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    Predefinito IL CERCHIO SOVRASTRUTTURALE

    In questi giorni abbiamo assistito con disgusto alla vicenda Sallusti-Marcegaglia; disgusto perchè siamo stufi di questa casta politica che ormai definiremmo “giornalistica” buona solo a propinarci argomentazioni fattive al mantenimento delle Poltrone. Ma soffermandoci un attimo sul contenuto del testo integrale delle intercettazioni tra Nicola Porro, n. 2 de Il Giornale, e Rinaldo Arpisella, braccio destro della Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, non possiamo non notare la presenza di alcun passaggi assai rilevanti. Arpisella si rivolge quasi con sufficienza al vicedirettore Porro cercandogli di spiegargli quasi con pietas materna la presenza di entità sovranazionali di oscura provenienza che esulano dalla loro misera posizione e che probabilmente sarebbero infastidite da questo dossier giornalistico. Arpisella testualmente dice: «…Ci sono sovrastrutture che passano sopra la mia testa, la tua testa…Ma tu non sai che c… c’è altro in giro, ti parlo da amico cioè…è un’ottica corta cioè.. è allora il cerchio sovrastrutturale va oltre me,, va oltre Feltri, va oltre Berlusconi, va oltre…». Ad un qualsiasi cittadino che si fosse soffermato ad analizzare la frase, come hanno fatto ovviamente alcuni giornalisti, sarebbe venuto un attimo il desiderio quantomeno di tentare di capire da chi sia formato questo Cerchio Sovrastrutturale. Ma l’opinione pubblica è ormai totalmente anestetizzata dagli aspetti gossippari della questione che non riesce più a scindere contenuto da estetica. Attraverso un paio di interessanti articoli cerchiamo ora di fare un po’ di chiarezza.Il primo dei due contributi si chiama La vera P3 nel Paese di Pulcinella ed è stato pubblicato da Aldo Reggiani su Il Legno Storto: Come si diceva una volta, “non tutto il male vien per nuocere” e quindi la disgraziata abitudine di intercettare tutto e tutti, assurta da tempo e con la benedizione di veri democratici come il Travaglio ed altri, a sport nazionale, e di diffondere sui media il frutto delle intercettazioni, magari anche coperte da segreto istruttorio (cosa inaudita oltralpe ed oltreoceano), alla fin fine si rivela un piatto molto appetitoso per chi, del sovrano popolobue, sia affamato di verità e non di favolette metropolitane. Finalmente, dunque, apprendiamo dalle conversazioni “corsare” intercorse tra il noto cazzeggiatore Nicola Porro e il serissimo suo vecchio amico e addetto stampa di Emma Marcegaglia, Rinaldo Arpisella, che vi sarebbe un potente livello di poteri, molto più alto di Confindustria e del Cav, che condizionerebbe la vita politico economica del Belpaese, una specie di “cupola” politico finanziaria che utilizzerebbe grandi mezzi per fare il bello e il cattivo tempo nel Paese di Leonardo, Michelangelo, Dante, Manzoni, Galileo, ma altresì di Machiavelli e Mazzarino. Quando iniziarono ad udirsi, nell’estate del 2009, i fischi delle bordate anticav della corazzata di Carlo De Benedetti, anticipate da una dichiarazione, ma guarda il caso, del D’Alema circa il fatto che di lì a poco al Videla di Arcore sarebbe stata somministrata “una scossa”, praticamente un elettroshock mediatico, mi chiesi sinceramente: “cui prodest”? E quando lessi su un guscio di noce una dichiarazione di un europarlamentare (non ricordo se su Libero o il Giornale, ma chiunque può verificare) circa i mandanti di tutta la faccenda, infilatomi in testa il cappellino di Sherlock Holmes e in bocca la sua pipa, mi divertii ad approfondire la cosa e, tra una cena con gli amici e la progettazione di eventi culturali, musicali e teatrali, raccolsi dati e testimonianze a mio avviso “shakespearianamente” molto, ma moooooolto intriganti, che ora metto a disposizione di chiunque voglia documentarsi e verificare la veridicità di quanto sotto descritto. (…)

    Le fonti sono due. La prima fonte è l’eurodeputato Mario Borghezio, trucibaldo leghista che poi si è scoperto esser persona di raffinata cultura e per di più fan sfegatato di Totò. La seconda è l’esperto in economia e finanze Oscar Giannino, famoso per l’acutezza delle sue analisi e dedito nel tempo libero, da quello che si spettegola sul suo conto, a prestar assistenza ai malati terminali di cancro. Veniamo ora al dunque.

