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Discussione: I maratoneti di Sion

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    Predefinito I maratoneti di Sion

    I maratoneti di Sion



    Ieri, Maratona Oratoria a sostegno di Israele al Tempio di Adriano, organizzato da Fiamma Nirenstein.
    Con due messaggi fondamentali:
    Uno, Israele è Occidente, l’Occidente è Israele, e il resto è il Nemico. Di Israele e dell’Occidente. Dove per Occidente, s’intende più o meno il giro di ricevimenti e affini – magari anche a Bangkok – in cui si trovano a casa loro persone come Silvio Berlusconi.
    Due,
    “Di una cosa non si può discutere: la legittimità dell’esistenza di Israele che non ammette nè se nè ma.” (Ansa, LC 07-OTT-10 22:13).
    Non sono un giurista e quindi non ho mai messo in discussione la legittimità della Jugoslavia, dell’impero ottomano o del Gay and Lesbian Kingdom of the Coral Sea Islands. Figuriamoci se ho voglia di discutere di quella di Israele.
    Eccovi alcuni degli interventi, scritti o fatti di persona, alla maratona della Nirenstein.
    Binyamin Netanyahu, primo ministro israeliano. Su cui ci sarebbe tanto da dire, limitiamoci alla promessa che ha fatto di non permettere mai che un israeliano venga estradato per crimini di guerra:
    «Grazie per sostenere Israele, grazie per sostenere la verità. I nostri nemici ci dipingono come aggressori mentre noi siamo vittime e non vogliono riconoscere il nostro diritto all’autodifesa. Molti in Europa hanno dimenticato che Israele e l’Europa condividono valori primari come la libertà individuale, i diritti civili delle minoranze, delle donne, degli omosessuali. Noi e voi siamo guidati dalla legge di Dio. Questi valori sono difesi in Medio Oriente solo da Israele: per questo motivo difendendo Israele l’Europa difende se stessa» (ANSA). BRN 07-OTT-10 19:43
    Renato Schifani, passato dalla Sicula Brokers alla presidenza del Senato, risolve il problema che fa impazzire tanti cartografi alle prese con un paese senza costituzione e senza frontiere:
    »Oggi i confini di Israele non sono mero dato geografico, sono i confini della nostra stessa Patria, i confini della nostra civiltà, i confini della nostra storia«. (Pol/Gs/Adnkronos) 07-OTT-10 11:11
    E non ci provate con la solita tiritera secondo cui Israele sarebbe qualcosa di diverso dall’imperialismo occidentale, che se no Schifani ti accuserà di antisemitismo.
    José Maria Aznar, ex-premier spagnolo, è fondatore della Friends of Israel Initiative assieme a vari notevoli soggetti:
    Israele «non è un paese del Medio Oriente, ma un paese occidentale del Medio Oriente». «Condividiamo con Israele la stessa storia e le stesse minacce – ha aggiunto Aznar – non c’è differenza tra un ebreo, un cristiano, un agnostico». Aznar ha poi sottolineato che «ogni problema di Israele è un problema di tutti noi». Infine l’ex premier, dopo aver ricordato la fondazione che ha creato, ‘Friends of Israel’, ha detto che va combattuta con forte e rigettata ogni «delegittimazione di Israele».(ANSA). LC-AMB/DGP 07-OTT-10 20:11
    «Io credo che Israele, una terra normale ma anche piena di opportunità, non sia un Paese del Medio Oriente, ma un Paese occidentale in Medio Oriente. Condividiamo la stessa storia, le stesse tradizioni e in questo momento anche le stesse minacce». «La discussione sul diritto ad esistere di Israele è una discussione sul diritto ad esistere di tutti noi -ha aggiunto Aznar- delegittimare e demonizzare Israele significa fare la stessa cosa ai valori occidentali. L’iniziativa ‘Friends of Israel’ non è qui per difendere una linea politica ma per difendere il diritto ad esistere della nostra democrazia». (Cmu/Ct/Adnkronos) 07-OTT-10 21:07
    Il concetto che Israele non è mediorientale ma è normale è l’equivalente politicamente corretto di una barzelletta sui negri cannibali.
