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Re: Delocalizzazioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
Serafino
Io spero con tutto il cuore che il prossimo presidente USA si a di nuovo
Trump...
https://www.youtube.com/watch?v=vjOChWz6pJ4
... può sembrare assurdo, ma l'unico politico che abbia davvero fatto l'interesse della povera gente in quel Paese è questo multimiliardario. Perché costruisce grattacieli in America, e ha bisogno che gli americani abbiano denaro per comprarseli. Se si guarda all'andamento dell'occupazione USA nei giorni che precedettero l'arrivo del Covid, si scopre che vi erano centinaia di migliaia di nuovi occupati, mese su mese.
https://www.forumforyou.it/smiles/hmm.gif
Trump è parecchio paraculo o, se vogliamo un termine meno colorito, incoerente, perchè le divise dei suoi dipendenti alberghieri e persino i cappellini "make America great again" erano tutti made in China.
Ma tanto la coerenza, in politica, non paga mai. Conta quanto uno urla.
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Re: Delocalizzazioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
portiere
Trump è parecchio paraculo o, se vogliamo un termine meno colorito, incoerente, perchè le divise dei suoi dipendenti alberghieri e persino i cappellini "make America great again" erano tutti made in China.
Ma tanto la coerenza, in politica, non paga mai. Conta quanto uno urla.
Vada per i cappellini. Era praticamente impossibile trovare una ditta (superstite) che li producesse sul territorio USA. Ma è innegabile che, nei mesi che precedettero l'arrivo del Covid, l'occupazione americana registrava centinaia di migliaia di nuove assunzioni, mese su mese. La sfida è nel completare il Decoupling...
Are the U.S. and China on the path to economic decoupling?
https://foreignpolicy.com/wp-content...667&quality=90
http://emoticonforum.altervista.org/...rightpic_1.gif
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Re: Delocalizzazioni
Il grosso nemico è la finanza, gli Stati, le banche centrali (qualsiasi, sia nazionali che sovranazionali).
Giocare lo stesso campionato sarebbe una cosa estremamente logica, ok globalizzazione con paese occidentale, assolutamente vietata globalizzazione con paese del terzo mondo o con livelli di vita estremamente diversi.
Sono riusciti a trovare una formula per loro perfetta, hanno inserito alcuni punti del neo-liberismo in un quadro fortemente statalista.
Il risultato finale è un social-capitalismo in cui le grandi multinazionali hanno tutti i benefici (compreso l’intervento statale sempre a tutela loro) supportati dallo Stato e dalla classe di parassiti che vivono di soldi pubblici.
Questo schema piramidale ha alla base le PMI e i lavoratori privati che sono costretti a tirare la carretta per tutti.
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Re: Delocalizzazioni
Dunque, vediamo se ho capito come è andata la faccenda:
La Cina era chiusa al commercio a causa del loro carattere strambo che li ha fatti sempre autoconsiderarsi il centro del mondo (loro si chiamano "Il Paese di Mezzo" come nel Signore degli Anelli). Questa loro mentalità gli ha impedito di colonizzare gli altri territori, come invece ha fatto la Gran Bretagna, con il risultato di diventare una enorme macchia grigia nell'atlante delle attività economiche e commerciali del pianeta.
Ha iniziato quindi il solo Giappone a collegarsi alla filosofia mercantile e industriale dei Paesi dell'occidente, ponendosi in breve al vertice delle capacità tecnologiche e industriali mondiali, dando una chiarissima idea di cosa sono capaci gli orientali, i quali non possiedono le fisime e le remore culturali che abbiamo noi (per esempio tutte quelle "puttanate" sulla "Libertà", i "Diritti Umani", la "Comunità e la Solidarietà verso i più deboli" ecc... ecc...)
Quando i cinesi si sono svegliati, si sono resi conto che stavano facendo la figura dei fessi davanti ai giapponesi e da grandi furbi che sono, si sono messi a disposizione delle industrie occidentali con un messaggio esplicito: "Tutto quello che stai producendo in occidente a 100, io te lo produco a 1; portami qui i tuoi macchinari, che ci penso io a darti la manodopera che ti serve"
Agli industriali dell'occidente non è parso vero! E si sono spostati in massa in Cina; nel frattempo i capi della Cina, forti della radicata abitudine dei cinesi a essere comandati da regimi assolutistici, si sono messi a spostare masse enormi di contadini dalle campagne immense dell'entroterra alle nuove città che intanto facevano progettare dagli architetti occidentali e costruire dai suoi bravi operai della costa. E così, appena traslocate, le industrie occidentali hanno trovato manodopera a gogò, a mezzo soldo e senza alcun problema sindacale.
La Cina ha iniziato a produrre bagatelle, giocattoli, vaschette, e cosette del genere. Poi hanno iniziato a fare sul serio ed oggi la Cina è praticamente la prima potenza economica mondiale; presto lo sarà anche a livello tecnologico e scientifico, oltre che finanziario.
Nel frattempo nell'occidente arrivavano i licenziamenti e la disoccupazione e da ricco mercato per la vendita delle merci prodotte in Cina, pian piano sta sempre più ridimensionandosi anche economicamente (non ci stanno soldi! Infatti tutti i Paesi dell'occidente campano facendo debiti!) e anche demograficamente stiamo pian piano scomparendo.
Come invertire questo trend...? Occorre assolutamente far tornare le industrie in Italia!