    Le orecchie, come pocanzi dicevo, mi si drizzarono quando agli inizi del giugno 2009 lessi una dichiarazione di Borghezio a proposito di quelle “scosse”, anticipate dal D’Alema in veste di Pizia Delfica, che il quotidiano di proprietà di Carlo De Benedetti aveva cominciato a somministrare a Silvio Berlusconi, nel liberale intento di annichilirlo tramite sputtanamento personale. Ma, come del resto si sa: “In guerra e a letto, nessun rispetto”. Durante il convegno di quell’anno della Lega Nord a Pontida, infatti, Borghezio, aveva rilasciato la seguente dichiarazione. «Un mese prima della campagna elettorale (per le Amministrative, ndr) si è riunita a porte chiuse la Trilateral Commission, una sorta di sinedrio internazionale di alto livello finanziario e di molta influenza, presenti, come ha segnalato la stampa francese, Romano Prodi e Mario Draghi. E’ un dato che questo governo non sia servo dei poteri forti. Mi domando se la regia di questa ben orchestrata campagna contro Berlusconi non sia di un livello ben più alto della redazione romana di Repubblica. Per queste persone, organizzare un attacco del genere è facile come per me organizzare una ronda».

    Vibrisse e coda mi cominciarono, appunto, a vibrare e, intrigato, al contrario di tanti nostri distratti Premi Pulitzer, da tale dichiarazione, chiesi, miagolando, lumi a Oscar Giannino (conclamato gattofilo) circa la “Spectre” citata da Borghezio e della quale mai, in effetti, avevo sentito parlare. Sicuramente lui, esperto conoscitore del mondo finanziario nazionale ed internazionale, avrebbe saputo illuminarmi. Infatti il 16 giugno 2009, puntualmente, quell’eccentrico, superelegante dandy mi rispose (testo integrale, anche nelle sviste di battitura): «Carissimo, è un forum globalista nato nel 1973, fu Rockfeller insieme a Kisisnger a farsene promotore, accomuna “classe dirigente” Usa, Ue e Giappone, soprattutto manager, accademici, banchieri, membri di autorità di regolazione, ex politici di nome internazionale. le sue riunioni si attengono alla regola di Chatham House, dunque nessuno sa niente e zero stampa, di conseguenza la cosa alimenta miti e misteri di ogni genere. ha avuto una grande importanza per far uscire gli usa dal Vietnam tramite triangolazioni riservate formente volute dal grande capitale bancario che temeva una crisi di sostenibilità del debito usa – infatti avemmo l’esplosione dell’inflazione prima e del petrolio poi – poi è stato un canale aperto tra est e Ovest negli anni di Reagan e Thatcher, quando il grande potere economico preferiva, come Andreotti, che non di disturbasse troppo l’impero rosso. da allora, ha perso parecchio del suo smalto. Oggi, è uno dei luoghi in cui i grandi banchieri ai quali dobbiamo il bel capolavoro di questa crisi si leccano le ferite, dando la colpa ai politici che vogliono frenare la globalizzazione. Sono circa 350 membri, da quel che so, e per l’Italia c’è gente come Enrico Letta, Alessandro Profumo, Mario Monti e un paio di altri prof della Bocconi… inutile che le dica che non c’è uno solo di centrodestra…. europeisti tecnocratici, il milieu di sempre di ipotesi terzaforziste elitarie sostenute da Paolo Mieli per 15 anni sino a ieri, da D’Alema oggi… il sogno di chi considera il suffragio universale un lusso di cui in Italia fare volentieri a meno, sostituendolo con il CSM e la benedizione di due direttori di gioirnale di centrosinistra, Repubblica e Corriere in questo non sono assai più simili che diversi. un inchino sempre grato, sperando di esserle stato utile, OG» (…)

    Ma un’altra sorpresa, per la quale, un anno dopo dal suo inizio, ho considerato definitivamente conclusa la mia “pastasciuttara” investigazione a proposito di chi, alla faccia della “Volontà del Popolo Sovrano”, comanda veramente in Italia, mi è venuta da una illuminante lettera del per diciassette anni inquisito (e poi assolto), Rino Formica, pubblicata in data 22 giugno c.a. da Il Foglio, nella quale l’illustre politico socialista informa che tramite gli articoli 134 e 137 del Titolo VI (Garanzie costituzionali) dell’italica Costituzione, la politica italiana è da sempre sotto tutela del Potere Giudiziario. Riporta testualmente Formica «I costituenti, sin dalla seduta del 25 ottobre 1946, furono vincolati dall’odg Bozzi/Togliatti ad includere nell’articolato della Costituzione: “Disposizioni concrete di carattere normativo e istituzionale anche nel campo economico e sociale”. Inutilmente Calamandrei avvertì i costituenti che il vincolo dell’odg Bozzi/Togliatti avrebbe assegnato uno straordinario potere politico ai giudici ordinari e alla Corte costituzionale.»

