"La Chiesa (quella vera) è al fianco del Carroccio"
di Matteo Salvini
Ciumbia, c’è pure il Monsignore che prega per la mia anima di peccatore!
Leggevo giorni fa su Repubblica che Monsignor Grandi, curia milanese, è preoccupato per le mie sorti e disposto a riportarmi sulla retta via. Che dire, in ogni caso, meglio avere una preghiera in più che una preghiera in meno...
Ma chissà cosa penserebbe il Monsignore di tutto quello che sto vedendo e ascoltando in giro per il Nord in questi giorni di campagna elettorale.
Nella bergamasca un parroco ha portato la sua benedizione alla sede della Lega Nord invitando il Ministro Maroni a non mollare; a Genova sono stati e sono numerosi i “parroci anti moschea”; in diversi quartieri di Milano si muovono e organizzano raccolte firme per la sicurezza preti, suore e gente di oratorio; nel pavese un parroco ha più volte esternato sui giornali le sue “preoccupazioni anti islamiche” e finanche a Bologna sono numerose le voci curiali che parlano della necessità di tutelare non solo la nostra Fede, ma anche la nostra sicurezza e la nostra identità. E non è passato molto tempo da quando Monsignor Maggiolini, compianto vescovo comasco, lanciava i suoi allarmi sull’invasione in atto. Appare evidente quindi, fra un Arancino e l’altro, che all’interno della Chiesa Cattolica esistono (fortunatamente!) diverse anime e diversi orientamenti sulle questioni legate alla sicurezza.
Ieri pomeriggio ascoltavo, di ritorno dai volantinaggi in alcuni mercati di Milano, un filo diretto su Radio Padania Libera sulla questione “allarme razzismo” lanciato dalla CEI. Paola di Saluzzo: ”Sono credente e praticante e mi spiego perché, vista la posizione di alcuni prelati romani, purtroppo le chiese sono sempre più vuote”. Sandro di Novara: “Monsignor Tettamanzi? Un uomo di sinistra, tutto qui”. Piero di Sassari: “Vado a messa tutte le settimane, fortunatamente nella mia parrocchia si parla un linguaggio diverso rispetto a quello che leggo sui giornali”. Luca di Pavia: “Ho vissuto tanti anni in Sud Africa, chi oggi stra-parla di Apartheid non sa quello che dice”. Ivana di Milano: “Che vengano a Lambrate o in Viale Monza questi vescovi, poi ne parliamo di chi è l’invaso e di chi è l’invasore”. Marco di Verona: “Ma non è che dietro tutto questo parlare di valori qualcuno non stia difendendo un business economico dovuto all’immigrazione clandestina?”. Chiude Armando di Venezia: “Io il vaporetto lo pago un euro, tutti gli altri che veneziani non sono di euro ne pagano 6! Sarà mica razzismo anche questo...”.
Intanto a proposito dei respingimenti dei barconi causa dei lamenti di tante anime belle, i sondaggi sono chiari: 3 italiani su 4 sostengono l’operato di Maroni e, udite udite, fra i “respingenti” anche il 41% degli elettori del PD, il 47% degli elettori di Rifondazione e addirittura il 75% degli elettori dell’UDC, stando a quanto riportato da Repubblica.
D’altronde l’aria che si respira ai mercati e nelle piazze, da Albino a Olgiate Comasco, da Biassono ad Alassio, da Bergamo ad Alessandria, è questa. Un’aria molto buona in generale per i candidati del Centrodestra, ma soprattutto della Lega Nord. Sapete cosa mi è successo l’altra sera a Dalmine, in occasione della presentazione della candidata sindaca leghista (auguri Claudia Terzi!) sostenuta dal PDL? Che quando abbiamo parlato di Europa e soprattutto degli 80 milioni di islamici turchi cui qualcuno vorrebbe spalancare le porte, molti esponenti del PDL hanno preannunciato il loro voto, almeno sulla scheda grigia per le Europee, a Umberto Bossi (e magari anche a Salvini...). Commentava uno di loro, noto industriale bergamasco: “Con Berlusconi sono d’accordo quasi su tutto, ma sul SI alla Turchia in Europa proprio non ci siamo”.
Chiudo, scusandomi per la fretta e la “politicità” degli ultimi Arancini, visti la campagna elettorale in corso, con le parole di un primo Ministro straniero. “Questa è la nostra patria, la nostra terra e il nostro stile di vita, e noi vi concederemo ogni opportunità di godere di tutto questo. Ma se doveste lamentarvi o sentirvi oppressi dalla nostra bandiera, dalle nostre garanzie, dalle nostre credenze cristiane o dal nostro modo di vivere, vi consiglio vivamente di approfittare di un’altra grande nostra libertà, il diritto di andarsene. Se non siete felici qui, andate pure! Noi non vi abbiamo forzato a venire qui, l’avete chiesto voi. Perciò accettate il paese che vi ha accettato”.
Firmato Kevin Rudd, premier australiano.
Altro che arancini o cavolini!
P.S. se qualche Monsignore volesse accompagnarmi nelle prossime uscite pubbliche, lo aspetto domani, sabato 23 maggio, alle 9.00 a Pioltello, alle 16.30 a Vimercate, alle 17.30 a Concorezzo, alle 20.00 a Pognano, alle 21.30 a Villongo o dalla mezzanotte in poi in discoteca sul Garda al “Fura” insieme a qualche migliaio di giovani lombardi. Pardon, dovevo dire giovani razzisti.
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