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    Predefinito EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    L’Estrema Destra Europea e i partiti Nazionalisti alzano la voce in maniera roboante e, a seconda dei paesi, in maniera variegata. Proprio domenica scorsa sono arrivati i risultati delle elezioni nella circoscrizione della capitale austriaca: a Vienna l’estrema destra ha raggiunto percentuali da capogiro: “ I socialdemocratici e il sindaco uscente di Vienna, Michael Haeupl, hanno subito una dura sconfitta alle elezioni regionali, perdendo la maggioranza assoluta dei seggi. Secondo i dati ufficiali provvisori, la SPOE ha infatti ottenuto il 44,1% dei voti, il 5% in meno rispetto alle elezioni del 2005. Si è asssitito per contro a una forte crescita dell’estrema destra: la FPOE di Heinz-Christian Strache ha raggiunto il 27,05%, un risultato storico, in aumento del 12,22%. Sarà ora necessaria una coalizione; l’ alleato più probabile è il Partito popolare della OEVP. Quasi contemporaneamente a Belgrado la notizia era di tutt’altro tenore: Scontri al Gay Pride. Oltre 120 le persone che sono ricorse alla cure mediche, soprattutto poliziotti. Scontri nel centro di Belgrado tra la polizia e i militanti dei gruppi di ultra-destra che protestano contro lo svolgimento del Gay Pride, organizzato per la prima volta in Serbia. Circa 500 persone hanno partecipato alla parada dell’orgoglio omosessuale, che è durata 15 minuti e si è svolta sotto la protezione di oltre 5mila agenti di sicurezza in assetto antisommossa. I nazionalisti armati di mattoni, bottiglie molotov e fumogeni hanno devastato parte della sede del Partito Democratico del presidente serbo Boris Tadic, l’ingresso della sede della televisione di Stato Rts e la sede del partito Socialista del ministro degli Interni Ivica Dacic. Hanno tentato di fare incursione nella zona blindata della città scontrandosi con le forze speciali di polizia, che hanno risposto lanciando lacrimogeni. Il bilancio è finora di 122 feriti e di questi 102 sono poliziotti. Tre dei feriti, due agenti e un civile, sono in gravi condizioni. Negli scontri 101 teppisti sono stati fermati e di questi 53 sono stati arrestati. Decine gli arresti, compresi due omofobi che sono riusciti a penetrare nella sede del parlamento (CDS 10/10/10).

    La grancassa mediatica sposterà inevitabilmente la discussione su questioni religiose e ci si dimenticherà poi di analizzare il problema nella sua complessità. Qualche settimana fa l’EUOBSERVER riportava i risultati di alcuni sondaggi dove veniva evidenziato il fatto che la fiducia dei cittadini europei nei confronti dell’Unione sta scendendo ai minimi storici, soprattutto dopo che le popolazioni europee hanno preso piena coscienza di cosa sta accadendo alla Grecia. I risultati di questa onda anomala (anche se non del tutto imprevista) che prende il nome di Euroscetticismo si sono già visti a meta’ di settembre quando si sono tenute le elezioni in Svezia il cui esito ha costretto centrodestra e centrosinistra ad arrendersi davanti all’evidenza dell’incapacità di governare senza la formazione politica dei Democratici Svedesi, un gruppo di estrema destra. Il partito di Jimmie Akesson, ha superato lo sbarramento del 4% dei voti e ha guadagnato l’accesso al Parlamento. Gli Swedish Democrats chiedono solidarietà per l’Eurabia devastata dall’Islam che avanza, e fra i punti del proprio programma c’è la richiesta dell’immediata espulsione di tutti gli immigrati “non conformi”.

