and EZRA POUND





    Capitolo 1 :


    - La connessione londinese -





    “La questione di un tasso di sconto unico è stata discussa e stabilita a Jekyll Island.” – Paul M. Warburg (1)

    Nella notte del 22 Novembre 1910, un gruppo di giornalisti sostava sconsolato nella stazione ferroviaria di Hoboken nel New Jersey. Avevano appena visto una delegazione dei maggiori leader finanziari del paese lasciare la stazione per una missione segreta. Ci sarebbero voluti anni per scoprire di che missione si trattava, ed anche allora non sarebbero stati in grado di capire che la storia degli Stati Uniti andò incontro ad un drastico cambiamento dopo quella notte ad Hoboken. La delegazione era partita in una carrozza blindata, con le tende oscuranti, per una destinazione sconosciuta.

    I delegati erano capitanati dal Senatore Nelson Aldrich, capo della Commissione Monetaria Nazionale.

    Il Presidente Theodore Roosevelt aveva approvato il disegno di legge costitutivo della “Commissione Monetaria Nazionale” del 1908, dopo che il tragico “Panico del 1907” aveva sollevato una ondata di pubblica indignazione contro la mancanza di stabilizzazione del sistema monetario nazionale.
    Aldrich aveva condotto i membri della Commissione in un giro per l’Europa durato due anni, spendendo circa trecentomila dollari di denaro pubblico. Non aveva ancora steso un rapporto sui risultati di questo viaggio, né aveva prodotto alcun piano per una riforma bancaria.

    Tra gli accompagnatori del Senatore Aldrich alla stazione di Hoboken c’erano: il suo segretario privato, Shelton; l’Assistente Segretario del Tesoro e Assistente Speciale della “Commissione Monetaria Nazionale”, A. Piatt Andrew; il Presidente della City National Bank di New York, Frank Vanderlip; un socio anziano della J.P. Morgan Company generalmente conosciuto come l’emissario personale del Sig. Morgan, Henry P. Davidson; il Presidente della First National Bank di New York controllata da Morgan, Charles D. Norton.

    Ad unirsi al gruppo poco prima che il treno lasciasse la stazione, fu Benjamin Strong, conosciuto come il luogotenente di J.P. Morgan e Paul Warburg, recentemente immigrato dalla Germania ed entrato a far parte della banca Kuhn-Loeb and Co. di New York come associato, con uno stipendio di cinquecentomila dollari l’anno.

    Sei anni dopo Bertie Charles Forbes, un giornalista finanziario che in seguito fondò il Forbes Magazine, il cui attuale editore è il figlio, Malcom Forbes, scrisse:

    “Immaginatevi un gruppo dei maggiori banchieri della nazione che lasciano furtivamente New York in una carrozza privata di un treno con la copertura delle tenebre, affrettandosi alla chetichella verso una destinazione centinaia di miglia a Sud, imbarcarsi a bordo di un misterioso natante, sbarcando furtivamente in un’isola completamente disabitata tranne che per poche persone di servizio, trascorrere un’intera settimana con un livello di segretezza tale che neanche un nome di uno di loro venne menzionato neanche una volta, di modo che il personale di servizio non potesse conoscerne le identità e rivelare al mondo la più strana e segreta riunione della storia della finanza americana. Non sto favoleggiando, sto rivelando al mondo, per la prima volta, la vera storia di come fu redatto il famoso Rapporto Monetario Aldrich, la creazione del nostro nuovo sistema monetario… La massima segretezza fu comandata su tutto. Il pubblico non deve cogliere un cenno di ciò che era stato fatto. Il Senatore Aldrich diede istruzioni ad ognuno dei partecipanti di salire silenziosamente sulla carrozza privata che le ferrovie avevano ricevuto ordine di preparare presso un binario scarsamente frequentato. Il gruppo partì. Gli onnipresenti reporters di New York erano stati ingannati… Nelson (Aldrich) aveva annunciato ad Henry, Frank Paul e Piatt che li avrebbe tenuti segregati su Jekyll Island, isolati dal resto del mondo, fino a che non avessero prodotto un sistema monetario scientifico per gli Stati Uniti, la vera nascita dell’attuale “Federal Riserve System”, il piano partorito su Jekyll Island da un convegno tra Paul, Frank e Henry… Warburg è il legame che unisce il sistema Aldrich al sistema attuale. Lui più di ogni altro uomo ha reso possibile e funzionante il sistema.”(2)

    La biografia ufficiale del Senatore Nelson Aldrich riporta:

    “Nell’ autunno del 1910, sei uomini si riunirono per andare a caccia di anatre, Aldrich, il suo segretario Shelton, Andrews, Davison, Vanderlip e Warburg. I giornalisti li attendevano alla stazione di Brunswick (Georgia). Il Sig. Davison uscì a parlare con loro. I giornalisti si dileguarono ed il segreto dello strano viaggio non venne divulgato. Il Sig. Aldrich chiese al Sig. Davison come avesse fatto ma egli non fornì alcuna informazione.” (3)

    Davison aveva un’eccellente reputazione come persona capace di conciliare opposte fazioni, un ruolo che aveva sostenuto per J. P. Morgan durante la risoluzione del “Money Panic” del 1907. Un altro partner di Morgan, T. W. Lemont riporta:

    “Henry P. Davison fungeva da arbitro nella spedizione a Jekyll Island”(4)

    Da questi rapporti, è possibile ricostruire la vera storia. La carrozza privata di Aldrich, che aveva lasciato Hoboken con le tendine abbassate, aveva portato i finanzieri a Jekyll Island, Georgia. Alcuni anni prima, un gruppo molto esclusivo di milionari, guidato da J. P. Morgan, aveva acquistato l’isola come ritrovo invernale. Si nominarono il Club di Caccia di Jekyll Island e, all’inizio, l’isola fu utilizzata solo per delle spedizioni di caccia, finché i milionari non realizzarono che il suo clima piacevole offriva un caldo ritiro dai rigori dell’inverno newyorkese e cominciarono a costruirci delle splendide dimore, che chiamavano “cottages”, per le vacanze invernali delle loro famiglie.

