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Il presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping è intervenuto in videoconferenza alla cerimonia d’apertura del Forum di Boao per l’Asia 2022 (la cosiddetta “Davos dell’Asia”). Nel suo discorso, ha proposto un’iniziativa di sicurezza globale.
Perché conta: Il discorso di Xi segna un punto di svolta. Negli ultimi due mesi, dall’invasione russa dell’Ucraina in poi, Pechino è stata costretta alla ricerca di un difficile equilibrismo tra l’amicizia “senza limiti” con Mosca e la constatazione che Putin ha violato uno dei cardini della politica estera cinese, ossia il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli altri Stati.
Le parole del presidente cinese indicano la conclusione della fase difensiva e l’inizio dell’offensiva diplomatica. Il destinatario primario del messaggio di Xi sono gli Stati Uniti, che pure – al pari della guerra d’Ucraina – non vengono mai menzionati.
Respingere la “mentalità da guerra fredda”, le “sanzioni unilaterali” e i “doppi standard” significa respingere l’agenda internazionale di Washington. La convinzione espressa da Xi che “il disaccoppiamento, l’interruzione delle forniture e la pressione massima siano destinati a fallire” riflette la preoccupazione cinese per le misure ad hoc prese contro la Cina dall’allora presidente Usa Donald Trump e confermate dal suo successore alla Casa Bianca Joe Biden.
Multilateralismo, consultazione e il concetto (fumoso) di “sicurezza indivisibile” sono invece i principi che giustificano la nascita di un’architettura securitaria globale. Xi crede che sia necessario adottare un approccio basato sui popoli e tenere in considerazione le esigenze dei paesi in via di sviluppo, dalla ripresa economica alla distribuzione dei vaccini contro il Covid-19.
Se non rimarrà lettera morta, l’iniziativa di sicurezza globale è per Xi una scommessa tanto affascinante quanto rischiosa: può essere la gamba politica delle nuove vie della seta e ampliare lo status internazionale di Pechino. Ma può anche costringere la Cina a sovraesporsi, alzando – forse troppo presto – il livello del confronto con gli Stati Uniti.




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