    In tema di argomentazioni scottanti, qualche settimana fa hanno fatto molto scandalo le dichiarazioni di Thilo Sarrazin. Leggiamo il lungo brano ponendoci molta attenzione:

    “L’ex ministro delle Finanze socialdemocratico della citta’-Stato di Berlino ed attuale componente del direttorio della Bundesbank, si pronuncia nel suo nuovo libro contro l’avanzata demografica dei turchi. Il settimanale ‘Der Spiegel’ pubblica oggi un ampio estratto del libro di Thilo Sarrazin, dal titolo “La Germania si distrugge da sola – Come mettiamo a rischio il nostro Paese”, pubblicato dalla casa editrice “Deutsche Verlags-Anstalt” (Dva), appartenente al colosso mediatico Bertelsmann. La procatoria tesi portata avanti dal politico tedesco è chiara ed estremamente provocatoria: il diverso tasso di natalità, il gap educativo e culturale e la mancanza di integrazione – se non si fa subito qualcosa per cambiare immediatamente la situazione, rischia di mettere a rischio l’esistenza stessa dei tedeschi; “Non desidero che il Paese dei miei nipoti e pronipoti diventi in gran parte musulmano, nel quale si parli prevalentemente turco e arabo, dove le donne portano il velo ed il ritmo della giornata e’ scandito dai muezzin. Se voglio questo, posso prenotare una vacanza in Oriente”, scrive Sarrazin. “Ogni societa’ ha il diritto di decidere chi vuole accogliere ed ogni Paese ha il diritto di salvaguardare la propria cultura e le sue tradizioni. Queste riflessioni sono legittime anche in Germania ed in Europa“. “Non vorrei che noi diventassimo stranieri in patria”, racconta Sarrazin secondo il quale “il confine geografico e culturale dell’Europa va chiaramente tirato sul Bosforo e non al confine della Turchia con l’Iraq e l’Iran”. Il manager della Bundesbank continua descrivendo la sua personale visione del futuro della Germania se non si mette un freno all’immigrazione: ” Più stupida, più povera e con una progenie scarsa”. Il contenuto dell’intervista che ha concesso [1] a Bild non è diverso da altre dichiarazioni del politico dell’ SPD. Sarrazin descrive ciò in cui crede è sbagliato per la Repubblica federale. Parla di calo demografico: “ Un tasso di riproduzione netto (figli per donna, ) di 0.7 o meno, come lo abbiamo da 40 anni non significa altro che che la generazione dei nipoti è esattamente la metà di quella dei rispettivi nonni. Il tasso di natalità in Germania è sceso da circa 1,3 milioni l’anno nella prima metà degli anni Sessanta a 650 000 nel 2009. Continuando di questo passo - e perché dovrebbe cambiare qualcosa in questa tendenza, che dura da oltre quattro decenni – in 90 anni il numero delle nascite in Germania, arriveranno a circa 200 250 000, la metà dei quali saranno discendenti della popolazione vive 1965 in Germania” In parole povere: Sarrazin teme che i tedeschi si estinguano; il suo timore è che in futuro proliferino soprattutto gli immigrati figli degli immigrati e che questo potrebbe significare che i tedeschi potrebbero presto essere una minoranza nel loro stesso paese. “Nessuno ha mai voluto affrontare il problema dello sviluppo demografico in Germania nel corso degli ultimi 45 anni. E chi ha voluto farlo ha dovuto constatare di essere solo e si è ritrovato con l’etichetta di xenofobo: parlare delle conseguenze della bassa fecondità per decenni ha significato essere sospettato di ideologia nazionalista. Ora è tutto cambiato, da quando la generazione attuale che comincia a preoccuparsi della propria pensione futura. I costi sociali di un’immigrazione incontrollata sono sempre stati un tabù“. Il risultato spiazzante e crudo del politico dell SPD è questo:”Per quarantanni non è stato possibile dire che: è vero che il 90% degli alunni sono in grado di arrivare all’università, ma solo il 10% di questi ha i requisiti per partecipare a un corso di una matematica; è stato un tabù dire che perdiamo un popolo intelligente , se una donna intelligente avrà meno figli o addirittura nessun figlio; che l’individuo è responsabile del suo comportamento e non la società. Che chi non impara, rimane ignorante. Le persone che mangiano troppo sono grasse. La verità è considerata politicamente scorretta, crudele e veramente immorale – o perlomeno non è saggio dirla se si vuole essere eletti alle cariche politiche“. La colpa della situazione attuale è quindi dovuta a un atteggiamento da struzzi che non vogliono guardare la realtà e dare le responsabilità a chi le ha. La conseguenza di questo atteggiamento è una deresponsabilizzazione generale: “Non si può insegnare nulla a uno studente, perché l’educazione la impartisce la famiglia. I bambini che soffrono di sovrappeso a causa della mancanza di esercizio fisico, devono la loro condizione non alla negligenza dei genitori, ma alla situazione sociale della famiglia” fino ad arrivare al nocciolo della questione: “Parlare con gli immigrati turchi di terza generazione non vuol dire parlare davvero il tedesco, c’è una ostilità verso l’integrazione ben precisa. Ma perché, ci si chiede, si osserva queste difficoltà mentre in quasi tutti gli altri gruppi di immigrati non c’è questo problema? Tutto ciò è stato trascurato per troppo tempo, l’invecchiamento e la diminuzione della popolazione tedesca è accompagnata da cambiamenti qualitativi nella sua composizione. Per la perdita pura e semplice della popolazione sono a rischio, in particolare, la continua crescita dei meno forti e dei meno intelligenti, che renderanno meno forte il futuro della Germania”. (Giornalettismo)

