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  1. #1211
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    alba del 26 settembre



    25 September
    President of Ukraine Volodymyr Zelenskyy reported that Ukraine has received an undisclosed number of NASAMS air defense systems purchased for it by the United States.[50]
    Partito Democratico Repubblicano

  2. #1212
    Rossobruno cattivone
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    Cosa mi dite di ciò che è successo nel Mar Baltico?
    Potere a chi lavora!

  3. #1213
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    http://federicodezzani.altervista.or...isfatta-russa/

    Nella nostra recente analisi, abbiamo messo in luce come moltissime delle scelte strategiche adottate da Vladimir Putin siano palesamene errate da lasciare addirittura pensare che l’inquilino del Cremlino siano colpevole di intelligenza col nemico. Gli ultimi sviluppi in Ucraina confermano quest’ipotesi e lasciano presagire un futuro molto fosco per la Federazione Russa. Dopo la disfatta nella regione di Charkov ed il passaggio dell’iniziativa agli ucraini, si aspettava infatti un radicale cambio di strategia di Mosca, ma le decisioni assunte lasciano davvero stupefatti e lascia supporre che sia sopratutto una manovra di Putin per evitare di essere defenestrato dai “falchi” che premono per un cambiamento a 180 gradi della strategia.

    Il 20 settembre, infatti, è stato annunciato che le quattro regioni ucraine separatiste (Donetsk, Lugansk, Cherson e Zaporija) indiranno a breve un referendum per accedere alla Federazione Russa. L’atto politico, di per sé, è neutrale. La tempistica, però, è tutto. Se infatti tali referendum fossero stati annunciati sull’onda di una netta ed inconfutabile vittoria militare russa in Ucraina (facilmente conseguibile, se la guerra fosse stata impostata in tutt’altro modo), avrebbero semplicemente ratificato un nuovo rapporto di forza nell’Est europeo: il controllo russo di buona parte delle coste ucraine e del Mar Nero. I referendum, al contrario, sono stati indetti sull’onda della disfatta di Charkov e, sopratutto, dopo le reiterate affermazioni di Vladimir Putin (ripetute da Narendra Modi e da Recep Erdogan) di voler porre fine alle ostilità il prima possibile.

    Così facendo, Vladimir Putin alimenta all’estero l’immagine di una Russia in grande difficoltà, costretta a ricorrere ad improbabili e maldestri “bluff” pur di salvare la situazione sul campo militare. Il 21 settembre, infatti, il capo del Cremlino ha annunciato che i referendum saranno accompagnati da una mobilitazione parziale (estesa cioè solo ai riservisti) e dall’estensione ai “nuovi territori” russi della dottrina nucleare russa: uso di ordini atomici in caso di attacco al suolo nazionale.

    Ora: la mobilitazione (che necessita di almeno 4-6 mesi per produrre i primi effetti) avrebbe dovuto essere proclamata almeno lo scorso marzo, dopo che il tentativo di “rovesciare” Zelensky assediando Kiev era fallito. Non si può certo sperare di ribaltare la situazione sul campo promettendo l’impiego, dopo l’inverno, di una maggiore massa di uomini. L’unica via per puntellare la guerra convenzionale gravemente compromessa è, adesso, ricorrere ad un maggior uso dell’aviazione ed ai bombardamenti strategici, distruggendo (finalmente!) con sistematicità quelle infrastrutture ucraine che il Cremlino ha lasciato incredibilmente intonse in sette mesi di combattimenti: le ferrovie ed i ponti sul Dniepr che portano le armi angloamericane dal confine polacco sino al remoto teatro di guerra nel sud-est ucraino. Se la mobilitazione non produrrà alcun effetti tangibile fino alla prossima primavera, è invece probabile che sia utilizzata fin da subito dalla rete anglosassone per innescare l’ennesima rivoluzione colorata, sulla falsariga del 1905 e del 1917.

    Rimane l’ombrello nucleare russo: dopo aver votato per l’annessione, le quattro regioni sarebbero a tutti gli effetti territorio russo e, quindi, Mosca, potrebbe rispondere con un attacco nucleare tattico qualora gli ucraini continuassero l’avanzata. Putin, nella conferenza stampa del 21 settembre, ha espressamente detto di “non bluffare” sull’uso delle armi nucleari. Ma è credibile? È davvero credibile che chi è si finora astenuto dal bombardare i ponti sul Dniepr, ricorra agli ordigni nucleari tattici? E contro quali obiettivi: la linea d’attrito tra i due schieramenti? O a semplici scopi dimostrativi, alimentando così ulteriormente la pressione politica internazionale sulla Russia e dando la possibilità agli angloamericani di portare la guerra per procura in Ucraina allo stadio successivo? È davvero poco credibile.

