Secondo voi questo discorso vale ancora ai giorni nostri? Per me è assolutamente attuale:giagia:
Estratto da "Campagna per il forzato risveglio" di Giovanni Papini
Il mio programma rispetto all'Italia è tanto semplice che ai soliti molti sembrerà assurdo: Io voglio che alcune centinaia di giovani italiani perdano certe qualità e ne acquistino certe altre. Voglio che una parte, anche piccola, dell'ultima generazione italiana, si liberi da certe tendenze, da certi gusti, da certe debolezze e acquisti invece altri caratteri, nuove passioni e preoccupazioni. [...] Bisogna fare qualcosa d'importante. Far sentire prima di tutto che non vale la pena di continuare la vita mediocre e abituale che conducono la maggior parte degli uomini. Far sentire le fasce delle abitudini, il disgusto dell'inazione, la nausea delle cose ordinarie e dei fatti comuni. Far sentire che la nostra vita non deve essere soltanto una povera commedia di umili ambizioni e di decisioni automatiche, una noiosa odissea di lavori forzati, di pranzi, di lascivie, di tristezze, di mali, ma una corrente di energie dirette a qualche grande fine. Far sentire la necessità di fare qualcosa di importante perché la nostra vita abbia un senso e qualche bellezza. Strappare le anime dai solchi della vita comune e portarle su in alto, a contemplare da lontano e in libertà i possibili destini degli uomini e la terribile sciocchezza dell'esistenza ordinaria. Per noialtri giovani italiani del XX secolo quale può essere la cosa importante da compiere? Un nuovo rinascimento ideale dell'Italia. Far dell'Italia un grande centro di cultura, e di alcuni italiani i generali di nuove conquiste dello spirito. […] Osate esser pazzi! Abbiate del coraggio, dell'audacia, della temerarietà e della pazzia: questo è il mio secondo desiderio. L'anima italiana presente è vile: l'ho detto più volte e lo ripeterò finche non avrò ottenuto che la mia condanna sia falsa. L'Italia è vile: da molti anni, subito dopo che ebbe rimessi insieme i suoi pezzi, si è data alla "politica del raccoglimento". Che cosa abbia raccolto da questo raccoglimento non si vede bene, ma è chiaro che il popolo italiano s'è dato all'umiltà, alla modestia, alla paura, alla rassegnazione con una buona volontà spaventosa. […] E in tutto è così. In politica ci siamo fatti sconfiggere per timidezza, - negli affari abbiamo ottenuto il pareggio a forza di economie esagerate - nella vita comune abbiamo un timore inverosimile del grandioso, del pazzamente ed assurdamente grandioso e un rispetto beghinesco degli scopi misurati e degli ideali a breve scadenza. Ma bisogna che tutto ciò cambi e che l'amore del rischio, della ventura, dello sbaraglio, della carica a fondo, dei sogni enormi e dei programmi eterni entri nell'anima di una parte dei giovani d'Italia. Solo a questo patto noi potremo fondare la nuova civiltà italica; il secondo rinascimento degli spiriti.




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