
Originariamente Scritto da
FrancoAntonio
questo è fuori di testa... ma quanti possono permettersi di dimettersi da un posto di lavoro che non li rende felici?
di Massimo Gramellini
Il principe Henry di casa Windsor è intervenuto a un dibattito sul lavoro, a conferma che ciascuno tende a parlare di ciò che non conosce. Il suo parere, molto applaudito, è chebisogna dimettersi dagli impieghi che non danno la felicità. Affermazione perspicace che presuppone però una certa libertà di scelta.
Con il permesso del principe, tenderei a escludere che un fattorino si senta gratificato nel consegnare pizze sotto la pioggia. Se lo fa, è perché pensa di non avere alternative migliori per pagarsi gli studi o l’affitto. Mi rendo conto che si tratta di argomentazioni meschine, ma purtroppo per potersi permettere il lusso di sottovalutare gli aspetti materiali della vita è necessario non averne mai sofferto la mancanza.
Sarà anche vero che, da quando è iniziata la pandemia, in tanti hanno lasciato volontariamente lavori sgraditi, preferendo vivere con meno che vivere male. Ma c’è un limite al meno, oltre il quale neanche un monaco può andare. E chi quel limite lo varca tutti i giorni, e continua a sobbarcarsi mestieri indigesti per guadagnarsi onestamente il pane, meriterebbe da un ereditiere qualcosa di meglio che un predicozzo etico. Meriterebbe che l’ereditiere gli dicesse: «Per consentirti di fare soltanto il lavoro che ami, mi impegno a mantenere a mie spese te e altri mille come te fino a quando non lo trovate. Sarò io il vostro reddito di principanza».
Non so se un simile lavoro lo renderebbe felice, ma almeno proverebbe finalmente il brivido di farne uno.
https://www.corriere.it/caffe-gramel...d710576f.shtml