https://www.limesonline.com/notizie-...i-lanka/127824
Secondo il Wall Street Journal, Affinity Partners, il nuovo fondo di investimento del genero di Donald Trump Jared Kushner, avrebbe programmato una serie di investimenti in Israele utilizzando denaro proveniente dall’Arabia Saudita. A inizio aprile il New York Times aveva rivelato che Affinity Partners l’anno scorso si era assicurata un investimento di circa due miliardi di dollari dal Saudi Public Investment Fund, il principale fondo sovrano saudita guidato dal principe ereditario Mohammad bin Salman.
Perché conta: La decisione segnerebbe il primo caso di investimento del principale istituto di intermediazione finanziaria saudita in Israele, nonostante l’assenza di relazioni diplomatiche. Due fattori aiutano a decifrare l’evento come ennesimo tassello del lento ma effettivo processo di normalizzazione tra i due paesi, contestualizzato nell’ambito degli Accordi di Abramo.
Il primo: Kushner è il promotore della tregua tra Israele e i paesi arabi. Ha affermato che questi piani d’investimento vanno interpretati come estensione del lavoro svolto in precedenza alla Casa Bianca; il genero dell’ex presidente è stato infatti il perno negoziale nelle intese siglate tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrain nel settembre successivo (seguite da Marocco e Sudan), procacciando in prima persona il consenso alla riabilitazione di Gerusalemme nel mondo arabo. L’obiettivo di Washington in questo processo è federare i satelliti mediorientali per meglio contenere l’Iran.
Secondo fattore: Biden non si è espresso contro il connubio tra il fondo Kushner e quello saudita. L’attuale presidente ha fatto dell’indurimento nei confronti di Riyad e dell’apertura all’Iran due degli elementi di massima discontinuità nei confronti della precedente amministrazione. Durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2020, l’allora candidato democratico aveva affermato che il Regno avrebbe dovuto essere trattato come paria, viste le continue violazioni dei diritti umani. Nel primo discorso sulla politica estera appena insediato ha annunciato la fine del supporto statunitense ai sauditi nella guerra in Yemen, segnalando al contempo un cambio di approccio verso la questione iraniana. Ha poi suggellato questo nuovo atteggiamento con la pubblicazione del rapporto dell’intelligence sull’omicidio Khashoggi attribuita all’erede al trono Mohammed bin Salman.
Oggi il vicolo cieco dei negoziati di Vienna sul programma nucleare dell’Iran, il loro potenziale fallimento visto il pressing dei repubblicani contro un nuovo accordo con Teheran prima delle elezioni di medio termine e la crisi energetica provocata dalla guerra d’Ucraina obbligano gli Stati Uniti a ripristinare il dialogo con Riyad. A marzo l’Arabia Saudita aveva rigettato la proposta di Washington di aumentare la produzione di petrolio per calmierare i prezzi. Ad aprile, il direttore della Cia William Burns ha incontrato a Gedda il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman. Gli investimenti di Kushner capitano in questo contesto.




Rispondi Citando
