Zelensky appare accettare la neutralità. Allo stesso tempo dice che per le cessioni territoriali ci dovrà essere un referndum in Ucraina. Questo smentisce l'asserita disponibilità; le guerre si fanno per conseguire risultati politici quando la politica fallisce.
Come rilevato dal ministro esteri russo, Lavrov, a manovrare Zelensky ci sono gli americani e questi intendono arrecare il massimo danno alla Russia. La vera guerra è tra USA e Russia. L'aggressione militare russa, indotta da anni di decisioni USA, è stata il casus belli ricercato dagli USA per lanciare la vera guerra, economica-mediatica. Le autorità politiche ucraine continueranno a farsi usare dagli americani e non ci potrà essere accordo di pace tra Ucraina e Russia.
I russi potrebbero delegittimare Zelensky strumento degli USA a danno del suo popolo, e rivolgersi direttamente agli ucraini con una soluzione di compromesso che veda cessioni territoriali limitate a Luhansk, Donetsk, la Crimea con i rifornimenti idrici assicurati e il corridoio di collegamento lungo il Mar d'Azov, lasciando quindi all'Ucraina l'accesso al mare (Odessa) e zona smilitarizzata ad est del fiume Dniepr. Allo stesso tempo puntare alla rimozione delle sanzioni.
Fin tanto che gli ucraini non riconoscono la sconfitta, la Russia potrebbe ritirare le truppe dal resto dell'Ucraina, sottraendole alla guerriglia sostenuta dagli USA, continuare a degradare l'apparato militare e anche le infrastrutture civili (con il potere aereo e forze speciali), limitando le vittime civili ma costringendo altri venti milioni di ucraini a rifugiarsi in Europa o essere da questi mantenuti in Ucraina, indefinitamente. La disponibilità europea eventualmente verrà meno. Allo stesso tempo si preme sugli europei affinché le sanzioni vengano rimosse. In pratica, così come gli americani stanno usando gli ucraini, così dovrebbero fare anche i russi. In questo modo si aumentano i costi per i paesi europei e si accrescono le tensioni tra questi e gli americani. Gli europei sarebbero maggiormente inclini a spingere affinché gli ucraini accettino la pace.




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