
Originariamente Scritto da
mustang
di A. Sallusti
dalla prima pg. e dalla pg.3 di ilgiornale.it 23 10 2010
Ormai siamo al paradosso della de*mocrazia capovolta.
Il potere legislativo, cioè il Parlamento, non ha più l'autono*mia di varare le leggi che meglio crede perché il capo dello Stato interferisce sui lavori di Camera e Senato.
Così come la Rai, tv pubblica, contrariamente a quan**to ha sostenuto l'altra sera Santoro, è con*t*rollata all'ottanta per cento dall’opposi*zione.
Siamo sì alla dittatura, ma è quella antiberlusconiana, una zona grigia nella quale operano alleati e con perfetto sin*cronismo opposizioni, pezzi della mag*gioranza (Fini), giornali, tele presentatori, Quiri*nale e ovviamente magistra*ti.
Così accade che come si apre una schiarita (intesa sul Lodo Alfano) per il governo, ecco che subito arriva la saet*ta a innescare una nuova tem*pesta. Ieri ci ha pensato Gior*gio Napolitano con una lette*ra di poche righe inviate ai presidenti dei due rami del Parlamento.
Attenti, dice in sostanza l'inquilino del Col*le, che la legge che state facen*do per mettere le alte cariche dello Stato al riparo dalle scor*ribande di Pm politicizzati non mi piace per niente. Me*glio che vi fermiate.
La moti*vazione tecnica dell’altolà è complessa, noiosa e riguarda la parte della legge che tutela il Presidente della Repubbli*ca.
Ma le conseguenze sono chiare. L'obiettivo politico è che Silvio Berlusconi deve ri*m*anere l'unico leader al mon*do a non avere il ben che mini*mo scudo giudiziario.
Ora, siccome il Parlamento ormai ha rinunciato da tem*po alla dignità e all'indipen*denza che dovrebbe avere il potere legislativo, subito (Fi*ni in testa) è partita la genu*flessione verso il Colle.
Certo presidente, hai ragione, ese*guiamo senza battere ciglio le tue volontà. Morale: il na*scente Lodo Alfano bis è mor*to senza che si sia combattu*t*o neppure un secondo di bat*taglia.
Come dire: scusaci Na*politano, siamo una manica di dilettanti allo sbaraglio.
Ogni tanto viene da chie*dersi perché diavolo si sia an*dati a votare per eleggere un governo e un Parlamento se poi entrambi non hanno la possibilità di decidere ciò che hanno promesso agli elet*tori.
Il paradosso è che a stabi*lire che le leggi devono uscire dalle Camere a maggioranza di centrodestra è l'ex capo dell'opposizione, il comuni*sta Giorgio Napolitano, elet*to al Colle con i voti della sola sinistra.
Così come a decide*re che verità (cioè che balle) devono ascoltare i cittadini dalla tv pubblica è un magi*strato, quello che ha imposto con sentenza la presenza in video di Michele Santoro.
Noi, cioè la maggioranza del Paese, non contiamo nulla.
E quando proviamo a ribellar*ci a questa dittatura delle mi*noranze ce ne capitano di tut*ti i colori, compresi quelli non gradevoli del bavaglio e dell'intimidazione giudizia*ria.
Noi del Giornale , come i colleghi di Panorama , siamo sotto attacco di magistrati spregiudicati e ossessionati, una giustizia a tesi oltre che a orologeria.
E non abbiamo sentito una parola di confor*t*o da parte del presidente Na*politano, sempre attento a ga*rant*ire a parole le libertà di in*formazione ed espressione previste dalla Costituzione, della quale è supremo custo*de.
Non mi stupirei di veder*l*o un giovedì o l'altro ad Anno*zero, regno delle libertà, sì, ma di parte.
saluti