    L’edificio del club, essendo piuttosto isolato, era talvolta richiesto per riunioni per soli uomini ed altri tipi di attività non correlate alla caccia. Durante queste occasioni, i membri del club non erano invitati a questi specifici eventi e veniva loro richiesto di non farsi vedere per un certo numero di giorni.
    Prima che la comitiva di Nelson Aldrich lasciasse New York, i membri del club erano stati avvisati che il club sarebbe stato occupato per le due settimane successive.

    Il Club di Jekyll Island fu scelto per stilare la bozza del piano per il controllo della moneta e del credito del popolo degli Stati Uniti, non soltanto per la sua riservatezza, ma anche perché era la riserva privata delle persone che stavano elaborando il piano. Il New York Times scrisse, qualche tempo dopo, il 3 marzo 1931, commentando la morte di George F. Baker, uno dei più stretti collaboratori di J. P. Morgan, che “il Club di Jekyll Island aveva perso uno dei suoi più illustri membri. Un sesto della ricchezza totale del pianeta era rappresentata dai membri del Club di Jekyll Island.” Si diventava membri solamente per via ereditiera.

    Il gruppo di Aldrich non aveva nessun interesse per la caccia. Jekyll Island fu scelta come sede per la preparazione della banca centrale perché offriva una completa riservatezza e perché non vi si trovava un giornalista nel raggio di cinquanta miglia. Il bisogno di segretezza era talmente elevato che, prima di arrivare su Jekyll Island, i membri del gruppo convennero che, durante la loro permanenza di due settimane, non avrebbero menzionato mai i loro cognomi. In seguito il gruppo si riferì a se stesso come il Club dei Nomi Propri”, dal momento che i cognomi di Warburg, Strong, Vanderlip e gli altri, erano proibiti durante il loro soggiorno. Ai consueti addetti furono concesse due settimane di ferie dal club e venne fatto venire del nuovo personale di servizio dalla terraferma per questa particolare occasione, i quali non conoscevano i nomi dei presenti. Anche se costoro fossero stati interrogati dopo che il gruppo di Aldrich fece ritorno a New York, non avrebbero potuto fornire alcun nominativo. Questa organizzazione si rivelò così soddisfacente che i membri, limitatamente a coloro presenti effettivamente su Jekyll Island, ebbero più avanti un certo numero di incontri informali in New York.

    Perché tutta questa segretezza? Perché questo viaggio lungo mille miglia in un vagone ferroviario chiuso fino ad un remoto club di caccia? Apparentemente, si trattava di portare avanti un programma di pubblica utilità, di preparare una riforma del sistema bancario che fosse di vantaggio per il popolo degli Stati Uniti, programma che era stato richiesto dalla Commissione Monetaria Nazionale. I partecipanti non erano estranei ad episodi di donazioni benefiche pubbliche. Normalmente, i loro nomi erano iscritti in targhe di ottone, sugli ingressi degli edifici che avevano donato. Questa non fu la procedura che queste persone seguirono a Jekyll Island. Non ci fu nessuna targa in ottone a ricordare le altruistiche azioni di coloro che si riunirono nel loro club di caccia privato nel 1910 per migliorare il destino di ogni cittadino degli Stati Uniti.

    In effetti, non ci fu nessuna azione di beneficenza a Jekyll Island. Il gruppo Aldrich soggiornò in questo posto privatamente per scrivere la legislazione bancaria e monetaria che la Commissione Monetaria Nazionale era stata pubblicamente incaricata di preparare. C’era in gioco il futuro controllo della moneta e del credito degli Stati Uniti. Se al Congresso fosse stata presentata una autentica riforma monetaria, avrebbe avuto fine il potere degli elitari creatori di denaro mondiale. Jekyll Island assicurò che negli Stati Uniti sarebbe stata istituita una banca centrale che avrebbe garantito a questi banchieri tutto quello che avevano sempre voluto.

    Paul Warburg, essendo il più competente tecnicamente tra i presenti, ebbe l’incarico di redigere la maggior parte del piano. Il suo lavoro sarebbe quindi stato discusso e revisionato dal resto del gruppo. Il Senatore Nelson Aldrich era incaricato di controllare che il piano una volta completato, fosse stato esposto in una forma che potesse passare al Congresso, e gli altri banchieri erano presenti per inserire tutte quelle clausole di cui avrebbero avuto bisogno per essere sicuri di ottenere quanto volevano, in un progetto completo, concluso durante un unico soggiorno. Quando fossero rientrati a New York, non ci sarebbe stata una seconda riunione per rifinire il piano. Non c’era speranza di riuscire ad ottenere lo stesso livello di segretezza per il loro lavoro dando luogo ad un secondo viaggio.

    Il gruppo di Jekyll Island rimase al club per nove giorni, lavorando incessantemente per portare a termine il loro compito. Nonostante i presenti avessero gli stessi interessi, il lavoro non procedette senza frizioni. Il Senatore Aldrich, che era comunque una persona autorevole, considerava se stesso come il leader nominato dal gruppo, e non fu d’aiuto andando in giro a dare ordini a tutti. Aldrich si sentiva altresì fuori posto, essendo l’unico membro del gruppo che non fosse un banchiere professionista. Egli aveva avuto considerevoli interessi nelle banche durante la sua carriera, ma solo come qualcuno che aveva tratto profitto dalla proprietà di azioni bancarie. Conosceva ben poco gli aspetti tecnici delle operazioni finanziarie. Al contrario il suo collega Paul Warburg riteneva che ogni domanda sollevata dal gruppo meritasse non semplicemente una risposta, ma una conferenza.