    A proposito di barzellette, Silvio Berlusconi, Presidente del Consiglio, manda a dire che lui si sente israeliano: l’acquisizione del passaporto spirituale risale, secondo l’agenzia stampa che si vuole prendere per buona, o a un suo viaggio (in aereo, non in carro bestiame) ad Auschwitz:
    «La visita al campo di sterminio di Auschwitz – insieme all’orrore per la barbarie dell’Olocausto – mi ha trasmesso un sentimento di solidarietà incancellabile: da allora anche io mi sento israeliano». «In tutta la mia vita sono stato un amico di Israele» perchè «i sentimenti, le ragioni ed i valori che ci uniscono sono numerosi e, per me, fortissimi».(ANSA). AMB-LC/MB 07-OTT-10 183
    oppure più o meno da quando è nato:
    Il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato come il suo ‘sentirsi israeliano’ sia stata «una convinzione che ho conservato sempre, prima come privato e poi come capo del Governo. Una convinzione che tuttora si nutre di valori comuni, non solo di sentimenti». «Tutelare i valori e l’identità di Israele – continua il Cavaliere – significa difendere i nostri stessi valori, e significa trasmettere alle generazioni future un messaggio di libertà e di democrazia. A questi principi si sono ispirate in modo costante le scelte dei governi che ho avuto l’onore di presiedere. Come ho detto quando ho avuto l’onore di parlare davanti alla Knesset, la sicurezza di Israele nei suoi confini ed il suo diritto di esistere come Stato ebraico sono per noi italiani una scelta etica ed un imperativo morale contro ogni ritorno dell’antisemitismo e del negazionismo e contro le minacce anche recenti, per noi intollerabili di aggredire e distruggere lo Stato di Israele».
    Insomma, ha concluso,
    «la nostra amicizia per Israele è franca, aperta e reciproca. Non è solo vicinanza verbale, non è solo democrazia ma è un moto dell’anima e viene dal cuore».(ANSA). AMB-LC/MB 07-OTT-10 18:47
    Alain Elkann, consigliere per gli eventi culturali e per i rapporti con l’estero del ministro Sandro Bondi, invece lancia un ragionamento straordinariamente perverso:
    «Innanzitutto tutti gli ebrei dovrebbero sentirsi israeliani, nel senso che dovrebbero partecipare di più alla vita di Israele. Dire ‘voi ebrei non c’entrate, è colpa degli israeliani’ è soltanto antisemitismo nascosto. Il mio appello è questo: tutti gli ebrei del mondo si sentano israeliani». (Cmu/Ct/Adnkronos) 07-OTT-10 19:25
    Ricapitoliamo. Soldati israeliani, eseguendo gli ordini del proprio governo, non fanno passare da un checkpoint la signora Rihab Nofal, lasciandola morire mentre partorisce davanti a loro. Secondo Elkann, anche un tranquillo studente americano di fisica, che si fa i fatti suoi a Boston, dovrebbe sentirsi complice dell’omicidio perché ha i nonni ebrei, e se non lo fa, è colpevole di tradimento verso il clan.
    Per fortuna, dall’altra parte non ragionano così. Come dice Abu Obaida Shakir, portavoce del movimento palestinese Jihad Islamico:
    “La Palestina va restituita alla sua legittima popolazione. Una volta che questo è stato ottenuto, siamo pronti a vivere assieme ai nostri fratelli cristiani ed ebrei in un unico stato liberato dall’aggressione sionista. Noi non combattiamo gli ebrei in quanto ebrei, ma perché sono gli aggressori e gli occupanti di una terra che non è loro e perché hanno provocato l’espulsione del popolo palestinese. Voglio sottolineare questo punto, in modo che nessuno confonda le cose.”
    Ora, Elkann dice che chi non confonde le cose, chi nega l’esistenza della colpa collettiva degli ebrei, è un antisemita.