    Secondo Der Spiegel le dichiarazioni di Sarrazin hanno un carattere prettamente populistico e sono servite esclusivamente a colpire il nervo scoperto delle masse popolari tedesche da sempre sensibili a questa tipologia di argomentazioni demografiche.

    Il Caso Sarrazin è di poco cronologicamente successivo al putiferio innescato da Sarkozy complice, secondo l’Unione Europea, di aver espulso in maniera cruenta ed inumana un gruppo di Rom dalla Francia. Visto il polverone mediatico scaturito, Sarkozy ha perfino ricevuto le dure critiche del leader del Front National, Jean Marie Le Pen, che lo ha ripetutamente accusato di aver approntato questa mossa solo a meri fini populistici, una strategia studiata ad arte per recuperare quei consensi che vedevano ormai colare a picco la popolarità del Presidente. Una faida interna alla destra francese, insomma, ma il gradimento avuto da Sarkozy da parte di moliti cittadini francesi e’ comunque cosa certa che deve far riflettere.

    Anche la Reuters ha analizzato il fenomeno europeo delle destre conservatrici e nazionaliste , asserendo che molti degli esperti politologi giustificano l’avanzata di questi movimenti con le dinamiche della crisi economica globale quale causa principe di questo fenomeno; ricordiamo che in molte nazioni, oltre a drammatici problemi di tipo economico-sociale, si vanno aggiungendo sempre più spesso quelli dell’immigrazione incontrollata, aumentando a dismisura i disagi sociali soprattutto nei quartieri limes delle capitali europee. Appare ormai certo che il fenomeno, che nelle ultime settimane sta accelerando in maniera molto evidente, non sembra propagarsi a macchia di leopardo ma piuttosto in maniera molto composita.

    Oltre ai citati avvenimenti, possiamo ricordare in un Italia devastata politicamente l’avanzata elettorale della Lega Nord da sempre propugnatrice di tematiche antimmigrazione di facile deriva populista. Tornando alla Scandinavia, e’ ormai acclarata la crescita dei «True Finns» («Veri finlandesi») che, incredibilmente, riescondo a macinare consenso elettorale proponendo tematiche quali il «rispetto delle tradizioni silvane» mentre in Danimarca, il Partito del Popolo continua a fomentare la sua posizione preminente di stampo antislamico. Nel Regno Unito si può analizzare un fenomeno piuttosto rimarcato con la nascita dell’English Defense League, un movimento di estrema destra di chiara matrice antislamica. Recentemente anche il Guardian si e’ molto interessanto a questo movimento. In Olanda, il Partito della Libertà di Geert Wilders detiene un buon numero di seggi in Parlamento, come i colleghi fiamminghi ultranazionalisti del Vlaams Belang, anch’essi in crescita. Il caso piu’ eclatante in termini di successo elettorale arriva poi dall’Ungheria, dove i nazionalisti dello Jobbik hanno un seguito molto rilevante.