    Raramente perse l’occasione di impartire ai membri una lunga disquisizione, progettata per impressionarli con la profondità delle sue conoscenze della tecnica bancaria. Questo atteggiamento fece risentire il resto del gruppo e spesso gli valse delle pungenti osservazioni da parte di Aldrich. L’innato spirito diplomatico di Henry P. Davison si rivelò essere il catalizzatore che li costrinse al lavoro. L’accento pesante e straniero di Warburg li irritava e gli ricordava costantemente che dovevano accettare la sua presenza se avessero voluto concepire un piano che avrebbe garantito loro profitti futuri. Warburg fece pochi sforzi per smussare i loro pregiudizi e li contestò in ogni possibile occasione su questioni tecnico-bancarie, che considerava il suo naturale terreno di caccia.

    “In ogni cospirazione deve esserci una grande segretezza” (5)

    La riforma monetaria preparata a Jekyll Island sarebbe stata presentata al Congresso come il lavoro definitivo della Commissione Monetaria Nazionale. I rappresentanti del Congresso avrebbero osato votare un disegno di legge per il sostegno alla corruzione di Wall Street, indipendentemente da chi avesse contribuito alle spese della sua campagna. Il progetto di Jekyll Island era un progetto per una banca centrale, ed in questo paese c’è sempre stata una lunga tradizione di resistenza contro l’idea di imporre una banca centrale al popolo americano. Cominciò con la battaglia di Thomas Jefferson contro la macchinazione di Alexander Hamilton per una Prima Banca degli Stati Uniti, sostenuto da James Rothschild. Continuò con la guerra vittoriosa del Presidente Andrew Jackson contro l’intrigo di Alexander Hamilton per una Seconda Banca degli Stati Uniti, progetto nel quale Nicholas Biddle operava da agente di James Rothschild di Parigi. Il risultato di tale sforzo fu la creazione del Sistema Indipendente di Sotto-Tesorerie, che presumibilmente era servito per tenere le mani dei finanzieri lontano dai fondi degli Stati Uniti. Uno studio sulle crisi del 1873, 1893 e 1907 indica che [esse] furono il risultato di operazioni gestite da banchieri internazionali a Londra. Nel 1908 il pubblico richiedeva al Congresso una normativa che prevenisse il ripetersi di crisi monetarie provocate artificialmente. Una qualche riforma monetaria a questo punto sembrava inevitabile. Fu proprio per impedire e controllare tale riforma che fu istituita la Commissione Monetaria Nazionale con a capo Nelson Aldrich, dal momento che era il più eminente leader del Senato.

    Il problema principale, come disse Paul Warburg ai suoi colleghi, era di evitare il nome di “Banca Centrale”. Per tale ragione, aveva deciso di adottare il nome di «Federal Reserve System» [Sistema di Riserva Federale]. Questo avrebbe consentito di raggirare la gente inducendola a pensare che non si trattava di una banca centrale. Ad ogni modo, il progetto di Jekyll Island sarebbe stato un piano per una banca centrale, realizzante tutte le funzioni di una banca centrale; sarebbe stata di proprietà di privati individui che avrebbero tratto profitto dalla proprietà delle quote [azionarie]. Come banca d’emissione, avrebbe controllato il denaro e il credito della nazione.

    Nel capitolo su Jekyll Island della sua biografia di Aldrich, Stephenson scrive a proposito della conferenza:

    “Come sarebbe stata controllata la Reserve Bank? Deve essere controllata dal Congresso. Il governo doveva avere dei rappresentanti nel consiglio d’amministrazione, avrebbe dovuto essere a conoscenza completa di tutte le faccende delle banche, ma la maggioranza dei suoi direttori dovevano essere scelti, direttamente o indirettamente, dalle banche dell’associazione.”(6)

    Quindi la suggerita “Federal Reserve Bank” doveva essere “controllata dal Congresso” e riportare al Governo, ma la maggioranza dei suoi direttori dovevano essere scelti, “direttamente o indirettamente”, dalle banche dell’associazione. Nella stesura finale del progetto di Warburg, il Consiglio d’Amministrazione della Federal Riserve sarebbe dovuto essere nominato dal Presidente degli Stati Uniti, ma il lavoro effettivo del Consiglio sarebbe stato controllato da un Consiglio Consultivo Federale, di concerto con i Governatori. Il Consiglio sarebbe stato nominato dai direttori delle dodici Federal Riserve Banks, e sarebbe rimasto sconosciuto al pubblico.

    La riflessione successiva doveva celare il fatto che il “Sistema della Riserva Federale” proposto sarebbe stato dominato dai padroni del mercato monetario di New York. I membri del Congresso del Sud e dell’Ovest non sarebbero sopravvissuti se avessero votato per un progetto di Wall Street. Gli agricoltori e i piccoli uomini d’affari di queste zone avevano subito gravi sofferenze dalle crisi monetarie. C’era stato un grande risentimento popolare contro i banchieri dell’Est, che durante il diciannovesimo secolo divenne un movimento politico sotto il nome di “populismo”. Le carte private di Nicholas Biddle, che non furono rese pubbliche prima di più di cento anni dalla sua morte, mostrano che fin da subito i banchieri dell’Est erano consapevoli della grande opposizione pubblica nei loro confronti.

