Stamattina ho letto un articolo del Corriere della Sera nel quale si metteva in evidenza il fatto che sulla partecipazione italiana - targata ENI - al gasdotto South Stream non c'è nulla di defenitivo e che relativamente a ciò il cda dell'ENI non ha ancora preso decisioni ufficiali e vincolanti.
Per ora, ci sono solo - proseguiva l'articolista del CorSera - solo le grandi manovre di Putin e Berlusconi che però sono fatte prescindendo dal parere del cda ENI, il quale scade in primavera e dovrà essere rinnovato.
Si paventava -nell'articolo- il 'pericolo' - dal punto di vista di chi scriveva - di un mancato rinnovo di quegli elementi del cda ENI non favorevoli all'attuale linea tenuta da Scaroni, che, sempre ad avviso del giornalista, sostanzialmente segue precise direttive governative.
Opinioni?




Rispondi Citando
