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  1. #1
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    Predefinito Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    L'abbigliamento è stato ritenuto indecoroso dalla docente. Il sociologo Marziale: "Gli studenti vanno educati, ma non certo umiliati o messi alla berlina"


    https://www.quotidiano.net/cronaca/c...otch-1.7721779

    Roma, 27 maggio 2022 - La vicepreside di una scuola di Cosenza copre con lo scotch gli strappi dei jeans di una studentessa e scoppia la polemica. Siamo al Liceo Lucrezia Della Valle. Un campo di abbigliamento così diffuso fra i giovani come i jeans strappati è stato ritenuto indecoroso dalla vicepreside del liceo cosentino cha ha deciso di prendere provvedimenti. E così gli strappi sono stati coperti con del nastro adesivo.

    Alcuni giorni fa la vicenda è stata denunciata, con un post su Facebook, dal
 Fronte della gioventù comunista che stamane ha tenuto un flash mob davanti all'istituto scolastico. Pochi gli studenti presenti, perché, a detta dei manifestanti, una circolare della dirigente avrebbe minacciato provvedimenti contro chi si fosse assentato. Un gruppo di giovani, però, si è presentat o
all'appuntamento. Alcune ragazze hanno provocatoriamente indossato jeans con del nastro adesivo ed è stato esposto uno striscione: "Il vostro decoro è violenza e repressione, no alla scuola dei padroni".

    Secondo le dirigenti dell'istituto, gli studenti avrebbero percepito l'iniziativa della docente come un gioco, ma non sono in molti a pensarla così. A bocciare sonoramente la scuola è Antonio Marziale, sociologo presidente dell'Osservatorio sui diritti dei minori. "A scuola - ha detto Marziale all'AGI - si deve andare vestiti con decoro e su questo non ci
 piove. Ma un jeans strappato lo vedi in vetrina anche in via Montenapoleone a Milano o in via dei Condotti a Roma, le vie della moda per eccellenza. Dunque - spiega - se una ragazzina li mette per andare a scuola è solo una ragazzina di tendenza".


    Per il presidente dell'Osservatorio dei diritti dei minori, "senz'altro gli studenti vanno educati, ma non certo umiliati o messi alla berlina. Gli educatori devono saper distinguersi dagli educandi proprio perchè non possono sbagliare. Stiamo tornado all'età della pietra. Che una docente chieda ad una alunna di non metterli più è un conto, fornendo le dovute spiegazioni. Che,
invece, provveda a mettere scotch ai jeans, come accaduto a Cosenza, è un altro conto. Torneremo sempre punto e a capo se la selezione del personale docente rimane a 'un chilo e mezzo mille'".


    Anche il Comune della città bruzia censura l'operato della scuola. Per Rosi Caligiuri e Maria Pia Funaro, rispettivamente segretaria del Pd cittadino e vicesindaca della città, che richiamano episodi simili avvenuti a Roma, il punto è': "Cosa s'intende per buon senso o decoro nell'abbigliamento e,
soprattutto, chi lo stabilisce? Per quale motivo - aggiungono - ragazzi e ragazze dovrebbero vestirsi a scuola in maniera diversa da come si vestono nella quotidianità?".
    Anch'io negazionista e ne vado fierissimo: nego che esista almeno un negazionista intelligente

  2. #2
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    https://www.ilsussidiario.net/news/p...senza/2348806/

