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    Predefinito Pomigliano la Fiat vuole la complicità totale del sindacato

    NOTIZIE 2010


    Linea Marchionne avanti tutta! Dopo Pomigliano la Fiat vuole la complicità totale del sindacato


    “ intanto la sede nazionale del sindacato giallo Cisl è colpita da fumogeni e uova marce”


    In un suo comunicato il Lingotto afferma che “ il progetto Fiat che prevede investimenti per 20 miliardi di euro per rilanciare la struttura produttiva del gruppo in Italia, “ non partirà se non vi sarà l’impegno formale delle organizzazioni sindacali ad assumersi precise responsabilità del progetto,” la Fiat ,prosegua la nota “ potrebbe adottare soluzione che vanno oltre Pomigliano”.
    Un vero e proprio ultimatum in stile nord americano che ricorda tanto le grandi corporation anglosassoni, use a trattare i lavoratori come merce e non come persone.
    Com’era prevedibile la Fiat e il suo padrone delle ferriere Marchionne continuano imperterrite sulla strada intrapresa a Pomigliano , dove è stato per la prima volta da quando in Italia furono introdotti i Contratti Collettivi Nazionali, rinnovato un accordo in pejus per i lavoratori.
    La strada è tutta in discesa per la Fiat, complice la totale latitanza del Governo, del Parlamento, dell’opposizione, oramai da tempo ripiegata sulle stesse posizioni filo liberiste della maggioranza e dei sindacati confederali, tranne, per adesso solo la Fiom.
    Questi ultimi Cisl e Uil hanno sottoscritto il famigerato accordo di giugno per Pomigliano, ai quali si è accodata con il ruolo di semplice comparsa, anche l’Ugl di Centrella e del suo Segretario metalmeccanici D’Anolfo…” l’intesa serve prima di tutto a garantire posti di lavoro a tante fabbriche in crisi..e sarà utile non solo alla Fiat”, che in cerca di una qualche visibilità,non ha pensato di meglio che attestarsi su posizioni filo datoriali con i due degni compari, che già da qualche tempo sembrano più una succursali di Confindustria che vere e proprie Organizzazioni Sindacali.
    Ma qualcosa sembra non andare per il verso giusto, qualcuno non vuole starci a questo gioco dove a perderci saranno sempre e solo i lavoratori e a guadagnarci come sempre la Fiat. Così ecco che un gruppo denominato “Action diritti in movimento” ha preso di mira in questi giorni la sede nazionale della Cisl( uno dei sindacati maggiormente compromessi con questo governo) con fumogeni, vernice e uova, mentre in provincia di Lecco aderenti alla Fiom hanno occupato la sede Cisl locale. Forse sarà solo un fuoco di paglia, o forse potrebbe essere l’inizio di una protesta ben più consistente , capace d’ estendersi anche ai settori del mondo del lavoro.
    Pronte le solite condanne che sono piovute dal cosiddetto mondo politico, con in testa il solito Capezzone portavoce del Pdl, seguito a ruota dal povero Franceschini del Pd, che non sapendo più che pesci pigliare, parla allarmato di “ clima d’ intolleranza che va contrastata”, e sì perché chi osa contrastare il pensiero unico liberista è un intollerante, un violento, frasi già sentite queste per bocca dell’Amm. Delegato della Fiat Marchionne, che parla di “ senso istituzionale perso, cancelli dello zoo aperti”, intendendo come animali coloro che protestano all’accordo capestro di Pomigliano.
    Non c’è che dire, una bella compagnia di ventura si è formata in Italia, che va dalla Confindustria con la sua capataz Marcegaglia, ai “sindacati gialli” che sono ridotti oramai a sola cinghia di trasmissione del padronato.
    Marchionne proprio in questi giorni, conferenza stampa dopo conferenza stampa, sta veicolando nel Paese il messaggio Fiat: ..”Fabbrica Italia non nasce da un calcolo di convenienza”, Le logiche economiche e finanziarie ci spingerebbero altrove, dice l’Ad, dove vi sono condizioni migliori( leggasi salari inferiori del 50%, minor tutele previdenziali e antinfortunistiche, assenza del sindacato), ma , bontà sua,la Fiat ha il dovere di guardare prima di tutto l’Italia”.
    Ci si potrebbe quasi commuovere per tanta magnanimità da parte di uno squalo del capitalismo, che possiede un così alto senso patriottico, da fare invidia a tutti i fautori del primato della politica sull’economia. Invece è solo un sapiente imbonitore, che stende cortina fumogena per ingannare i soliti gonzi che bevono ogni giorno le veline dei vari tg nazionali,etro c’è ben altro a cominciare dalla destrutturazione del CCNL, così come lo volle il Fascismo, e dalla graduale eliminazione delle più elementari garanzie costituzionali , per arrivare a toccare quelle derivanti dalla Legge n.300/70.
    E mentre l’ultimo rapporto della Cgil( rea anch’essa,nonostante la levata di scudi di questi mesi, della deriva neo liberista attuale ) denuncia che il potere d’acquisto dei lavoratori dipendenti italiani ha perso negli ultimi dieci anni qualcosa come 5000 euro,il giudice del lavoro del Tribunale di Melfi rigetta il ricorso presentato dalla Fiom per il non reintegro in catena di montaggio( la Fiat pretendeva di farli entrare in fabbrica solo a patto che stessero nella sala sindacale) dei lavoratori ingiustamente licenziati alla Fiat di Melfi e accoglie la versione datoriale concludendo che”è inammissibile l’istanza della Fiom, rilevando che essa costituisce un tentativo che oltrepassa i limiti dell’analogia e si caratterizza per essere un ‘iniziativa creativa e di politica legislativa, inibita all’ordine giudiziario” e questo, diciamo noi in spregio a quanto stabilito dall’Art.18 dello Statuto dei Lavoratori.

