Come da titolo, venghino signori venghino, esponete le vostre idee in proposito...


Come da titolo, venghino signori venghino, esponete le vostre idee in proposito...
Socio Fondatore - Presidente in Carica - Alternativa Sociale - A.S. - "Rinnovare la Tradizione"


Addendum: ovviamente aspetto con trepidazione i commenti dei colleghi Regressisti, accorrete numerosi!
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Fatevi sotto merde


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Napoli è il fiore all'occhiello di questa penisola, volano dell'economia e dell'industria, il maggiore produttore di PIL, tasso di disoccupazione bassissimo, tasso di criminalità pari a zero, evasione fiscale pari a zero, falsi invalidi pari a zero, rumenta per le strade pari a zero.
Insomma, per essere una città della Saharasia non è poi cosi male. Fortunati don Peppe e King a vivere in quella città..
P.S.
Cosi non corro nessun rischio, basta parlarne bene e non c'è nessun problema.


Noooooooooooooo......
Gilanico Il Sabotatore vuol fare andare in febbre anche questo 3D...
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Non c'è nessuno che abbia il coraggio di parlare male di Napoli?
Feb..bre!
Feb..bre!
Feb..bre!
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Premetto che questa storiella non vuol risultare offensiva nei confronti di Napoli e dei napoletani, la avevo scritta qualche tempo fa sul mio forum per trollare un utente:
C'era un freddo terribile a Napoli, nevicava e cominciava a diventare buio; ed era la sera della vigilia di Natale. Nel buio e nel freddo un piccolo ometto armenoide, scalzo e a capo scoperto, camminava per la strada; aveva le ciabatte quando era uscito da casa, ma a che cosa gli sarebbero servite? Erano troppo grandi per lui, tanto grandi che negli ultimi tempi le aveva usate la mamma. E ora il piccolo Brutton le aveva perdute subito, quando due scooter di camorristi che passavano a forte velocità l'avevano costretto ad attraversare la strada di corsa. Una ciabatta non riuscì più a ritrovarla, e l'altra se la prese un ragazzo, dicendo che l'avrebbe usata per uccidere i topi che infestavano il suo vico.
Ora Brutton camminava scalzo, e i suoi piedini nudi erano viola per il freddo; in un vecchio giaccone aveva una gran quantità di santini di San Gennaro e ne teneva un mazzetto in mano. Per tutto il giorno non era riuscito a vendere nulla e nessuno gli aveva dato neppure una monetina; era lì affamato e infreddolito, e tanto avvilito, poverino!
I fiocchi di neve si posavano tra i suoi radi capelli neri, che lasciavano intravedere un cranio brachicefalo e spelacchiato, ma lui a questo non pensava davvero. Le luci brillavano dietro ogni finestra e per la strada si spandeva un delizioso profumino di pastiera: era la sera della vigilia di Natale, e proprio a questo lui pensava.
A un angolo della strada formato da due case, una più sporgente dell'altra, sedette e si rannicchiò, tirando a sé le gambette, ma aveva ancora più freddo e non osava tornare a casa. Temeva che suo fratello l'avrebbe picchiato, perché non aveva venduto nessun santino e non aveva neppure un soldo per rinnovare l'abbonamento al San Paolo.
E poi faceva così freddo anche a casa! Avevano solo il tetto sopra di loro e il vento penetrava tra le fessure, anche se avevano cercato di chiuderle con paglia e stracci.
Le manine si erano quasi congelate per il freddo. Ah! Forse accendere un fuoco bruciando qualche santino sarebbe servito a qualcosa. Doveva solo sfilarne uno dal mazzetto e dargli fuoco con l'accendino per scaldarsi un po' le dita.
Ne prese uno, e "ritsch," fece l'innesco dell'accendino. Come scintillava! Come ardeva! Era una fiamma calda e chiara e sembrava una piccola candela quando lo circondava con le manine. Che strana luce! Brutton credette di trovarsi seduto davanti a una stufa con i pomelli d'ottone, e il fuoco bruciava e scaldava così bene! No, che succede? Stava già allungando i piedini per scaldare un po' anche quelli, quando la fiamma scomparve. E con la fiamma anche la stufa.
E si ritrovò seduto per terra, con un pezzetto di San Gennaro bruciato tra le mani.
Subito ne accese un altro, che illuminò il muro rendendolo trasparente come un velo. Così potè vedere nella stanza una bella tavola imbandita, con una tovaglia bianca e vasellame di porcellana e una carbonara fumante (ciao Damned), ben condita con tuorlo e guanciale! Ma in quell'istante il fiammifero si spense e davanti all'omino rimase solo il muro freddo. Allora ne accese un altro. E si trovò ai piedi del più bello degli alberi di Natale. Era ancora più grande e più decorato di quello che aveva visto l'anno prima attraverso la finestra di don Gennaro 'o malamente, il boss del suo rione; migliaia di candele ardevano sui rami verdi e figure variopinte pendevano dall'albero, proprio come quelle che decoravano le vetrine dei negozi.
Sembrava guardassero verso di lui. Brutton sollevò le manine per salutarle, ma il santino si spense. Le innumerevoli candele dell'albero di Natale salirono sempre più in alto, fino a diventare le chiare stelle del cielo; poi una di loro cadde, formando nel buio della notte una lunga striscia di fuoco. «Ora muore qualcuno!» pensò Brutton, perché il suo amico Pasqualino, l'unico che era stato buono con lui, ma che poi era morto durante un conflitto a fuoco con la polizia, gli aveva detto: «Quann care na stell', allora n'anima vola ro Patetern».
Accese un altro santino che illuminò tutt'intorno, e in quel chiarore Brutton vide il suo amico di internet Noodles, lucente e con un sorriso stampato in volto!
«Noodeles!» gridò «Oh, prestami qualche spiccio per comprare la vodka Bruttowski! Tanto non te li dovrò restituire visto che scomparirai quando il fiammifero si spegne, scomparirai come è scomparsa la stufa, la pastona, l'albero di Natale!»
E accese tutti gli altri santini che aveva nel mazzetto, perché voleva mantenere la visione del suo amico fino a quando questo non gli avesse sganciato un po' di soldi; e i santini arsero con un tale splendore che era più chiaro che di giorno.
La mattina dopo Totò 'o scopatore, mentre spazzava il vicolo con la sua scopa da netturbino, trovò Brutton in quell'angolo della strada, con le guance rosse e il sorriso sulle labbra. Era morto, morto di freddo la sera della vigilia di Natale. La nascita del Signore avanzava sul suo piccolo corpicino, circondato da santini di San Gennaro mezzo bruciacchiati. Cosa strana, stringeva al petto una bottiglia ancora tappata di vodka Bruttowski.
https://www.ramispogli.it/
"…Credo che lo sapevo fin da principio. Lo sapevo che non ci saremmo mai arrivati. A lui piaceva tanto sentirne parlare che anch’io ho creduto fosse possibile."


@Legionarivs, perdonami, me la riposti come una sorta di "riassunto delle puntate precedenti"?
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https://www.ramispogli.it/
"…Credo che lo sapevo fin da principio. Lo sapevo che non ci saremmo mai arrivati. A lui piaceva tanto sentirne parlare che anch’io ho creduto fosse possibile."