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Il generale Leonardo Tricarico, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica e presidente della Fondazione Icsa, in un'intervista a Fanpage.it ha commentato l'esito dei negoziati di ieri tra Kiev e Mosca, che si sono svolti a Istanbul. Da quanto è emerso nella giornata di oggi, nonostante le aperture importanti che si sono registrate, in particolare sul no all'ingresso nella Nato, inserito nelle proposte scritte avanzate dall'Ucraina, non sembra sia stato rispettato l'annuncio di una riduzione dell'offensiva da parte dei russi. Sia nell'aera di Kiev sia a Chernihiv sono proseguiti gli attacchi, con missili e colpi di artiglieria, e non ci sarebbe stato alcun ritiro dei russi su vasta scala. Del resto anche il Cremlino ha ridimensionato oggi i passi avanti: "Non possiamo affermare che ci sia stato qualcosa di troppo promettente" o una radicale "svolta", ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo comunque che Mosca ha considerato "positivo" che Kiev abbia iniziato a delineare le sue richieste per iscritto.
Tricarico ha poi criticato duramente la posizione assunta da Conte sull'aumento delle spese militari verso il 2% del Pil, un obiettivo che il leader del M5s vorrebbe spalmare da qui al 2030, contrariamente a quanto affermato dal ministro della Difesa Guerini, secondo cui l'impegno con la Nato va rispettato entro il 2028. "Al debutto sulla scena politica del Movimento Cinque Stelle, quando Di Maio era il capo politico, la mia Fondazione Icsa fu contattata da loro. Noi ci offrimmo di formare i membri del Parlamento del M5s, per aiutarli a svolgere al meglio il loro mandato. Non si sono mai visti", ha raccontato a Fanpage.it il generale.




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