    A Jekyll Island Paul Warburg propose il primo sotterfugio che avrebbe impedito ai cittadini di riconoscere che questo era un progetto per istituire una banca centrale. Questo era il sistema della riserve regionali. Propose un sistema di quattro (in seguito dodici) filiali di Reserve Banks dislocate in differenti punti del paese. Poche persone al di fuori del mondo bancario avrebbero realizzato che l’esistente concentrazione della moneta nazionale e della struttura creditizia a New York avrebbero reso la proposta di una riserva regionale un inganno.

    Un’altra proposta avanzata da Paul Warburg a Jekyll Island fu la modalità di selezione degli amministratori del sistema di riserva regionale proposto.
    Il Senatore Nelson Aldrich aveva insistito che i funzionari dovessero essere nominati, non eletti, e che il Congresso non avrebbe dovuto avere alcun ruolo nella loro selezione. La sua esperienza di Capitol Hill gli aveva insegnato che spesso le opinioni del Congresso sarebbero state poco amichevoli nei confronti degli interessi di Wall Street, poiché i Congressisti dell’Ovest e del Sud avrebbero voluto dimostrare ai loro elettori che li stavano proteggendo nei confronti dei banchieri dell’Est.

    Warburg replicò che gli amministratori della proposta banca centrale dovrebbero essere sottoposti ad approvazione esecutiva da parte del Presidente. Questa aperta sottrazione del Sistema [della Federal Reserve] dal controllo Congressuale implicava che la proposta della Federal Reserve era incostituzionale dal principio, perché si trattava di una banca di emissione. L’articolo 1, Sez. 8, Par. 5, della Costituzione investe espressamente il Congresso del “potere di battere moneta e di regolarne il valore”. Il progetto di Warburg avrebbe privato il Congresso della sua sovranità, ed il sistema di controlli e separazione di poteri organizzata da Thomas Jefferson nella Costituzione sarebbero stati eliminati. Gli amministratori di tale sistema avrebbero controllato i crediti e la moneta della nazione, e sarebbero stati ratificati dal dipartimento esecutivo del governo. Il dipartimento della giustizia (la Corte Suprema etc.) era già virtualmente sotto controllo dell’esecutivo tramite la designazione presidenziale al seggio.

    Paul Warburg successivamente redasse una voluminosa esposizione del suo piano, «La Federal Riserve System, le sue origini e crescita»(7) di circa 1750 pagine, ma il none di Jekyll Island non appare in nessun punto del testo.

    Egli dichiara (Vol. 1, p. 58):

    “Alla fine la conferenza fu chiusa, dopo una settimana di scrupolosa deliberazione, fu raggiunto un accordo sulla bozza iniziale di ciò che sarebbe divenuta in seguito la Legge Aldrich, e fu delineato un progetto che contemplava una “National Reserve Association”, che significava una organizzazione di riserva centrale con una flessibile emissione di banconote, basata sull’oro e su carte commerciali”.

    A pag. 60, Warburg scrive:

    “I risultati della conferenza erano completamente confidenziali. Addirittura non si permise che diventasse di dominio pubblico il fatto stesso che ci fosse stato un incontro”. Poi aggiunge in una nota a pié pagina: “Sebbene siano già passati 18 anni [sic], ancora non mi sento libero di dare resoconto di questa interessantissima conferenza riguardo la quale il Senatore Aldrich costrinse tutti i partecipanti a promettere di mantenere il segreto”.

    La rivelazione della spedizione segreta a Jekyll Island da parte di B. C. Forbes(8), sorprendentemente non ebbe un grande impatto. Non fu data in stampa prima che fossero passati due anni dall’approvazione del “Federal Reserve Act” da parte del Congresso, quindi non fu mai letta nel periodo in cui avrebbe potuto fare effetto, cioè durante il dibattito Congressuale sull’approvazione della legge. La storia di Forbes fu inoltre accantonata dai “bene informati”, come assurda, e come una pura invenzione.

    Stephenson cita a pag. 484 del suo libro su Aldrich: (9)

    “Questo curioso episodio di Jekyll Island è stato generalmente considerato un mito. B. C. Forbes ottenne alcune informazioni da uno dei reporters. Raccontò in vaghi cenni la storia di Jekyll Island, ma non fece molta impressione e fu unanimemente considerata una pura fandonia.”

    La copertura della conferenza di Jekyll Island fu portata avanti seguendo due linee, ed entrambe furono vincenti. La prima delle due, come riporta Stephenson, fu di screditare l’intera storia bollandola come una romantica macchinazione che non ebbe mai luogo. Anche se ci furono delle brevi allusioni a Jekyll Island in libri pubblicati successivamente riguardanti la Federal Reserve System, queste attirarono poca attenzioni nel pubblico. Come abbiamo notato, il ponderoso e apparentemente definito lavoro sulla Federal Reserve System non fa alcuna menzione di Jekyll Island, sebbene ammetta che una conferenza ci sia stata. In nessuno dei suoi voluminosi discorsi o scritti compaiono le parole “Jekyll Island”, con una sola interessante eccezione. Acconsentì alla richiesta del professor Stephenson che gli chiedeva di preparare un breve resoconto per la biografia di Aldrich.

    Questo è riportato a pag. 485 come parte del “Memorandum Warburg”. In questo estratto Warburg scrive:

    "La questione di un tasso di sconto unico è stata discussa e stabilita a Jekyll Island”.