    Maurizio Gasparri, presidente del gruppo PdL, è come al solito giulivo:
    “Per fortuna l’Italia ha un governo guidato da Silvio Berlusconi che ha sempre avuto posizioni chiare, difendendo la libertà di Israele e volendo testimoniare la verità in favore di questo Stato e di questo popolo.“ (ANSA). COM-CLA 07-OTT-10 18:29
    Gianfranco Fini, eletto prima presidente della Camera e poi Unico Figo del Radetski Bar di Milano, ribadisce la fondamentale unità d’Israele con l’Occidente imperiale:
    «Israele è l’avamposto della democrazia dei valori dell’Occidente in Medio Oriente». «Ciò rende tanto più essenziale – prosegue il messaggio in avvio della manifestazione – l’impegno della comunità internazionale nell’assicurare la solidarietà allo Stato di Israele, nel garantire il suo diritto di esistere entro confini sicuri e nel contribuire a creare quelle condizioni che rendano tale diritto compatibile con il riconoscimento di uno stato per i palestinesi». «[ritengo che] un forte condiviso sostegno dell’Europa e del mondo occidentale, volto ad assicurare la posizione dello Stato di Israele possa anche contribuire alla realizzazione delle legittime aspettativa del popolo palestinese»
    Quest’ultimo è un ragionamento curioso: se tutte le potenze occidentali, con i loro eserciti, missili, denaro e poliziotti, si schierano decisamente dalla parte dell’unica potenza nucleare del Medio Oriente contro i nativi palestinesi, i nativi palestinesi realizzeranno le loro “legittime aspettative”.
    Evidentemente, Fini prende per buona la storia secondo cui tutti i musulmani vogliono farsi ammazzare per andare in Paradiso.
    Magdi Cristiano Allam, di cui abbiamo raccontato qui l‘esilarante biografia, dopo la parentesi cristiana, è tornato alle sue abitudini poligamiche: prima con il libro Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano?, poi con le liste elettorali “Io amo la Lucania”, “Io amo Gela”, “Io amo la Sardegna”, “Io amo Bologna” e “Io amo Rimini“. Adesso torna a una vecchia fiamma (sì, il titolo del libro era proprio Io amo Israele):
    «Israele è l’unico Stato al mondo di cui viene messo in discussione il diritto ad esistere e di conseguenza si monta una campagna tesa a screditarlo.”
    Magdi Allam evidentemente ignora la storia di una nazione fisicamente distrutta dall’Italia, però lui è straniero e certe cose non può saperle. Il nostro prosegue:
    “Dobbiamo essere consapevoli che difendere il diritto di Israele ad esistere costituisce il fronte di prima linea per difendere la stessa civiltà occidentale». «Nel momento in cui non si riuscisse più ad esprimere la verità, salvaguardando la libertà -ha aggiunto Allam- finirebbe di esistere la nostra civiltà. Oggi purtroppo si accredita una campagna di disinformazione che irresponsabilmente fa venir meno la consapevolezza che negare Israele è una calamità per tutti noi». (Cmu/Pn/Adnkronos) 07-OTT-10 21:04
    Andrea Ronchi (noto agli amici con il nomignolo affettuoso di Gollum) è ministro per le politiche comunitarie: anche se non conosce una sola lingua straniera, sa comunque usare il telefonino per farsi dare istruzioni da Gianfranco Fini. Ne abbiamo parlato spesso, ad esempio per raccontare della volta che partecipò al lancio dei paracadutisti sulla Madonna di Loreto.
    Andrea Ronchi ha cuore:
    «Il mio cuore è lì con voi, come lo è sempre quando si tratta di difendere la causa di Israele e rivendicare il diritto a una corretta informazione sull’azione del governo di Tel Aviv».
    «Per l’Italia il diritto all’esistenza dello Stato di Israele è e rimarrà sempre un principio inviolabile e un valore incontrovertibile.
