Si dovrebbe, in Parlamento, discutere la legge sulla morte assistita. Nelle Marche un uomo di 43 anni, costretto immobile a letto da dieci anni per un incidente, ha chiessto e ottenuto di poter morire. Ha scelto anche il medicinale, o meglio il prodotto che gli consentirà una morte rapida e indolore.
Io mi sconvolgo davanti a una cosa del genere. La vita è un'avventura meravigliosa, brevissima ma proprio per questo meritevole di essere vissuta. Certo le sofferenze, fisiche, mentali, morali, esistenziali sono parte di questa avventura, spesso anche hanno parti grandi, lunghe da vivere, ma il solo aprire gli occchi, vedere il sole, le piante, la natura insomma, sono un premio per gli occhi e per l'anima.
Bisogna però saperla vivere, l'avventura della vita. E la via più sicura per saperla vivere è quella di scegliere quello che si vuole essere. Perchè doversi sottoporre alle esigenze quotidiane trascurando quello che si sarebbe voluto fare ed essere vuol già dire un innesto di infelicità.
Voler morire però in casi come quello dell'uomo di 43 anni che ha chiesto di poter far cessare le sue quotidiane insopportabili sofferenze è ancora più orribile che dover morire quando è giunta la tua ora. La morte è parte della vita, si dice giustamente, ma la morte voluta per una sofferenza impossibile da sopportare, è una morte che non ci sarebbe dovuta essere. Però questi casi di sono e lo Stato fa bene a discutere su una Legge che tutti Paesi civili hanno.
Auguri a Mario, questo è il nome convenzionale che si è dato a quell'uomo delle Marche, affinchè, quando sarà dall'altra parte, possa almeno ritrovare il sorriso che gli è spento sulle labbra dieci anni fa.




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