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Originariamente Scritto da
emv
No, non è vero. Basta che affronti il tema in modo razionale senza pregiudizio.
Ammetto, magari con presunzione che quello che affronta la cosa con pregiudizio sei tu...
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Sappiamo che la scienza è nata dove c'è stata la filosofia cristiana. Punto. Basta... Che altro serve aggiungere? Cina, India hanno avuto conoscienze ma non la Scienza. Sappiamo benissimo che è così, non perchè fossero inferiori a noi ma solo perchè avevano i limiti della cultura pagana che impediva di studiare e sfruttare la natura essendo sacra, gli stessi limiti della scienza greca. La filosofia cristiana ha scisso il legame uomo natura rendendolo libero di fare della natura quello che voleva. Prima non si poteva fare perchè essendo sacra, avendo la natura il principio divino in sè, oltre un certo limite non si poteva mai andare. Sia nella speculazione che nello sfruttamento della stessa mediante la tecnica. E per scienza intendo il nesso scienza-tecnica perchè una senza l'altra non progrediscono. E non contestiamo che la scienza e il progresso conseguito non sono i parametri universali perchè avendo determinato l'esplosione demografica dal XIX sec. che mai c'era stata prima sono l'unico parametro oggettivo logico e sincero: il successo biologico. Ergo la Vita.
Perchè se si fa del relativismo che ogni cultura è valida altrettanto allora è inutile perchè non c'è la volontà di capire le cose.
La Scienza si è sviluppata fin dall'epoca dei greci, anche loro politeisti, e per lungo tempo i regni mussulmani sono stati ben superiori e acculturati di noi nonostante non fossero cristiani. I diversi Imperi cinesi sono stati i più grandi e potenti Stati per popolazione, conoscenza e influenza per millenni...
Tu confondi un'insieme di casualità e situazioni fortunate (tra cui la grande competitività nata dalla frammentazione europea) con un disegno divino. E queste cose le capisci anche con un'introduzione piuttosto semplice all'argomento come quella di "Armi, acciaio e malattie" di Diamond.
Oltretutto anche qui riunisci la cristianità tutta o la dividi quando più ti fa comoda. Culturamente protestanti e cattolici sono molto diversi, per non parlare del cristianesimo protestante americano, lontanissimo in molti aspetti dalla visione cattolica.
Oltretutto, mi pare abbastanza evidente che al momento la nazione di maggior successo e crescita non è certo cristiana, anzi. Quindi non darei molto peso alla cosa.
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E' uno sforzo umano, ammirevole ma senza Dio è destinato a un tragico fallimento.
Che devo dirti, sono un inguaribile romantico. La vedo ben diversamente.
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La durata non è da disprezzare, perchè l'umaninità proviene da una sola famiglia umana, quindi in origine le religioni non era molte anzi era solo una.........
La durata è da disprezzare quando non è un fattore determinante al messaggio cristiano, innovativo in talmente tanti aspetti, e sopratutto quando la stessa radice cristiana si è frammentata più volte. Alla fine di quale cristianesimo parli? Quello cattolico? Perché è ben più recente di quello orientale. Per dirne una.
La durata, quindi, non è sinonimo di qualità quanto lo è il successo al botteghino di un cinepanettone.
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Questo "No." lo direbbe un Guenon o un Evola...
Per piacere, non insultarmi.
Quel no è riferito ovviamente alla tua arbitraria decisione di calcolare il valore del tempo solo per dare ragione alle tue traballanti tesi.
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Scusami, ma guarda che tu disprezzi un espressione, quella del timor di Dio che è presente fin dall'inizio della Chiesa, e fin da prima che la Chiesa esistesse, con Isaia «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore (Is 11,1-2).»
E guarda un po', fatto curioso tra i doni non c'è l'Amor di Dio. Forse non sarà perchè tutti questi doni vanno a formare l'Amor di Dio?
Non può esserci vero amore di Dio senza il timore, non c'è cuore senza ragione.
Ci siamo un pochino evoluti come pensiero da Isaia, eh...ad ogni modo continui a spostare l'argomento.
Io ho detto chiaramente che se si venera il Signore per timore di punizione, non è un sentimento sincero e quindi non è una Fede sincera e apprezzabile.
Su questo concordi o no? Non è che ti sto chiedendo una tesi...
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La teologia ti dice che quella persona se è buona pur non credendo in Lui, è tale perchè già crede in Dio senza saperlo. E appunto quella che si chiama grazia sufficiente. Il problema di questa condizione non è in astratto ma in concreto, che è difficilissimo mantenersi in quella condizione senza i mezzi di salute della religione cristiana, quali i sacramenti. A meno che Dio non intervenga sostenendolo in maniera miracolosa. Ma sarebbe un'eccezione non la regola.
