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    Predefinito Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato
    Today, 06:19 AM
    Barbara Spinelli - Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato
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    di Barbara Spinelli*



    Man mano che passano i giorni, i neonazisti che combattono a fianco delle truppe regolari ucraine, e in particolare quelli asserragliati nell’acciaieria Azovstal, sono chiamati con nomi più benevoli: vengono presentati come eroici partigiani, difensori ultimi dell’indipendenza ucraina.




    Zelensky che inizialmente voleva liberarsi dei neonazisti oggi dipende dalla loro resistenza e li elogia. La loro genealogia viene sistematicamente occultata e anche i giornalisti inviati tendono a sorvolare, ricordando raramente che nel Donbass questa maledetta guerra non è nata nel 2022 ma nel 2014, seminando in otto anni 14.000 morti.

    Oppure si dice che il battaglione Azov è una scheggia impazzita, certo pericolosa ma non diversa da roba tipo Forza Nuova in Italia.


    Invece il battaglione Azov è tutt’altra cosa: è un reggimento inserito strutturalmente nella Guardia Nazionale ricostituita nel 2014 dopo i tumulti di Euromaidan e ha legami organici con i servizi (Sbu, succedaneo ucraino del sovietico Kgb). Così come sono tutt’altro che schegge le formazioni neonaziste o i partiti vicini al battaglione: Right Sector (Settore di Destra), Bratstvo, National Druzhina, la formazione C14, il partito Svoboda oggi in declino, e vari drappelli militarizzati.

    Sono i partiti su cui Washington e la Nato puntarono durante la rivoluzione colorata di Euromaidan, perché Kiev rompesse con Mosca. Sono strategicamente cruciali perché la guerra per procura Usa-Nato-Mosca continui senza scadenza. Se davvero fosse una guerra locale tra Kiev e Mosca, il segretario della Nato Stoltenberg non avrebbe respinto con tanta iattanza la rinuncia alla Crimea, prospettata qualche ora prima da Zelensky come primo passo verso una tregua.

    Oleksiy Arestovych è stato dirigente di primo piano di Bratsvo ed è uno dei consiglieri politici di Zelensky: attore anch’egli, esperto in propaganda, è maggiore nell’esercito ed entrò nei servizi segreti nel 1990.

    Nel 2014 si unì alla guerra contro i separatisti filorussi delle repubbliche di Donec’k e Luhans’k, partecipando a 33 missioni militari. Il massimo del successo, come blogger, lo raggiunse quando presidente era Porosenko, che più si adoperò per legittimare le destre russofobe e neonaziste inserendole nel sistema militare e amministrativo. Quando Zelensky vinse alle urne, Arestovych fu nominato suo consigliere speciale e portavoce del Gruppo di Contatto Trilaterale di Minsk, creato nel 2014 per negoziare con Mosca sul Donbass. Del Gruppo facevano parte Russia, Ucraina e Osce (l’Organizzazione Onu per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa).

    Nel 2015, è all’Osce che la Fondazione per lo Studio della Democrazia (associazione civile russa) invia un rapporto sulle violenze perpetrate dai servizi del Sbu e da paramilitari neo-nazi non solo contro i militanti separatisti ma anche contro i russofoni non-combattenti del Donbass catturati assieme ai combattenti. Il rapporto cita e amplia un primo resoconto, pubblicato il 24 novembre 2014. Nel secondo si menzionano elettrocuzioni, torture con bastoni di ferro e coltelli, waterboarding (simulazioni di annegamento impiegati dagli Usa in Afghanistan, Iraq e a Guantanamo), soffocazione con sacchi di plastica, torture dell’unghia, strangolamenti tramite la garrota (detta anche “garrota banderista” in omaggio a Stepan Bandera, collaboratore dei nazisti nelle guerre hitleriane, eroe nazionale per l’estrema destra e occasionalmente anche per i governi ucraini).

    In altri casi i prigionieri venivano sospinti a forza su campi minati o stritolati da carri armati. A ciò ci aggiungano la frantumazione di ossa, le temperature gelide delle prigioni, la sottrazione di cibo, la somministrazione di psicotropi letali.

    Lo Stato lasciò impuniti tali torture e trattamenti inumani, proibiti dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

    Si trattò di azioni volutamente naziste se è vero che numerosi prigionieri ricevettero, sulla propria pelle, lo stampiglio della svastica o della parola “SEPR” (separatista) inciso con lame roventi sul petto o sulle natiche. La Costituzione ucraina, nell’articolo 37, proibisce l’esistenza di gruppi paramilitari nei partiti e nelle istituzioni pubbliche.

