Originariamente Scritto da
Roberto il Guiscardo
Mentalità politica n. 1 (l'attuale mondo che si autodefinisce della sinistra italiana):
Caricare di tasse e di adempimenti gli imprenditori, rendendo difficile iniziare una attività senza l'aiuto di un finanziamento pubblico; in tal modo si rende l'impresa dipendente dallo Stato e dalle sue iniziative politico-economiche; lo Stato rimane così un attore necessario e indispensabile alla buona riuscita di una attività economica. Il gravame di tasse e balzelli caricato sulle imprese serve allo Stato stesso per finanziare le iniziative di sostegno a chi non ce la fa con le proprie forze, tramite assistenze e sovvenzioni passive, al fine di mantenere anche questo strato sociale totalmente dipendente dallo Stato e dalle sue iniziative. La crescita e lo sviluppo del Paese resta quindi altamente dipendente dalle iniziative statali e se lo Stato è governato da persone incompetenti e impreparate, il destino di quel Paese è segnato. Ma lo scopo della sua classe dirigente è raggiunto: mantenersi al potere evitando pericolosi (per loro) cambiamenti.
Mentalità politica n. 2 (la cosiddetta destra italiana):
Liberalizzare totalmente l'iniziativa privata, sgravandola di quell'enorme fardello da portare che si chiama Stato Sociale; senza tasse eccessive e adempimenti burocratici eccessivamente castranti, le iniziative imprenditoriali sbocciano e si accrescono. Il tutto a scapito dell'aspetto sociale e del cosidetto Bene Pubblico, ma privilegiando solo le spese pubbliche strettamente necessarie, come la difesa, le infrastrutture industriali e la logistica. Senza alcun riguardo alla Giustizia, che deve essere messa al guinzaglio dell'imprenditoria, con leggi fatte apposta per questo, e favorendo dannosissimi connubi tra aziende e criminalità organizzata;
Terza strada:
Uno Stato Sociale Liberale, ben consapevole del valore delle sinergie e della Pace Sociale per un armonico sviluppo del Paese. Che si preoccupa di creare una rete di protezione che renda tutti i cittadini garantiti dalla catastrofe economica e sanitaria, ma che poi favorisca in ogni modo la nascita e la crescita delle iniziative imprenditoriali private, e la loro aggregazione in grandi gruppi industriali adatti a combattere la concorrenza internazionale; l'eccessivo peso finanziario e burocratico dovuto ad un ingombrante wellfare, sostituito dalla massima libertà di intraprendere che sia resa scevra dalle storture dovute alla criminalità organizzata e dai cartelli economico-finanziari, e pertanto con un occhio attento ad una Giustizia efficiente e rapida, con tempi morti azzerati e garanzia di ricevere giustizia immediata per ogni piccolo sopruso. Che garantisca sostegno a chi si adopera attivamente per accrescere insieme a tutti i cittadini la ricchezza del Paese e nessun sostegno a chi ritiene di poter campare a spese delle pubbliche finanze.
Una burocrazia azzerata, con strumenti pubblici che facciano da riferimento e aiuto per tutte le aziende, grandi, piccole e piccolissime, ma che non ne sostenga le finanze se esse si dimostrano tecnologicamente obsolete e fuori mercato.