Corsica, si infiammano le proteste dopo il ferimento in carcere dell'ex leader indipendentista Yvan Colonna
Un islamista radicale ha tentato di strangolarlo forse dopo parole ritenute blasfeme, ma gli inquirenti non escludono un mandante esterno. Parigi prova a calmare gli animi e ipotizza negoziati su uno statuto autonomo per l'isola parlando di apertura "senza precedenti"
PARIGI – Continua in Corsica la rivolta provocata dall'aggressione in carcere di Yvan Colonna, uno dei più famosi leader indipendentisti. Una nuova manifestazione a Bastia è finita ieri con tafferugli, scontri e una guerriglia urbana durata fino a tarda notte. Nel corteo molti giovani, spesso con il volto coperto, che intonavano slogan contro lo “Stato francese assassino”. Secondo la prefettura hanno partecipato 7mila persona, mentre per gli organizzatori erano più di 10mila. Un ufficio delle tasse è stato colpito da bottiglie molotov e i pompieri sono dovuti intervenire per fermare l'incendio. Poco prima del raduno, uno stock di circa 300 molotov è stato scoperto a Bastia, secondo il procuratore Arnaud Viornery. Il bilancio è di 67 feriti, di cui 44 tra le forze dell'ordine.
L'aggressione a Colonna, avvenuta il 2 marzo nella prigione di Arles, ha attizzato nuove tensioni sull'isola dopo un periodo di relativa calma nel fronte indipendentista. L'appello ufficiale per la manifestazione di ieri era sobrio, chiedendo "verità e giustizia per Yvan, libertà per i patrioti e riconoscimento del popolo corso". Ma nel corteo si è infiltrato un nucleo di giovani più radicali determinati a compiere azioni più violente contro la polizia e simboli dello Stato francese.
PARIGI – Continua in Corsica la rivolta provocata dall'aggressione in carcere di Yvan Colonna, uno dei più famosi leader indipendentisti. Una nuova manifestazione a Bastia è finita ieri con tafferugli, scontri e una guerriglia urbana durata fino a tarda notte. Nel corteo molti giovani, spesso con il volto coperto, che intonavano slogan contro lo “Stato francese assassino”. Secondo la prefettura hanno partecipato 7mila persona, mentre per gli organizzatori erano più di 10mila. Un ufficio delle tasse è stato colpito da bottiglie molotov e i pompieri sono dovuti intervenire per fermare l'incendio. Poco prima del raduno, uno stock di circa 300 molotov è stato scoperto a Bastia, secondo il procuratore Arnaud Viornery. Il bilancio è di 67 feriti, di cui 44 tra le forze dell'ordine.
L'aggressione a Colonna, avvenuta il 2 marzo nella prigione di Arles, ha attizzato nuove tensioni sull'isola dopo un periodo di relativa calma nel fronte indipendentista. L'appello ufficiale per la manifestazione di ieri era sobrio, chiedendo "verità e giustizia per Yvan, libertà per i patrioti e riconoscimento del popolo corso". Ma nel corteo si è infiltrato un nucleo di giovani più radicali determinati a compiere azioni più violente contro la polizia e simboli dello Stato francese.
Trionfo dei nazionalisti in Corsica: "Ora vogliamo più autonomia"
di (ANSA)
10 Dicembre 2017
"Tutto il popolo corso è mobilitato contro l'ingiustizia, la richiesta di verità e oltre a ciò di una vera soluzione politica" spiega Gilles Simeoni, presidente autonomista del consiglio esecutivo corso. Simeoni, ex avvocato di Colonna, ha chiesto anche l'istituzione di una commissione d'inchiesta per far luce su quello che è accaduto nel carcere di Arles. “Non ci fidiamo delle autorità francesi” ha spiegato il politico corso.
La famiglia dell'ex leader indipendentista, 61 anni, chiedeva da tempo che fosse trasferito in un carcere sull’isola. Ricoverato in gravissime condizioni, Colonna sconta l'ergastolo per l'omicidio del prefetto Claude Erignac, ucciso nel 1998 ad Ajaccio. E' stato Franck Elong Abe, 35 anni, islamista radicale che sconta diverse pene, ad averlo preso di mira. Secondo una prima ricostruzione avrebbe sentito Colonna usare espressioni blasfeme. Elong Abe ha tentato di strangolarlo mentre si trovavano nel cortile della prigione durante l'ora d’aria. I magistrati hanno iscritto Elong Abe nel registro degli indagati con l'accusa di "tentato omicidio a sfondo terroristico". Le indagini esplorano varie piste, da un gesto isolato a un possibile mandato dall'esterno del carcere.
Davanti alla rabbia che monta nell'isola ribelle, il governo ha provato a lanciare segnali distensivi. E' stato annunciato il trasferimento sull'isola di due compagni di Colonna e membri del "commando Erignac", Pierre Alessandri e Alain Ferrandi. Il ministro dell'interno Gérald Darmanin volerà in Corsica mercoledì e giovedì per aprire un "ciclo di discussioni con eletti e forze attive dell'isola. Per la prima volta il governo potrebbe aprire a negoziati su uno statuto autonomo per la Corsica. Una apertura "senza precedenti", ha sottolineato Darmanin, che mira a "trovare le condizioni per una tale evoluzione della Corsica nella Repubblica, come previsto dalla Costituzione" ha proseguito il ministro, senza dare dettagli.
https://www.repubblica.it/esteri/2022/03/14/news/corsica_indipendente_proteste_an_colonna-341325431/




an_colonna-341325431/
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