    A tale epocale rivelazione vi è da aggiungere, ora che si cerca di capire chi ci sia dietro e alla D’Addario e al Fini in chiave anticav, che nella prima puntata del nuovo ciclo de “L’Ultimaparola”, su RaiDue, Gianluigi Paragone ci informava che Fini, negli States, ha incontrato alti papaveri di organizzazioni economiche e/o di sottopolitica, molto infastidite dall’attivismo economico internazionale del Cav, quell’attivismo, ad esempio, che nel giro di pochi giorni di tournée sudamericana, ha permesso al trucido Videla di Arcore, in qualità di Ministro dello Sviluppo Economico ad interim, di sottoscrivere e portare a casa contratti per quindici miliardi, dicasi quindici (un punto e mezzo di Pil), di commesse per le nostre aziende, e quindi per i nostri tanto amati “lavoratori”.

    L’articolo di Reggiani, oltre ad essere molto documentato, pone l’accento su una questione molto importante ma di non facile chiarezza. Oltre ad Arpisella, eminenti giornalisti italiani, politologi, opinionisti, e quant’altro non sia “colluso”, tutti sanno dell’esistenza di queste entità oligarchice sovranazionali. Tutti tranne il Popolo.

    Ancora più interessante l’articolo di Gabriele Villa intitolato Ora Emma e i suoi ci spieghino chi comanda davvero in Italia pubblicato proprio su Il Giornale, che, avendo ovviamente i nervi molto scoperti, non esita a farsi domande piuttosto interessanti e, diciamolo, anche molto strane per un quotidiano sicuramente non esente da “particolari riferenti”. Villa si pone delle domande ben precise: “Abbiamo un cerchio alla testa, noi de «il Giornale». Anzi di più, abbiamo un «cerchio sovrastrutturale» sopra le nostre teste. Ne sentiamo il peso da qualche giorno, lo percepiamo. Sappiamo oramai con certezza, dopo le parole criptiche ma preoccupanti e preoccupate, pronunciate da Rinaldo Arpisella, l’uomo di fiducia di Emma Marcegaglia, nell’oramai famosa conversazione telefonica con Nicola Porro, che questo cerchio aleggia nell’aria. Ma dobbiamo, purtroppo, prendere atto che, almeno per il momento, questa strana, inquietante presenza, resta per noi, «relegati in via Negri, a Milano» (sempre per continuare a citare Il Grande Informato), come qualcosa di simile a un Unidentified Flying Object, un Ufo cioè. Che, ci crediate o no, sta girando e rigirando, attorno a un’Italia ignara, compiendo un’orbita particolarmente strana che, sempre parole di Arpisella, passa da Fini alla D’Addario, a Casini, attraversando praterie sconfinate, laghi, boschi, mari e monti ma anche, immaginiamo, piccole, medie e grandi industrie. Come si fa dunque a rimanere insensibili a questo grido di dolore? Come possiamo non farci delle domande o, meglio, non farle agli informati uomini (e donne) di Confindustria, per trovare risposte che possano rasserenare il nostro spirito e le nostre menti e consentirci di lavorare con più tranquillità nel nostro eremo di via Gaetano Negri a Milano? Ecco dunque la prima di queste nostre, crediamo più che lecite, domande:

    1)Che cos’è questo misterioso «cerchio sovrastrutturale»? Chi ne fa parte e quali sono i suoi obbiettivi?
    Dice Arpisella a Porro nel colloquio telefonico intercettato: «…Ci sono sovrastrutture che passano sopra la mia testa, la tua testa…». E ancora: «…Ma tu non sai che c… c’è altro in giro, ti parlo da amico cioè…è un’ottica corta cioè.. è allora il cerchio sovrastrutturale va oltre me…». La frase dell’uomo di fiducia della presidente di Confidustria somiglia a un messaggio in codice. Che come tale va necessariamente e urgentemente decodificato, soprattutto perché fa intuire che il «cerchio» potrebbe essere una sorta di organizzazione gerarchica clandestina, una struttura parallela che, in qualche modo, controlla tutte le leve del potere in Italia. Sarebbe interessante conoscere i nomi degli adepti che costituiscono gli anelli di questo cerchio e come questi personaggi si muovano all’interno dei palazzi e delle stanze dove si manifesta, invece, l’ufficialità del potere, quello che è noto a tutti.

    2)Chi è o chi sono i misteriosi registi dell’operazione D’Addario?
    «Ci sono quelli che c’erano dietro la D’Addario, dai su!». Rinaldo Arpisella sembra sicuro di sapere con esattezza chi siano i mandanti della vicenda D’Addario, la escort gettata nelle braccia del premier, con tanto di registratore nella borsetta. Sarebbe interessante conoscere che cosa sanno in Confindustria di questa vicenda.