    Francisco Balaguer Callejón, professore di diritto costituzionale in un suo interessante articolo premonitore di qualche mese fa, chiosava: “La capacità dell’Europa di diluire, mitigare e risolvere il conflitto sociale interno è stata una costante nei suoi 25 anni di esistenza come progetto comunitario. Già lo avevamo avvertito più di un anno fa (“L’impossibile risposta europea alla crisi”, 9-4-2009), quando dubitavamo delle capacità del’Europa di fornire una risposta unitaria alla situazione economica. Ma il cambio del distintivo “uniti nella diversità” per il motto “divisi nelle avversità” non ha impedito all’Unione di raggiungere i suoi obiettivi strategici. Al contrario, il modello originale di integrazione continua a funzionare, e la disunione europea ne forma parte come fattore di correzione dell’Unione Europea istituzionalizzata. Un’Europa forte e integrata sarebbe, necessariamente, una organizzazione democratica alla quale la cittadinanza potrebbe rivolgersi esigendo una politica economica che rendesse compatibile l’uscita dalla crisi con il mantenimento dei diritti sociali. Se esistesse realmente uno spazio pubblico europeo nel quale il conflitto sociale si risolvesse tramite soluzioni di portata europea ai problemi economici attuali, la cittadinanza avrebbe un’opportunità per lottare a favore dei suoi diritti.“

    Insomma, il quadro non è nè ottimistico nè di facile soluzione. Nei prossimi anni l’Europa potrebbe diventare una polveriera pericolosamente fomentata da pulsioni nazionaliste/secessioniste e le manifestazioni che abbiamo mesi fa in Grecia e poche giorni fa a Belgrado, potrebbero diventare una consuetudine giornaliera in molte capitali europee. Tali pulsioni, seppur genuine e popolari, non farebbero altro che indebolire ulteriormente la martoriata Europa, dividendo il dissenso in mille rivoli scomposti e quindi più facilmente controllabili. Servirebbe una risposta forte da parte delle Istituzioni Europee, ormai definitivamente marcite e composte da tecnocrati lobbisti, da banchieri d’assalto e oligarchi molto spregiudicati. Servirebbe invece un’Europa Federata ed unita nell’intento di risolvere quei problemi che attanagliano le popolazioni in preda ad un pauperismo lento ma inesorabile. Servirebbe un’Europa Libera e non “occupata” dai padroni atlantici.

    C.S. CURSUS HONORUM
    EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA | LABORATORIO TECNICO DI POLITICA SOCIALE

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  2. #2
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    Thread doppio.

    L'aveva aperto ieri Ottobre Nero. Vedo se non ci sono risposte sul suo lo elimino altrimenti tolgo questo.

  3. #3
    Forumista senior
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    Predefinito Rif: EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    Citazione Originariamente Scritto da Avamposto Visualizza Messaggio
    Thread doppio.

    L'aveva aperto ieri Ottobre Nero. Vedo se non ci sono risposte sul suo lo elimino altrimenti tolgo questo.
    lo stesso articolo ?
    ma se lho scritto ieri mattina ?

    boh guarda tu...altrimenti cancella pure :gluglu:

  4. #4
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    Citazione Originariamente Scritto da msdfli Visualizza Messaggio
    lo stesso articolo ?
    ma se lho scritto ieri mattina ?

    boh guarda tu...altrimenti cancella pure :gluglu:

    Già fatto: l'aveva inserito ieri pomeriggio ma con un titolo sbagliato.

    Ho preferito lasciare questo.

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Rif: EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    Tra pochi anni l'Europa sarà scossa da tante cose, già il messaggio del presidente dell'INPS , Mastrapasqua , che non ci saranno pensioni per i precari , fa capire cosa ci aspetta .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  6. #6
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    Predefinito Rif: EUROPA DEI TECNOCRATI: I NAZIONALISTI RIALZANO LA TESTA

    L' addomesticamento sta finendo; per il momento accontentiamoci di questo.

 

 

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