martedì 5 ottobre 2010
La prova che la Lega è secessionista.....e che il PDL, anche.
di Alessandro Piergentili
se ci fossero degli investigatori parlerebbero di pistola fumante. Ieri il consiglio regionale della Lombardia ha approvato una norma, su proposta della Lega, che dà la possibilità alla regione di revocare qualsiasi incentivo regionale alle imprese che decidono di delocalizzare le attività, in tutto o in parte, in altre regioni italiane o all'estero. Questa norma protezionistica a livello locale è chiaramente contraria al principio di libera concorrenza fra regioni che sta alla base del federalismo. Se le regioni del sud dovranno far dimagrire la presenza dello stato, dell'assistenzialismo e del lavoro inutile potranno farlo solo attraverso l'ampliamento del mercato, l'arrivo di capitali e di aziende private, si dovrà ricorrere all'ingegno e a una leva fiscale che permetterà di mantenere nel breve e di aumentare nel medio termine il tasso di occupazione. Se le regioni del nord inizieranno, in via preventiva, ad approvare norme come quella appena menzionata non permetteranno al Mezzogiorno di competere. Praticamente il federalismo a senso unico darà il colpo di grazia al sud permettendo solo l'uscita di capitali e risorse umane valide con direzione predeterminata. Un federalismo autarchico e anticoncorrenziale che fa rivoltare nelle tombe i padri del liberismo moderno. La Lega fa il suo mestiere ed essendo presente solo in una porzione del paese, di cui rappresenta la parte egoista e predatrice, persegue la sua strategia attraverso una serie di comportamenti e provvedimenti legislativi a tutti i livelli territoriali, coerenti con la sua mission brillantemente descritta nei primi articoli del suo statuto ad iniziare dal nome completo che è "Lega Nord per l'indipendenza della Padania". Quello che francamente stupisce è il comportamento degli amici del PDL che nelle sue diverse anime dovrebbe opporsi e non votare provvedimenti del genere. Pensiamo agli ex AN, o ai parlamentari del centro-sud, alla componente interna che fa riferimento a Comunione e Liberazione, alla componente liberista, insomma possibile che nessuno all'interno di quel partito, sia a livello regionale che nazionale, alzi la mano e chieda: "Ma cosa stiamo votando e facendo"? Non si rendono conto che stanno portando avanti delle politiche a senso unico? I dati economici lo dimostrano chiaramente. Ormai il Mezzogiorno italiano è in concorrenza per diventare l'area europea più povera. E' colpa dei meridionali o di un governo la cui mission principale dovrebbe essere quella di ridurre il divario nord-sud? Francamente iniziamo a pensare che anche l'obiettivo del PDL sia diventata la secessione, magari a livello inconsapevole, il che è più grave, però bisognerebbe spiegarlo ai tanti elettori del nord e del centrosud.
Generazione Palermo: La prova che la Lega è secessionista.....e che il PDL, anche.




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