    Un altro membro del “Club dei Nomi Propri” fu meno reticente. Frank Vanderlip più avanti pubblicò alcuni brevi resoconti della conferenza. Nel Saturday Evening Post del 9 febbraio 1935 Vanderlip scrisse:

    “Nonostante i miei punti di vista riguardo al valore per la società di una maggiore pubblicità sugli affari delle corporations, ci fu un’occasione nel 1910, in cui fui altrettanto riservato, in effetti, altrettanto circospetto, come ogni cospiratore… Poiché sarebbe stato fatale per il piano del Senatore Aldrich che venisse reso noto che stava chiedendo aiuto a molte persone di Wall Street per aiutarlo a preparare la sua legge, furono prese tali precauzioni che avrebbero deliziato il cuore di James Stillman (un colorito e riservato banchiere che fu presidente della National City Bank durante la guerra Ispano Americana e che fu sospettato di essere stato coinvolto nel farci prendere parte a quella guerra)… Non credo si tratti di esagerazione nel definire la nostra spedizione segreta su Jekyll Island come l’effettiva ideazione di ciò che alla fine divenne il Federal Reserve System.”

    In una Rubrica di Viaggi del Washington Post del 27 Marzo 1983, “Segui il ricco a Jekyll Island” Roy Hoopes scrive:

    “Nel 1910, quando Aldrich e quattro esperti del mondo della finanza cercarono un posto per incontrarsi segretamente per riformare il sistema bancario nazionale, simularono un viaggio di caccia e per dieci giorni si rinchiusero in un Circolo, dove pianificarono quello che poi sarebbe diventata la Federal Reserve Bank.”

    Vanderlip in seguito scrisse nella sua biografia, “Da allevatore a finanziere” (10):

    “La nostra spedizione segreta a Jekyll Island fu l’occasione dell’effettiva ideazione di quello che poi sarebbe diventata la Federal Reserve System. I punti essenziali del Progetto Aldrich erano tutti contenuti nel Federal Reserve Act così come fu approvato.”

    Il professor E. R. A. Seligman, membro della famiglia di banchieri internazionali J. & W. Seligman e capo del Dipartimento di Economia alla Columbia University, scrisse in un saggio pubblicato dall’Accademia di Scienze Politiche, Atti v. 4 N. 4 pagg. 387-90:

    “E’ cosa nota a pochi quanto grande sia il debito degli Stati Uniti nei confronti del Sig. Warburg. In quanto si può affermare senza tema di smentita che nelle sue caratteristiche fondamentali il Federal Reserve Act è il frutto del lavoro del Sig. Warburg più che di qualsiasi altro uomo del paese. L’esistenza di un Consiglio della Federal Reserve realizza, tranne che nel nome, una vera banca centrale. Nei due rami fondamentali del controllo sulle riserve e sulla politica del tasso di sconto, il Federal Reserve Act ha completamente accettato il principio del Programma Aldrich e questi principi, quando furono stabiliti, furono la creazione del Sig. Warburg e di nessun altro. Non bisogna dimenticare che il Sig. Warburg aveva in mente un fine pratico. Nel concepire i suoi piani e nel portarli avanti variando sottilmente i consigli di volta in volta, era doveroso per lui ricordare che l’educazione del paese doveva essere graduale e che una grande parte del lavoro era di abbattere i pregiudizi e rimuovere i sospetti. I suoi piani di conseguenza contenevano ogni sorta di elaborati suggerimenti per tenere sotto controllo il pubblico nei confronti di pericoli immaginari e per persuadere il paese che lo schema generale era assolutamente praticabile. Era speranza del Sig. Warburg che con il passare del tempo sarebbe stato possibile eliminare dalla legge alcune clausole che erano state inserite in larga misura su suo suggerimento a scopo educativo.”

    Ora che il debito pubblico degli Stati Uniti ha superato il trilione di dollari [1.000 miliardi di dollari, ndT], possiamo realmente riconoscere “quanto grande è il debito degli Stati Uniti nei confronti del Sig. Warburg.” Nel momento in cui egli scrisse il Federal Reserve Act, il debito pubblico era praticamente inesistente.

    Il professor Seligman richiama l’attenzione sulla notevole preveggenza che il reale compito dei membri della conferenza di Jekyll Island era di preparare un progetto di sistema bancario che avrebbe gradualmente “educato il paese” e “abbattuto i pregiudizi e rimuovere i sospetti”. La campagna per promulgare il piano in legge ebbe successo proprio facendo ciò.

    ~•~

    (1) Prof. Nathaniel Wright Stephenson, Paul Warburg’s Memorandum, Nelson Aldrich A Leader in American Politics, Scribners, N.Y. 1930
    (2) "CURRENT OPINION", December, 1916, p. 382.
    (3) Nathaniel Wright Stephenson, Nelson W. Aldrich, A Leader in American Politics, Scribners, N.Y. 1930, Chap. XXIV "Jekyll Island"
    (4) T.W. Lamont, Henry P. Davison, Harper, 1933
    (5) Clarendon, Hist. Reb. 1647
    (6) Nathaniel Wright Stephenson, Nelson W. Aldrich, A Leader in American Politics, Scribners, N.Y. 1930, Chap. XXIV "Jekyll Island" p. 379
    (7) Paul Warburg, The Federal Reserve System, Its Origin and Growth, Volume I, p. 58, Macmillan, New York, 1930
    (8) CURRENT OPINION, December, 1916, p. 382
    (9) Nathaniel Wright Stephenson, Nelson W. Aldrich, A Leader in American Politics, Scribners, N.Y. 1930, Chap. XXIV "Jekyll Island" p. 379
    (10) Frank Vanderlip, From Farmboy to Financier





    I segreti della Federal Reserve - capitolo 01 - la connessione londinese (SIGNORAGGIO NETWORK)
    Ultima modifica di Avamposto; 08-10-10 alle 10:26

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  2. #2
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: I segreti della Federal Reserve - (Capitolo 1)

    I SEGRETI DELLA FEDERAL RESERVE

    Capitolo DUE - Il piano Aldrich

    (a cura* di Sandro Pascucci - SIGNORAGGIO NETWORK (signet@work) & PRIMIT denunciano la grande truffa dell'usura bancaria, del signoraggio e della riserva frazionaria)

    Il secondo capitolo dell'imperdibile testo-verità di Eustance Mullins
    sulla Federal Reserve e sul mondo dei creatori di moneta.