C'è stato un bando pubblico in Italia per la fornitura di mascherine FFP2, al massimo ribasso; pare che se lo sia aggiudicato un produttore cinese che le offre a 10 centesimi l'una, mentre il più economico dei produttori italiani non è riuscito a scendere sotto i 45 centesimi! E' chiaro che questo produttore italiano a queste condizioni sarà destinato a chiudere. Infatti prima della pandemia non esisteva alcuna produzione di mascherine sanitarie in Italia, si acquistavano tutte dalla Cina.
E quindi mi chiedo: ma se le condizioni di concorrenza restano queste, non è forse una barzelletta il dire che le industrie devono tornare in Italia...? A fare cosa? La fine di questa azienda di mascherine...??
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Re: Delocalizzazioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
Roberto il Guiscardo
...
C'è stato un bando pubblico in Italia per la fornitura di mascherine FFP2, al massimo ribasso; pare che se lo sia aggiudicato un produttore cinese che le offre a 10 centesimi l'una, mentre il più economico dei produttori italiani non è riuscito a scendere sotto i 45 centesimi! E' chiaro che questo produttore italiano a queste condizioni sarà destinato a chiudere. Infatti prima della pandemia non esisteva alcuna produzione di mascherine sanitarie in Italia, si acquistavano tutte dalla Cina.
E quindi mi chiedo: ma se le condizioni di concorrenza restano queste, non è forse una barzelletta il dire che le industrie devono tornare in Italia...? A fare cosa? La fine di questa azienda di mascherine...??
Cosa aggiungere?
Niente.
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Re: Delocalizzazioni
Considerazioni che non avranno senso in futuro, i mercati asiatici si stanno sviluppando fino al punto che la Cina esporterà di più in Vietnam, Corea e Giappone che verso l'Occidente, per il resto considerazioni sul fatto che qua siamo finiti come al terzo mondo sono solo mistificazioni, alla fine abbiamo più di un miliardo di persone che sono uscite fuori dalla miseria, centinaia di milioni in occidente che non ci sono finiti, il bilancio per l'umanità è nettamente positivo.
Poi l'Italia è forse l'unico paese Occidentale che non ha trovato giovamento dalla globalizzazione ma perché forse sotto sotto quasi esclusivamente per demerito nostro e perché non teniamo il passo di un mondo sempre più veloce.
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Re: Delocalizzazioni
è vero che quando la concorrenza si faceva fra simili (nordamericani, europei occidentali e giapponesi) c'è stato il più grande sviluppo della storia proprio perchè essendo simili la competizione si poteva fare solo verso l'alto, il meglio, l'innovazione, la qualità...
e che quando, a partire dagli anni '90, si sono inclusi paesi dal costo del lavoro enormemente più basso (est europa, india e simili, turchia, brasile, messico etc) la competizione ha iniziato a correre verso il basso , a distruggere le imprese innovative, a deprimere i salari, a far esplodere i debiti pubblici e privati, a stimolare la speculazione finanziaria del profitto a breve, la rendita dei brevetti etc e in fondo a bloccare lo sviluppo perchè l'unica innovazione degli ultimi 25 anni è stata la rete e i telefonini, minchiatelle (che già c'erano fra l'altro)
hanno sostituito i lavoratori-consumatori di fascia A del primo mondo con lavoratori-consumatori di fascia C del terzo mondo
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Re: Delocalizzazioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
Robert
è vero che quando la concorrenza si faceva fra simili (nordamericani, europei occidentali e giapponesi) c'è stato il più grande sviluppo della storia proprio perchè essendo simili la competizione si poteva fare solo verso l'alto, il meglio, l'innovazione, la qualità...
e che quando, a partire dagli anni '90, si sono inclusi paesi dal costo del lavoro enormemente più basso (est europa, india e simili, turchia, brasile, messico etc) la competizione ha iniziato a correre verso il basso , a distruggere le imprese innovative, a deprimere i salari, a far esplodere i debiti pubblici e privati, a stimolare la speculazione finanziaria del profitto a breve, la rendita dei brevetti etc e in fondo a bloccare lo sviluppo perchè l'unica innovazione degli ultimi 25 anni è stata la rete e i telefonini, minchiatelle (che già c'erano fra l'altro)
hanno sostituito i lavoratori-consumatori di fascia A del primo mondo con lavoratori-consumatori di fascia C del terzo mondo
Il commercio mondiale oggi come oggi segue due strade principali:
1) Verso gli stati vicini geograficamente e tendenzialmente nello stesso continente
2) Verso gli Stati Uniti che costituiscono un importante sbocco all'export per tutti
Ad esempio i primi quattro paesi verso qui esporta il Vietnam sono Cina, Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.
Allo stesso modo l'Italia esporta prima di tutto verso altri paesi Europei e gli USA.
Il principale mercato di sbocco per il Kenya ad esempio è l'Uganda.
Insomma la globalizzazione del commercio mondiale sta regredendo verso una continentalizzazione e questo perché un certo livello di benessere economico ormai è garantito quasi dappertutto.
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Re: Delocalizzazioni
Citazione:
Originariamente Scritto da
-Socrate-
Cosa aggiungere?
Niente.
no aggiungiamo che mi auguro che le mascherine cinesi si portino dietro lo smog e la concentrazione di veleni di dove sono prodotte!
basterebbe mettere dei dazi su tutto ed il gioco e' fatto!Sana autarchia...in Italia abbiamo tutti e quello che manca ce lo fornisce Putin!