    Israele è nel cuore dell’Italia. Oggi, grazie al grande lavoro svolto dal presidente Berlusconi e dal ministro Franco Frattini, l’Italia è il migliore amico di Israele in Europa ma è anche l’unico Paese europeo che è stato invitato al summit della Lega araba di alcuni mesi fa». (ANSA). COM-KVI 07-OTT-10 189
    «È questo quello che dobbiamo continuare a fare insieme: alzare la voce in tutte le sedi per rivendicare il diritto alla sicurezza di Israele, ricordando che mai vanno confusi gli aggrediti con gli aggressori». (Pol-Gac/Ct/Adnkronos) 07-OTT-10 20:44
    Appunto, mai vanno confusi gli aggrediti con gli aggressori.
    In mezzo a tanta Destra, c’è pure il Centro, con Pierferdinando Casini, leader dell’Udc, che vuole prendere un coltello, o quantomeno un muro, per tagliare fuori Israele dal Medio Oriente una volta per tutte e portarselo a casa:
    Sostegno all’idea «di un rapporto più stretto fra Israele e l’Unione Europea e ad uno status privilegiato in vista di una possibile integrazione futura». AMB-LC/IMP 07-OTT-10 19:18
    Anzi, c’è pure un po’ di Sinistra, per cui è proprio come la storia che piace tanto ai media dei “rossobruni“. Infatti, c’è Piero Fassino, del Partito Democratico. Un signore che abbiamo colto un paio di anni fa in un momento straordinario, mentre pregava, assieme a Maurizio Gasparri, Riccardo Pacifici, Fiamma Nirenstein, l’ex-piduista Giancarlo Elia Valori e Andrea Ronchi. Una preghiera diretta dall’ambasciatore israeliano, in pieno bombardamento di Gaza, che culminava con le parole “Il Signore renda i nostri nemici che sorgono contro di noi sconfitti davanti ai nostri soldati.” No, non me la sono inventata.
    Dice Fassino:
    «Questa è una manifestazione che ha come obbiettivo quello di affermare il diritto di Israele ad esistere e vivere, sicuro del suo futuro riconosciuto dai suoi vicini e senza paura del domani. 07-OTT-10 19:25
    Walter Veltroni fa finalmente una cosa di sinistra. Infatti, macina fuffa: “Israele è una risorsa per il dialogo tra i popoli e le culture”.
    Riccardo Pacifici, presidente della comunità ebraica romana (sì, proprio quel Riccardo Pacifici) :
    «il processo di pace andrà avanti nonostante l’allargamento delle colonie. Perchè un arabo può vivere in Israele ed un israeliano non può vivere insieme agli arabi senza correre alcun pericolo?».(ANSA). LC-AMB/DGP 07-OTT-10 196
    Che è una maniera poetica per dire che Israele deve continuare a costruire città-fortezze dentro i territori occupati, mentre sparerebbe a un palestinese dei territori che cercasse di raggiungere i propri parenti nell’Israele della linea verde.
