



intanto grazie per il tuo intervento, ma sai, io sono abbastanza comprensivo con chi la vede diversamente da me, ma non sopporto chi si crede in diritto, e di solito a essere così sono gli stupidi, di sfottere altri o di parlarne come fossero dei cretini. Si dovrebbe discutere di opinioni diverse, ma sentirsi definire gente di merda o figli di putin ti fa cadere ogni rispetto per chi si espone così maleducatamente.
Capitano non è gentaglia, è un personaggio molto colto che sicuramente la pensa diversamente da te.
se fai le cose come gli altri poi diventi come gli altri - Charles Bukowsky


Perche' sono all'orlo di un crollo economico.
Il loro debbito e' tale che non riusciranno mai a ripagarlo.
Per evitare questo problema bisogna creare l'iperinflazione per svalutare il dollaro e anche il debito.
Ma se lo fanno, perdono il loro ruolo di faro dell'economia mondiale.
Ed esiste un solo rimedio: far crollare il resto del mondo ancora peggio.
Quando scappi dall'orso per salvarsi non c'e' bisogno di saper correre piu' veloce dell'orso, ma solo piu' veloce di quello che corre dall'orso insieme a te.
https://youtu.be/3gCvRrF5SA4?si=KS8Vb2K6jZhZfl_g
O, Madre-terra, betulla bianca
Per me sei la Sacra Russia, per ghi altri sei una scheggia.


