Nel mese che ha visto il governatore campano De Luca, i ristoratori e gli operatori turistici lanciare i primi allarmi sull'assenza di manodopera sono stati attivati 142.272 rapporti stagionali. Contro i 78mila dello stesso mese del 2017 e i 90.500 del 2018, prima dell'introduzione del reddito di cittadinanza che secondo i critici dissuade dall'accettare un posto di lavoro
“Alcune attività non apriranno perché non si trovano più camerieri. Non si trova personale stagionale: è uno dei risultati paradossali dell’introduzione del reddito di cittadinanza“. Parola di Vincenzo De Luca, che lo scorso 14 maggio rilanciava così in un video-intervento il grido di dolore dei ristoratori e baristi campani. Di lì settimane di lamentazioni da parte di albergatori e gestori di stabilimenti balneari affossati, a detta loro, dall’assenza di lavoratori causata dall’eccesso di sussidi. “Il fenomeno viene segnalato da Nord a Sud, con percentuali allarmanti quantificate tra il 50 e il 75 per cento”, aveva del resto anticipato Repubblica l’11 maggio. I dati amministrativi dell’Inps pubblicati due giorni fa raccontano tutt’altra storia: a maggio sono stati attivati la bellezza di 142.272 rapporti di lavoro stagionali. Quasi il doppio rispetto al 2017 e 50mila in più sia rispetto al 2018 – prima dell’introduzione del reddito di cittadinanza – sia rispetto al 2019. Una ricerca d’archivio conferma che si tratta di un record da almeno otto anni a questa parte (le serie arrivano fino al 2014). A dispetto della presunta carenza, e nonostante condizioni di lavoro tutt’altro che invitanti e spesso del tutto irregolari, come raccontato nella video inchiesta de ilfattoquotidiano.it (PRIMA PUNTATA/SECONDA PUNTATA/TERZA PUNTATA).
https://www.ilfattoquotidiano.it/202...ddito/6303799/




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