Questa discussione non è per i BEDUINI SAHARASICI E REGRESSISTI DI STO FORUM!!
Il movimento Cisalpino nasceva per contrastare il nazionalismo fascista. Come scriveva l'allora ventisettenne Gianfranco Miglio, il nazionalismo fascista era stato «il cavallo di Troia per mezzo del quale l'assolutismo dittatoriale aveva superato le mura delle garanzie costituzionali e aveva distrutto lo Stato democratico». Nasceva soprattutto per tutelare gli interessi dell'Italia settentrionale, sino a quel momento considerata «una monumentale mucca da mungere», ovvero «il Paese di Bengodi». Si trattava delle perverse dinamiche di una politica «verniciata di tricolore». I meridionali infatti «si convinsero anzitutto di avere diritto a ricevere dal settentrione tutto quanto loro occorreva e di avere, perciò, il dovere di sostenere le vedute "unitarie" del governo»
Una repubblica federale sarebbe stata la risposta più efficace: questo era l'auspicio degli animatori del movimento Cisalpino, tra i quali appunto militava il giovane e promettente studioso Gianfranco Miglio. Lo si intuiva bene da un editoriale intitolato «Unità e federazione». Al posto dell'articolazione regionale decentrata dello Stato, gli aderenti al movimento proponevano una suddivisione del territorio della Penisola su base cantonale, secondo il modello elvetico, con la costituzione di un Cantone Cisalpino che racchiudeva tutta la Valle del Po, compresa l'Emilia. «La Liguria, il Piemonte, la Lombardia, l'Emilia e le Tre Venezie, ossia tutta l'Italia settentrionale costituisce un'armonica unità geografica, economica, etnica e spirituale, ben degna di governare sé stessa». La capitale cantonale sarebbe stata Milano, baricentro della Val Padana.
Fonte:
https://www.senato.it/japp/bgt/showd...lpres_relpres1
Infatti non è cambiato nulla e la Cisalpina continua a rimanere una mucca da mungere per gli italiani.
"La Liguria, il Piemonte, la Lombardia, l’Emilia e le Tre Venezie, ossia tutta l’Italia settentrionale nel suo insieme costituisce un’armonica unità geografica, economica, etnica e spirituale, ben degna di governare sé stessa: sarà il “Cantone Cisalpino”, con capitale in Milano, baricentro della Val Padana,<b> sarà il cantone campione che rimorchierà l’Italia intera sull’erta del risorgimento nazionale."
In questo non sono d'accordo ovviamente, la loro idea era quella di suddividere la penisola in cantoni ma sempre facenti parte della nazione italiana, forse perchè i federalisti sono portati a non osare troppo, stando sempre ben attenti a stare sempre sotto il vessillo italico, seppur con la creazione del sistema cantonale vi sarebbe stata certamente un decentramento dei poteri, ripartiti ai vari cantoni.
Ma questo, sempre all'interno di un ottica italiana, mentre io sono proprio per la secessione e l'indipendenza della Cisalpina, che non dovrebbe essere più il traino socio economico del resto della penisola, perchè cosi facendo si rischia che la Cisalpina continui ad essere una mucca da mungere, soprattutto per le organizzazioni criminali sudiste stanziate in loro e non solo.
Essere repubblicani e federalisti è un pò come tenere il piede in due staffe.
Repubblicani per accontentare lo Stato italiano, e federalisti per accontentare i cisalpini, anche se dandogli utopistiche speranze.
Poi il paragone con i cantoni svizzeri è fuori luogo, dal momento che la Cisalpina non è la Svizzera, ma nemmeno la Germania.
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Per dirla tutta io sono un cisalpino indipendentista, favorevole al federalismo ma all'interno di una Repubblica Cisalpina, non italica.





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