Firenze, Renzi manda i vigili contro l’assessore sul tettodi Stefano Galieni su Liberazione del 21 ottobre 2010
E’ durata solo una notte l’inusuale forma di protesta messa in atto dall’assessore al welfare della Regione Toscana Salvatore Allocca, che, l’altro ieri, nel primo pomeriggio, era salito sul tetto dell’”Albergo popolare di Firenze” per protestare contro i tagli ai servizi sociali imposti dal patto di stabilità. Nella mattinata di ieri sono giunti vigili urbani e forze di polizia per intimargli lo sgombero, all’origine del quale ci sarebbe un imprimatur del sindaco di Firenze Matteo Renzi, astro nascente del Pd.
Il sindaco si è espresso senza mezzi termini contro l’iniziativa dell’assessore regionale del Prc-Fds: “L’assessore Allocca se vuole governare governi, se deve fare pagliacciate non le fa sui tetti di strutture pubbliche del comune – ha tuonato davanti ai giornalisti – L’assessore aveva annunciato una manifestazione a nome della Regione contro la finanziaria e poi è salito su una struttura pubblica insieme a suoi compagni di partito e con le sue bandiere. Così come sono in prima fila per dire che è una vergogna che ci siano le bandiere leghiste ad Adro, è altrettanto evidente che non si mettono le bandiere di partito su un luogo pubblico”.
I due episodi, com’è evidente, nulla hanno in comune, ma tant’è. Il sindaco l’ha presa proprio male tanto da apostrofare con stizza l’assessore “ribelle” ricordandogli di essere pagato lautamente per governare e risolvere i problemi dei cittadini, non certo per utilizzare strutture del Comune che “non sono a disposizione dei partiti. Noi dai partiti le difendiamo”. Se proprio la regione vuole sostenere simili “pagliacciate”, che lo faccia almeno su propri edifici!
Allibito e incredulo il protagonista dell’iniziativa di protesta, che tutto si aspettava tranne una simile accoglienza. “Stiamo conducendo una battaglia per gli enti locali e anche per i cittadini che lui amministra – sottolinea Salvatore Allocca – Renzi solleva il problema delle bandiere di partito, ma i partiti sono riconosciuti dalla Costituzione e come si è esposta la Federazione della Sinistra potevano farlo anche gli altri. Sarebbe stato meglio avere tante bandiere che non averne nessuna”. L’assessore racconta di aver ricevuto una telefonata “rovente” da parte del primo cittadino di Firenze: “C’è un’evidente differenza di stile fra la mia cultura politica e la sua – replica a Renzi – Io non mi permetto di definire pagliacciate iniziative legittime di protesta”.
Comunque, alzare i toni non serve e Allocca preferisce riportare il discorso sul merito, cioè sui gravi problemi che derivano dalla finanziaria e dal patto di stabilità: “Dobbiamo partire dal fatto che questi colpi di scure arriveranno a tutti, in particolare alle fasce più deboli della popolazione. Sia l’anno a venire sia quello successivo potrebbero delinearsi come periodi di vera e propria macelleria sociale e vorrei che a contrastare queste manovre ci fosse l’arco completo delle forze del centro sinistra e della sinistra”.
Al di là della polemica sgradevole con il sindaco di Firenze, il sasso comunque è lanciato: il tema del coinvolgimento diretto degli amministratori locali è ormai sul terreno, specie in vista della riunione della Conferenza Stato Regioni che si terrà dal 26 al 28 ottobre prossimi. “Sarà un momento delicato in cui molti nodi dovrebbero venire al pettine, credo quindi che dovremmo continuare e ampliare la nostra mobilitazione”. E mentre la Lega Nord chiede che all’assessore vengano ritirate le deleghe, diversa è la reazione del Presidente della Regione Enrico Rossi: “Conosco l’assessore Salvatore Allocca. Apprezzo la sua correttezza, la sua profonda sensibilità per i temi sociali e la sua capacità di indignarsi e di battersi contro le ingiustizie e per buone cause. Sono certo che il gesto che ha compiuto è stato originato da sentimenti nobili e ragioni condivisibili – ha commentato – Sulle forme di lotta – prosegue poi Rossi – si può naturalmente discutere ed è legittimo non condividerle”.
Si prospettano iniziative in altre regioni, segnali già giungono dall’Umbria e da alcuni comuni per dare carattere nazionale a tali mobilitazioni che riavvicinino i cittadini alla politica partendo da problemi reali e proprio per questo forse procurano fastidi e reazioni. Allocca non si dà per vinto: ci saranno altre forme di protesta. E stia tranquillo Renzi: appena sceso dal tetto, l’assessore se ne è tornato diretto nel suo ufficio regionale, non solo perchè “lautamente pagato” ma perchè da sempre intende “la politica come un servizio ai cittadini”.
Firenze, Renzi manda i vigili contro l’assessore sul tetto




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