    Cinque giorni di polemiche a Cosenza per quanto avvenuto al liceo “Lucrezia Della Valle” e reso noto dal “Fronte della gioventù comunista”. Il riferimento è alla mossa di un professore, reo di aver coperto con lo scotch i jeans strappati di una studentessa. Una moda molto in voga tra i giovani, ma ritenuta non dignitosa dall’insegnante. L’episodio ha acceso il dibattito all’interno della scuola di Cosenza, considerando che non esiste una regolamentazione che certifica un “dress code”. “Riteniamo totalmente vergognosi atti di questo genere che, a detta di diversi studenti e studentesse dell’Istituto, già si sarebbero ripetuti svariate volte, e che sono il frutto di ciò che sta diventando oggi la scuola pubblica”, la denuncia del “Fronte della gioventù comunista”. Ma non è finita qui… L’immagine dello scotch sui jeans strappati della studentessa di Cosenza ha fatto il giro di Whatsapp e successivamente del web, alimentando la discussione anche sui social network. Non è però tardata ad arrivare la replica dell’istituto tramite la preside Rossana Perri. Intervenuta ai microfoni del Corriere della Sera, la dirigente ha sottolineato di non aver compreso il polverone sollevato: “Mi sembra persino scontato che le aule dove si tengono le lezioni non siano uno stabilimento balneare dove si può arrivare in modo poco consono con ciabatte e canotte o buchi “inguinali”. Per questo non mi sento di censurare la collega che ha applicato del nastro adesivo”. La preside del liceo di Cosenza ha sottolineato che in altre occasioni sono stati forniti vestiti più adeguati agli studenti, ribadendo che non c’è stata alcuna coercizione, “ma una sorta di gioco fra l’insegnante e la ragazza”: “Al posto di essere rispedita a casa hanno trovato questo accordo comune“. Non è violenza, ma decoro, la precisazione della dirigente. Ma probabilmente il caso non si chiuderà qui…
    concorso cimad 2022

  3. #3
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    "Cosa s'intende per buon senso o decoro nell'abbigliamento e,
soprattutto, chi lo stabilisce? Per quale motivo - aggiungono - ragazzi e ragazze dovrebbero vestirsi a scuola in maniera diversa da come si vestono nella quotidianità?"

    il solito gnegnegnegnè piddynista.
    "L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
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  4. #4
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    cosenza is the new afganistan.
    Hey you, guarda che sono responsabile di quello che dico io, non di quello che non capisci tu.

  5. #5
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    https://www.dagospia.com/rubrica-29/...bsp-311904.htm