    Non solo, dunque, i referendum saranno del tutto inutili a bloccare l’offensiva ucraina, ma rischiano di mettere la Russia in una situazione ancora più critica. Si immagini cosa accadrebbe se gli ucraini attaccassero Cherson o Lugansk dopo il referendum: qualora i russi non rispondessero all’istante con una micidiale rappresaglia, il “bluff” di Putin sarebbe immediatamente scoperto, con un effetto domino su tutte le posizioni russe in Ucraina. Di fronte alla “passività” della Russia nel difendere i propri territori in Ucraina, si accenderebbero in un attimo anche tutte le forze centrifughe all’interno della Federazione Russa, dalla Transnistria agli avamposti in Georgia, passando per Grozny. Tutti metterebbero in discussione la forza militare russa e la sua effettiva volontà di difendersi.

    In sostanza, l’indizione dei referendum nelle regioni separatiste conferma quanto scritto nella nostra ultima analisi: la Russia, grazie alla criminose scelte strategiche della sua classe dirigente, è diretta verso una nuova Tsushima che, quasi certamente, sarà utilizzata dagli anglosassoni per cercare di rompere l’asse russo-cinese. Se nel febbraio scorso, la Russia aveva davanti a sé la possibilità di riacquistare lo status di potenza mondiale attraverso una facile guerra convenzionale, ora sembra minacciare una guerra atomica per salvare se stessa. Più che su improbabili scenari atomici, l’attenzione dovrebbe però focalizzarsi sui caotici scenari che seguiranno la sempre più probabile sconfitta russa in Ucraina. Gli anglosassoni faranno di tutto per separare Mosca da Pechino: spetta ai cinesi prepararsi a gestire il difficile post-Putin.
    Partito Democratico Repubblicano

  4. #1214
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    Citazione Originariamente Scritto da cimad5 Visualizza Messaggio
    Se infatti tali referendum fossero stati annunciati sull’onda di una netta ed inconfutabile vittoria militare russa in Ucraina (facilmente conseguibile
    tutti capi di stato maggiore col culo altrui.
    Rimane l’ombrello nucleare russo: dopo aver votato per l’annessione, le quattro regioni sarebbero a tutti gli effetti territorio russo e, quindi, Mosca, potrebbe rispondere con un attacco nucleare tattico qualora gli ucraini continuassero l’avanzata. Putin, nella conferenza stampa del 21 settembre, ha espressamente detto di “non bluffare” sull’uso delle armi nucleari.
    non ne ha parlato proprio. E questo kretino vorrebbe giudicare la forza dell'esercito russo quando non sa nemmeno leggere la traduzione di un discorso pubblico.
    In sostanza, l’indizione dei referendum nelle regioni separatiste conferma quanto scritto nella nostra ultima analisi: la Russia, grazie alla criminose scelte strategiche della sua classe dirigente, è diretta verso una nuova Tsushima che, quasi certamente, sarà utilizzata dagli anglosassoni per cercare di rompere l’asse russo-cinese.
    Sicuramente gli anglosassi (cit.) vogliono rompere l'asse "terrestre" Russia-Cina, altrettanto sicuramente non è colpa di Putin se la Cina resta a guardare sapendo benissimo che il giorno dopo che la Russia è sconfitta gli USA lanceranno la guerra nucleare colpendo la Cina da ogni lato. E se lo meriterebbero.
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA

  5. #1215
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    alba del 29 settembre



    26 September

    The United Kingdom introduced new sanctions against Russia due to Russia’s holding of pseudo-referendums in occupied Ukrainian territories. The sanctions list includes 92 individuals and legal entities, including 33 Russian officials sent to the occupied territories of Ukraine, as well as 55 top managers of Russian state-owned companies.[50]

