Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11
  1. #1
    Socialdemocratico filo-UE
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    4,915
     Likes dati
    1,047
     Like avuti
    427
    Mentioned
    109 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Il governo giamaicano ha presentato al parlamento un disegno di legge che, se approvato, sancirà la rimozione di Re Carlo III dal ruolo di capo di Stato, aprendo la strada alla nascita di una repubblica indipendente.

    Questa mossa storica rappresenta un passo significativo per la Giamaica, che ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1962, ma mantenne il monarca britannico come figura cerimoniale a capo dello Stato, rappresentato da un Governatore Generale. Un retaggio del passato coloniale che molti giamaicani considerano ormai un anacronismo.

    “Ogni anno, quando celebriamo l’indipendenza il 6 agosto, la nazione è invitata a riflettere sui suoi successi e su ciò che resta da fare”, ha dichiarato Marlene Malahoo Forte, Ministro degli Affari Legali e Costituzionali della Giamaica. “E ogni anno ci si chiede quando aboliremo la monarchia e avremo un capo di stato giamaicano“.

    La proposta di legge prevede l’istituzione di un presidente giamaicano come capo di stato cerimoniale. Il primo ministro Andrew Holness ha annunciato l’intenzione che la Giamaica diventi una repubblica entro il 2025, durante un tour reale del Paese da parte del principe e della principessa del Galles.

    Prima di diventare legge, la proposta dovrà essere esaminata da commissioni congiunte, votata in parlamento e approvata tramite un referendum nazionale. I partiti di opposizione hanno espresso preoccupazioni sulla tempistica del referendum, a ridosso delle elezioni nazionali, e sull’assenza di piani per la sostituzione del Consiglio Privato del Regno Unito con la Corte di Giustizia Caraibica come corte d’appello suprema.

    “Non possiamo dirci completamente decolonizzati se manteniamo il Consiglio Privato come corte suprema”, ha affermato la senatrice Donna Scott-Mottley, portavoce del principale partito di opposizione.

    Nonostante le divergenze politiche, la questione del passaggio a una repubblica sembra unire la nazione in un sentimento comune di autodeterminazione. Due anni fa, durante la visita di William e Kate, si verificarono proteste con alcuni che chiedevano scuse e risarcimenti per la schiavitù.

    La Giamaica non è la prima nazione caraibica a intraprendere questo percorso. Guyana, Trinidad e Tobago, Dominica e Barbados hanno già compiuto il passo verso la repubblica. Attualmente, la Giamaica è l’unico Paese con il monarca britannico come capo di stato che richiede visti per entrare nel Regno Unito.

    “Gli inglesi non stanno facendo nulla di sostanziale per il nostro Paese, quindi non ha senso averli come capo di Stato”, ha dichiarato a The Guardian Maureen Brammer, cittadina giamaicana. “Inoltre, abbiamo difficoltà ad andare in Inghilterra più che in qualsiasi altro Paese… quindi, senza dubbio, sbarazzatevi della monarchia!”.

    https://www.greenme.it/lifestyle/cos...rchia-inglese/

  2. #2
    Hic Sunt Leones
    Data Registrazione
    26 May 2009
    Località
    Soprattutto Italia
    Messaggi
    28,671
     Likes dati
    228
     Like avuti
    5,700
    Mentioned
    307 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Curiosità, la Dominica qui citata non va assolutamente confusa con la Repubblica Dominicana (cosa che ammetto di aver fatto per anni )
    Passata la buriana facciamo i conti

  3. #3
    Moderatore
    Data Registrazione
    12 Jan 2011
    Messaggi
    61,366
     Likes dati
    56,873
     Like avuti
    34,250
    Mentioned
    505 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Mi dispiacerebbe se lo fanno

