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    Predefinito Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...n-cdm/6478640/



    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.
    Politica
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio

    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.

    “Non c’è stato nessuno scontro o polemica. Vi è stata una precisazione da parte dei colleghi della Lega che è stata registrata con la massima attenzione e con la massima responsabilità da parte di tutti. Questo rispetto ad oggi, sul futuro non posso rispondere”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a proposito della spaccatura in Cdm. Che per il Pd, invece, è “un atto preoccupante che rischia di aumentare l’instabilità e creare nuova confusione nel Paese. Confidiamo, quindi, che quello di oggi sia solo un incidente di percorso e che da domani la maggioranza torni compattamente al fianco del presidente del Consiglio”, comunicano fonti del Nazareno. “Salvini è prevedibile, cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto sul Presidente della Repubblica. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto”, twitta il senatore dem Andrea Marcucci.
    Politica
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio

    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.

    “Non c’è stato nessuno scontro o polemica. Vi è stata una precisazione da parte dei colleghi della Lega che è stata registrata con la massima attenzione e con la massima responsabilità da parte di tutti. Questo rispetto ad oggi, sul futuro non posso rispondere”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a proposito della spaccatura in Cdm. Che per il Pd, invece, è “un atto preoccupante che rischia di aumentare l’instabilità e creare nuova confusione nel Paese. Confidiamo, quindi, che quello di oggi sia solo un incidente di percorso e che da domani la maggioranza torni compattamente al fianco del presidente del Consiglio”, comunicano fonti del Nazareno. “Salvini è prevedibile, cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto sul Presidente della Repubblica. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto”, twitta il senatore dem Andrea Marcucci.

    #Salvini è prevedibile. Cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto per il #Quirinale. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto. #covid

    — Andrea Marcucci (@AndreaMarcucci) February 2, 2022

    Il decreto-legge approvato prevede, per le scuole primarie (elementari), che “con cinque o più casi di positività accertati tra gli alunni presenti in classe”, la didattica prosegue in presenza soltanto per i vaccinati e i guariti (con l’uso obbligatorio delle mascherine FFP2), mentre “per gli altri alunni si applica la didattica digitale integrata per la durata di cinque giorni”. Nella secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori) valgono le stesse regole, ma a far scattare la dad per i non vaccinati bastano soli due positivi in classe. Per il rientro a scuola dopo la quarantena basterà il tampone fai-da-te: “In caso di utilizzo del test antigenico autosomministrato, l’esito negativo è attestato tramite autocertificazione”, si legge nel testo.

  2. #2
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Dopo il grande successo della rielezione di Mattarella, la Lega sta provando a dare un segnale di vita politica.
    Lo fa in maniera scomposta e poco coerente con il percorso politico del Governo che sostiene, un pò per fermare l'emorragia di voti a destra, un pò per segnare la differenza da sé stessa.

    Confusa (e felice).
    Voto 4.

  3. #3
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Dopo il grande successo della rielezione di Mattarella, la Lega sta provando a dare un segnale di vita politica.
    Lo fa in maniera scomposta e poco coerente con il percorso politico del Governo che sostiene, un pò per fermare l'emorragia di voti a destra, un pò per segnare la differenza da sé stessa.

    Confusa (e felice).
    Voto 4.
    Io sono più severa: voto 2.

  4. #4
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    sono leggi indegne, la lega è semplicemente complice di queste porcate e non è non votando STRUMENTALMENTE queste nuove che si lavano la coscienza.
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  5. #5
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Vedere arrancare Salvini è uno spettacolo che si posizione tra il grottesco ed il patetico.

    Sarà il caso che si muovano a farlo fuori dal partito prima che porti la Lega di nuovo sotto il 5%.

  6. #6
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Citazione Originariamente Scritto da cimad5 Visualizza Messaggio
    Io sono più severa: voto 2.
    Il mio voto non si riferisce alla "sostanza" della scelta, ma al modo come si sta muovendo.
    Anche il tuo ?

  7. #7
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Citazione Originariamente Scritto da paperino73 Visualizza Messaggio
    Il mio voto non si riferisce alla "sostanza" della scelta, ma al modo come si sta muovendo.
    Anche il tuo ?
    Sì certo.
    Il capo dei Comunisti Padani è un discreto commerciale...beh con gli anziani. Ma oltre non sa andare.
    2 è un voto onesto

  8. #8
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Citazione Originariamente Scritto da cimad5 Visualizza Messaggio
    https://www.ilfattoquotidiano.it/202...n-cdm/6478640/



    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.
    Politica
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio

    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.

    “Non c’è stato nessuno scontro o polemica. Vi è stata una precisazione da parte dei colleghi della Lega che è stata registrata con la massima attenzione e con la massima responsabilità da parte di tutti. Questo rispetto ad oggi, sul futuro non posso rispondere”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a proposito della spaccatura in Cdm. Che per il Pd, invece, è “un atto preoccupante che rischia di aumentare l’instabilità e creare nuova confusione nel Paese. Confidiamo, quindi, che quello di oggi sia solo un incidente di percorso e che da domani la maggioranza torni compattamente al fianco del presidente del Consiglio”, comunicano fonti del Nazareno. “Salvini è prevedibile, cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto sul Presidente della Repubblica. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto”, twitta il senatore dem Andrea Marcucci.
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    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio
    Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad: “Discriminano i non vaccinati”. Giorgetti diserta il Cdm e incontra Di Maio

    Massimo Garavaglia ed Erika Stefani non partecipano al voto sul decreto (e il primo abbandona la seduta): "In coscienza non possiamo approvarlo". Il Pd: "Atto preoccupante, confidiamo sia solo un incidente di percorso". L'assenza del titolare del Mise, secondo fonti ministeriali, è dovuta al tavolo di crisi su Intel: ma nelle stesse ore ha incontrato sia Salvini che il ministro degli Esteri
    di F. Q. | 2 Febbraio 2022