    Canottiere, minigonne e calzoncini, scarpe aperte, sandali e infradito: il caldo si fa sentire ma vestiti così, in classe, non si può andare. Nelle scuole va rispettato il dress code ma sono tanti gli studenti che, in questi giorni, si scoprono con le alte temperature. C'è chi viola il regolamento scolastico e chi viene invitato a mantenere un abbigliamento consono.
    Mancano pochi giorni alla fine della scuola e lo stesso problema, tra qualche settimana, si ripresenterà agli esami di maturità. La questione è spinosa, di quelle che negli ultimi tempi hanno provocato non poche polemiche, e per i dirigenti scolastici va trattata con il buon senso: la libertà nell'abbigliamento va mantenuta ma non si va a scuola come se si stesse in spiaggia. Nei regolamenti di istituto si parla infatti di vestiario consono all'ambiente, non ci sono indicazioni dettagliate dei capi di abbigliamento vietati ma un appello sottinteso a non esagerare. All'istituto Matteucci di Roma, ad esempio, nel regolamento viene posto il divieto per pantaloni corti o gonne e magliette succinte ma anche per l'abbigliamento eccessivamente trasandato, anche se trendy, così come per cappelli e cappucci. In tante scuole, come al liceo Mamiani o all'Amaldi, si fa appello al buon senso, evitando quindi outfit adatti ad una festa o alla spiaggia. «In alcune scuole ci sono circolari sul dress code spiega Cristina Costarelli, preside del liceo Newton e presidente dell'Associazione nazionale dei presidi del Lazio si tratta comunque di suggerimenti e consigli: il principio è che non si va a scuola vestiti come si andrebbe al mare».
    Porre divieti perentori non è semplice anche perché significherebbe non far entrare a scuola uno studente vestito in maniera inadeguata e non sarebbe possibile. Ma i ragazzi sanno bene quali sono le regole: secondo un sondaggio di Skuola.net, infatti, per il 60% degli studenti sono banditi shorts, minigonne, bermuda e calzoncini. Il 51% sa di non poter indossare canottiere e quasi il 70% non può portare ciabatte o infradito. C'è anche chi, pur sapendo di non rispettare le indicazioni, infrange comunque le regole: un ragazzo su 5 va a scuola scoprendo spalle, pancia e schiena, oltre uno su 10 indossa comunque pantaloni corti e gonne, in barba alle indicazioni della scuola di appartenenza.
    Ma non tutti i ragazzi si schierano contro le regole del dress code, c'è anche chi invece ritiene necessaria l'esistenza di qualche regola. Il 13% degli intervistati da Skuola.net è assolutamente contrario ma il 35%, pur schierandosi contro i divieti, chiede comunque ai compagni di collaborare per evitare sanzioni e interventi dall'alto. Ben 4 ragazzi su 10 sono invece d'accordo con una regolamentazione anche se chiedono un po' di flessibilità da parte di docenti e dirigenti scolastici, soprattutto quando, come in questi giorni, fa molto caldo. E c'è chi, circa il 12%, in controtendenza ritiene assolutamente opportune le restrizioni. Il 28% degli studenti peraltro assicura che, con il caldo, anche i docenti hanno iniziato a scoprirsi di più adottando un abbigliamento inadeguato.
    Certo nelle aule, in questa fase di fine anno, fa decisamente caldo. «Ma il buon senso è indipendente dal clima obietta Roberto Romito, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi della Puglia la scuola insegna a studiare ma anche a vivere: non con i divieti o con interventi duri ma con consigli appropriati. L'abbigliamento deve essere adatto al luogo in cui ci troviamo: vale per l'aula ma anche, soprattutto, per un esame. Pensiamo alla maturità: a luglio farà sicuramente caldo ma consiglio ai ragazzi di mantenere una linea adatta alla prova che si sta sostenendo».
    L'esame di Stato rappresenta, per i ragazzi e per la scuola, un momento importante: «Gli esami si svolgono in estate e il caldo si fa sentire spiega Mauro Zeni, preside del liceo Tenca di Milano e presidente dell'Assopresidi di Milano è giusto che i ragazzi adottino un abbigliamento fresco, ma ordinato. Evitate gli eccessi. Qualche anno fa molti ragazzi indossavano pantaloni a vita bassa: era una moda ma in diversi casi i dirigenti sono dovuti intervenire parlando con i singoli studenti. La comunicazioni è importante, per evitare scontri e arrivare a risolvere il problema». o scontro esplode quando si usano interventi inappropriati, nel giudicare l'abbigliamento di un adolescente: tra i casi più recenti ci sono quello del professore di Genova che, riferendosi ad una studentessa di Roma sempre per un caso di dress code, commenta sui social «avrà quel che si merita quella zoccoletta».
    L'inverno scorso fu la volta della professoressa del liceo Righi che, rivolgendosi a una ragazza con la pancia scoperta, le disse «Non stai sulla Salaria». Al Socrate, lo scorso anno, una professoressa parlando con le studentesse consigliò di non indossare minigonne troppo corte «Altrimenti poi al prof casca l'occhio».
    concorso cimad 2022

  6. #6
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    dalla foto dei jeans non vedo niente di scandaloso , non ci sono buchi che evidenziano qualcosa di indecoroso, c'e' solo uno strappo sul ginocchio, e' la moda per giovani e meno giovani, a me piacciono
    https://www.leggo.it/italia/cronache...i-6710254.html
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  7. #7
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    Predefinito Re: Cosenza, prof copre con scotch jeans strappati di studentessa. Polemica al liceo

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    dalla foto dei jeans non vedo niente di scandaloso , non ci sono buchi che evidenziano qualcosa di indecoroso, c'e' solo uno strappo sul ginocchio, e' la moda per giovani e meno giovani, a me piacciono
    https://www.leggo.it/italia/cronache...i-6710254.html
    Il thread era già stato aperto, cmq il tema è sempre meritevole. Al di là dei gusti personali credo che un codice d'abbigliamento dovrebbe esistere. Naturalmente dovrebbe avere un approccio moderno ed essere condiviso tra istituto scolastico, famiglie e (con una valutazione ragionevole) studentesse e studenti. Il fatto che non venga fatto, ma si ricorra a metodi arbitrari, dimostra l'arretratezza culturale italiana. Arretratezza che si manifesta eminentemente nel scaricare colpe su ragazze e ragazzi per giustificare gli/le adulti che sfuggono alle proprie responsabilità.

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    concorso cimad 2022

 

 

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