    (Corte di Cassazione: l’obbligo di reintegrazione nel posto di lavoro, facente carico al datore di lavoro a norma dell’art. 18 della l. n. 300 del 1970, si estingue soltanto con il pagamento della indennità sostitutiva della reintegrazione (introdotta in sede di novellazione dell’art. 18 da parte dell’art 1, l. n. 108 del 1990), prescelta dal lavoratore illegittimamente licenziato, e non già con la semplice dichiarazione, proveniente da quest’ultimo, di scegliere tale indennità in luogo della reintegrazione. Ne consegue che, fino a quando permane l’obbligo del datore di lavoro di reintegrare, egli è tenuto al risarcimento del danno cui il lavoratore ha parimenti diritto, posto che il citato art. 18, comma quinto, attribuisce al lavoratore la facoltà di optare per l’indennità sostitutiva, fermo restando il diritto al risarcimento del danno così come previsto dal quarto comma, e che il diritto a far valere quale titolo esecutivo la sentenza che, nel disporre la reintegrazione del lavoratore licenziato, ha attribuito a titolo risarcitorio le retribuzioni globali di fatto dalla data del licenziamento a quella della riassunzione, non viene meno per effetto della dichiarazione di opzione per le quindici mensilità comunicata al datore di lavoro, sino a quando quest’ultimo non abbia eseguito la suddetta prestazione. (Cass. 28.7.2003 n. 11609, in Mass. Giur. Lav. 2003, 11, 861; ex plurimis, Cass. 21.12.2005 n. 2891, in Guida al lavoro 2006, 9, 43; Cass. 6.3.2003 n. 3380 in Lav. giur. 2003, 7, 679; Cass. 5.8.2000 n. 10326, in Rep. Foro it. 2000, v. Lavoro (rapporto), 608; Cass. 13.8.1997 n. 7581, in RIDL 1998, II, 312).

    Romano Visconti


    Italia Sociale

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Pomigliano la Fiat vuole la complicità totale del sindacato

    Il marchionismo sta facendo scuola , pure dove lavora uno di mia conoscenza hefico: , ci sono industriali che con gli operai mandano a parlare il loro avvocato :giagia: .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

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    Predefinito Rif: Pomigliano la Fiat vuole la complicità totale del sindacato

    Competizione e concorrenza, ecco a cosa portano: lavorare di più per chi ha un impiego, e molta disoccupazione.
    La Fiat è un punto di riferimento del padronato italiano, e quanto viene deciso al suo interno incide su quello he succede nel resto delle altre industrie. Marchionne sta conducendo, da vero sovversivo, un progetto di ristrutturazione del mondo del lavoro in Italia. L' imprenditoria è preoccupata dei costi maggiori delle materie prime, dei costi petroliferi che si ripercuotono sui costi di trasporto, e delle ribellioni degli schiavi in Asia, che tra anni rendereranno meno conveniente di adesso la delocalizzazione. Vorrebbero quindi riportare la produzione qua, il problema è vincere le resistenze dei lavoratori; potrebbero organizzare una super ondata di de-localizzazioni, provocando una disoccupazione disperata e prolungata, così quando anche le produzioni all' estero saranno più costose, riporteranno le produzioni in occidente contando su una disoccupazione tragica da indurre a rinunciare ai diritti dei lavoratori.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Pomigliano la Fiat vuole la complicità totale del sindacato

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Vorrebbero quindi riportare la produzione qua, il problema è vincere le resistenze dei lavoratori; potrebbero organizzare una super ondata di de-localizzazioni, provocando una disoccupazione disperata e prolungata, così quando anche le produzioni all' estero saranno più costose, riporteranno le produzioni in occidente contando su una disoccupazione tragica da indurre a rinunciare ai diritti dei lavoratori.
    Tutto pensato da menti fredde e prive di scrupoli , queste cose penso che siano il frutto di manovre che partono da lobby assai potenti, non ad una che sia una di assemblee sindacali si è mai parlato di questo ncav: , poi c'è gente che si fida dei sindacati , assurdo !
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

 

 

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