  4. #4
    Socialdemocratico filo-UE
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    4,915
     Likes dati
    1,047
     Like avuti
    427
    Mentioned
    109 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    La strada sembra ormai tracciata: il governo della Giamaica ha intenzione di tagliare definitivamente, dopo oltre 60 anni d’indipendenza, il cordone ombelicale che ancora tiene l’isola caraibica legata a Londra. E dunque rimuovere Re Carlo III dalla carica, per quanto formale, di capo dello Stato, per chiudere così definitivamente la lunga epoca del dominio britannico, che risale al 1655. La scorsa settimana il governo laburista ha presentato in Parlamento un disegno di legge, il Constitution (Amendment) Republic Act, che di fatto costituisce il primo passo di un complesso iter legislativo che, nella migliore delle ipotesi, potrebbe portare nel 2025, prima delle previste elezioni generali, alla modifica della Costituzione, con l’abolizione della monarchia a favore della Repubblica. Qualora il testo fosse approvato (prima con un voto a maggioranza di due terzi in Parlamento, e poi attraverso un referendum da sottoporre agli elettori) il nuovo presidente giamaicano diventerebbe anche capo del cerimoniale dello Stato. Marlene Malahoo Forte, ministra per gli Affari legali e costituzionali della Giamaica, ha spiegato che il disegno di legge è la risposta concreta ai giamaicani che chiedono un cambiamento: «Ogni anno, durante le celebrazioni della nostra indipendenza, il 6 agosto, la gente si chiede e ci chiede quando la Giamaica si libererà della monarchia e avrà finalmente un capo di stato giamaicano». Ancor più esplicito il ministro degli Esteri, Alando Terrelonge, convinto sostenitore della proposta di legge: «Ho sempre sostenuto che lo dobbiamo ai nostri antenati che hanno combattuto e sono morti in modo che potessimo essere liberi. Lo dobbiamo agli estensori della nostra Costituzione, al lavoro svolto dai nostri eroi nazionali, affinché la Giamaica ora cammini come una nazione veramente libera e indipendente».

    A dire il vero il consenso attorno al progetto è pressoché unanime, sia tra gli esponenti del Partito Laburista, attualmente al governo, sia tra le fila del principale partito di opposizione, il People’s National Party. Anche se restano da limare alcune sfumature: su tutte il ruolo del Privy Council, il “Comitato Giudiziario del Consiglio Privato”, che ha sede nel Regno Unito, attualmente il più alto grado del sistema giudiziario giamaicano: di fatto una sorta di Corte Suprema che valuta il caso in questione e suggerisce al Capo dello Stato, che è il Sovrano, se procedere con la conferma, l’annullamento o la modifica della sentenza della Corte d’appello. Al suo posto potrebbe essere chiamata la Caribbean Court of Justice (CCJ), l’istituzione giudiziaria della Comunità dei Caraibi (CARICOM), fondata nel 2005, con sede a Port of Spain, sull’isola di Trinidad e Tobago. Ma la procedura è ancora in alto mare. Il primo ministro Andrew Holness ha fatto sapere di aver adottato “un approccio di riforma graduale”, rinviando la questione relativa al Privy Council in una “fase successiva”, senza specificare altri dettagli. «Non crediamo che si possa dire di essere completamente decolonizzati se si mantiene ancora il Consiglio Privato come Corte Suprema», gli ha risposto la senatrice Donna Scott-Mottley, portavoce per la giustizia per il People’s National Party. «È un anacronismo sostenere di volersi liberare del re, ma poi comunque mantenere la pratica di presentare proprio a lui un’istanza quando vuoi che sia fatta giustizia per il tuo popolo. Qui comunque non si tratta di differenti visioni di partiti politici, si tratta della nostra nazione. Si tratta di chiudere l’intero cerchio dell’indipendenza per il popolo del nostro paese». Popolo che, stando ai sondaggi degli ultimi anni, resta in netta maggioranza a favore dell’abbandono del Commonwealth.