    «La finanza ed il sistema di tassazione sono riservati a Nelson Aldrich all’interno della propria sfera individuale e giurisdizionale. Il Sig. Aldrich sta tentando di escogitare, attraverso la Commissione Monetaria Nazionale, una legge bancaria e valutaria. Centinaia di migliaia di persone sono sicuramente dell’opinione che il Sig. Aldrich racchiuda all’interno della sua personalità la più grande e più sinistra minaccia per il benessere della popolazione degli Stati Uniti. Ernest Newman recentemente ha dichiarato: "Ciò che il Sud [America Latina. ndT] visita sul Negro [il più giovane ed ancora attivo vulcano del SudAmerica, Nicaragua ndT] dal punto di vista politico, Aldrich lo distribuirebbe ai più disagiati della società del Nord[America], se potesse inventare un modo pratico e sicuro per riuscirlo a fare"». (Harper's Weekly, 7 Maggio 1910).

    I partecipanti alla conferenza su Jekyll Island ritornarono a New York per dirigere la campagna di propaganda in favore del "Piano Aldrich". Tre delle principali università, Princeton, Harvard e l’università di Chicago, furono usate come punto di concentrazione per questa propaganda, mentre le banche nazionali dovevano contribuire ad un fondo di cinque milioni di dollari per persuadere il pubblico Americano che questo piano della banca centrale sarebbe dovuto diventare legge per mezzo del Congresso.

    Woodrow Wilson, governatore del New Jersey ed ex presidente dell’università di Princeton, fu reclutato come portavoce per il Piano Aldrich. Durante il Panico del 1907, Wilson aveva dichiarato: “Tutto questo problema potrebbe essere evitato se avessimo incaricato un comitato di sei o sette benevoli uomini come J.P. Morgan per gestire gli affari del nostro paese.”

    Stephenson, nella sua biografia su Nelson Aldrich nel 1930, scrive:

    "Il 16 Gennaio 1911 fu pubblicata una guida, «Proposta di Programma per la Legislazione Monetaria», dell’Onorevole Nelson Aldrich, basata sulle conclusioni scaturite dalla conferenza su Jekyll Island. Stephenson scrive a pagina 388: "E’ stata formata un’organizzazione per il progresso finanziario. Warburg ha introdotto una risoluzione autorizzando le autorità della Citizens’ League (Associazione dei Cittadini), più tardi National Citizens League… Il professor Laughlin dell’università di Chicago è stato incaricato della propaganda di tale associazione." (1)

    Si nota che Stephenson caratterizza il lavoro del National Citizens League come “propaganda”, in linea con l’esposizione di Seligman del lavoro di Warburg come “l’educazione del paese” e “abbattere i pregiudizi”.

    Molti dei cinque milioni di dollari del fondo dei banchieri furono spesi con il patrocinio del National Citizens' League, che fu inventato per i professori del college. I due più determinati propagandisti a favore del Piano Aldrich furono il Professor O.M. Sprague di Harvard, e J. Laurence Laughlin dell’università di Chicago.

    Il membro del Congresso Charles A. Lindbergh (senior), osserva:

    "J. Laurence Laughlin, presidente del Comitato Esecutivo della National Citizens' League fin dalla sua costituzione, è ritornato nella sua posizione di professore di politica economica all’università di Chicago. Nel Giugno 1911, al professor Laughlin fu concesso di stare un anno lontano dall’università, così che potesse dedicare tutto il suo tempo alla campagna d’educazione intrapresa dall’Associazione... Ha lavorato diligentemente, ed è grazie ai suoi sforzi ed alla sua persistenza che la campagna raggiunge la fase finale con soddisfacenti prospettive di un risultato di successo. Il lettore sa che l’Università di Chicago è un’istituzione finanziata da John D. Rockefeller, con quasi cinquanta milioni di dollari".(2)

    Stephenson, nella sua biografia su Nelson Aldrich, rivela che la Citizens' League (Associazione dei Cittadini) era anche un prodotto di Jekyll Island. Nel capitolo 24 troviamo che: "il Progetto di Aldrich è stato rappresentato al Congresso come il risultato di tre anni di lavoro, di studio e viaggi dei membri della Commissione Monetaria Nazionale, con spese per oltre 300.000 dollari."(3)

    Testimoniando di fronte al Comitato sui Regolamenti (Committee on Rules), il 15 Dicembre 1911, dopo che il Piano Aldrich era stato presentato al Congresso, il membro del Congresso Lindbergh dichiarò:

    "Il nostro sistema finanziario è falso e rappresenta un enorme peso sulla gente… Ho affermato che c’è un monopolio monetario di organizzazioni indipendenti. Il piano di Aldrich è uno schema chiaramente nell’interesse del monopolio... Perché questo consorzio monetario adesso supporta così fermamente il piano di Aldrich, prima che la gente sappia cosa tale consorzio da fatto fino ad oggi?"

