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La Commissione europea ha presentato un piano per le comunicazioni satellitari da 6 miliardi di euro, con il fine dichiarato di ridurre la dipendenza dell’Unione Europea dalle società straniere. L’iniziativa mira a proteggere i principali servizi di comunicazione e i dati di sorveglianza da qualsiasi interferenza esterna. Sullo sfondo le preoccupazioni per i progressi militari nello Spazio di Russia e Cina e per il contestuale aumento dei lanci di apparecchiatura spaziale a doppio impiego civile/militare.
Il commissario europeo per il Mercato interno e i Servizi, il francese Thierry Breton, ha affermato che l’Ue è «da sola» nello Spazio, «la Nato è assente». Eppure i paesi del Vecchio Continente dipendono profondamente dalle informazioni degli Stati Uniti, cosa che compromette a priori qualsiasi ambizione di autonomia.
Perché conta: Il piano conferma l’importanza strategica delle applicazioni satellitari. Quanto al ruolo di Breton e agli interessi francesi, ne ha scritto Thomas Schumacher nel nostro recente numero sullo Spazio:
Ben 450 milioni di cittadini europei dipendono oggi per le loro attività quotidiane dai sistemi nel cosmo. E la Francia, che si pone come prima potenza militare e spaziale del continente, incoraggia il rafforzamento di un’Europa indipendente, in particolare attraverso l’attivismo del commissario per il Mercato interno, Thierry Breton, responsabile a Bruxelles anche delle questioni relative a questa dimensione.
La consacrazione dell’Europa come attore strategico passa tuttavia attraverso vari cantieri: l’accesso autonomo allo Spazio con una politica industriale e commerciale sui lanciatori che copra tutto il catalogo; un controllo della situazione orbitale; lo sviluppo di costellazioni satellitari strategiche (5G, 6G, calcolo quantistico) per dare continuità a successi quali i sistemi Galileo o Copernico. Detto altrimenti, tutto ciò passa dalla necessaria rifondazione del comparto, dalla strutturazione di un New Space europeo.
La Francia deve già darsi i mezzi per intraprendere questa strada in maniera autonoma. È un paese abituato alle gravi logiche programmatiche dettate da istituzioni o da gruppi industriali in situazione di monopolio. Un paese dove le startup del settore tecnologico, in particolare nella difesa e nello Spazio, corrono invano dietro ai capitali di rischio. Un paese in cui meno di dieci anni fa si prendevano in giro i piani di SpaceX sui lanciatori riutilizzabili, la stessa SpaceX a cui oggi gli europei si rivolgono per effettuare lanci istituzionali.




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