    Negli ultimi anni i rapporti tra Giamaica e Regno Unito non sono stati del tutto idilliaci, soprattutto per via di due questioni. La prima è quella legata alle restrizioni sui visti d’ingresso, sia per turismo, sia per lavoro, dei giamaicani in Gran Bretagna (imposta fin dal 2003 dall’allora governo inglese come forma di contrasto all’immigrazione clandestina e al traffico di armi). La seconda è invece quella assai più spinosa che riguarda le “riparazioni” per il periodo della schiavitù, questione che peraltro è stata al centro di un recente incontro dei capi di stato dei Caraibi, nel quale è stata ribadita la necessità di affrontare una volta per tutte il tema, chiedendo un vertice con le nazioni europee (ma la Gran Bretagna, anche con l’ex primo ministro Rishi Sunak, ha sempre respinto l’ipotesi di presentare scuse formali per il ruolo della Gran Bretagna nella schiavitù e di pagare le riparazioni). I leader caraibici continuano invece a pretendere che le loro richieste siano ascoltate e valutate, prendendo come base il “Piano di riparazione in 10 punti”, stilato nel 2013 dalla Caricom Reparations Commission (CRC), che prevede tra l’altro scuse formali dalle nazioni che furono responsabili del traffico di esseri umani, cancellazione del debito, adeguato risarcimento per i discendentie programmi educativi. «Le comunità indigene e africane della regione - scrive la Caricom Reparations Commission - sono state vittime di crimini contro l’umanità sotto forma di genocidio, schiavitù, tratta di schiavi e apartheid razziale. I loro discendenti hanno il diritto legale alla giustizia riparatrice e che coloro che hanno commesso questi crimini, e che sono stati arricchiti dai proventi di questi crimini, hanno un caso riparatore di cui rispondere». Tema assai “sentito” anche in Giamaica, dove non sono mancati momenti di protesta e di tensione in occasione delle più recenti visite dei regnanti britannici (l’ultima nel 2022 con la visita del principe William e della moglie Kate) che nonostante le innegabili responsabilità hanno sempre voltato la testa altrove. E a proposito di responsabilità, come scrive l’organizzazione governativa Jamaica Information Service: «I coloni inglesi, dopo aver strappato nel 1655 agli spagnoli il dominio dell’isola, si preoccuparono di coltivare colture che potessero essere facilmente vendute in Inghilterra. Il tabacco e il cacao lasciarono presto il posto allo zucchero che divenne la coltura principale dell’isola. L’industria dello zucchero crebbe così rapidamente che le 57 piantagioni di zucchero dell’isola nel 1673 crebbero fino a quasi 430 nel 1739».

    Il disegno di legge per la rimozione definitiva della monarchia britannica è stata accolta con favore anche dalla direttrice del Centre for Reparation Research, la sociologa Sonjah Stanley Niaah, che al Guardian ha detto: «Vogliamo essere in grado di sostenere l’avanzamento di una vera sovranità, e la presentazione di questo disegno di legge è un segnale importante che tutta la Giamaica è ormai impegnata in questo processo. È un passo nella giusta direzione». Tra le 12 ex colonie caraibiche britanniche già 4 hanno abbandonato la monarchia per passare alla Repubblica. La prima è stata la Guyana nel 1970, seguita da Trinidad e Tobago nel 1976, Barbados nel 2021 (l’isola di Dominica, nelle piccole Antille, ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1978, con la contestuale proclamazione della Repubblica).

    Tuttavia per la Giamaica, patria del reggae e terra di straordinarie bellezze naturali il cui nome deriva daXaymaca, “Terra del legno e dell’acqua”, com’era chiamata in lingua Arawak parlata dagli indios Tainos, i problemi non si esauriranno di certo con il formale distacco dalla corona inglese. Perché se da un lato le politiche economiche attuate nell’ultimo decennio hanno portato concreti risultati (il debito pubblico è diminuito dal 146% al 72% del prodotto interno lordo) dall’altro restano intatte le storiche zavorre: corruzione, criminalità, disoccupazione, povertà, basso livello d’istruzione. Nell’ultimo Corruption Perceptions Index, con dati relativi al 2023, l’ong Transparency International descrive così la situazione della Giamaica: «La collusione tra i potenti e il dominio schiacciante del potere esecutivo su quello legislativo hanno indebolito le capacità di supervisione del parlamento, creando condizioni mature per abusi e corruzione. Inoltre l’incapacità dell’esecutivo di colmare le lacune nel quadro di governance indebolisce il perseguimento dei casi di corruzione che coinvolgono il crimine organizzato e favorisce l’impunità delle élite corrotte di alto livello».