    Lindbergh continua il suo discorso:

    "Il Piano Aldrich e’ il Piano di Wall Street. E’ una chiara minaccia da parte di chi detiene il monopolio monetario. Vuol dire ancora panico, se necessario, per intimidire la gente. Aldrich, pagato dal governo per rappresentare le persone, propone invece un piano per alcune organizzazioni indipendenti. La Commissione Monetaria Nazionale fu creata con uno scopo intelligente. Nel 1907 la natura rispose nel modo più sorprendente dando a questo paese il più generoso raccolto che avesse mai avuto. Altre industrie ne beneficiarono, e da un punto di vista naturale tutte le condizioni erano giuste per l’anno più prosperoso. Invece, causo’ enormi perdite. Wall Street sapeva che gli Americani stavano chiedendo un rimedio contro il ripetersi di una così ridicola condizione innaturale. Molti Senatori e Deputati caddero nella trappola di Wall Street e approvarono il Decreto d’Emergenza della Moneta ("Emergency Currency Bill"). Ma il vero scopo fu ottenere una commissione monetaria che avrebbe racchiuso una proporzioni per le correzioni alla nostra valuta e leggi bancarie le quali sarebbero stati convenienti per il monopolio monetario. Adesso, in ogni luogo, vi è l’interessamento ad educare la gente in favore del Piano Aldrich. E’ stato riportato che una consistente somma di denaro è stata stanziata a tale scopo. La speculazione di Wall Street ha provocato il Panico del 1907. I fondi dei depositanti furono prestati agli speculatori ed a tutti quelli che gli enti del monopolio monetario volevano favorire. Poi quando i depositanti rivollero il denaro, la banca non lo aveva. E questo creò il panico."

    Edward Vreeland, co-autore del Decreto, scrisse sull’Indipendent del 25 Agosto 1910 (che era di proprietà di Aldrich), "Sotto il proposto piano monetario del Senatore Aldrich, i monopoli spariranno, perché non potranno fare più del 4% di interesse ed i monopoli non possono continuare ad un così basso tasso. Inoltre, questo segnerà l’allontanamento definitivo del Governo dal business bancario."

    Le fantasiose dichiarazioni di Vreeland erano tipiche del flusso propaganda sguinzagliato in giro in modo che fosse approvato il Piano Aldrich. Il monopolio sarebbe sparito, il governo sarebbe sparito dal mondo bancario. Parole al vento.

    Il Nation Magazine, il 19 Gennaio 1911, osservò: "Il nome della Banca Centrale è cautamente evitato, ma la «Federal Reserve Association», nome dato all’organizzazione centrale proposta, è dotata dei tipici poteri e responsabilità di una Banca Centrale Europea."

    Dopo che la Commissione Monetaria Nazionale era ritornata dall’Europa, non si riunì per almeno due anni. Nessun verbale o appunto fu mai presentato per mostrare che aveva autorizzato il Piano Aldrich. Da quando non ci furono più riunioni, i membri della commissione poterono con difficoltà reclamare il Piano come loro. Il solo tangibile risultato della Commissione da trecentomila dollari di costo fu una libreria di 30 enormi volumi sul sistema bancario europeo.

    Tipico di questi lavori è la storia da mille pagine della Reichsbank, la banca centrale che controllava il denaro ed il credito in Germania, ed i cui principali azionisti erano i Rothschild e la società bancaria della famiglia di Paul Warburg, la M.M. Warburg Company.

    I verbali della Commissione mostrano che non ha mai funzionato come organo deliberativo. In realtà, la sua sola "riunione" fu una conferenza segreta tenuta su Jekyll Island, e che non è menzionata in nessuna pubblicazione della Commissione. Il Senatore Cummins approvò una risoluzione in Congresso che ordinava alla Commissione di riferire il 9 Gennaio 1912, e di mostrare alcuni risultati costruttivi dei suoi tre anni di lavoro. Nonostante questa richiesta, la Commissione Monetaria Nazionale cessò di esistere.

    PRESIDENTE CARTER GLASS: "Perché il banchieri Occidentali si sono fatti sentire quando l’Associazione dei Banchieri Americani ha dato la sua incompetente e, ne siamo certi, unanime approvazione dello schema proposto dalla Commissione Monetaria Nazionale?"

    ANDREW FRAME: "Mi fa piacere che me lo abbia chiesto. Quando la legge monetaria fu introdotta in questo paese, fu solo pochi giorni prima del meeting dell’Associazione dei Banchieri Americani a New Orleans nel 1911. Non c’era un banchiere tra i cento che avevano letto la legge. Ottenemmo 12 dichiarazioni a favore. Il Generale Hamby di Austin, Texas, scrisse una lettera al Presidente Watts chiedendo un’ inchiesta contro la legge. Non ricevette una risposta cortese. Io mi rifiuto di votare a favore, e molte altri banchieri hanno fatto lo stesso."

    MR. BULKLEY: "Vuol dire che nessun membro dell’Associazione poteva essere sentito in opposizione alla legge?"

    ANDREW FRAME: "Hanno soffocato tutto il dibattito"

    MR. KINDRED: "Ma stando al verbale ci sarebbe stata praticamente l’ unanimità"

    ANDREW FRAME: "La legge era già stata preparata dal Senatore Aldrich e presentata al consiglio esecutivo dell’Associazione dei Banchieri Americani nel Maggio 1911. Come membro del consiglio, io ricevetti una copia il giorno prima che essi agissero sulla proposta. Quando la legge arrivò a New Orleans, i banchieri degli Stati Uniti non l’avevano ancora letta."

    MR. KINDRED: "In pratica il funzionario che presiedeva la seduta escluse coloro che volevano discuterla negativamente?"

    ANDREW FRAME: "Non lo permisero a tutti quelli che erano contro la legge."

    CHAIRMAN GLASS: "Quale significato ha il fatto che alla successiva riunione dell’Associazione dei Banchieri Americani tenutasi a Detroit il 1912, l’Associazione non ripropose il proprio supporto al Piano della Commissione Monetaria nazionale, conosciuto come schema Aldrich?"

    ANDREW FRAME: "Non fu riproposta per il semplice fatto che i banchieri del Piano Aldrich sapevano che l’associazione non l’avrebbe supportata. Eravamo pronti, ma non la menzionarono."

    Andrew Frame rivelò la collusione che nel 1911 portò all’approvazione del Piano Aldrich da parte dell’ Associazione dei Banchieri Americani ma che nel 1912 non osò neppure riconfermare il proprio supporto, per paura di un’ onesta e aperta discussione sui meriti del progetto.

