Ritorno a scrivere qui dopo anni di assenza/esilio volontario, e lo faccio provando ad aprire un tema piuttosto snobbato nei dibattiti, anche per effetto di una certa crisi che ha investito i modelli interpretativi proposti dalla scienza politica. Conoscere se stessi come elettori è un passo fondamentale per un salto di qualità nel modo di compiere scelte che, corrette o sbagliate, hanno impatto sulla vita di tutti. Quindi, anche se alcuni troveranno irritante l'idea di vedere attribuita un'etichetta ai propri comportamenti elettorali, vediamo che succede a mettersi in discussione.
Oggi mi sentivo ispirato, e ho buttato giù questa classificazione di quelli che mi sembrano i modelli comportamentali oggi dominanti (a parte certi "fenomeni paranormali" che ancora non riesco a inquadrare razionalmente).
CATEGORIE DI ELETTORI
Breve descrizione
IL PRAGMATICO: conosce piuttosto bene i principali temi al centro del dibattito politico, ne valuta autonomamente la rilevanza senza preconcetti e decide di volta in volta quale sia l'offerta politica più compatibile rispetto a ciò che ritiene importante. È un elettore "infedele", pronto a punire chi non ha saputo convincerlo o ha dimostrato scarsa adeguatezza. È anche il più difficile da conquistare, perché ragiona con la propria testa.
IL MILITANTE: di solito si è avvicinato alla politica da giovanissimo, iniziando a frequentare la sezione locale di un partito e formando gran parte delle proprie idee politiche in questo modo. È tra gli elettori più consapevoli ed informati, contribuisce attivamente e con entusiasmo alle attività del partito e col tempo può arrivare ad esporsi in prima persona come candidato. Rischia però di allinearsi acriticamente alle posizioni del partito, anteponendo la fedeltà al giudizio qualitativo sull'azione politica concreta.
IL TIFOSO: a differenza del militante, manca di consapevolezza ed è disinformato o male informato. Tende ad innamorarsi di un leader e dei suoi slogan, ne segue ossessivamente ogni apparizione e ne condivide compulsivamente qualunque frase ad effetto, senza badare all'aderenza ai fatti e alla consistenza dei contenuti. È il target preferito dei leader populisti: facile da manipolare e da usare come "galoppino" sui social. Può manifestare tendenze nostalgiche di tipo autoritario.
L'OPPORTUNISTA: vive la politica come un mezzo da usare per i propri interessi personali. Non gli importa granché dei problemi e delle soluzioni, ma sa quasi sempre riconoscere il politico o il partito che gli conviene appoggiare in un dato momento, in vista di occasioni di guadagno e/o carriera. Esperto nell'arte del bandwagoning, salta prontamente da un carro all'altro ogniqualvolta percepisce che il vento sta cambiando. Finisce spesso per "scendere in campo" per meglio raggiungere i suoi scopi.
IL CLIENTE: la politica non gli interessa per nulla, ma se ha ricevuto qualche beneficio diretto da un esponente politico, come una raccomandazione, un lavoro o una qualsiasi possibilità di guadagno materiale, è pronto a spendersi per lui nella campagna elettorale. Il suo rapporto con il politico è del tutto personale, evoluzione moderna della tradizionale relazione padrone/servo della gleba.
IL QUALUNQUISTA: appartiene a questa categoria colui che semplicisticamente non vede alcuna differenza tra schieramenti e politici: per lui sono "tutti uguali" e/o "tutti ladri", perciò l'unica cosa che gli interessa è mandarne a casa il più possibile, senza badare troppo alle conseguenze. Può abboccare all'amo di soggetti populisti. Spesso approdano in questa categoria anche i "delusi" delle altre categorie, specialmente pragmatici e militanti.
E tu, che tipo di elettore sei?




Rispondi Citando

