Gli USA vogliono che ASML smetta di vendere macchinari per la produzione di chip alla Cina
Il governo statunitense sta facendo pressione su quello dei Paesi Bassi con l'obiettivo di bloccare le vendite dei macchinari litografici prodotti nel paese alle aziende cinesi.
In Olanda ha sede ASML, il più grande produttore di macchinari per la produzione di chip. Se l'azione degli USA - rivelata in un articolo di Bloomberg - dovesse avere successo, si tratterebbe di un duro colpo alle ambizioni cinesi di diventare un attore di primo piano nella produzione di semiconduttori e sganciarsi dalla tecnologia occidentale.
Al momento, ASML non può vendere macchinari litografici EUV ai clienti cinesi, ovvero quei dispositivi che permettono di incidere i wafer di semiconduttori con fasci luminosi con una lunghezza d'onda nell'ultravioletto estremo per realizzare i chip più avanzati.
L'obiettivo del governo USA è far sì che ASML blocchi la vendita ai clienti cinesi anche gli scanner DUV (deep ultraviolet) usati nella realizzazione di chip con processi produttivi "maturi", come i 28 nanometri. Le pressioni dell'amministrazione Biden si scontrano però con l'oggettivo impatto che il "ban" avrebbe sui conti di ASML, la quale vede nel suo business con gli impianti cinesi un'importante fonte d'introiti stimata nel 16% del suo fatturato 2021.
ASML, seppur sia il più grande, non è l'unico produttore al mondo di scanner DUV, con Canon e Nikon che potrebbero subentrarle gradualmente, seppur non in tempi brevi complice lo shortage dei materiali che ancora frena la realizzazione di questi macchinari cruciali per la produzione di semiconduttori.
Lo stop alla vendita di macchinari DUV alla Cina potrebbe, inoltre, avere ripercussioni anche per il resto del mondo visto che una quota non indifferente della memoria DRAM e 3D NAND prodotta proviene proprio dalla Cina, con realtà come Samsung, TSMC e SK Hynix che realizzano nel paese asiatico i progetti dalle aziende statunitensi ed europee.