    Il presidente Glass chiamò allora come testimone uno dei dieci più potenti banchieri degli Stati Uniti, George Blumenthal, socio della società bancaria internazionale di Lazard Freres e cognato di Eugene Meyer, Jr.

    Carter Glass accolse con effusione Blumenthal, affermando che "il Senatore O'Gorman di New York e’ stato alquanto gentile da suggerirci il suo nome." Un anno dopo, O'Gorman proibì ad un comitato senatoriale di chiedere al suo capo, Paul Warburg, qualsiasi imbarazzante domanda prima dell’approvazione della sua nomina a primo governatore della Federal Reserve Board [gruppo di sette governatori assunti dal presidente degli Stati Uniti, su consiglio e consenso dei senatori, e responsabili di gestire la struttura della Federal Reserve, ndT]

    George Blumenthal disse: "Dal 1893 la mia azienda di Lazard Freres è leader nelle importazioni ed esportazioni di oro ed è quindi venuta in contatto con tutti quelli che hanno a che fare con ciò".

    Il membro del congresso Taylor chiese: "Perché non rivela il ruolo che lei ha avuto nell’ importazione di oro negli Stati Uniti?".

    Taylor chiese questo perché il Panico del 1893 e’ conosciuto dagli economisti come il classico esempio di panico monetario causato dalla movimentazione di oro.

    "No", rispose George Blumenthal, "Non ha niente a che fare con questo, perché non ha attinenza con la questione."

    Un banchiere da Philadelphia, Leslie Shaw, dissentì con altri testimoni a queste udienze, criticando la più vantata "decentralizzazione" del sistema. Egli disse: "Con il Piano Aldrich i banchieri possono avere associazioni locali o distrettuali, e quando si ha un’associazione locale, è garantito il controllo centralizzato. Supponiamo di avere un'associazione del genere ad Indianapolis; come si potrà sapere il nome di coloro che la governeranno? O quello di coloro in ogni altro luogo? Quando si mettono insieme le banche, possono avere la più grande influenza su tutti in questo paese, con l’ eccezione dei giornali."

    Per promuovere la Legge sulla Moneta Democratica, Carter Glass rese pubblico la spiacevole evidenza degli sforzi Repubblicani della Commissione Monetaria Nazionale del senatore Aldrich.

    Nel suo resoconto del 1913 disse: "Il senatore MacVeagh fissa il costo della Commissione Monetaria Nazionale al 12 Maggio 1911 a 207.130 dollari. Da allora hanno speso altri 100 mila dollari di denaro dei contribuenti. Un lavoro compiuto a tale costo non può essere ignorato, ma, avendo esaminato l’ampia documentazione pubblicata dalla Commissione, il Comitato Monetario e bancario ritiene di scarsa importanza incoraggiare l’attuale stato del mercato del credito degli Stati Uniti. Noi ci opponiamo alla Legge Aldrich per i seguenti motivi:

    La sua totale mancanza di un adeguato controllo pubblico e governativo del meccanismo bancario
    La sua tendenza a concentrare il controllo del voto nella mani di grandi banchieri del sistema.
    L’ estremo pericolo di inflazione monetaria intrinseca nel sistema
    La falsità del piano d’ investimento dei titoli di stato per avallare il provvedimento, a cui si accompagna la pretesa che questo sistema non costerebbe niente al governo
    I pericolosi aspetti monopolistici della legge
    Il nostro Comitato all’ inizio del suo lavoro fu incoraggiato dalla precisa sentimento in favore della banca centrale che era l’ evidente sviluppo del lavoro che era stato fatto dalla Commissione Monetaria Nazionale."

    La denuncia di Glass riguardo alla Legge Aldrich come un progetto della banca ha ignorato l’effetto che la Legge della Federal Reserve completerebbe tutte le funzioni della banca centrale. La sua riserva sarebbe posseduta da azionisti privati che potrebbero usare il credito del governo per il loro proprio profitto; avrebbe i controllo della moneta nazionale e delle risorse del credito; e sarebbe una banca di emissione che finanzierebbe il governo "mobilitando" il credito in tempo di guerra. Ne «La Logica del Sistema Bancario Centrale», Vera C. Smith (Committee for Monetary Research and Education, Giugno, 1981) scrive: "La prima definizione di una banca centrale è un sistema bancario nel quale una singola banca ha sia il completo che il residuo monopolio dell’emissione di banconote. Una banca centrale non è un prodotto dello sviluppo bancario. E’ imposta da fuori o diviene tale come risultato del volere del governo".

    Quindi ottiene la sua posizione di comando sul monopolio dall’emissione monetaria grazie al governo. Questa è la chiave del potere. Inoltre, l’atto di istituire una banca centrale ha un diretto impatto inflazionistico a causa del sistema della riserva frazionaria, che consente la creazione di prestiti e quindi, moneta, un certo numero di volte in più della “moneta” reale che la banca ha nei suoi depositi o riserve.

    Il Piano Aldrich non fu mai votato al Congresso, perché i Repubblicani persero il controllo della Camera nel 1910, e successivamente del Senato e la Presidenza nel 1912.

    (1) Nathaniel Wright Stephenson, Nelson W. Aldrich, A Leader in American Politics, Scribners, N.Y. 1930
    (2) Charles A. Lindbergh, Sr., Banking, Currency and the Money Trust, 1913, p. 131
    (3) Nel 1911, il Progetto di Aldrich è diventato parte della programma ufficiale del Partito repubblicano.

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    I segreti della Federal Reserve - capitolo 02 - Il piano Aldrich (SIGNORAGGIO NETWORK)
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