Gli ucraini del Donbass vorrebbero l'autonomia dall'Ucraina, ma sono comunque contrari a questa guerra di aggressione della Russia e non vorrebbero essere "annessi" alla Russia.
https://www.wired.it/article/ucraina...one-sondaggio/
La maggior parte della popolazione ucraina, inclusa quella dell'est, non vuole cedere parti di territorio alla Russia in cambio della pace, ma ha una posizione flessibile a proposito della Nato. Emerge dalle discussioni private o in quelle in strada, ora che le temperature sono quasi estive e l'alcol è stato quasi del tutto liberalizzato. Lo dicono innumerevoli utenti sui social. Ma adesso lo dice anche, mettendolo nero su bianco, una rilevazione dell'Istituto internazionale di sociologia di Kyiv (Kiis), considerato uno dei più rispettabili e affidabili del Paese, che martedì 24 maggio ha pubblicato i risultati del suo primo sondaggio dall'inizio dell'invasione russa.
Per l'82% degli intervistati non sono ammesse concessioni di pezzi di Ucraina, nemmeno se questo volesse dire porre conclusione alla guerra e preservare l'indipendenza. È un dato che, significativamente, si riflette in tutte le regioni dell'Ucraina, anche tra gli intervistati che attualmente vivono nei territori occupati dall'esercito russo: il 77% è contrario a qualsiasi concessione territoriale, contro un 18% favorevole. Anche nell'Est, dove sono concentrati i combattimenti e dove la faglia culturale, sociale e ideologica tra filorussi e filo-Kyiv è da decenni lacerante, il 68% si oppone alle concessioni mentre uno su cinque è disponibile a parlarne.
Questo sondaggio arriva mentre il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha detto nel suo ultimo messaggio al pubblico che per Kyiv la Russia dovrà lasciare, oltre che le città Kherson, Melitopol, Mariupol e “tutte le altre comunità dove pensano di essere i padroni” anche la Crimea, illegalmente occupata dal 2014. Tuttavia, secondo diversi osservatori, il fatto che Zelensky affermi di non voler rinunciare alla sovranità sulla penisola non esclude che questa potrebbe essere parte di una ipotetica trattativa con Mosca. Lo stesso Zelensky ha aggiunto, nello stesso messaggio, che riprendere la Crimea per vie militari potrebbe costare “centinaia di migliaia di morti”.
Sondaggi complicati
I sondaggi svolti durante i conflitti sono afflitti notoriamente da numerosi problemi, che ne condizionano in modo spesso significativo la forbice di errore: il massiccio spostamento della popolazione e la difficoltà a raggiungere gli intervistati per via telefonica, per esempio. Oppure la cosiddetta "spirale del silenzio", una teoria sugli effetti persuasivi dei media secondo la quale giornali e televisioni contribuiscano ad enfatizzare opinioni e posizioni prevalenti mentre riducono al silenzio, appunto, idee e opinioni minoritarie.
Il sondaggio Kiis è stato condotto dal 13 al 18 maggio 2022 su 2.000 intervistati adulti che vivono in tutte le regioni dell'Ucraina, eccetto in Crimea, che dal 2014 è stata annessa alla Russia. Nel pubblicare la ricerca, Kiis ammette che circa il 10% dei cittadini non può essere raggiunto perché si è trasferito all'estero e circa l'1-2% non può essere raggiunto a causa della scarsa connessione con alcune delle aree occupate. Il testo dei sondaggisti riporta anche come la “spirale del silenzio” sovrastimi di circa il 4-6% le posizioni "pro-Ucraina".
Soluzioni possibili a problemi planetari
Nonostante queste limitazioni, Kiis ritiene che il suo lavoro possa essere abbastanza rappresentativo. Inoltre, l'istituto assume che i segmenti demografici che si sono recati all'estero con la guerra e che sono inaccessibili alle interviste telefoniche non differiscano, almeno per ora, in modo significativo dai segmenti che sono rimasti in Ucraina.
Qualcuno resta critico. “Personalmente trovo molto discutibile l'ipotesi che i rifugiati che hanno lasciato l'Ucraina non abbiano atteggiamenti politici diversi da quelli di chi è rimasto. Come minimo, in questo gruppo ci sono molte più donne e, forse, residenti nelle regioni sud-orientali”, scrive il sociologo Volodymyr Ishchenko, che pure concorda con i risultati di fondo della ricerca.
Dalle ricerche di Kiis emerse, anni fa, un altro dato interessante: gli abitanti nell’est dell’Ucraina volevano soprattutto stabilità, non la secessione. In un sondaggio condotto nell'aprile del 2014 nelle provincie di Luhansk e Donetsk, dove i secessionisti hanno tuttora più seguito, “solo" il 30% della popolazione avrebbe voluto l'annessione a Mosca. Più autonomia sì: il 50% dei cittadini del Donbass la chiedeva, già allora. La questione dell'autonomia era al cuore dei controversi accordi di Minsk, pensati come snodo della soluzione del conflitto sorto a seguito dell’impeachment dell’allora presidente ucraino Viktor Yanukovich, notoriamente vicino al governo russo. Autonomia come compromesso, dunque, tra le aspirazioni imperialiste della Russia e l’esigenza dell’Ucraina a preservare la propria integrità territoriale.
Mi hanno detto che sei fascia, che sei amica di Salvini,
Ma io so che invece sei normale e quelli sono dei cretini...


https://youtu.be/3gCvRrF5SA4?si=KS8Vb2K6jZhZfl_g
O, Madre-terra, betulla bianca
Per me sei la Sacra Russia, per ghi altri sei una scheggia.


Mi dispiace ma mi sa che stai prendendo un gran abbaglio, il problema prima di tutto è fra Ucraini e Russi, la pace la devono fare loro, al tavolo della pace si devono sedere loro e al massimo una nazione neutrale che fa da mediatore.
L'idea che si debbano sedere Europei o Americani piace ai Russi perché pensano di essere alla pari con l'Occidente quando in realtà la questione è meramente fra due nazioni slave dell'Europa dell'est con standard di vita da secondo mondo.




questa guerra continuerà ancora a lungo.


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman


“Productivity isn't everything, but, in the long run, it is almost everything. A country’s ability to improve its standard of living over time depends almost entirely on its ability to raise its output per worker.”
— Paul Krugman