    Mara Carfagna è una signora le cui competenze professionali sono fuori discussione, ma riguardano un campo non strettamente attinente alla politica internazionale. Per cui le possiamo perdonare di aver letto la sfilza di luoghi comuni intercambiabili che qualcuno aveva scritto per lei:
    «Con la mia presenza a questo evento voglio testimoniare la mia amicizia nei confronti di Israele. Paese che ha subito molti torti primo tra tutti quello di non essere riconosciuto da alcuni paesi come Stato. Sono qui a battermi a favore delle ragioni di Israele». «L’impressione è che i media ngrandiscano i difetti e diminuiscano i meriti di Israele. Questo è un Paese -conclude la Carfagna- che viene offeso e oltraggiato. Ci sono leader mondiali che minacciano di distruggerlo con la bomba atomica». (Gsc/Ct/Adnkronos) 07-OTT-10 19:41
    Franco Frattini, ministro degli Esteri (che noi abbiamo citato un po’ di tempo fa per aver chiesto che l’India reprimesse con più determinazione i diritti umani nel Kashmir) tocca la questione delll’occupante armato catturato alcuni anni fa da Hamas a Gaza e che dovrebbe essere scambiato con migliaia di nativi palestinesi catturati dagli occupanti:
    «La vita del soldato Gilad Shalit è questione di diritti umani non di scambio». Lo ha detto il ministro degli Esteri, Franco Frattini, intervenendo stasera alla maratona oratoria bipartisan ‘Per la verità, per Israelè. «Non si può dire quanti prigionieri si possono dare in cambio, perchè – ha aggiunto Frattini – il diritto alla vita è assoluto e inestimabile». «Sulla difesa di questo argomento – ha concluso Frattini – non defletteremo mai di un millimetro».(ANSA). LC-AMB/DGP 07-OTT-10 199
    Ah, poi, Frattini aggiunge:
    «questo paese è l’unica democrazia presente in Medioriente». (Gsc/Ct/Adnkronos) 07-OTT-10 20:43
    Gianni Alemanno, , il sindaco post-evoliano di Roma che ha fatto issare la bandiera di Israele sul Campidoglio, aggiunge al solito discorso occidentalista anche un curioso riferimento alla comunità ebraica romana:
    «Sono qui per tre motivi: perché sono sindaco di Roma ed esiste la più antica comunità d’Europa che è parte di noi stessi legata in maniera indissolubile alla nostra città; perchè Shalit è cittadino onorario di Roma e non vogliamo spostare la sua immagine anche se a volte ci crea problemi diplomatici con alcune delegazioni straniere, poi ho visto l’altro volto terribile che non viene mai citato dai mezzi televisivi: i missili che arrivano su Israele. Il terzo motivo è che ogni volta che Israele viene minacciato è tutto l’occidente ad essere minacciato quindi noi dobbiamo essere dalla parte di Israele perchè difendere la sua esistenza è un modo per difendere la dignità e l’esistenza di tutti noi». (OMNIROMA) flo 072054 ott 10
    Probabilmente non intendeva insinuare che voleva deportare gli ebrei romani in Palestina.
    Comunque, Alemanno ci fa sapere che i palestinesi erano quasi riusciti ad aiutare i romani a cambiare sindaco:
    Il sindaco di Roma ha voluto citare anche la propria esperienza personale, quando in visita a Sderot ha visto piovere dal cielo i missili Qassam: «Questo è l’altro aspetto terribile della vita di Israele che non viene mai sottolineato dai mezzi di informazione».(ANSA). Y5J-DE/TER07-OTT-10 21:01
    Infine, Alemanno ci informa che
    «Chi attacca Israele e incita all’antisemitismo sono le stesse persone che chiamano i cristiani crociati».(ANSA). Y5J-DE/TER 07-OTT-10 21:01
    “Chiamano i cristiani crociati”?
    Sentiamo Khaled Meshal, dirigente politico di Hamas.
    “Hamas ha forse sorpreso alcuni liberali e laicisti nel campo palestinese che pensavano, o hanno anche promosso l’idea, che a causa della sua identità islamica, si sarebbe isolato e si sarebbe indebolito il rapporto tra noi e i cristiani palestinesi. Restarono sorpresi quando le loro aspettative non si materializzarono. Questo perché una religione non è una faccenda di isolamento e di distacco; al contrario, la fede spinge le persone verso la tolleranza, il rispetto del prossimo e il riconoscimento dei loro diritti.”
    Nessuna agenzia stampa ci rivela invece cos’abbia detto Lucio Dalla, che pure era uno degli Anziani Maratoneti di Sion.
    Forse ha cantato una sua vecchia canzone:
    “Sono diventato una TV
    Adesso son perfetto non mi muovo più
    Mi accendo e poi mi spengo non reagisco più
    Hey ti stai spegnendo anche tu
    Io lo so cos’è
    E stan cercando di fregare anche te
    Non fidarti mai
    Siam seduti sopra un cesso prima o poi cadrai”


    I maratoneti di Sion, Miguel Martinez
    ████████

    ████████

    Gli umori corrodono il marmo

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