    Torture e violenze simili sono evocate anche in documenti successivi, tra cui quello dell’associazione ucraina “Successful Guards” (14 settembre 2018). Il rapporto enumera le atrocità che vedono coinvolti partiti di estrema destra come National Druzhina, Bratstvo, Right Sector, e in particolare il gruppo C14, noto per aver stretto con numerose amministrazioni distrettuali –Kiev compresa– un Memorandum di Partnership e Cooperazione. Il C14 è responsabile non solo di azioni violente nel Donbass ma di pogrom contro i rom e di violenze contro le annuali commemorazioni di eroi antinazisti russi come Anastasia Baburova e Stanislav Markelov. Nel Donbass il C14 compie spesso azioni che il SBU non può legalmente permettersi, scrive il rapporto. Il metodo è sempre quello: l’esercito o il SBU o i ministeri dell’Interno e dei Veterani affidano i prigionieri sospetti di collaborazione con Mosca ai propri bracci torturatori: battaglione Azov o C14.

    Queste violenze andrebbero rievocate, nel giorno che commemora la vittoria sovietica del ’45 e quella che Mosca chiama “grande guerra patriottica”. La chiamano così anche i commentatori occidentali, per dissimulare il fatto che fu una vittoria che liberò dal nazismo l’Europa intera, con gli alleati occidentali, e che costò alla Russia almeno 30 milioni di morti.

    Da tempo si relativizza, sino a farlo scomparire, il contributo decisivo dell’armata rossa alla liberazione europea. Il contributo viene obliterato, come non fosse mai esistito, perfino dal Parlamento europeo (memorabile una risoluzione del settembre 2019 che attribuisce solo al patto Ribbentrop-Stalin le colpe della guerra e non fa menzione della Resistenza russa).

    Il riarmo e l’allargamento a Est della Nato, uniti all’impudenza delle dimenticanze storiche e delle frasi di Stoltenberg, hanno creato tra Russia ed Europa un fossato quasi incolmabile, politico e anche culturale. A questo servono l’“abbaiare occidentale alle porte della Russia” denunciato dal Papa, l’oblio dello “spirito di Helsinki”, la russofobia in aumento.

    Sono misfatti che non giustificano la brutale aggressione russa del 24 febbraio, ma che certo l’hanno facilitata. Che spingeranno la Russia, per molto tempo, a prender congedo da un’Europa che sempre più crede di progredire confondendo i propri interessi con quelli statunitensi.


    (*) da Il Fatto Quotidiano di Lunedì 9 Maggio 2022.

    Barbara Spinelli - Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato - OP-ED - L'Antidiplomatico
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    Barbara Spinelli - Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato - OP-ED - L'Antidiplomatico - La politica internazionale che il mainstream non vi racconta
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  2. #2
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    Predefinito Re: Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    certo che barbara spinelli ci va dura,,,, non è come le nostre checche delle tv...
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  3. #3
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    Predefinito Re: Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    Ancora balle un tanto al chilo da parte di Barbara Spinelli.
    Poi ci si scandalizza se l’Italia è in una posizione bassissima nella graduatoria che riguarda la libertà di stampa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    per me non sono balle...è la verità che le checche delle tv ci tengono nascosto.... come ci hanno nascosto la guerra del donbass che dura da 8 anni.
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    Predefinito Re: Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    Stavo guardando la biografia di questo eroe di guerra russo. Tra l'85 e il 99 ha fatto cinque guerre: Afghanistan, Abkhazia, Ossezia, prima guerra Cecena, seconda guerra Cecena.

    Poi sono gli USA i guerrafondai, neh




    IN MEMORIA DELL'EROE DELLA FEDERAZIONE RUSSA NATOCHI SERGEY ALEKSEEVICH. Ha coperto con il suo corpo il
    capitano ferito Karpukhov e ha riportato ferite e ustioni incompatibili con la vita...


    Capo del servizio di addestramento aviotrasportato e ricerca e salvataggio del dipartimento di addestramento al combattimento della direzione dell'aviazione del distretto militare del Caucaso settentrionale.


    Dall'ottobre 1985 al gennaio 1987, un partecipante alla guerra afgana fece centinaia di sortite. Per il coraggio nelle battaglie ha ricevuto premi statali dell'URSS e dell'Afghanistan.


    Nel 1992-1993 - un partecipante alla guerra in Abkhazia e al conflitto osseto-inguscio.


    Da gennaio 1995 a ottobre 1996 - un partecipante alla prima guerra cecena.


    Dal 1999 - un partecipante alla seconda guerra cecena, ha completato tre viaggi d'affari (novembre 1999, marzo-maggio 2000, maggio-luglio 2001), ha partecipato personalmente all'evacuazione di un totale di 80 militari russi feriti dal campo di battaglia.