Dio sostiene se la persona lo merita, non sono i sacramenti a renderla degna di Dio. Esattamente come dici tu citando la Grazia sufficiente.
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E la forza d'inerzia che proviene da un contesto familiare o sociale che gli ha trasmesso dei valori cristiani i quali continuano a produrre frutti
perchè sono un carburante formidabile ma andrà inevitabilmente a terminare se non viene reintegrato.
Ci sono brave persone che si impegnano nel fare il loro meglio anche senza un contesto familiare o sociale di valori cristiani. I cristiani possono aver riconosciuto la giusta forma di venerazione a Dio, se così è, ma non sono gli unici ad accedere alla Grazia, anzi. L'Inferno è pieno di "bravi" cristiani più attenti a sacramenti e riti che a vivere nei valori di Cristo.
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Mi pare avessi citato il perdono... come uno dei due valori più grandi della religione cristiana, ma mi pare che non vuoi riconoscere quanto la religione incida nella società.
Non l'ho mai negato, almeno non nella società "occidentale".
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No, no. Dio non vuole il male anche se lo permette. Dio crea cose non azioni.
Appunto, quindi ogni scelta è nostra e solo nostra. Abbiamo la possibilità di andare innanzi a lui affermando che lo abbiamo amato di nostra esclusiva sponte e non perché guidati passo passo da lui.
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E gli esiti sono stati catastrofici.
Strano, poco prima hai affermato che i cristiani portano comunque il meglio.
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Ma devi anche porti dei dubbi a riguardo della tua idea della religione cattolica perchè io cerco con i miei limiti di non esporre tesi personali.
Lo faccio costantemente, credimi.
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La sostanza del mio discorso è che il cristianesimo sgrava e di molto l'uomo dalla colpa per le conseguenze delle sue azioni, e ho usato per la lo precisione la locuzione "fardello del peso delle proprie scelte". Mi hai risposto che questo vorrebbe dire deresponsabilizzare e ciò non sarebbe possibile perchè il cristianesimo responsabilizza. Ma io ti dico che continui a vedere una contraddizione che non c'è perchè la colpa, il fardello del peso, è la conseguenza delle nostre azioni. Mentre la responsabilità, le proprie scelte, le precedono. Non siamo colpevoli di tutte le cose di cui siamo responsabili, no? Solo di quelle che producono dei danni.
Sinceramente ho difficoltà ha capire questa parte. Proprio a livello di testo.
Noi siamo responsabili delle nostre scelte e delle colpe che esse portano. Il cristianesimo non nega la colpa ma permette il Perdono a noi stessi e verso Dio se sinceramente pentiti.
E si, siamo colpevoli di tutte le cose negative ma siamo anche responsabili di quelle positive. Questa parte mi sembra un rimando a quel meme da cristiani un pò bigotti per cui tutte le belle cose sono opera di Dio e le cattive nostre.
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E' inutile e pericoloso voler dimostrare di essere più caritatevoli che giusti. Dio è misericordia ma è anche giustizia insieme. Cuore e ragione.
Si, ma Dio è anche disceso nel mondo umano sacrificandosi per perdonarci. E perdonerebbe anche Lucifero.
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Se con la ragione comprendiamo che il diavolo sta all'inferno perchè non sopporterebbe lo stare in Paradiso, anzi è proprio scappato via da esso perchè, non dimentichiamolo, era un serafino, l'angelo più vicino a Dio e quello era il suo Paradiso.
E' un pò più complesso di così. Lucifero è stato scacciato dal Paradiso e precipitato all'Inferno, non è scappato da esso, anzi, lui voleva stare in Paradiso. E' relegato all'Inferno perché ancora insiste nella lotta contro Dio ma, al tempo stesso, è uno strumento della creazione. Sempre che tutto questa non sia una gigantesca metafora, ovviamente.
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Se queste cose le comprendiamo con la ragione perchè cercare di negarle con il cuore?
Tanto più che sono dogmi perchè, Mt. 25,41:
«Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.»
Se penso che il diavolo potrebbe pentirsi esprimo una metafora della condizione umana per cui confido di essere sempre in grado di controllarmi nel peccare... Perchè tanto conto che avrò sempre la forza per smettere quando voglio (lo stesso che dicono i tossicopdipendenti all'inizio della loro dipendenza). Ma il pentimento è un dono di Dio. Non è frutto nostro.
No, è Dio ad accettare il nostro pentimento. Il pentimento nasce sempre dall'uomo in quanto sua scelta se pentirsi o meno.