    3)Chi c’è dietro la svolta anti berlusconiana di Fini?
    Arpisella: «Dai, secondo te chi c’è dietro Fini?». Porro: «Chi c’è dietro Fini, tu lo sai? Io no». Anche su questa delicatissima questione i vertici dell’imprenditoria italiana danno l’impressione di sapere esattamente come siano andate le cose e perché il presidente della Camera abbia cambiato radicalmente il suo atteggiamento nei riguardi del premier, arrivando addirittura a fondare un partito. C’è da dedurre che in Confindustria sappiano anche quale assicurazioni sulla futura carriera politica abbia ricevuto il manipolo dei seguaci di Fini e da chi le abbia ricevute.

    4)Perché secondo la Confindustria le decisioni più importanti vengono prese all’insaputa dei politici?
    «No, no fermati un attimo non sai alcune cose. Purtroppo voi siete relegati lì, in via Negri senza comprendere, capire che non esiste solamente la politica Fini, la politica Casini…». Anche in questo caso le parole dell’uomo di fiducia della Marcegaglia danno la netta sensazione che i giochi della politica italiana si facciano lontano dalla politica e dai politici italiani. In altre stanze, in altri luoghi. Perché non dirlo cortesemente anche a noi, perché non spiegarci dove si «fa» veramente la politica italiana, giusto per darci la possibilità di intervistare le persone appropriate d’ora in poi.

    5)Chi fa parte di questa nuova e inquietante Spectre che governerebbe l’Italia?
    «…Il cerchio sovrastrutturale va oltre me, va oltre Feltri, va oltre Berlusconi, va oltre…». E qui siamo all’apoteosi, alla Madre di tutte le inquietanti rivelazioni che Arpisella a mezza bocca fa o vorrebbe fare a Porro. È evidente che l’Italia deve fare i conti con una sorta di Spectre, acronimo come ben sa 007, di Supremo Progetto Esecutivo per il Controspionaggio, Terrorismo, Ritorsioni ed Estorsioni. Diteci dunque chi è il capo (che nella Spectre del cinema è noto come Numero 1) di questa Spectre nostrana e diteci anche, tra un planning e un report, signore e signori della Confindustria, chi sono gli altri affiliati di questa organizzazione cioè i Numero 2, 3, 4. E dove si riuniscono. Dentro vulcani, o su isole deserte o nelle sale Bingo? “

    Appare quindi acclarato che la sicumera con cui si esprime una persona di relativa importanza come Arpisella e il fatto che lui stesso ammetta di essere a conoscenza di “qualcosa di sovrastrutturale” potrebbe essere ampia garanzia dell’esistenza di tali Gruppi di Potere. Qui non si tratta certo di proporre trarne ipotesi “rettiliane” o “aliene” tanto care ai complottisti di tutto il globo che rischiano soltanto di generare “confusione fatta ad arte”, ma semmai si tratta di capire QUALI SIANO REALMENTE QUESTI GRUPPI DI POTERE e soprattutto QUALI SIANO GLI ORGANI DI PRESSIONE CON CUI ESERCITANO IL LORO POTERE. La fotografia che abbiamo messo all’inizio dell’articolo nomina alcune Entità Oligarchice di Reale esistenza, che esulano da discorsi fantasiosi, ma che invece si sono rivelate come lobby di potere perfettamente funzionanti. Ad ognuno la libertà di andare sui motori di ricerca più efficienti e dare un senso a quei nomi elencati. Probabilmente personaggi come Montezemolo (non casualmente l’abbiamo messo in cima alla lista), Draghi, Padoa Schioppa, Prodi, Amato, Ciampi, Letta…saprebbero darci un’esauriente risposta ai nostri dubbi. E non bastano nemmeno le “motivazioni energetiche” con cui si giustificano questi ormai settimanali viaggi di Berlusconi nella dacia di Putin.

    Probabilmente lo scontro a cui stiamo assistendo trattasi di baruffe fra lobby di potere ma esiste troppo materiale torbido e sarà bene cominciare a farci l’abitudine, anche perchè le decisioni di questi “Signori” gravano poi sull’intera popolazione nazionale e mondiale. Noi, per ora, vi rimandiamo ad un nostro dossier sui Poteri Forti di prossima pubblicazione su questo sito, nella speranza di contribuire a fare un minimo di chiarezza, che gli stessi “Uomini del Buio” tentano di offuscare.

    LABORATORIO GIOVINEZZA
    LABORATORIO TECNICO DI POLITICA SOCIALE

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  2. #2
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    Predefinito Rif: IL CERCHIO SOVRASTRUTTURALE

    La cosa è così grossa che ogni tanto salta fuori , sia pur detta di sotterfugio , la paura fa da smorzatore .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  3. #3
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    Predefinito Rif: IL CERCHIO SOVRASTRUTTURALE

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    La cosa è così grossa che ogni tanto salta fuori , sia pur detta di sotterfugio , la paura fa da smorzatore .
    il problema e' che a forza di parlare di icke e dei rettili
    si perde la cognizione delle cose vere

 

 

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