    Qualche segnale positivo arriva dalle più recenti statistiche diffuse della Jamaica Constabulary Force (JCF), la forza di polizia nazionale della Giamaica. In calo del 16% gli omicidi (che restano comunque molto alti in termini assoluti, 783 in un anno, più di due al giorno); in diminuzione anche le rapine (-15%), gli stupri (-32%), i furti (-6%) e le sparatorie (-2%). «Ma nonostante il calo su base annua in tutta l’isola, il crimine e la violenza continuano ad essere la principale preoccupazione per i giamaicani», scriveva pochi mesi fa il quotidiano The Gleaner, riportando i dati di un sondaggio nazionale condotto dal Market Research Services Limited. Gli altri fattori di “preoccupazione” sono l’alto costo della vita, la disoccupazione, la mancanza di opportunità per i più giovani e la corruzione. Ben lontani, comunque, da quell’emergenza nazionale di violenza che quasi cinquant’anni fa, nel 1978 spinse l’icona nazionale del reggae, Bob Marley, a riunire sul palco del concerto One Love Peace, nella capitale Kingston, le mani dei due leader politici rivali dell’epoca, Michael Manley, del People’s National Party, e il suo avversario, Edward Seaga, del Jamaican Labour Party (con le bande legate ai due partiti che avevano scatenato un conflitto paramilitare urbano che provocò morti, feriti e migliaia di sfollati). Iniziativa lodevole, che però non ottenne apprezzabili risultati, almeno non nell’immediato. «La calma non è stata raggiunta immediatamente, ma il concerto ha rotto quella situazione di stallo, senza speranza», ha commentato anni dopo il produttore discografico Chris Blackwell.

    https://ilbolive.unipd.it/it/news/so...alla-monarchia

  5. #5
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    29 Jul 2024
    Località
    NEL NULLA!
    Messaggi
    9,742
     Likes dati
    1,288
     Like avuti
    634
    Mentioned
    1020 Post(s)
    Tagged
    3 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    NASCIAMO MORENDO E MORIAMO VIVENDO


  6. #6
    philanthropist
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    59,720
     Likes dati
    4,847
     Like avuti
    11,405
    Mentioned
    1728 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    Mi dispiacerebbe se lo fanno
    Da suddito monarchico, a me no. Jamaica?

  7. #7
    Hic Sunt Leones
    Data Registrazione
    26 May 2009
    Località
    Soprattutto Italia
    Messaggi
    28,671
     Likes dati
    228
     Like avuti
    5,700
    Mentioned
    307 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Ci sono diversi posti nell'America Caraibica e Centrale che hanno ancora la Union Jack nella bandiera ad indicarne l'appartenenza al Commonwealth
    Passata la buriana facciamo i conti

  8. #8
    philanthropist
    Data Registrazione
    09 Jun 2009
    Messaggi
    59,720
     Likes dati
    4,847
     Like avuti
    11,405
    Mentioned
    1728 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da Canaglia Visualizza Messaggio
    Ci sono diversi posti nell'America Caraibica e Centrale che hanno ancora la Union Jack nella bandiera ad indicarne l'appartenenza al Commonwealth
    Praticamente la piu' estesa unione. 56 Paesi con 2,700,000,000 di abitanti.

  9. #9
    AUT CONSILIO AUT ENSE
    Data Registrazione
    30 Oct 2009
    Località
    Granducato di Toscana
    Messaggi
    154,470
     Likes dati
    24,559
     Like avuti
    49,857
    Mentioned
    2997 Post(s)
    Tagged
    77 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Cosa spinge i giamaicani, indipendenti da più di sessant'anni e amministrati da governatori locali, a volersi disfare della monarchia? Pare che la questione stia più o meno così: alla regina Elisabetta volevano tutti bene, a re Carlo III no. C'entra anche il libro del duca di Sussex

    Parliamo della Giamaica. Quest’isola caraibica, che a quanto pare esiste veramente e non solo nei sogni degli appassionati di reggae rasta e canne, sta pensando di disfarsi della monarchia per passare alla repubblica. Il suo monarca lo conoscete già: è Carlo III, il re d’Inghilterra. La Giamaica tuttavia è indipendente da più di sessant’anni, fa serenamente parte del Commonwealth, ed è amministrata da un governatore generale giamaicano e da un primo ministro giamaicano.



