E così alla fine l'Occidente ha avuto la sua guerra umanitaria.
Ci sono state fughe in avanti, marce indietro, incertezze, rocamboleschi cambi di direzione a seconda dell'imprevedibile piega degli eventi, ma adesso le forze coloniali si sono messe in moto.
Solo pochi giorni fa avevo detto come la pensavo: da un lato la mia preferenza per gli insorti, nella cui buona fede continuo a credere, dall'altro la consapevolezza che, geopoliticamente, che vincesse una parte o l'altra l'importante era che lo facesse in autonomia e senza ingerenze esterne.
Purtroppo non è quello che sta succedendo. Gheddafi, ci piaccia o no, si stava riprendendo la Libia e l'Onu ha votato per una No-Fly-Zone che di fatto è il nulla-osta alle forze coloniali di Francia e Gran Bretagna a bombardare un paese sovrano.
A questo punto, pur riconfermando la mia preferenza per gli insorti, aggiungo che se il prezzo della loro vittoria deve essere un governo fantoccio filo-occidentale e una base Nato a Bengasi allora è meglio che si tengano Gheddafi.
Una Libia peggiore per un mondo migliore.
Non voglio nemmeno scendere nei misteriori meandri del possibile conflitto "privato" tra la italiana Eni e la British Petroleum per il controllo del greggio libico o le ripercussioni sulla nostra Finmeccanica per il semplice fatto che il capitalismo è in ultima battuta uno e globale e gli eventuali scontri intestini tra la sua declinazione italiana, tedesca o anglo-francese non hanno rilevanza strategica.
Mi interessa invece rilevare l'utilizzo da parte dell'Occidente per l'ennesima volta della tattica più debole possibile per scendere militarmente in campo, senza ricevere che pochissime contestazioni popolari, a dimostrazione dell'inerzia intellettuale degli occidentali.
Si rievoca per l'ennesima volta il fantasma del dittatore sanguinario, attribuendo a Gheddafi lo stesso vestito già cucito su Saddam, Ahmedinejead, Chavez. Il tutto dimenticamando i triangoli amorosi che Europa, Usa e Israele hanno avuto col raìs della Sirte.
Si parla di massacri da parte dell'esercito di Gheddafi, che è in realtà l'esercito regolare libico, contro civili inermi, che sono invece insorti armati, insorti per i quali simpatizzo, si ricordi, ma è nell'ordine delle cose che contro di loro un capo di stato si muova militarmente.
Si parla di bombardamenti contro folle di manifestanti, quando non ci sono stati ne i bombardamenti ne le manifestazioni contro il regime e nemmeno le sbandierate fosse comuni.
Gheddafi proclama il cessate-il-fuoco e l'Occidente dice che va comunque bombardato perché non lo rispetterà, attribuendo ad altri intenzioni non manifestate.
Si constringe il nemico a reagire militarmente con ancora più forza e poi se ne approfitta per trovare in questo comportamento una giusitificazione a posteriori a tutto ciò che si era detto prima...
Ed è scandaloso come gran parte dell'opinione pubblica si lasci abbindolare da simili argomenti che sono il peggiore stupro del sillogismo aristotelico...
Preferisco a questo punto dare risalto a una delle poche iniziative contro il conflitto che si prospetta in Libia pubblicizzando la petizione di Uniti e Diversi che io stesso ho sottoscritto.
Le argomentazioni portate dai promotori della petizione sono, stavolta, tanto semplici da non sapere come contestarle.





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