    Il 24 novembre 1999, durante l'atterraggio nei pressi del villaggio di Yalkhoy-Mokhk, ha comandato le forze di copertura nell'ambito dell'unità Mi-24, si è smascherato e, con lampi di colpi, ha rilevato e trasmesso le coordinate dei punti di tiro agli equipaggi, ha distrutto personalmente 3 punti di fuoco dei militanti


    Il 1 ° dicembre 2001, in condizioni meteorologiche difficili, stava tornando dalla Cecenia dall'aeroporto di Khankala all'aeroporto di Prokhladny in un elicottero Mi-26 sotto il comando del maggiore OV Bondarenko. A causa della formazione di ghiaccio, il motore sinistro si è guastato, mentre scendendo a un'altitudine di circa 300 metri sopra la scuola del villaggio di Stoderevskaya, il motore destro si è spento. Bondarenko ha spento la velocità del rotore principale e ha ridotto la velocità verticale, il che ha permesso di evitare vittime tra quelli della scuola. Natochy in questo momento ha istruito l'equipaggio e i passeggeri su come salvarsi la vita quando hanno colpito il suolo. L'elicottero si è schiantato vicino al cortile della scuola. Natochy è stato ferito e ferito, ma ha organizzato l'evacuazione dei feriti, ha effettuato personalmente i piloti, durante l'esplosione dei serbatoi di carburante ha coperto con il suo corpo il capitano ferito Karpukhov e ha riportato ferite e ustioni incompatibili con la vita. Morto lo stesso giorno.


    Con decreto del Presidente della Federazione Russa del 21 settembre 2002, per il coraggio e l'eroismo dimostrato nell'esercizio del servizio militare, il tenente colonnello Sergey Alekseevich Natochiy è stato insignito postumo del titolo di Eroe della Federazione Russa.


    Sepolto nel territorio di Krasnodar. È stato insignito dell'Ordine della Stella Rossa (31/07/1986), del Coraggio (13/04/2000), delle medaglie dell'URSS, della Russia e dell'Afghanistan.


    #HeroesofRussia ⭐⭐⭐




  6. #6
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    Predefinito Re: Gli orrori neonazisti in Ucraina e la guerra senza fine della Nato

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    Stavo guardando la biografia di questo eroe di guerra russo. Tra l'85 e il 99 ha fatto cinque guerre: Afghanistan, Abkhazia, Ossezia, prima guerra Cecena, seconda guerra Cecena.

    Poi sono gli USA i guerrafondai, neh




    IN MEMORIA DELL'EROE DELLA FEDERAZIONE RUSSA NATOCHI SERGEY ALEKSEEVICH. Ha coperto con il suo corpo il
    capitano ferito Karpukhov e ha riportato ferite e ustioni incompatibili con la vita...


    Capo del servizio di addestramento aviotrasportato e ricerca e salvataggio del dipartimento di addestramento al combattimento della direzione dell'aviazione del distretto militare del Caucaso settentrionale.


    Dall'ottobre 1985 al gennaio 1987, un partecipante alla guerra afgana fece centinaia di sortite. Per il coraggio nelle battaglie ha ricevuto premi statali dell'URSS e dell'Afghanistan.


    Nel 1992-1993 - un partecipante alla guerra in Abkhazia e al conflitto osseto-inguscio.


    Da gennaio 1995 a ottobre 1996 - un partecipante alla prima guerra cecena.


    Dal 1999 - un partecipante alla seconda guerra cecena, ha completato tre viaggi d'affari (novembre 1999, marzo-maggio 2000, maggio-luglio 2001), ha partecipato personalmente all'evacuazione di un totale di 80 militari russi feriti dal campo di battaglia.


    Il 24 novembre 1999, durante l'atterraggio nei pressi del villaggio di Yalkhoy-Mokhk, ha comandato le forze di copertura nell'ambito dell'unità Mi-24, si è smascherato e, con lampi di colpi, ha rilevato e trasmesso le coordinate dei punti di tiro agli equipaggi, ha distrutto personalmente 3 punti di fuoco dei militanti


    Il 1 ° dicembre 2001, in condizioni meteorologiche difficili, stava tornando dalla Cecenia dall'aeroporto di Khankala all'aeroporto di Prokhladny in un elicottero Mi-26 sotto il comando del maggiore OV Bondarenko. A causa della formazione di ghiaccio, il motore sinistro si è guastato, mentre scendendo a un'altitudine di circa 300 metri sopra la scuola del villaggio di Stoderevskaya, il motore destro si è spento. Bondarenko ha spento la velocità del rotore principale e ha ridotto la velocità verticale, il che ha permesso di evitare vittime tra quelli della scuola. Natochy in questo momento ha istruito l'equipaggio e i passeggeri su come salvarsi la vita quando hanno colpito il suolo. L'elicottero si è schiantato vicino al cortile della scuola. Natochy è stato ferito e ferito, ma ha organizzato l'evacuazione dei feriti, ha effettuato personalmente i piloti, durante l'esplosione dei serbatoi di carburante ha coperto con il suo corpo il capitano ferito Karpukhov e ha riportato ferite e ustioni incompatibili con la vita. Morto lo stesso giorno.


    Con decreto del Presidente della Federazione Russa del 21 settembre 2002, per il coraggio e l'eroismo dimostrato nell'esercizio del servizio militare, il tenente colonnello Sergey Alekseevich Natochiy è stato insignito postumo del titolo di Eroe della Federazione Russa.


    Sepolto nel territorio di Krasnodar. È stato insignito dell'Ordine della Stella Rossa (31/07/1986), del Coraggio (13/04/2000), delle medaglie dell'URSS, della Russia e dell'Afghanistan.


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    i mercenari della nato e i nazisti invece non ricevono encomi... anhe se sono sempre in guerra.
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