FREDDATO
Il signore della guerra russo che guidava il battaglione neonazista "Sparta" è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in Ucraina in un nuovo colpo allo stallo dell'invasione di Putin
Un signore della guerra RUSSO che guidava il battaglione neonazista Sparta è stato ucciso a colpi di arma da fuoco in Ucraina in un altro duro colpo per l'invasione in stallo di Vladimir Putin.
Vladimir Zhoga è stato ucciso sabato durante una battaglia nella città ucraina orientale di Volnovakha.
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Vladimir Zhoga è stato ucciso a colpi d'arma da fuoco dalle truppe ucraine sabato
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Lo Sparta Battalion è un'unità militare neonazista che ha l'appoggio del Cremlino Credito: Alamy
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Il battaglione combatte nella regione del Donbass dal 2014 Credito: Alamy
Denis Pushilin, che guida il territorio separatista ucraino di Donetsk, ha confermato l'omicidio sul suo canale Telegram.
"Oggi, il comandante del battaglione di ricognizione separato di Sparta, il colonnello delle guardie Vladimir Zhoga (nom de guerre Vokha), è morto come un eroe a Volnovakha", ha scritto.
Secondo Pushilin, il comandante è stato ucciso durante un'operazione per evacuare i civili da Volnovakha, una delle città in cui le truppe russe hanno violato un accordo di cessate il fuoco sabato.
Zhoga si è unito ai ribelli sostenuti dalla Russia nel 2014, lo stesso anno in cui è stato creato il Battaglione Sparta, una milizia neonazista che ha il sostegno di Mosca.
Il gruppo è dietro un'ondata di attacchi mortali contro le truppe ucraine e ha condotto la guerra nella regione del Donbass da quando sono scoppiate le ostilità otto anni fa.
Il suo ex leader, Arsen Pavlov, noto come Motorola, è stato accusato di crimini di guerra a Kiev ed è morto quando è stato fatto esplodere un ordigno esplosivo nel 2016.
La morte di Zhoga è un altro duro colpo per Putin dopo aver perso due importanti capi militari questa settimana e il suo esercito non riesce a ottenere guadagni territoriali così velocemente come previsto.
Vladimir Žoga
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Vladimir Žoga
Владимир Жога
Vladimir Žoga durante un’intervista
Soprannome “Vokha”
Nascita Slavjansk, 26 maggio 1993
Morte Volnovacha, 5 marzo 2022
Cause della morte fatto di guerra
Luogo di sepoltura cimitero "Mar di Donez"
«Донецкое море»[1]
Religione russo-ortodossa
Dati militari
Paese servito Flag of Donetsk People's Republic.svg RPD
Forza armata Milizia nazionale
Arma Truppe costiere
Corpo Flag of the Russian Naval Infantry.png Morskaja pechota
Specialità Sleeve badge of the Naval Infantry.svg fante di marina
Unità Flag of the Sparta Battalion.svg battaglione "Sparta"
Anni di servizio 2014-2022
Grado Полковник ВМФ (красный кант) лёжа.png colonnello
Guerre
conflitto russo-ucraino
Campagne
invasione dell'Ucraina
Battaglie
assedio di Slavjansk
seconda battaglia dell'aeroporto di Donetsk
battaglia di Volnovacha †
Comandante di Battaglione "Sparta"
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Manuale
Vladimir Žoga, noto anche con lo pseudonimo di "Vokha" (in russo: Владимир Артёмович Жога?; sovente trascritto all’inglese anche come Vladimir Zhoga; Slavjansk, 26 maggio 1993 – Volnovacha, 5 marzo 2022), è stato un militare russo nativo dell’Ucraina, fervente secessionista e nazionalista[2] russofono del Donbass, comandante dell’unità separatista nota come battaglione "Sparta".
Dopo l’attentato che nell’ottobre 2016 portò alla morte di Arsen “Motorola” Pavlov,[3] Žoga gli succedette al comando del Battaglione di ricognizione autonomo delle guardie "Sparta"[4], unità militare considerata una delle più efficienti milizie secessioniste e ritenuta ideologicamente ispirata al neonazismo[5][6][7] che in quel momento era giunta a inquadrare fino a 1.000 militanti.[3]
Come capo della milizia, Žoga divenne uno dei più noti secessionisti russofoni del Donbass ucraino,[2] venendo descritto come “brutale signore della guerra” da vari giornali.[8][5][6][7] In qualità di membro del Battaglione Sparta, Zhoga fu accusato di crimini di guerra[9] tra i quali figura l’esecuzione di prigionieri ucraini[5][6] ma, nonostante le accuse, fu comunque promosso a colonnello.[8][6]
Žoga è stato ucciso il 5 marzo 2022[10] in un combattimento contro le Forze armate ucraine durante l’occupazione di Volnovacha, nell’ambito dell’invasione russa dell'Ucraina del 2022,[11] invece, secondo una fonte filorussa, Žoga sarebbe morto mentre era intento all’evacuazione di civili.[5]







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