    27 September
    More than 1600 Russian propaganda accounts were taken down by Facebook.[51]
    The Armed Forces of Ukraine liberated the village of Kupiansk-Vuzlovyi in the Kharkiv region. Up to 6% of the territory of the Kharkiv region remains under occupation.[52]
    The results of the sham referendums in occupied territories were announced, which are all in favour of annexation into Russia, with Donetsk 99.23% in favour, Luhansk 98.42% in favour, Kherson 87.05%, and Zaporizhzhia at 93.11%. There were planned votes in Mykolaiv and Kharkiv oblasts. These never happened, mainly due to limited control of territory.[53] As a side effect of these referendums, Russia may now claim that the "very existence of the state is at risk", due to the now Russian view that much of the war is happening on Russian territory. This could result in the justification for the use of nuclear weapons.[54][55]
    Nearly 200,000 Russian citizens, primarily fighting age men and their families, have left Russia in what was called a "mass exodus", after the announcement of a draft of 300,000 citizens to fight in the war. Many have gone to Kazakhstan, Serbia, Georgia and Finland.[56]

    28 September
    NATO Secretary-General Jens Stoltenberg attributed the leaks on the Nord Stream pipelines to acts of sabotage.[57]
    Ukrainian police have recorded at least 582 war crimes committed by Russia in the formerly occupied territories in the Kharkiv region.[58]
    Partito Democratico Repubblicano

  6. #1216
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    https://www.dagospia.com/rubrica-3/p...era-326240.htm

    Il presidente ungherese Viktor Orban, in un discorso in Parlamento, ha annunciato l’intenzione di lanciare “consultazioni nazionali” per accertare l’opinione degli ungheresi sulle sanzioni imposte dall’Ue alla Russia, come riporta la testata Magyar Nemzet, rilanciata dall’agenzia di stampa russa Tass. “Le sanzioni contro la Russia sono state introdotte in maniera antidemocratica, perché è stata una decisione dei burocrati di Bruxelles, per la quale stanno pagando i cittadini europei”, ha detto Orban, aggiungendo che “dobbiamo conoscere l’opinione della gente” e “per la prima volta in Europa, in Ungheria chiederemo il parere sulle sanzioni”.
    Per Orban le sanzioni “imposte da Bruxelles” alla Russia sono “la vera causa dei problemi economici dell’Europa”, come riporta Ria Novosti.- “Il motivo dei guai economici è la risposta di Bruxelles alla crisi in Ucraina, a causa delle sanzioni i prezzi dell’energia sono aumentati più volte. L’aumento dei prezzi dell’energia ha causato un aumento dell’inflazione in tutti i paesi – precisa Orban -. Questi terribili ‘prezzi dell’energia’ non sono il risultato di processi economici. Le sanzioni hanno causato inequivocabilmente un enorme aumento dei prezzi dell’energia. Pertanto, non è l’economia, ma la politica, ovvero le decisioni di Bruxelles, ad essere responsabile dell’aumento dei prezzi dell’energia”. Secondo Orban, da febbraio la Russia ha “beneficiato degli alti prezzi dell’energia” e le sanzioni, a suo avviso, hanno avuto l’effetto opposto: “gli europei sono diventati più poveri e la Russia è più ricca”, ha detto ancora il premier ungherese, come riporta Tass.
    Il premier ungherese si è poi detto convinto che “se le sanzioni imposte alla Russia verranno revocate, l'economia europea sarà in grado di ritrovare la sua forza”.
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  7. #1217
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    Predefinito Re: Ultimatum di Mosca: «Senza garanzie sicurezza dalla NATO, ci sarà risposta milita

    alba del 30 settembre



    28 September
    NATO Secretary-General Jens Stoltenberg attributed the Nord Stream pipeline leaks to acts of sabotage.[57] The next day, the Swedish coast guard found a fourth leak on Nord Stream 2.[58]
    The Ukrainian police has recorded at least 582 war crimes committed by Russia in the formerly occupied territories of the Kharkiv Oblast.[59]
    The United States announced a $1.1 billion aid package to Ukraine,[60] including:[61][62][63]
    18 High Mobility Artillery Rocket Systems (HIMARS) and ammunition
    150 Armored High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicles (Humvee)
    150 tactical vehicles to tow weapons
    40 trucks and 80 trailers
    2 radars for unmanned aerial systems
    20 multi-mission radars

    29 September
    Finland closed its borders to Russian citizens at midnight.[64] Finland took this action at the request of Estonia, who regards all Russian tourists as security threats.[65]
    Ukraine fully captured Kupjansk. Russian soldiers held positions on the eastern beach of the flood Oskil that flows through the city. Exchange of fire happened until the positions had been taken.[66]

    30 September
    23 civilians died and 28 were injured in Zaporizhzhia when a Russian missile hit a humanitarian convoy. [67]
    Partito Democratico Repubblicano

 

 
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