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”

    Quirinale, la Lega attacca Toti e “si accorge” delle sue assenze in Liguria. Le opposizioni: “Lo diciamo da anni, meglio tardi che mai”
    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    Da Meloni a Forza Italia, l’isolamento di Salvini: “Il partito repubblicano? Mossa per non far andare Berlusconi col centro”

    “Sono norme che discriminano i bambini non vaccinati“. È per questo motivo che i ministri della Lega non hanno partecipato al voto sulle nuove regole su dad e quarantene a scuola varate da palazzo Chigi, col titolare del Turismo Massimo Garavaglia che ha abbandonato la seduta del Consiglio dei ministri, mentre quella delle Autonomie Erika Stefani è rimasta, ma non si è espressa. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, invece – tra gli uomini di governo più vicini al premier Mario Draghi – non si è presentato nè in Cdm nè alla precedente cabina di regia. “Pur condividendo le misure di apertura contenute nel decreto, in coscienza non potevamo approvare la discriminazione tra bambini vaccinati e non vaccinati. I dati ci dicono, per fortuna, che i contagi scendono quotidianamente e nostro dovere è lavorare con determinazione alle questioni concrete per risolvere i problemi del Paese”, comunicano i tre ministri in una nota.

    “Capisco le difficoltà, gli scrupoli e le perplessità“, ma la distinzione tra vaccinati e non va introdotta: così, a quanto riferiscono fonti di governo all’AdnKronos, avrebbe replicato Draghi a Garavaglia quando il ministro ha sollevato dubbi sulle nuove misure. Il presidente del Consiglio, raccontano, è stato comprensivo ma anche tranchant, evitando di riaprire una discussione sulle norme già definite in cabina di regia. Riguardo all’assenza di Giorgetti – che ha fatto pensare a un disaccordo rispatto alla linea del partito – fonti ministeriali spiegano che è dovuta al contemporaneo tavolo di crisi su Intel, che gli ha impedito di arrivare puntuale: dopodiché non ha preso parte alla riunione per la decisione, “condivisa” nel frattempo con gli altri ministri leghisti, di non votare le nuove norme. Nelle stesse ore, però – riporta sempre l’AdnKronos – Giorgetti ha avuto un lungo incontro con Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e capo dell’ala “moderata” e governista del M5S. E subito prima c’era stato un faccia a faccia con il segretario leghista Matteo Salvini negli uffici di quest’ultimo in Senato.

    “Non c’è stato nessuno scontro o polemica. Vi è stata una precisazione da parte dei colleghi della Lega che è stata registrata con la massima attenzione e con la massima responsabilità da parte di tutti. Questo rispetto ad oggi, sul futuro non posso rispondere”, ha detto il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a proposito della spaccatura in Cdm. Che per il Pd, invece, è “un atto preoccupante che rischia di aumentare l’instabilità e creare nuova confusione nel Paese. Confidiamo, quindi, che quello di oggi sia solo un incidente di percorso e che da domani la maggioranza torni compattamente al fianco del presidente del Consiglio”, comunicano fonti del Nazareno. “Salvini è prevedibile, cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto sul Presidente della Repubblica. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto”, twitta il senatore dem Andrea Marcucci.

    #Salvini è prevedibile. Cerca di rifarsi sul governo per la figuraccia che ha fatto per il #Quirinale. Draghi fa bene ad andare avanti. La stagione dei tatticismi è finita, il leader della Lega ne prenda atto. #covid

    — Andrea Marcucci (@AndreaMarcucci) February 2, 2022

    Il decreto-legge approvato prevede, per le scuole primarie (elementari), che “con cinque o più casi di positività accertati tra gli alunni presenti in classe”, la didattica prosegue in presenza soltanto per i vaccinati e i guariti (con l’uso obbligatorio delle mascherine FFP2), mentre “per gli altri alunni si applica la didattica digitale integrata per la durata di cinque giorni”. Nella secondaria di primo e secondo grado (medie e superiori) valgono le stesse regole, ma a far scattare la dad per i non vaccinati bastano soli due positivi in classe. Per il rientro a scuola dopo la quarantena basterà il tampone fai-da-te: “In caso di utilizzo del test antigenico autosomministrato, l’esito negativo è attestato tramite autocertificazione”, si legge nel testo.
    Quindi la soluzione leghista qual è?
    A casa tutti?
    Vaccinati e non?
    O viceversa?



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  9. #9
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    Citazione Originariamente Scritto da Mastro Visualizza Messaggio
    Quindi la soluzione leghista qual è?
    A casa tutti?
    Vaccinati e non?
    O viceversa?



    Inviato dal mio CPH2065 utilizzando Tapatalk
    Ahahahahah
    Mi hai fatto ridere ... davvero ...

    Comunque non serve una soluzione alternativa, quando dici no per dire no.

  10. #10
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    Predefinito Re: Draghi “riparte”? La Lega non vota le norme sulla dad...

    La cosa da ridere è che i ministri leghisti hanno detto che le norme sulla dad sono ragionevoli. E allora perché non votarle? La spiegazione, chiamiamola così, è che non sarebbe giusta la 'discriminazioni' fra studenti vaccinati e non vaccinati. Il fatto che Tizio è vaccinato mentre Caio non lo, è per la testaccia dei leghisti non è un valido motivo di differenziazione delle misure cautelari sanitarie. Se si voleva trovare un pretesto per fare ostruzionismo e campagna elettorale anticipata i leghisti ne potevano cercare uno meno ridicolo.

 

 
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