    Cosa spinge adesso i giamaicani a voler istituire la repubblica? Il risentimento in differita per lo schiavismo imperialista? No, gli inglesi abolirono la schiavitù piuttosto presto a quelle latitudini. Mal sopite questioni religiose? Nemmeno, un’ampia maggioranza di giamaicani è cristiana mentre i famosi rastafariani sono sì e no l’1 per cento. Un insopprimibile desiderio di progresso politico? Macché, il sistema bicamerale giamaicano, con la sua solida rule of law, è una copia sputata del modernissimo modello britannico.



    E quindi? A leggere gli opinionisti giamaicani pare che la questione stia più o meno così: alla regina volevano tutti bene, a re Carlo no; è inaccettabile che l’attuale regina sia l’ex amante del sovrano; il libro del duca di Sussex ha rivelato al mondo che la famiglia reale non va d’amore e d’accordo; soprattutto, la famiglia reale ha osteggiato l’unione del principe Harry con Meghan Markle. Ora, una repubblica fondata su Meghan Markle può apparire eccessiva anche ai giacobini più accecati, ma evidentemente la storia è arrivata a questo punto e bisogna rassegnarsi. Alla Giamaica la scelta: o conservare una monarchia magari polverosa ma che per secoli ha dato lustro al mondo oppure diventare una repubblica come ad esempio le Barbados, che poco dopo hanno elevato a proprio eroe nazionale Rihanna.

    https://www.ilfoglio.it/bandiera-bia...arkle-4873539/
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  10. #10
    Socialdemocratico filo-UE
    Data Registrazione
    16 Nov 2022
    Località
    Pozzi Neri, Macroverso
    Messaggi
    4,915
     Likes dati
    1,047
     Like avuti
    427
    Mentioned
    109 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: La Giamaica è pronta a diventare una Repubblica

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Cosa spinge i giamaicani, indipendenti da più di sessant'anni e amministrati da governatori locali, a volersi disfare della monarchia? Pare che la questione stia più o meno così: alla regina Elisabetta volevano tutti bene, a re Carlo III no. C'entra anche il libro del duca di Sussex

    Parliamo della Giamaica. Quest’isola caraibica, che a quanto pare esiste veramente e non solo nei sogni degli appassionati di reggae rasta e canne, sta pensando di disfarsi della monarchia per passare alla repubblica. Il suo monarca lo conoscete già: è Carlo III, il re d’Inghilterra. La Giamaica tuttavia è indipendente da più di sessant’anni, fa serenamente parte del Commonwealth, ed è amministrata da un governatore generale giamaicano e da un primo ministro giamaicano.



    Cosa spinge adesso i giamaicani a voler istituire la repubblica? Il risentimento in differita per lo schiavismo imperialista? No, gli inglesi abolirono la schiavitù piuttosto presto a quelle latitudini. Mal sopite questioni religiose? Nemmeno, un’ampia maggioranza di giamaicani è cristiana mentre i famosi rastafariani sono sì e no l’1 per cento. Un insopprimibile desiderio di progresso politico? Macché, il sistema bicamerale giamaicano, con la sua solida rule of law, è una copia sputata del modernissimo modello britannico.



    E quindi? A leggere gli opinionisti giamaicani pare che la questione stia più o meno così: alla regina volevano tutti bene, a re Carlo no; è inaccettabile che l’attuale regina sia l’ex amante del sovrano; il libro del duca di Sussex ha rivelato al mondo che la famiglia reale non va d’amore e d’accordo; soprattutto, la famiglia reale ha osteggiato l’unione del principe Harry con Meghan Markle. Ora, una repubblica fondata su Meghan Markle può apparire eccessiva anche ai giacobini più accecati, ma evidentemente la storia è arrivata a questo punto e bisogna rassegnarsi. Alla Giamaica la scelta: o conservare una monarchia magari polverosa ma che per secoli ha dato lustro al mondo oppure diventare una repubblica come ad esempio le Barbados, che poco dopo hanno elevato a proprio eroe nazionale Rihanna.

    https://www.ilfoglio.it/bandiera-bia...arkle-4873539/
    Barbados, senza le, non sono isole, ma una sola isola.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 22-11-15, 02:11
  2. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 03-12-13, 14:41
  3. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-11-12, 16:28
  4. Berlusconi vuole diventare presidente della repubblica
    Di alessandro74 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 31
    Ultimo Messaggio: 11-06-12, 23:21
  5. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 17-12-11, 18:12

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito