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Discussione: Il bavaglio prossimo venturo

  1. #11
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Io ho chesto a chi è stato ospite dei campi tedeschi e di quelli sovietici.

    E mi fido delle loro testimonianze.

    E la mia (alta) considerazione per i Tedeschi migliora ancora.
    :8272456378: Il problema con il revisionismo , in generale, è che a rivalutare certi popoli e certi regimi, qualcuno dovrebbe ammettere che ragionando con la sua testa ha sbagliato e questo potrebbe essere per lui peggiore della morte .
    Ultima modifica di Freezer; 22-10-10 alle 21:11
    Bellisonus likes this.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

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  2. #12
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Citazione Originariamente Scritto da Freezer Visualizza Messaggio
    :8272456378: Il problema con il revisionismo , in generale, è che a rivalutare certi popoli e certi regimi, qualcuno dovrebbe ammettere che ragionando con la sua testa ha sbagliato e questo potrebbe essere per lui peggiore della morte .
    Cioè ammetterebbe di non avere la testa.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #13
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Io ho chesto a chi è stato ospite dei campi tedeschi e di quelli sovietici.

    E mi fido delle loro testimonianze.

    E la mia (alta) considerazione per i Tedeschi migliora ancora.

    nonostante tutto l'amore che ho per la cultura, la storia, la musica, la letteratura, la lingua, la filosofia, la capacità organizzativa, il senso civico, ecc... dei popoli tedeschi, è impossibile negare l'inesistenza di un piano per l'eliminazione degli ebrei ideato da Hitler (piano che lui stesso ha consegnato alla storia dai suoi discorsi e dai suoi scritti)

    p.s. sono comunque contrario a qualsiasi legge bavaglio
    Ultima modifica di sciadurel; 22-10-10 alle 21:28

  4. #14
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Citazione Originariamente Scritto da sciadurel Visualizza Messaggio
    nonostante tutto l'amore che ho per la cultura, la storia, la musica, la letteratura, la lingua, la filosofia, la capacità organizzativa, il senso civico, ecc... dei popoli tedeschi, è impossibile negare l'inesistenza di un piano per l'eliminazione degli ebrei ideato da Hitler (piano che lui stesso ha consegnato alla storia dai suoi discorsi e dai suoi scritti)

    p.s. sono comunque contrario a qualsiasi legge bavaglio
    Sei in grado di mostrarmelo?
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  5. #15
    Blut und Boden
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    PROTOCOLLO DI WANNSEE

    Verbale della conferenza di Wannsee del Gennaio 1942, redatto da Adolf Eichmann secondo le istruzioni ricevute da Reinhard Heydrich.

    Trascrizione dal facsimile della 16a copia (di complessive trenta), in "Documenten van de Jodenvervolging in Nederland 1940-1945", a cura del Joods Historisch Museum, Amsterdam 1979, pp. 13-28.

    *************************
    I.
    Alla riunione sulla soluzione finale della questione ebraica, svoltasi il 20 gennaio 1942 a Berlino, Am Grossen Wannsee n. 56-58, hanno partecipato:
    NOME FUNZIONE O GRADO E
    STRUTTURA DI APPARTENENZA
    Reinhard
    HEIDRICH SS-Obergruppenführer, Capo dell'Ufficio
    Centrale per la Sicurezza del Reich (RSHA)
    Alfred
    MEYER Gauleiter, Ministero dei Territori Occupati
    Orientali
    Georg
    LEIBBRANDT Reichsamtleiter, Ministero dei Territori
    Occupati Orientali
    Wilhelm
    STUCKART Segretario di Stato al Ministero dell'Interno
    Erich
    NEUMANN Responsabile del Piano Quadriennale
    Roland
    FREISLER Segretario di Stato al Ministero di Giustizia
    Josef
    BÜHLER Segretario di Stato al Governatorato Generale
    (vice di Hans FRANK)
    Martin
    LUTHER Segretario di Stato al Ministero degli Esteri
    Gerhard
    KLOPFER SS-Oberführer, della Cancelleria del Partito
    Friedrich Wilhelm
    KRITZINGER Ministerialdirektor alla Cancelleria del Reich
    Otto
    HOFMANN SS-Gruppenführer, dell'Ufficio Centrale per
    la Razza e la Colonizzazione
    Heinrich
    MÜLLER SS-Gruppenführer, Capo della Gestapo e
    dell'Ufficio IV della RSHA
    Adolf
    EICHMANN SS-Obersturmbannführer all'Ufficio Centrale
    per la Sicurezza del Reich (RSHA)
    Karl Eberhardt
    SCHÖNGARTH SS-Oberführer, Capo della Polizia di Sicurezza
    e dell'SD al Governatorato Generale
    Rudolf
    LANGE SS-Sturmbannführer, Capo della Polizia
    di Sicurezza e delle SD in Lettonia

    II.
    All'inizio della discussione il capo della Polizia di Sicurezza e delle SD, l'Obergruppenführer-SS Reinhard Heydrich, ha comunicato di essere stato incaricato dal Maresciallo del Reich di iniziare i preparativi per risolvere definitivamente la questione ebraica in Europa e ha sottolineato che la riunione è stata convocata allo scopo di chiarire alcuni aspetti fondamentali di tale questione. Il desiderio espresso dal maresciallo del Reich di ricevere un rapporto relativo alle implicazioni organizzative per l'attuazione della soluzione finale della questione ebraica in Europa, rende necessaria una iniziale azione comune di tutti gli Uffici Centrali coinvolti nel progetto, in modo da rendere sinergiche le rispettive attività.

    La Direzione Centrale per la soluzione finale della questione ebraica è stata affidata al Reichsführer-SS e Capo della Polizia Tedesca (Polizia di Sicurezza e delle SD) Heinrich Himmler, senza alcun vincolo di natura geografica.

    Il capo della Polizia di Sicurezza e delle SD ha illustrato brevemente gli sforzi finora compiuti contro questo nemico, i cui punti essenziali sono i seguenti:

    a) Espulsione degli ebrei da ogni sfera della vita del popolo Tedesco;

    b) Espulsione degli ebrei dallo spazio vitale del popolo Tedesco.

    Nel tentativo di raggiungere questi obiettivi si è iniziato, come unica soluzione attualmente praticabile, ad accelerare il ritmo dell'emigrazione degli ebrei dai territori del Reich.

    Nel Gennaio 1939, per ordine del Maresciallo del Reich, è stato istituito un Ufficio Centrale del Reich per l'Emigrazione degli Ebrei, alla cui direzione è stato nominato il capo della Polizia di Sicurezza e delle SD. I suoi compiti principali erano:

    a) adottare ogni provvedimento teso ad intensificare l'emigrazione degli ebrei;

    b) orientare i flussi di emigrazione;

    c) velocizzare le procedure per facilitare l'emigrazione di ogni singolo individuo.

    Obiettivo di tutto ciò era quello di liberare dagli Ebrei, in modo legale, lo spazio vitale Tedesco.

    Tutti gli Uffici coinvolti nell'operazione si sono resi conto degli inconvenienti derivanti da questa accelerata emigrazione; tuttavia, in mancanza di soluzioni alternative praticabili, si è dovuto comunque affrontare e superare tali difficoltà.
    Tutte le attività legate all'emigrazione hanno costituito un problema non solo per la Germania, ma anche per le autorità dei Paesi di destinazione. Le difficoltà finanziarie dovute alla decisione di vari Governi stranieri di aumentare la tassa di immigrazione da pagarsi alla frontiera, la carenza di spazio sui mezzi di trasporto, le crescenti restrizioni per ottenere i visti di entrata e la revoca di quelli già concessi, hanno fortemente ostacolato le operazioni di espulsione. Malgrado queste difficoltà, dalla presa del potere fino alla data inizialmente fissata del 31 Ottobre 1941, sono stati espulsi complessivamente 537.000 ebrei.

    Di questi:

    - circa 360,000 erano in Germania al 30 Gennaio 1933
    - circa 147,000 erano in Austria al 15 Marzo 1939
    - circa 30,000 erano nel Protettorato di Boemia e Moravia al 15 Marzo 1939

    Gli stessi Ebrei o le loro Organizzazioni hanno finanziato l’emigrazione.
    Per evitare che gli ebrei poveri non potessero emigrare, è stato deciso di far finanziare i costi di emigrazione dei nullatenenti dagli ebrei abbienti, imponendo a questi ultimi una tassa calcolata in base al loro reddito.

    Al momento di attraversare la frontiera, gli emigranti dovevano dimostrare di possedere, oltre ai necessari Reichsmark, anche divisa estera. Per tutelare le riserve tedesche di valuta estera, è stata assegnata la responsabilità di reperire il denaro necessario in valuta straniera alle Organizzazioni finanziarie ebraiche internazionali in collaborazione con le Organizzazioni ebraiche tedesche. Fino al 30 ottobre 1941, le donazioni degli ebrei stranieri hanno permesso di raccogliere una somma pari a circa 9,500,000 di dollari.

    Nel frattempo, in considerazione dei pericoli rappresentati dall'emigrazione in tempo di guerra e delle possibilità offerte dall'Est Europeo, il Reichsführer-SS e Capo della Polizia Tedesca ha vietato l'emigrazione degli ebrei.

    III.
    Viene ora adottata una soluzione alternativa all’emigrazione e cioè l’evacuazione verso Est, che ha ottenuto la preventiva autorizzazione del Führer.

    Tale soluzione alternativa è da considerarsi comunque provvisoria, ma l’esperienza che potremo acquisire risulterà di capitale importanza ai fini della futura soluzione finale della questione ebraica.

    La soluzione del problema Ebraico in Europa coinvolge circa 11 milioni di Ebrei così distribuiti:

    VECCHIO REICH 131.800 INGHILTERRA 330.000
    MARCA ORIENTALE 43.700 FINLANDIA 2.300
    TERRITORI
    ORIENTALI 420.000 IRLANDA 4.000
    GOVERNATORATO
    GENERALE 2.284.000 ITALIA 58.000
    BIALYSTOK 400.000 ALBANIA 200
    PROTETTORATO DI
    BOEMIA E MORAVIA 74.200 CROAZIA 40.000
    ESTONIA 0 PORTOGALLO 3.000
    LETTONIA 3.500 ROMANIA 342.000
    LITUANIA 34.000 SVEZIA 8.000
    BELGIO 43.000 SVIZZERA 18.000
    DANIMARCA 5.600 SERBIA 10.000
    FRANCIA
    OCCUPATA 165.000 SLOVACCHIA 88.000
    FRANCIA
    NON OCCUPATA 700.000 SPAGNA 6.000
    GRECIA 69.600 TURCHIA 55.500
    PAESI BASSI 160.800 UNGHERIA 742.800
    NORVEGIA 1.300 U.R.S.S. 5.000.000
    UKRAINA 2.994.684 RUSSIA BIANCA 446.484
    BULGARIA 48.000 TOTALE ca.11.000.000

    Il numero di Ebrei comprende solo coloro che professano la religione Ebraica, poichè in alcuni dei Paesi sopra elencati la qualifica di "Ebreo" non viene attribuita secondo criteri razziali ma religiosi.

    La gestione del problema nei singoli Paesi presenterà qualche difficoltà dovuta all'atteggiamento e alla mentalità delle persone che vi risiedono, specialmente in Romania e in Ungheria. In Romania, ad esempio, ancora oggi un Ebreo può comprare dei documenti che attestino la sua cittadinanza straniera.

    L'influenza che gli Ebrei hanno in URSS in ogni settore della vita pubblica è ben nota.
    Nella parte Europea dell'Unione Sovietica vivono circa 5,000,000 di Ebrei, mentre in quella Asiatica ve ne sono meno di 250,000.
    Nella parte Europea dell'URSS la distribuzione degli Ebrei per settore di attività è percentualmente la seguente:

    Agricoltura 9.1%
    Lavori Urbani 14.8%
    Commercio 20.0%
    Dipendenti Statali 23.4%
    Professionisti 32.7%

    Nel quadro generale della soluzione finale, gli Ebrei dovranno essere avviati al lavoro nell'Est Europeo. Tutti coloro che risultino abili al lavoro, suddivisi per sesso, saranno inviati in gruppi in quei territori per impiegarli nella costruzione di strade. Gran parte di essi morirà per cause naturali e quelli che sopravviveranno, cioè i più resistenti, dovranno essere gestiti adeguatamente poichè rappresentano il frutto di una selezione naturale. Qualora essi venissero rilasciati potrebbero costituire il germoglio di una futura rinascita Ebraica. (vedi l'esperienza storica).

    Durante l'attuazione della soluzione finale l'Europa sarà setacciata da Ovest ad Est. La Germania, compreso il Protettorato di Boemia e Moravia, avrà la precedenza per il problema dovuto alla carenza di unità abitative e per le necessità di natura politica e sociale.

    Gli Ebrei evacuati, suddivisi in gruppi, saranno prima inviati nei cosiddetti ghetti di transito e successivamente trasferiti nei territori Orientali.

    L' Obergruppenführer-SS Heydrich ha affermato che è essenziale sapere esattamente quali sono le persone coinvolte nell'evacuazione.

    Non è previsto evacuare persone con età superiore ai 65 anni. Costoro saranno trasferiti nel ghetto per anziani di Theresienstadt.
    Oltre agli ultrasessantacinquenni che rappresentano circa il 30% dei 280,000 Ebrei che al 31 Ottobre 1941 risultavano residenti in Germania e Austria, saranno trasferiti a Theresienstadt anche i veterani di guerra con gravi ferite e gli Ebrei decorati con Croce di Ferro di Prima Classe. Attraverso questa soluzione verranno cancellati in un colpo solo i molti benefici di carattere sociale di cui godono queste persone.

    L'inizio della evacuazione dipenderà dagli sviluppi della situazione militare. Per quanto riguarda l'attuazione della soluzione finale nei Paesi Europei occupati, si ritiene necessario che un esperto del Ministero degli Esteri discuta la questione con la Polizia di Sicurezza e con le SD.

    In Slovacchia e in Croazia la situazione non è più così difficile in quanto i problemi esistenti sono stati ormai quasi tutti risolti. In Romania il Governo ha nominato un Commissario per gli Affari Ebraici mentre in Ungheria sarà necessario imporre al Governo un Consigliere per la questione Ebraica.

    Per quanto riguarda l'Italia, l'Obergruppenführer-SS Heydrich ritiene opportuno che si allaccino contatti con il Capo della Polizia per fornirgli indicazioni sulla gestione del problema Ebraico.

    Sia nei territori della Francia occupata come nel resto del Paese non occupato, la registrazione degli Ebrei coinvolti nell'evacuazione procederà probabilmente senza particolari problemi.

    Il Sottosegretario Martin Luther ha posto l'accento sul fatto che in alcuni Paesi come gli Stati Scandinavi, l'attuazione del programma di evacuazione incontrerà grosse difficoltà e propone di farla slittare nel tempo. Dato l'esiguo numero di Ebrei da evacuare, questo rinvio non determinerà alcuna sostanziale limitazione al programma stabilito.

    Il Ministero degli Esteri non prevede grossi problemi nei territori Sud-orientali e Occidentali dell'Europa.

    Quando il Capo della Polizia di Sicurezza e della SD assumerà il controllo della situazione in Ungheria, il Gruppenführer-SS Hofmann invierà in quel Paese un esperto dell'Ufficio Centrale per la Razza con l'obbiettivo di valutare la situazione generale. Tale esperto non avrà funzioni operative ma svolgerà il ruolo di consulente della Polizia.

    IV.
    Nella realizzazione dei piani relativi alla soluzione finale, le Leggi di Norimberga costituiranno un punto di riferimento fondamentale in quanto la definitiva soluzione della questione Ebraica non può prescindere dalla soluzione di un altro problema e cioè quello rappresentato dai matrimoni misti e dalle persone di sangue misto.

    Il Capo della Polizia di Sicurezza e delle SD, con riferimento ad una lettera inviata dal Capo della Cancelleria del Reich, ha aperto la discussione, al momento solo teorica, sui seguenti punti:

    1) Trattamento delle persone di sangue misto Giudeo di Primo Grado.

    Ai fini della soluzione della questione Ebraica, le persone di sangue misto Giudeo di Primo Grado saranno, in linea di principio, considerate Ebrei.

    Saranno tuttavia ammesse le seguenti eccezioni:

    a) Persone di sangue misto di Primo Grado sposate con persone di sangue Tedesco dalla cui unione siano nati figli che conseguentemente sono persone di sangue misto di Secondo Grado. Tali persone di sangue misto di Secondo Grado saranno trattate come Tedeschi.

    b) Persone di sangue misto di Primo Grado per le quali le più alte Cariche del Partito o dello Stato abbiano già emesso provvedimenti che autorizzano tale eccezione. Relativamente a queste dovrà essere riesaminato individualmente ogni caso e non si esclude la possibilità che il provvedimento che autorizza l'eccezione venga modificato in senso sfavorevole alla persona di sangue misto.

    Il requisito fondamentale di ogni eccezione dovrà essere sempre rappresentato dai meriti individuali della persona di sangue misto e non da quelli del genitore o del coniuge di sangue Tedesco.

    Le persone di sangue misto di Primo Grado che sono state esentate dall'evacuazione, saranno sterilizzate per impedirne la progenie e risolvere così, una volta per tutte, il problema da esse rappresentato. La sterilizzazione sarà volontaria e le persone di sangue misto che vi si sottoporranno non subiranno più tutte quelle restrizioni alle quali erano precedentemente soggette. Ad esse verrà tuttavia fatto obbligo di non lasciare il Reich.

    2) Trattamento delle persone di sangue misto di Secondo Grado.

    Le persone di sangue misto di Secondo Grado verranno fondamentalmente considerate di sangue Tedesco con l'eccezione dei seguenti casi in cui esse saranno invece considerate totalmente Ebrei.

    a) Persone di sangue misto di Secondo Grado nate dal matrimonio di due genitori entrambi di sangue misto.

    b) Persone di sangue misto di Secondo Grado che razzialmente mostrino un aspetto esteriore sgradevole tale da essere inequivocabilmente identificate come Ebrei.

    c) Persone di sangue misto di Secondo Grado che secondo i resoconti della Polizia e in base alle idee politiche professate, godono di una reputazione particolarmente negativa tale da concludere che pensano e si comportano come un Ebreo.

    In questi casi non saranno concesse esenzioni od eccezioni di alcun genere anche se la persona di sangue misto di Secondo Grado ha sposato una persona di Sangue Tedesco.

    3) Matrimoni tra persone di razza interamente Ebraica e persone di sangue Tedesco.

    In questa circostanza occorrerà decidere, caso per caso, se il coniuge Ebreo dovrà essere evacuato o se, considerando gli effetti negativi che tale provvedimento avrebbe sui parenti di sangue Tedesco, non sia preferibile destinarlo al ghetto per anziani.

    4) Matrimoni tra persone di sangue misto di Primo Grado e persone di sangue Tedesco.

    a) Matrimoni senza figli

    Se dal matrimonio non sono nati dei figli, le persone di sangue misto di Primo Grado saranno evacuate o trasferite nel ghetto per anziani. (Stesso trattamento previsto nel caso di matrimonio tra persone interamente di razza Ebraica e persone di sangue Tedesco secondo quanto stabilito al precedente punto 3).

    b) Matrimoni con figli

    Se dal matrimonio sono nati dei figli (cioè persone di sangue misto di Secondo Grado), questi ultimi, se considerati Ebrei, saranno evacuati o trasferiti nel ghetto per anziani insieme al genitore di sangue misto di Primo Grado. Qualora i figli siano considerati di razza Tedesca, come avviene nella maggior parte di questi casi, essi saranno esentati dall'evacuazione così come lo sarà il genitore di sangue misto di Primo Grado.

    5) Matrimoni tra persone entrambe di sangue misto di Primo Grado e matrimoni tra persone di sangue misto di Primo Grado e persone interamente di razza Ebraica.

    In questi due casi tutti i membri della famiglia, compresi i figli, saranno considerati interamente Ebrei e verranno evacuati o trasferiti al ghetto per anziani.

    6) Persone di sangue misto di Primo Grado e Persone di sangue misto di Secondo Grado.

    In questo caso entrambi i coniugi saranno evacuati o trsferiti nel ghetto per anziani indipendentemente dal fatto che abbiano prole in quanto gli eventuali figli, di regola, hanno una percentuale di sangue ebreo superiore a quella delle persone di sangue misto di Secondo Grado.

    *******************

    Il Gruppenführer-SS Hofmann ha sottolineato che occorrerebbe ricorrere massicciamente alla sterilizzazione poichè le persone a cui viene offerta la possibilità di scegliere tra l'evacuazione e la sterilizzazione preferiranno sicuramente la seconda opzione.

    Il Segretario di Stato Dr. Stuckart ha affermato che l'applicazione pratica dei provvedimenti ipotizzati per risolvere il problema rappresentato dai matrimoni misti e dalle persone di sangue misto, comporterebbe un onere amministrativo gigantesco. Inoltre poichè la realtà biologica non può in ogni caso essere trascurata, il Segretario di Stato Stuckart ha proposto di procedere alla sterilizzazione obbligatoria.
    Per semplificare il problema dei matrimoni misti si dovrà considerare anche la possibilità di intervenire attraverso il legislatore con una formula che stabilisca che "Questi matrimoni sono di fatto considerati nulli".

    Per quanto riguarda gli effetti che l'evacuazione potrebbe produrre sull'economia, il Segretario di Stato Neumann ha affermato che gli Ebrei che lavorano nelle industrie considerate vitali per lo sforzo bellico, qualora non siano disponibili adeguate sostituzioni, non potranno essere evacuati.

    L' Obergruppenführer-SS Heydrich ha sottolineato che secondo le regole di evacuazione da lui approvate questi Ebrei non sarebbero stati evacuati comunque.

    Il Segretario di Stato Dr. Bühler ha dichiarato che il Governatorato Generale desidererebbe che la soluzione finale di questo problema iniziasse dal proprio territorio poichè i trasporti in quell'area non rappresentano un problema e le operazioni non sarebbero ostacolate da difficoltà legate alla disponibilità di manodopera. Gli Ebrei dovranno essere allontanati dal territorio del Governatorato Generale il più rapidamente possibile poichè, soprattutto in quell'area, l'Ebreo è portatore di epidemie ed è quindi estremamente pericoloso. Inoltre gli Ebrei sono causa di costante turbativa per le attività economiche del Paese. Ciò è principalmente dovuto agli effetti negativi sull'economia prodotti dal mercato nero gestito prevalentemente dagli Ebrei. E' doveroso anche sottolineare che 2,500,000 di Ebrei che vivono nel Governatorato risultano inabili al lavoro.
    Il Segretario di Stato Dr. Bühler ha inoltre affermato che la soluzione della questione Ebraica nel Governatorato è responsabilità del Capo della Polizia di Sicurezza e delle SD con il supporto dei dirigenti dello stesso Governatorato Generale. Egli ha solo una richiesta da fare e cioè che la questione Ebraica in quell'area sia risolta al più presto.

    In conclusione sono state discusse le varie possibili soluzioni e il Gauleiter Dr. Meyer e il Segretario di stato Dr. Bühler hanno ribadito la loro posizione secondo cui nei territori in questione alcune attività preparatorie relative all'attuazione della soluzione finale dovrebbero iniziare immediatamente, ma evitando assolutamente di allarmare la popolazione.

    La riunione si è chiusa con la richiesta avanzata dal Capo della Polizia di Sicurezza e delle SD a tutti i partecipanti affinchè ognuno di essi assuma l'impegno di sostenerlo nel portare a compimento la realizzazione della soluzione finale.


    Fonte del documento originale:
    Sito Web della Facoltà di Legge dell'Università di Yale

    © 1996 The Avalon Project

    Traduzione di UGO PERSIANI








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  6. #16
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Così parlò Benjamin Freedman

    Uomo d'affari di successo (era il proprietario della Woodbury Soap Co.), ebreo di New York, patriota americano, Benjamin Freedman - che era stato membro della delegazione americana al Congresso di Versailles nel 1919 - ruppe con l'ebraismo organizzato e i circoli sionisti dopo il 1945, accusandoli di aver favorito la vittoria del comunismo in Russia.
    Da quel momento, dedicò la vita e le sue ragguardevoli fortune (2,5 milioni di dollari di allora) a combattere e denunciare le trame dei suoi correligionari (1).
    Benjamin Freedman tenne, nel 1961, al Willard Hotel di Washington ad un'influente platea, riunita dal giornale americano Common Sense, il seguente discorso.

    «Qui negli Stati Uniti, i sionisti e i loro correligionari hanno il completo controllo del nostro governo.
    Per varie ragioni, troppo numerose e complesse da spiegare qui, i sionisti dominano questi Stati Uniti come i monarchi assoluti di questo Paese.
    Voi direte che è un'accusa troppo generale: lasciate che vi spieghi quel che ci è accaduto mentre noi tutti dormivamo.
    Che cosa accadde?
    La Prima Guerra Mondiale scoppiò nell'estate del 1914.

    Non sono molti a ricordare, qui presenti.
    In quella guerra, Gran Bretagna, Francia e Russia erano da una parte; dalla parte avversa, Germania, Austria-Ungheria e Turchia.
    Entro due anni, la Germania aveva vinto quella guerra.
    Non solo nominalmente, ma effettivamente.
    I sottomarini tedeschi, che stupirono il mondo, avevano fatto piazza pulita di ogni convoglio che traversava l'Atlantico.
    La Gran Bretagna era priva di munizioni per i suoi soldati, e poche riserve alimentari, dopo cui, la prospettiva della fame.
    L'armata francese s'era ammutinata: aveva perso 600 mila giovani nella difesa di Verdun sulla Somme.
    L'armata russa stava disertando in massa, tornavano a casa, non amavano lo Zar e non volevano più morire.
    L'esercito italiano era collassato [a Caporetto].
    Non un colpo era stato sparato su suolo tedesco.
    Non un solo soldato nemico aveva attraversato la frontiera germanica.
    Eppure, in quell'anno [1916] la Germania offrì all'Inghilterra la pace.
    Offriva all'Inghilterra un negoziato di pace su quella base, che i giuristi chiamano dello 'status quo ante'.
    Ciò significa: 'Facciamola finita, e lasciamo tutto com'era prima che la guerra cominciasse'.
    L'Inghilterra, nell'estate del 1916, stava seriamente considerando quest'offerta.
    Non aveva scelta.
    O accettava quest'offerta magnanima, o la prosecuzione della guerra avrebbe visto la sua disfatta.
    In questo frangente, i sionisti tedeschi, che rappresentavano il sionismo dell'Europa Orientale, presero contatto col Gabinetto di Guerra britannico - la faccio breve perché è una lunga storia, ma ho i documenti che provano tutto ciò che dico - e dicono: 'Potete ancora vincere la guerra. Non avete bisogno di cedere. Potete vincere se gli Stati Uniti intervengono al vostro fianco'.
    Gli Stati Uniti non erano in guerra allora».

    «Eravamo nuovi; eravamo giovani; eravamo ricchi; eravamo potenti.
    Essi dissero all'Inghilterra: 'Noi siamo in grado di portare gli Stati Uniti in guerra come vostro alleato, per battersi al vostro fianco, se solo ci promettete la Palestina dopo la guerra'. […].
    Ora, l'Inghilterra aveva tanto diritto di promettere la Palestina ad altri quanto gli Stati Uniti hanno il diritto di promettere il Giappone all'Irlanda.
    E' assolutamente assurdo che la Gran Bretagna, che non aveva mai avuto alcun interesse o collegamento con quella che oggi chiamiamo Palestina, potesse prometterla come moneta in cambio dell'intervento americano.
    Tuttavia, fecero questa promessa, nell'ottobre 1916 [con la Dichiarazione Balfour, ndr.].
    E poco dopo - non so se qualcuno di voi lo ricorda - gli Stati Uniti, che erano quasi totalmente pro-germanici, entrarono in guerra come alleati della Gran Bretagna.
    Dico che gli Stati Uniti erano quasi totalmente filotedeschi perché i giornali qui erano controllati dagli ebrei, dai nostri banchieri ebrei. - tutti i mezzi di comunicazione di massa -e gli ebrei erano filotedeschi
    Perché molti di loro provenivano dalla Germania, e anche volevano vedere la Germania rovesciare lo Zar; non volevano che la Russia vincesse.
    Questi banchieri ebrei tedeschi, come Kuhn Loeb e delle altre banche d'affari negli Stati Uniti, avevano rifiutato di finanziare la Francia o l'Inghilterra anche con un solo dollaro.
    Dicevano: 'Finché l'Inghilterra è alleata alla Russia, nemmeno un centesimo!'.
    Invece finanziavano la Germania; si battevano con la Germania contro la Russia.
    Ora, questi stessi ebrei, quando videro la possibilità di ottenere la Palestina, andarono in Inghilterra e fecero l'accordo che ho detto.
    Tutto cambiò di colpo, come un semaforo che passa dal rosso al verde.
    Dove i giornali erano filotedeschi, […] di colpo, la Germania non era più buona.
    Erano i cattivi.
    Erano gli Unni.
    Sparavano sulle crocerossine.
    Tagliavano le mani ai bambini.
    Poco dopo, mister Wilson [il presidente Woodrow Wilson, ndr.] dichiarava guerra alla Germania.
    I sionisti di Londra avevano spedito telegrammi al giudice Brandeis (2):

    'Lavorati il presidente Wilson. Noi abbiamo dall'Inghilterra quello che vogliamo. Ora tu lavorati il presidente Wilson e porta gli USA in guerra'.
    Così entrammo in guerra.
    Non avevamo interessi in gioco.
    Non avevamo ragione di fare questa guerra, più di quanto non ne abbiamo di essere sulla luna stasera, anziché in questa stanza.
    Ci siamo stati trascinati perché i sionisti potessero avere la Palestina.
    Questo non è mai stato detto al popolo americano.
    Appena noi entrammo in guerra, i sionisti andarono dalla Gran Bretagna e dissero:

    'Bene, noi abbiamo compiuto la nostra parte del patto. Metteteci qualcosa per iscritto come prova che ci darete la Palestina'.
    Non erano sicuri che la guerra durasse un altro anno o altri dieci.
    Per questo cominciarono a chiedere il conto.
    La ricevuta.
    Che prese la forma di una lettera, elaborata in un linguaggio molto criptico, in modo che il resto del mondo non capisse di che si trattava.
    Questa fu chiamata la Dichiarazione Balfour» (3). […]

    «Da qui cominciano tutti i problemi. […]

    Sapete quello che accadde.
    Quando la guerra finì, la Germania andò alla Conferenza di Pace di Parigi nel 1919 [nella delegazione USA] c'erano 117 ebrei, a rappresentare gli Stati Uniti, capeggiati da Bernard Baruch (4).
    C'ero anch'io, e per questo lo so.
    Che cosa accadde dunque?
    Alla Conferenza di Pace, mentre si tagliava a pezzi la Germania e si spezzettava l'Europa per darne parti a tutte quelle nazioni che reclamavano il diritto a un certo territorio europeo, gli ebrei presenti dissero: 'E la Palestina per noi?', ed esibirono la Dichiarazione Balfour.
    Per la prima volta a conoscenza dei tedeschi.
    Così i tedeschi per la prima volta compresero: 'Ah, era questa la posta! Per questo gli Stati Uniti sono entrati in guerra'.
    Per la prima volta i tedeschi compresero che erano stati disfatti, che subivano le tremende riparazioni che gli erano imposte dai vincitori, perché i sionisti volevano la Palestina ed erano decisi ad averla ad ogni costo.
    Qui è un punto interessante.
    Quando i tedeschi capirono, naturalmente cominciarono a nutrire rancore.
    Fino a quel giorno, gli ebrei non erano mai stati meglio in nessun Paese come in Germania.
    C'era Rathenau là, che era cento volte più importante nell'industria e nella finanza di Bernard Baruch in questo Paese.
    C'era Balin, padrone di due grandi compagnie di navigazione, la North German Lloyd's e la Hamburg-American Lines.
    C'era Bleichroder, che era il banchiere della famiglia Hohenzollern.
    Cerano i Warburg di Amburgo, i grandi banchieri d'affari, i più grandi del mondo.
    Gli ebrei prosperavano davvero in Germania.
    E i tedeschi ebbero la sensazione di essere stati venduti, traditi.
    Fu un tradimento che può essere paragonato a questa situazione ipotetica: immaginate che gli USA siano in guerra con l'URSS.
    E che stiamo vincendo.
    E che proponiamo all'Unione Sovietica: 'Va bene, smettiamola. Ti offriamo la pace'.
    E d'improvviso la Cina Rossa entra in guerra come alleato dell'URSS, e la sua entrata in guerra ci porta alla sconfitta.
    Una sconfitta schiacciante, con riparazioni da pagare tali, che l'immaginazione umana non può comprendere.
    Immaginate che, dopo la sconfitta, scopriamo che sono stati i cinesi nel nostro Paese, i nostri concittadini cinesi, che abbiamo sempre pensato leali cittadini al nostro fianco, a venderci all'URSS, perché sono stati loro a portare in guerra la Cina contro di noi.
    Cosa provereste, allora, in USA, contro i cinesi?
    Non credo che uno solo di loro oserebbe mostrarsi per la strada;

    non ci sarebbero abbastanza lampioni a cui impiccarli.

    Ebbene: è quello che provarono i tedeschi verso quegli ebrei.
    Erano stati tanto generosi con loro: quando fallì la prima Rivoluzione russa (5) e tutti gli ebrei dovettero fuggire dalla Russia, ripararono in Germania, e la Germania diede loro rifugio.
    Li trattò bene.
    Dopo di che, costoro vendono la Germania per la ragione che vogliono la Palestina come 'focolare ebraico'».

    «Ora Nahum Sokolow, e tutti i grandi nomi del sionismo, nel 1919 fino al 1923 scrivevano proprio questo: che il rancore contro gli ebrei in Germania era dovuto al fatto che sapevano che la loro grande disfatta era stata provocata dall'interferenza ebraica, che aveva trascinato nella guerra gli USA. Gli ebrei stessi lo ammettevano.
    […]
    Tanto più che la Grande Guerra era stata scatenata contro la Germania senza una ragione, una responsabilità tedesca.
    Non erano colpevoli di nulla, tranne che di avere successo.
    Avevano costruito una grande nazione.
    Avevano una rete commerciale mondiale.
    Dovete ricordare che la Germania al tempo della Rivoluzione francese consisteva di 300 piccole città-stato, principati, ducati e così via.
    E fra l'epoca di Napoleone e quella di Bismarck, quelle 300 microscopiche entità politiche separate si unificarono in uno Stato.
    Ed entro 50 anni la Germania era divenuta una potenza mondiale.
    La sua marina rivaleggiava con quella dell'Impero britannico, vendeva i suoi prodotti in tutto il mondo, poteva competere con chiunque, la sua produzione industriale era la migliore.
    Come risultato, che cosa accadde?
    Inghilterra, Francia e Russia si coalizzarono per stroncare la Germania […].
    Quando la Germania capì che gli ebrei erano i responsabili della sua sconfitta, naturalmente nutrì rancore.
    Ma a nessun ebreo fu torto un capello in quanto ebreo.

    Il professor Tansill, della Georgetown University, che ha avuto accesso a tutti i documenti riservati del Dipartimento di Stato, ne cita uno scritto da Hugo Schoenfeldt, un ebreo che Cordell Hull inviò in Europa nel 1933 per investigare sui cosiddetti campi di prigionia politica, e riferì al Dipartimento di Stato USA di avere trovato i detenuti in condizioni molto buone.
    Solo erano pieni di comunisti.
    E una quantità erano ebrei, perché a quel tempo il 98% dei comunisti in Europa erano ebrei.

    Qui, occorre qualche spiegazione storica,
    Nel 1918-19 i comunisti presero il potere in Baviera per qualche giorno, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht ed altri, tutti ebrei.
    Infatti a guerra finita il Kaiser scappò in Olanda perché i comunisti stavano per impadronirsi della Germania e lui aveva paura di fare la fine dello Zar.
    Una volta schiacciata la minaccia comunista, gli ebrei ancora lavorarono […] erano 460 mila ebrei fra 80 milioni di tedeschi, l'1,5% della popolazione, eppure controllavano la stampa, e controllavano l'economia perché avevano valuta estera e quando il marchio svalutò comprarono tutto per un pezzo di pane».

    «Gli ebrei tengono nascosto questo, non vogliono che il mondo comprenda che avevano tradito la Germania e i tedeschi se lo ricordavano.
    I tedeschi presero misure contro gli ebrei.
    Li discriminarono dovunque possibile.
    Allo stesso modo noi tratteremmo i cinesi, i negri, i cattolici, o chiunque in questo Paese che ci avesse venduto al nemico e portato alla sconfitta.
    Ad un certo punto gli ebrei del mondo convocarono una conferenza ad Amsterdam.

    E qui, venuti da ogni parte del mondo nel luglio 1933, intimarono alla Germania:

    'Mandate via Hitler, rimettete ogni ebreo nella posizione che aveva, sia comunista o no. Non potete trattarci in questo modo. Noi, gli ebrei del mondo, lanciamo un ultimatum contro di voi'.
    Potete immaginare come reagirono i tedeschi.
    Nel 1933, quando la Germania rifiutò di cedere alla conferenza mondiale ebraica di Amsterdam, Samuel Untermeyer, che era il capo della delegazione americana e presidente della conferenza, tornò in USA, andò agli studios della Columbia Broadcasting System (CBS) e tenne un discorso radiofonico in cui in sostanza diceva:

    'Gli ebrei del mondo dichiarano ora la Guerra Santa contro la Germania.

    Siamo ora impegnati in un conflitto sacro contro i tedeschi.

    Li piegheremo con la fame.

    Useremo contro di essi il boicottaggio mondiale.

    Così li distruggeremo, perché la loro economia dipende dalle esportazioni' (6).



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    Daily Express del 24 Marzo 1933



    E di fatto i due terzi del rifornimento alimentare tedesco dovevano essere importati, e per importarlo dovevano vendere, esportare, i loro prodotti industriali.
    All'interno, producevano solo abbastanza cibo per un terzo della popolazione.
    Ora in quella dichiarazione, che io ho qui e che fu pubblicata sul New York Times del 7 agosto 1933, Samuel Untermeyer dichiarò audacemente che 'questo boicottaggio economico è il nostro mezzo di autodifesa. Il presidente Roosevelt ha propugnato la sua adozione nella Nation Recovery Administration', che, qualcuno di voi ricorderà, imponeva il boicottaggio contro qualunque Paese non obbedisse alle regole del New Deal, e che poi fu dichiarato incostituzionale dalla Corte Suprema. Tuttavia, gli ebrei del mondo intero boicottarono la Germania, e il boicottaggio fu così efficace che non potevi più trovare nulla nel mondo con la scritta 'Made in Germany'.
    Un dirigente della Woolworth Co. mi raccontò allora che avevano dovuto buttare via milioni di dollari di vasellame tedesco; perché i negozi erano boicottati se vi si trovava un piatto con la scritta 'Made in Germany'; vi formavano davanti dei picchetti con cartelli che dicevano 'Hitler assassino' e così via.
    In un magazzino Macy, di proprietà di una famiglia ebraica, una donna trovò calze con la scritta 'Made in Germany'.
    Vidi io stesso il boicottaggio di Macy's, con centinaia di persone ammassate all'entrata con cartelli che dicevano 'Assassini', 'Hitleriani', eccetera».

    «Va notato che fino a quel momento in Germania non era stato torto un capello sulla testa di un ebreo.
    Non c'era persecuzione, né fame, né assassini, nulla.
    Ma naturalmente, adesso i tedeschi cominciarono a dire: 'Chi sono questi che ci boicottano, e mettono alla disoccupazione la nostra gente e paralizzano le nostre industrie?'.
    Così cominciarono a dipingere svastiche sulle vetrine dei negozi di proprietà degli ebrei […]
    Ma solo nel 1938, quando un giovane ebreo polacco entrò nell'ambasciata tedesca a Parigi e sparò a un funzionario tedesco, solo allora i tedeschi cominciarono ad essere duri con gli ebrei in Germania.
    Allora li vediamo spaccare le vetrine e fare pestaggi per a strada.
    Io non amo usare la parola 'antisemitismo' perché non ha senso, ma siccome ha un senso per voi, dovrò usarla.
    La sola ragione del risentimento tedesco contro gli ebrei era dovuta al fatto che essi furono i responsabili della Prima Guerra mondiale e del boicottaggio mondiale.
    In definitiva furono responsabili anche della Seconda Guerra mondiale, perché una volta sfuggite le cose dal controllo, fu assolutamente necessario che gli ebrei e la Germania si battessero in una guerra per questione di sopravvivenza.
    Nel frattempo io ho vissuto in Germania, e so che i tedeschi avevano deciso che l'Europa sarebbe stata comunista o 'cristiana': non c'è via di mezzo.
    E i tedeschi decisero che avrebbero fatto di tutto per mantenerla 'cristiana'.
    Nel novembre 1933 gli Stati Uniti riconobbero l'Unione Sovietica.
    L'URSS stava diventando molto potente, e la Germania comprese che 'presto toccherà a noi, se non saremo forti».
    E' la stessa cosa che diciamo noi, oggi, in questo Paese.
    Il nostro governo spende 83-84 miliardi di dollari per la difesa.
    Difesa contro chi?
    Contro 40 mila piccoli ebrei a Mosca che hanno preso il potere in Russia, e con le loro azioni tortuose, in molti altri Paesi del mondo.[…]
    Che cosa ci aspetta?»

    «Se scateniamo una guerra mondiale che può sboccare in una guerra atomica, l'umanità è finita.
    Perché una simile guerra può avvenire?
    Il fatto è che il sipario sta di nuovo salendo.
    Il primo atto fu la Grande Guerra, l'atto secondo la Seconda guerra mondiale, l'atto terzo sarà la Terza guerra mondiale.
    I sionisti e i loro correligionari dovunque vivano, sono determinati ad usare di nuovo gli Stati Uniti perché possano occupare permanentemente la Palestina come loro base per un governo mondiale.
    Questo è vero come è vero che sono di fronte a voi.
    Non solo io ho letto questo, ma anche voi lo avete letto, ed è noto a tutto il mondo. […]
    Io avevo una idea precisa di quello che stava accadendo: ero l'ufficiale di Henry Morgenthau Sr. nella campagna del 1912 in cui il presidente [Woodrow] Wilson fu eletto.
    Ero l'uomo di fiducia di Henry Morgenthau Sr., che presiedeva la Commissione Finanze, ed io ero il collegamento tra lui e Rollo Wells, il tesoriere.
    In quelle riunioni il presidente Wilson era a capo della tavola, e c'erano tutti gli altri, e io li ho sentiti ficcare nel cervello del presidente Wilson la tassa progressiva sul reddito e quel che poi divenne la Federal Reserve, e li ho sentiti indottrinarlo sul movimento sionista.
    Il giudice Brandeis e il presidente Wilson erano vicini come due dita della mano.
    Il presidente Wilson era incompetente come un bambino.
    Fu così che ci trascinarono nella Prima guerra mondiale, mentre tutti noi dormivamo. […]

    «Quali sono i fatti a proposito degli ebrei?
    Li chiamo ebrei perché così sono conosciuti, ma io non li chiamo ebrei.
    Io mi riferisco ad essi come ai 'cosiddetti ebrei', perché so chi sono.
    Gli ebrei dell'Europa orientale, che formano il 92% della popolazione mondiale di queste genti che chiamano se stesse 'ebrei', erano originariamente Kazari.
    Una razza mongolica, turco-finnica.
    Erano una tribù guerriera che viveva nel cuore dell'Asia.
    Ed erano tali attaccabrighe che gli asiatici li spinsero fuori dall'Asia, nell'Europa orientale.
    Lì crearono un grande regno Kazaro di 800 mila miglia quadrate.
    A quel tempo [verso l'800 dopo Cristo, ndr] non esistevano gli USA, né molte nazioni europee […]. Erano adoratori del fallo, che è una porcheria, e non entro in dettagli.
    Ma era questa la loro religione, come era anche la religione di molti altri pagani e barbari.
    Il re Kazaro finì per disgustarsi della degenerazione del proprio regno, sì che decise di adottare una fede monoteistica - il cristianesimo, l'Islam, o quello che oggi è noto come ebraismo, che è in realtà talmudismo.
    Gettando un dado, egli scelse l'ebraismo, e questa diventò la religione di Stato.
    Egli mandò inviati alle scuole talmudiche di Pambedita e Sura e ne riportò migliaia di rabbini, aprì sinagoghe e scuole, e il suo popolo diventò quelli che chiamiamo 'ebrei orientali'.
    Non c'era uno di loro che avesse mai messo piede in Terra Santa.
    Nessuno!
    Eppure sono loro che vengono a chiedere ai cristiani di aiutarli nelle loro insurrezioni in Palestina dicendo: 'Aiutate a rimpatriare il Popolo Eletto da Dio nella sua Terra Promessa, la loro patria ancestrale, è il vostro compito come cristiani… voi venerate un ebreo [Gesù] e noi siamo ebrei!'.
    Ma sono pagani Kazari che si sono convertiti.
    E' ridicolo chiamarli 'popolo della Terra Santa', come sarebbe chiamare 53 milioni di cinesi musulmani 'Arabi'.
    Ora, immaginate quei cinesi musulmani a 2.000 miglia dalla Mecca, se si volessero chiamare 'arabi' e tornare in Arabia.
    Diremmo che sono pazzi.
    Ora, vedete com'è sciocco che le grandi nazioni cristiane del mondo dicano: 'Usiamo il nostro potere e prestigio per rimpatriare il Popolo Eletto da Dio nella sua patria ancestrale'.

    «C'è una menzogna peggiore di questa?
    Perché loro controllano giornali e riviste, la televisione, l'editoria, e perché abbiamo ministri dal pulpito e politici dalla tribuna che dicono le stesse cose, non è strano che crediate in questa menzogna.
    Credereste che il bianco è nero se ve lo ripetessero tanto spesso.
    Questa menzogna è il fondamento di tutte le sciagure che sono cadute sul mondo.
    Sapete cosa fanno gli ebrei nel giorno dell'Espiazione, che voi credete sia loro tanto sacro?
    Non ve lo dico per sentito dire…
    Quando, il giorno dell'Espiazione, si entra in una sinagoga, ci si alza in piedi per la primissima preghiera che si recita.
    Si ripete tre volte, è chiamata 'Kol Nidre'.
    Con questa preghiera, fai un patto con Dio Onnipotente che ogni giuramento, voto o patto che farai nei prossimi dodici mesi sia vuoto e nullo (7).
    Il giuramento non sia un giuramento, il voto non sia un voto, il patto non sia un patto.
    Non abbiano forza.
    E inoltre, insegna il Talmud, ogni volta che fai un giuramento, un voto o un patto, ricordati del Kol Nidre che recitasti nel giorno dell'Espiazione, e sarai esentato dal dovere di adempierli.
    Come potete fidarvi della loro lealtà?
    Potete fidarvi come si fidarono i tedeschi nel 1916.

    Finiremo per subire lo stesso destino che la Germania ha sofferto, e per gli stessi motivi».

    E' la profezia di Benjamin Freedman. Ci riguarda.

    Maurizio Blondet


    __________________________________________________ ________________________

    Note

    1) Freedman fondò tra l'altro la «Lega per la pace con giustizia in Palestina», e collaborò con l'americano «Istituto per la revisione storica», il centro promotore di tutto ciò che viene chiamato «revisionismo storico». E' scomparso nel 1984.

    2) Louis Dembitz Brandeis, influentissimo giudice della Corte Suprema, acceso sionista, fu il consigliere molto ascoltato di W. Wilson. Brandeis apparteneva alla setta ebraica aberrante fondata nella Polonia del '700 da Jacob Frank: essa predicava che la salvezza si consegue attraverso il peccato. Confronta il mio «Cronache dell'Anticristo».

    3) Il 2 novembre 1917 il ministro degli Esteri britannico, lord Arthur Balfour, scrisse a Lord Rotschild una lettera in cui dichiarava: «Il governo di Sua Maestà vede con favore la nascita in Palestina di un focolare nazionale per le genti ebraiche, e userà tutta la sua buona volontà per facilitare il raggiungimento di questo obbiettivo. Si intende che nulla dovrà essere fatto per pregiudicare i diritti civili e religiosi delle esistenti popolazioni non ebraiche in Palestina». Era la «Dichiarazione Balfour», che decretava di fatto la nascita dello Stato d'Israele. Lord Balfour, spiritista e massone, fondatore della Loggia «Quatuor Coronati» (la Loggia-madre di tutte le Massonerie di obbedienza «scozzese») credeva fra l'altro che agevolare il ritorno degli ebrei in Palestina avrebbe accelerato il secondo avvento di Cristo. Il punto è che la terra che Sua Maestà prometteva agli ebrei non era sotto dominio britannico, ma parte dell'impero Ottomano. Per dare attuazione al «focolare ebraico», il governo britannico non esitò a distogliere centinaia di migliaia di soldati dal pericolante fronte europeo, per spedirli alla conquista di Gerusalemme.

    4) Bernard Baruch (1876-1964), potente finanziere ebreo, nato in Texas, fu il consigliere privato di sei presidenti, da Woodrow Wilson (1916) a D. Eisenhower (1950). Nella prima come nella seconda guerra mondiale, Baruch promosse la creazione del War Industry Board, l'organo di pianificazione centralizzata della produzione bellica. Di fatto, fu una sorta di «governo segreto» degli Stati Uniti, che praticò ampiamente i metodi del socialismo, compreso il controllo della stampa e il sistema di razionamento alimentare. Dopo la seconda guerra mondiale Baruch e i banchieri ebrei americani gestirono i fondi del Piano Marshall. Ne affidarono la distribuzione a Jean Monnet, loro fiduciario. Secondo le istruzioni ricevute, per dare i fondi, Monnet esigeva la cessione da parte degli Stati europei di sostanziali porzioni di sovranità: così fu creata la Comunità Europea.

    5) Si tratta della «rivoluzione dekabrista» del 1905, in realtà un putsch di giovani ufficiali zaristi, tutti ebrei. La comunità ebraica russa la sostenne, e i suoi figli vi parteciparono con inaudita violenza. Futuri capi della successiva rivoluzione bolscevica, come Trotsky e Parvus, furono l'anima dei dekabristi, e dovettero riparare all'estero dopo il fallimento.

    6) Freedman allude qui al vero e proprio rito magico di maledizione, detto Cherem o scomunica maggiore, celebrato al Madison Square Garden il 6 settembre 1933. «Furono ritualmente accesi due ceri neri e si soffiò tre volte nello shofar [il corno di ariete], mentre il rabbino B.A. Mendelson pronunciava la formula di scomunica» contro la Germania. Samuel Untermeyer, membro del B'nai B'rith, ripeterà il 5 gennaio 1935 la dichiarazione di embargo totale contro le merci tedesche «a nome di tutti gli ebrei, framassoni e cristiani» (Jewish Daily Bulletin, New York,6 gennaio 1935).
    7) E' la preghiera centrale dello Yom Kippur. Eccone la formula: «Di tutti i voti, le rinunce, i giuramenti, gli anatemi oppure promesse, ammende o delle espressioni attraverso cui facciamo voti, confermiamo, ci impegniamo o promettiamo di qui fino all'avvento del prossimo giorno dell'Espiazione, noi ci pentiamo, in modo che siano tutti sciolti, rimessi e condonati, nulli, senza validità e inesistenti. I nostri voti non sono voti, le nostre rinunce non sono rinunce, e i nostri giuramenti non sono giuramenti». Secondo il rabbino Jacob Taubes, con questa formula il popolo eletto si scioglie dalla comunità del resto del genere umano - dalle sue leggi, dalle sue lealtà alle istituzioni e allo Stato - per dedicarsi solo a Dio. In realtà, il Kol Nidre fonda l'antinomismo radicale della religione ebraica: il «popolo di Dio» non è tenuto ad obbedire ad alcuna norma.

    Per Taubes, il popolo ebraico è dunque il popolo dissolutore, il contrario del «kathecon» (Ciò che trattiene l'Anticristo, in San Paolo, ossia il diritto naturale adottato da Roma) (Jacob Taubes, «La Teologia Politica di San Paolo», Adelphi, pagina 71).Fonte
    Pagina iniziale
    19:41 Scritto da : waa359 in Critica ebraica al sionismo, Verità Politicamente SCORRETTE | Link permanente | Commenti (3) | Tag: olocausto, truffa, olocash | Facebook

    Commenti
    Non finisco mai di stupirmi nel leggere e proprio non capisco come il mondo intero non sia a conoscenza di questi fatti. Tra l'altro non lontani nel tempo.
    E' dunque facile comprendere il perchè il popolo ebraico continui a mentire sulla storia e perchè succede quello che tutti sappiamo in Palestina.
    Facilmente si potrà capire allora quali sono i disegni dell'occupazione della Palestina: l'espansione delle terre occupate, ricevute, comprate e l'accrescimento della loro influenza sulla civiltà occidentale se non mondiale.
    Quello che più meraviglia è che i governi a conoscenza dei fatti, non solo tacciono, ma addirittura puniscono i revisionisti che si attengono a prove documentate. E' la follìa dei tempi che cambiano.
    Scritto da : Borjes | 25.07.2010
    Caro Birjes,
    sa qual'è lo scoglio "insormontabile"?
    La vergogna di dover ammettere,primo a se stesso ,poi a chi ci conosce,di aver sbagliato tutto!
    Ma l'aspetto tragico è che manca il coraggio personale di ammettere che si è usata violenza contro dei fratelli.
    In nome di cosa?
    Di un falso storico contrabbandato ad arte per vero!
    Il colpo di grazie lo da la consapevolezza che caduto quel "mito"non resta nulla,una disfatta completa su ogni piano!
    Questo lo avevano capito dagli anni '50 coloro che etichettarono un resistente,internato,ex comunista come "fascista" per il solo fatto che contestava la versione ufficiale di "resistenza" ed olocausto!
    Quell'uomo era Paul Rassinier.

    Così parlò Benjamin Freedman : OLODOGMA____"Biblioteca" alternativa ad OloCa$h e favola $terminazioni$ta
    Ultima modifica di Eridano; 23-10-10 alle 22:05
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  7. #17
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    I Campi di concentramento
    Il sistema nazista dei campi di concentramento

    Subito dopo la salita al potere di Adolf Hitler nel 1933, per stroncare la residua resistenza politica, i nazisti istituirono il sistema di prigionia dei campi di concentramento. Il primo campo costruito come campo di concentramento stabile fu il campo di Dachau vicino Munich. Altri furono costruiti dopo. Nel 1933 la popolazione dei campi era stimata nel numero di 27.000, nel febbraio 1934 in seguito alla nuova rilassata situazione politica gli internati erano scesi a 7.000. Sino al 1938 gli ebrei non furono mai internati nei campi di concentramento per il solo fatto di essere ebrei ma solo se appartenevano alle 5 categorie in cui erano divisi gli internati. I prigionieri in base ai loro crimini portavano un riconoscimento colorato sul braccio:
    Verde- Criminali
    Rosso- Prigionieri politici (principalmente comunisti)
    Rosa- Omosessuali
    Neri- Antisociali(vagabondi, alcolisti, ecc.)
    Viola- Coloro la cui religione era considerata non conforme ai dettami del Terzo Reich(in prevalenza Testimoni di Geova). Nel Novembre 1938 dopo l' uccisione di un diplomatico parigino e la KristalNacht 30.000 Ebrei furono internati, ma la maggior parte fu subito rilasciata. In questi campi erano già attivi ispettori della Croce Rossa Internazionale, che poi avrebbero continuato il loro lavoro per tutta la durata della guerra. Nell' Agosto 1938 J-C. Favez delegato della Croce Rossa a Dachau scriveva così del campo: è costituito da stabilimenti solidi[....] non si lavora il Sabato pomeriggio e la Domenica[...] I pasti sono preparati in cucine pulite e spaziose[...] La punizione dell' isolamento è praticata solo raramente[...] Quando una guardia uccide un prigioniero è severamente punita e espulsa dalle SS[...]. Il trattamento dei prigionieri è duro ma non può essere in nessun modo caratterizzato come inumano.
    Con lo scoppio della II guerra mondiale, e con la successiva crescita dei movimenti di guerriglia partigiana nei territori occupati dal Reich, che secondo la Convenzione di Ginevra erano illegali e in risposta alle quali la potenza occupante poteva legalmente fare rappresaglie tra la popolazione civile, i campi di concentramento videro salire di molto la loro popolazione e poiché la maggior parte della popolazione attiva tedesca era impegnata direttamente nelle operazioni belliche, il sistema dei campi di concentramento cominciò ad essere sfruttato in funzione produttiva. Secondo la storiografia ufficiale i campi di concentramento nazisti erano divisi in 3 categorie: i campi di lavoro, i campi di lavoro e di sterminio, come Auschwitz e Majdanek, che erano usati sia per lo sfuttamento dei prigionieri sia per l' attuazione del programma di sterminio e i campi di sterminio(Treblinka, Sobibor, Belzec, Chelmno), città dai nomi prima sconosciuti dove si dice che tutti i deportati che arrivavano erano gassati. Considerando quindi che i campi di concentramento nazisti, sia quelli occidentali, sia quelli orientali, erano 88, solo una minima parte, 6, sarebbero dovuti servire allo sterminio di massa.

    Le condizioni di vita
    -Il cibo
    Alla fine della guerra per le pessime condizioni che si erano venute a creare nei campi di concentramento scoppiarono continue epidemie di tifo provocarono moltissimi molti tra gli internati. Le cataste di cadaveri che molto spesso vengono mostrate con gusto macabro non sono il risultato di una politica di sterminio o di gassazioni ma la conseguenza di queste terribili epidemie di tifo. Il fatto che alla fine della guerra le condizioni igieniche fossero pessime non implica automaticamente che durante la guerra. Il rapporto della Croce Rossa, che visitava regolarmente i campi di concentramento tedeschi, parla per il periodo dal 1943 al 1944 di razionie medie giornaliere di 2750 calorie per ogni prigioniero. Oswald Pohl, capo dell'Ufficio Centratele Economico e Amministrativo delle SS, che presiedeva alla produzione nei campi di concentramento , e a cui ogni comandante generale di ogni campo era sottoposto mandò a questi una circolare in cui si precisavano le razioni di cibo che ogni internato doveva ricevere: I vegetali devono essere serviti ai pranzi[...] La quantità di cibo servita a pranzo deve essere adeguata ai bisogni dei prigionieri . Non piccole minestre, ma in piatti grandi[...] La distribuzione di cibo aggiuntivo è incoraggiato[....] Se qualcuno si potrà ricostituire con maggiore cibo questo dovrà essere servito. Tadeusz Iwaszko, uno dei direttori del museo di Auschwitz in un articolo sul cibo degli internati scrisse: “ A mezzogiorno, il brodo di carne era servita 4 volte alla settimana, e il brodo di vegetali 3 volte alla settimana, questo consisteva in patate, carote e altri alimenti.” Sempre secondo Iwaszko ad Auschwitz a pasto erano dati 300 grammi di pane, 25 grammi di salsa, margarina, marmellata o formaggio con un valore nutrivo di 900-1000 calorie(stima di Iwaszko), il brodo aveva un valore nutritivo di 350-400 calorie. Secondo un documento della resistenza polacca a Majdanek a Majdanek si riceveva alle 6 mezzo litro di brodo, all' una mezzo litro di zuppa, spesso con grasso o carne, il pranzo di sera era alle 5 e consisteva in 200 grammi di pane con marmellata, formaggio o margarine e 2 volte alla settimana 300 grammi di salsiccia.
    Questi dati che possono sembrare poco devono poi essere confrontati con lo stesso cibo che riceveva la popolazione civile e i militari durante la guerra.

    -Le cure mediche
    Il documento è uno dei frequenti rapporti che i medici di Auschwitz stilavano sulla situazione ospedaliera del campo. Il fatto che ad Auschwitz, ma anche negli altri campi di concentramento, ci fossero degli ospedali che curavano gli internati contrasta apertamente con la pretesa di sterminio: perchè i nazisti avrebbero dovuto curare gli ebrei che poi avrebbero dovuto sterminare? Gli internati ricoverati negli ospedali di Auschwitz rappresentavano una parte consistente della popolazione concentrazionaria: ad Auschwitz 67000 internati su 180000 erano ricoverati nei complessi ospedalieri del campo. Secondo Reitlinger, storico ufficiale dell' Olocausto, al 2 Maggio 1944 quando fu stilato un rapporto sulla popolazione del campo 2/3 di questa erano classificato come “Non mobile, non impiegabile, non assegnato” ed era fermo nei complessi ospedaliere. Questi numeri sono incompatibili con la pretesa di sterminio.

    -Divertimenti e svaghi
    Come confermato dal libro di Primo Levi Se questo è un uomo, ad Auschwitz gli internati organizzavano regolarmente partite di calcio e anche gare di nuoto e ogni sabato in una zone del campo suonava un' orchestra. Il professore di medicina Marc Klein internato ad Auschwitz scrive:
    “Tra applausi rumorosi degli spettatori, partite di calcio, basketball, e pallanuoto si giocavano il sabato pomeriggio: l' uomo a bisogno di poco per distrarsi da un pericolo imminente! L' amministrazione delle SS permetteva agli internati molti svaghi, anche durante i giorni della settimana. Un cinema proiettava notiziari Nazisti e film sentimentali; un cabaret offriva spettacoli spesso inscenati dagli uomini delle SS. Infine c' era una orchestra rispettabile, nella quale all' inizio suonavano solo i polacchi poi musicisti di tutte le nazionalità, specialmente ebrei”

    Foto 1: la piscina di Auschwitz



    Foto 2: una rappresentazione teatrale nel campo di concentramento di Westerbok



    -Punizioni e maltrattamenti
    Anche se sicuramente azioni di maltrattamenti nei confronti degli internati possono essere avvenute, esse non rappresentavano certamente la politica ufficiale che secondo gli ordini ufficiali si doveva adottare nei confronti dei prigionieri dei campi di concentramento. Ogni SS che era impiegata nei campi di concentramento doveva giurare secondo questo rituale: “ Sono cosciente che solo il Furher possiede la vita e la morte dei nemici dello Stato. Io non ho il permesso di ferire o uccidere nessun nemico dello Stato...”. Le punizione per cattiva condotta dei prigionieri comprendevano squadre di punizione, privazione del cibo e percosse. L' esecuzione di un prigioniero era consentita solo dopo una lunga procedura di approvazione dell' azione da parte dell' RSHA, l' ufficio Generale del Reich. Le stesse SS fucilarono Karl Koch, comandante di Buchenwald e Hermann Florstedt di Majdanek per il comportamento non conforme alla politica ufficiale nei confronti degli internati e per aver commesso crimini contro questi.

    I rilasci
    Un fatto volutamente ignorato dalla critica storica e generalmente sconosciuto è il fatto che molti prigionieri dei campi di concentramento dopo un periodo di lavoro forzato furono effettivamente liberati.

    Un documento di rilascio di una prigioniera dal campo di Auschwitz, quindi un presunto campo di sterminio.
    Per ingrandire l'immagine cliccateci sopra.



    La questione dei rilasci potrebbe costituire una risposta fondamentale alle pretese di sterminio. Il documento è del 1944, data secondo la storiografia ufficiale in cui lo sterminio degli ebrei procedeva a pieno ritmo, i nazisti rilasciavano tranquillamente quindi i presunti testimoni oculari delle sempre presunte gassazione e atrocità che si commettevano nei campi di sterminio?
    Secondo fonti polacche 20.000 prigionieri furono rilasciati da Majdanek, campo di sterminio, 5.000 da Stutthof. Per quanto riguarda Auschwitz nel solo periodo che va da Giugno a Dicembre 1943 furono rilasciati 300 prigionieri, il numero totale deve quindi essere molto più alto.

    La gestione del campo e le atrocità dei criminali comuni e dei comunisti
    Per via dell' esiguo numero di SS impiegate nell' amministrazione dei campi di concentramento, molte mansioni di controllo e di polizia erano delegate da queste ai Kapò, cioè poliziotti che erano recrutati tra la popolazione del campo, specialmente tra i prigionieri classificati come Verdi o Rossi.
    Questi tiranneggiavano gli altri prigionieri del campo come risulta dalle memorie di Paul Rassinier che ne Le menzoigne d' Ulysses accusa apertamente i suoi compagni di prigionia comunisti, che rappresentavano la maggioranza dei Kapos, a Buchenwald di scaricare la propria frustazione sui deportati ebrei e sui criminali comuni. Karl Kautsky, altro socialista come Rassinier, che fu internato durante la guerra in diversi campi di concentramento scrive nelle sue memorie che dove i comunisti o i criminali prendevano il controllo del campo era una sentenza di morte per molti degli altri prigionieri: i Kapò privavano gli altri prigionieri del cibo e si rendevano responsabili di violenze e atrocità nei confronti degli altri internati. Ovviamente la colpa è delle SS che non controllavano la gestione del campo, però la responsabilità diretta degli episodi di violenza era della polizia del campo composta dagli internati stessi.

    Le epidemie di tifo e lo Zyklon-B
    Per il fatto che molte persone dovevano vivere in un ambiente limitato, le condizioni igieniche furono sempre precarie nei campi di concentramento: come risultato diretto di ciò si diffusero quindi nei campi continue epidemie di tifo, specialmente nel campo di Auschwitz che trovandosi in una zone paludosa era più soggetto alle epidemie. La grande quantità di Zyklon-B, gas usato per disinfettare, acquistata dai nazisti, che per gli storici sterminazionisti rappresenta una prova dello sterminio e delle gassazioni, serviva proprio a bloccare attraverso la disinfestazione di indumenti e stabilimenti il dilagare dell' epidemie. Queste morti non avevano niente a che fare con un progetto di sterminio e la dirigenza delle SS fu sempre particolarmente attenta a limitare le morti, anche con la costruzione di forni crematori per cremare i corpi di coloro che erano morti di tifo.

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  8. #18
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Il contesto storico dell' Olocausto
    Gli ebrei non si preoccupavano

    Nell' Europa la resistenza dei ghetti alle deportazioni fu minima o inesistente. Ciò dimostra che tutti gli ebrei nei ghetti erano all' oscuro del progetto della Soluzione Finale. Di tutti i treni che trasportavano gli ebrei nei campi di concentramento solo uno fu sabotato dalla resistenza belga. Riguardo all' insurrezione del ghetto di Varsavia, l' unica in tutto il periodo della guerra, fu provocata da pochi partigiani nell' aprile del 1943 dopo che nel marzo dello stesso anno erano cessate le deportazioni ad est. In America le associazioni ebraiche, come il Joint Distribution Committee, il World Jewish Congress, la Jewish Agency non parlarono mai di Olocausto. Queste organizzazioni avevano una fitta rete di rapporti in tutta Europa e avevano anche alcuni infiltrati nei campi di concentramento. Se nei campi di concentramento si perpetuava uno sterminio di massa sicuramente esse avrebbero dovuto mettere in guardia gli altri ebrei d' Europa.

    Gli ebrei si arruolarono nella Wermacht
    Brian Mark Rigg, professore dell' università di Kansas-City, quantificò in Hitler's Jewish Soldiers in 150.000 il numero di ebrei che servirono l' esercito di Hitler. Essi erano in parte veterani della prima guerra mondiale e che quindi secondo la conferenza di Wansee erano automaticamente arianizzati e non dovevano essere deportati, in parte discendenti da genitori o nonni ebrei che secondo le leggi razziste di Norimberga era ebrei per 1/2 o ebrei per 1/4. Essi erano "arianizzati" mediante il Deutschblütigkeitserklärung, uno speciale ordine spesso con la firma personale di Hitler che era una "dichiarazione di sangue tedesco". E' impossibile che un numero così alto di soldati ebrei, considerando che molti erano anche ufficiali, non abbia saputo niente di un programma di sterminio o che saputolo non lo abbia riferito a coloro che stavano per essere deportati.

    Gli alleati: i crimini nazisti come notizie truccate
    Gli alleati americani e britannici non parlarono mai ufficialmente di sterminio. Se ne fossero stati a conoscenza, lo avrebbero certamente riferito attraverso radio e giornali poichè questo fatto avrebbe costituito un forte incentivo alla resistenza partigiana, alla resistenza tedesca al Terzo Reich e avrebbe sancito una piena legittimazione dell' operato degli alleati che allora stavano combattendo per mettere fine a uno sterminio di massa. Anche se erano diffuse dicerie sui nazisti come propaganda di guerra a livelli ufficiali non si parlò mai di sterminio. Il I novembre 1943 gli Alleati pubblicarono la Dichiarazione sui crimini di guerra elencando e condannado i crimini dei nazisti nell' Europa occupata: nel rapporto non si fa menzione di un progetto di sterminio. Nel settembre 1942 Churchill parlando della persecuzione nazista nei confronti degli ebrei denunciò non lo sterminio ma gli orrori che "la deliberata separazione delle famiglie comporta". Roosvelt, basandosi sui rapporti del servizio di spionaggio americano, negava nel settembre del 1942, la realtà dei campi di concentramento come centri di sterminio di massa.

    La resistenza tedesca ad Hitler non diceva niente
    La resistenza tedesca ad Hitler era connotata da una forte opposizione all' antisemitismo viscerale dei nazisti. Essa aiutò molti ebrei ad emigrare dall' Europa occupata, e operava attivamente in funzione anti-nazista. Essa fu stroncata dopo il colpo di Stato e la tentata uccisione di Hitler nel 1944. Tutti questi oppositori interni al regime non vennero mai a conoscenza dello sterminio e se ne sarebbero venuti a conoscenza non avevano ragione per tacere. Se ci fosse stato uno sterminio la resistenza tedesca ne sarebbe venuta sicuramente a conoscenza e lo avrebbe comunicato agli alleati perchè i capo dei servizi segreti nazisti, l' Abwehr, erano Wilhelm Canaris e Oster, membri attivi della resistenza che tenevano continui contatti con il governo degli Stati Uniti.

    Il Vaticano e il rapporto della Croce Rossa: silenzio sullo sterminio e le camere a gas
    Il Papa Pio XII non parlò mai di sterminio. Se i Nazisti stavano perpetrando un piano di sterminio il
    Vaticano per via delle sue forti e radicate rappresentanze diplomatiche doveva necessariamente sapere. Ulteriore fatto a sostegno di questa tesi è il fatto che i campi di concentramento si trovavano principalmente in Polonia, Nazione interamente cattolica in cui la diplomazia vaticana era particolarmente attiva.
    Alla fine della guerra la Croce Rossa Internazionale pubblicò un rapporto in tre volumi in cui documentava il suo operato in tutti i Paesi d' Europa durante la II guerra mondiale. Il rapporto dice che inviati della Croce Rossa potevano visitare i campi di concentramento tedeschi, i cui internati potevano ricevere pacchi dall' esterno. Infatti la Croce Rossa spediva verso tutto il sistema concentrazionario 9000 pacchi al giorno. Nel perido 1943-1945 furono spediti in tutto 1.112.000 pacchi per un totale di 4.500 tonnellate. Il rapporto della Croce Rossa non fa nessuna menzione di un progetto di sterminio e spiega le morti nei campi di concentramento negli ultimi anni di guerra come dovute “alla situazione caotica che si era venuta a creare durante gli ultimi mesi di guerra”(volume III pag.83). Dopo ciò ci fu una collaborazione ancora maggiore tra le autorità dei campi e della Croce Rossa. Il rapporto precisa anche che gli ebrei erano internati nei campi di concentramento come cittadini di uno Stato nemico. Considerato che la Croce Rossa svolgeva una attività capillare di controllo nei campi di concentramento tedeschi e considerata la sua storica imparzialità politica si capisce che il fatto che nel Rapporto alla fine della guerra non parli di un piano di sterminio o di camere a gas avvalora ulteriormente le tesi revisioniste.

    Conclusione
    Anche se non è una prova che ha valore indipendente dalle altre ricerche, il contesto storico dell' Olocausto porta seriamente a dubitare della realtà storica di quest' ultimo: gli ebrei non sapevano di un piano di sterminio e neanche le organizzazioni ebraiche fuori d' Europa. Gli Alleati possedevano foto dettagliatissime dei campi di concentramento, specialmente di Auschwitz, e quindi avrebbero potuto intervenire bombardando le installazioni delle camere a gas. Ulteriori silenzi importanti sono quelli del Vaticano e quelli della Croce Rossa, che era stata direttamente coinvolta per tutta la guerra nel controllo dei campi di concentramento.

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  9. #19
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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Il potere occulto: da dove nasce l’impunita’ di Israele?
    luglio 12, 2010 — ammiraglio61



    di Manuel Freytas*
    * es periodista, investigador, analista de estructuras del poder, especialista en inteligencia y comunicación estratégica.
    La grande complicità internazionale con i massacri periodici israeliani non si creano per paura di Israele ma per paura di quello che lo stato ebraico rappresenta. Israele è il simbolo più emblematico, la patria territoriale del sionismo capitalista che controlla il mondo senza frontiere dagli uffici direttivi di banche e corporazioni transnazionali. Israele è fondamentalmente la rappresentazione nazionale di un potere globale sionista, che è padrone dello Stato di Israele tanto quanto degli Stati Uniti e degli altri Stati con le loro risorse naturali e sistemi economico-produttivi. E che controlla il pianeta attraverso le banche centrali, le grandi catene mediatiche e gli arsenali nucleari militari.
    Il potere occulto
    Israele, è il più chiaro riferimento geografico del sistema capitalista transnazionalizzato che controlla dai governi ai sistemi economici produttivi e i grandi mass media, sia nei paesi centrali come nel mondo sottosviluppato e periferico.
    Lo Stato ebraico, al di là della sua incidenza come Nazione, è il simbolo più rappresentativo di un potere mondiale controllato nelle sue molle decisive da un gruppo minoritario di origine ebraica e conformato da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano le reti industriali, tecnologiche, militari, finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei 4 punti cardinali del pianeta.
    Con una popolazione di circa 7,35 milioni di abitanti, Israele è l’unico Stato ebraico del mondo.
    Ma quando parliamo d’Israele, parliamo prima di tutto di un disegno strategico di potere mondiale che lo protegge, interattivo e totalizzato, che si concentra attraverso una rete infinita di associazioni e vasi comunicanti tra il capitale finanziario, industriale e dei servizi che trasforma i paesi e governi in gerenze d’enclave.
    La lobby sionista che sostiene e legittima l’esistenza d’Israele, non è uno Stato nel lontano Medio Oriente, ma un sistema di potere economico planetario (il sistema capitalista) di banche e corporazioni transnazionali con ebrei dominando la maggioranza dei pacchetti azionari o egemonizzando le decisioni dei gerenti dai loro posti di direttori e esecutori.
    Chi si prende la briga di indagare i nomi dei membri dei direttivi o degli azionisti delle grandi corporazioni e delle banche transnazionali statunitensi ed europee che controllano dal commercio estero e interno fino ai sistemi economici produttivi dei paesi, sia centrali che “sottosviluppati” o “emergenti”, potrà facilmente verificare che (in una stupefacente maggioranza) sono di origine ebraica.
    I direttivi e gli azionisti delle prime trenta mega aziende transnazionali e banche (le più grandi del mondo) che sono quotati negli indici Dow Jones di Wall Street, sono principalmente ebrei.
    Megacorporazioni del capitalismo senza frontiere come Wal-Mart Stores, Walt Disney, Microsoft, Pfizer Inc, General Motors, Hewlett Packard, Home Depot, Honeywell, IBM, Intel Corporation, Johinson&Johnson, JP Morgan Chase, American International Group, American Express, AT & T, Boeing Co (armi), Caterpillar, Citigroup, Coca Cola, Dupont, Exxon Mobil (petrolifera), General Eletric, McDonald’s, Merck & Co., Protecter & Gamble, United Technologies, Verizon, sono controllate e/o dirette da capitali e persone di origine ebraica.
    Queste corporazioni rappresentano la creme de la creme dei grandi consorzi transnazionali ebraicoo-sionisti che, attraverso la lobby esercitata dalle ambasciate statunitensi ed europee, dettano e condizionano la politica mondiale ed il comportamento di governi, eserciti o istituzioni mondiali ufficiali e private.
    Sono i proprietari invisibili del pianeta: quelli che guidano i paesi e i presidenti con un telecomando, come se fossero burattini di ultima generazione.
    Coloro che ricercano con questo stesso criterio, inoltre, i mass media, l’industria culturale o artistica, associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sociali, fondazioni, organizzazioni professionali, ONG, sia nei paesi centrali come periferici, si sorprenderà della notevole incidenza di persone di origine ebraica nei posti decisionali più alti.
    Le tre catene televisive principali degli USA (CNN, ABC, NBC e Fox), i tre giornali principali (Wall Street Journal, New York Times e Washington Post) sono controllati e guidati (attraverso il pacchetto azionario o di famiglie) da gruppi lobbisti ebrei, principalmente newyorkesi.
    Allo stesso modo come le tre più influenti riviste (Newsweek, Time e New Yorker) e consorzi egemonici d’Internet come la Time-Warner (unitasi con America online) o Yahoo!, sono controllati da direttori e capitale ebraico che opera a livello delle reti e conglomerati allacciati ad altre aziende.
    Colossi del cinema di Hollywood e dello spettacolo come Walt Disney Company, Warner Brothers, Comlumbia Pictures, Paramouth, 20th Century Fox, tra gli altri, formano parte di questa rete interattiva del capitale sionista imperialista.
    La concentrazione del capitale mondiale in mega-gruppi o mega-compagnie controllate dal capitale sionista, in una proporzione schiacciante, rende possibile le decisioni planetarie di ogni tipo, nell’economia, nella società, nella vita politica, nella cultura, ecc. e rappresenta l’aspetto più caratterizzante della globalizzazione imposta dal potere mondiale del sistema capitalista imperiale.
    L’obiettivo centrale espansivo di questo capitalismo sionista
    transnazionalizzato è il controllo e il dominio (attraverso guerre di conquista o “sistemi democratici”) delle risorse naturali e dei sistemi economico-produttivi, in un’azione che i suoi sostenitori e teorici chiamano “politiche di mercato”.
    Il capitalismo transazionale, su scala globale, è il proprietario degli stati e delle loro risorse e sistemi economico-produttivi, non soltanto del mondo dipendente, ma anche dei paesi capitalisti centrali. Così i governi dipendenti e centrali sono gerenze d’enclave (di sinistra o di destra) che con varianti discorsive realizzano lo stesso programma economico e le stesse linee strategiche di controllo politico e sociale.
    Questo capitalismo transnazionale “senza frontiere” della lobby sionista che sostiene lo Stato d’Israele si basa su due pilastri fondamentali:
    * la speculazione finanziaria informatizzata (con base territoriale a Wall Street) e la tecnologia militare-industriale di ultima generazione (la cui massima espressione di sviluppo si concentra nel Complesso Militare Industriale degli USA).
    La lobby sionista internazionale, sulla quale si basano i pilastri esistenziali dello Stato d’Israele, controlla dai governi, eserciti, polizia, strutture economico produttive, sistemi finanziari, sistemi politici, strutture tecnologiche e scientifiche, strutture socio-culturali, strutture mediatiche internazionali, fino al potere della polizia mondiale fondato sugli arsenali nucleari, i complessi militari industriali e gli apparati di dispiegamento militare degli USA e delle potenze centrali.
    Questo potere, e non lo Stato d’Israele, è ciò che temono i presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che tacciono o deformano giornalmente i genocidi d’Israele in Medio Oriente, intimoriti dal rimanere sepolti a vita sotto la lapide dell’”antisemitismo”.
    La Lobby imperiale
    La lobby sionista pro-israeliana, la rete del potere occulto che controlla la Casa Bianca, il Pentagono e la Federal Reserve, non prega nelle sinagoghe ma nella Cattedrale di Wall Street. Un dettaglio di cui tener conto, per non confondere la religione con il mito e l’affare. Quando si riferiscono alla lobby sionista (che chiamano lobby pro-israeliana) la maggior parte degli esperti ed analisti parlano di un gruppo di funzionari e tecnocrati, nelle cui mani c’è il disegno e l’esecuzione della politica militare nordamericana.
    A questa lobby di pressione viene attribuito l’obiettivo strategico permanente di imporre l’agenda militare e gli interessi politici e geopolitici del governo e lo Stato d’Israele nella politica estera degli USA. Come definizione, la lobby pro-israeliana, è una gigantesca macchina di pressione economica e politica che opera simultaneamente in tutte le fasce del potere istituzionale statunitense: la Casa Bianca, il Congresso, il Pentagono, il Dipartimento di Stato, la CIA e agenzie della comunità dell’intelligence, tra i più importanti.
    Per mezzo dell’uso politico del suo potere finanziario, della sua strategica posizione nei centri decisionali, i gruppi finanziari della lobby esercitano un’influenza decisiva nella politica interna e estera degli USA, la prima potenza imperiale, oltre al suo ruolo dominante nel finanziamento dei partiti politici, dei candidati presidenti e dei congressisti. A livello imperiale, il potere finanziario della lobby si esprime principalmente attraverso la Federal Reserve degli USA, un organismo chiave per la concentrazione e la riproduzione del capitale speculativo a livello planetario.
    Il cuore della lobby sionista statunitense è il potente settore finanziario di Wall Street che ha implicazioni dirette e la partecipazione alla nomina di funzionari chiave del governo degli Stati Uniti e organi di controllo della politica monetaria e degli enti creditizi (nazionali e internazionali) con sede in Washington e New York.
    Gli organismi economico finanziari internazionali come la OCDE, la Banca Mondiale, il FMI, sono sotto diretto controllo delle banche centrali e dei governi degli USA e delle potenze controllate dalla lobby sionista internazionale (Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone tra le più importanti).
    Organizzazioni e alleanze internazionali come l’ONU, il Consiglio di Sicurezza e la NATO sono controllati dall’asse sionista USA-UE, le cui potenze centrali sono quelle che garantiscono l’impunità degli stermini militari d’Israele in Medio Oriente, come è successo con l’ultimo massacro degli attivisti solidali con il popolo di Gaza.
    Le principali istituzioni finanziarie della lobby (Goldman Sachs, Morgan Stanley, Lehman Brothers, ecc) e le banche principali (Citigroup, JP Morgan, Merrill Lynch, ecc) influiscono in modo decisivo alla nomina dei titolari della Federal Reserve, il Tesoro e la segretaria del Commercio, oltre ai direttori della BM e del FMI.
    Il mito dell’ ”antisemitismo”
    Questo fenomeno di “potere capitalista mondiale” ebraico, e non Israele, è cioò che temono presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che evitano puntigliosamente di condannare o nominare nei giornali i genocidi militari di Israele a Gaza, ripetendo quello che hanno già fatto durante il massacro israeliano in Libano nel 2006. La grande complicità internazionale con i periodici massacri israeliani non si creano per paura dello Stato d’Israele ma per paura di quello che lo Stato d’Israele rappresenta.
    Non si tratta d’Israele, uno Stato sionista in più, ma del “Grande Israele”, la patria del giudaismo mondiale (con territorio rubato ai palestinesi), della quale tutti gli ebrei del mondo si sentono i suoi figli prodigi sparsi nel mondo. Non si tratta d’Israele ma delle potenti organizzazioni e comunità giudaiche mondiali che hanno appoggiato in toto il genocidio militare d’Israele su Gaza, che usano il loro potere e “scala di prestigio” (costruita attraverso la loro vittimizzazione storica dell’Olocausto) per trasformare in un lebbroso sociale chi osa criticare o alzare la voce contro lo sterminio militare israeliano a Gaza.
    I governi del mondo capitalista, i giornalisti, intellettuali, organizzazioni sindacali e sociali non hanno paura d’Israele, ma della loro lapidazione sociale come “antisemiti” ( parola con cui viene chiamato chi sfida e/o denuncia il sionismo ebreo).
    Non temono lo Stato d’Israele ma ai figli d’Israele camuffati nei grandi centri decisionali del potere mondiale, principalmente economici- finanziari e mediatico-culturali.
    I politici, intellettuali e giornalisti del sistema non temono Israele ma temono i mass media, organizzazioni e aziende ebraiche e la loro influenza sui governi e processi economico-culturali del sistema sionista capitalista esteso in tutti i paesi su scala planetaria.
    In definitiva temono che le aziende, università, organizzazioni, fondazioni internazionali sioniste che finanziano e o promuovono la loro promozione e posti nel macchinario del sistema li dichiarino “antisemiti” e li lascino senza lavoro, senza vacanze e senza pensione.
    Questa è la ragione principale che spiega perché gli intellettuali, accademici e giornalisti del sistema vivono rimuginando analisi intelligente della “realtà” politica, economica e sociale senza la presenza della parola Ebreo o del sistema capitalista che paga per i loro servizi.
    Sebbene c’è un gruppo di intellettuali e di militanti ebrei di sinistra (tra di essi Chomsky e Gelman) che hanno condannato e ha protestato contro il genocidio israeliano a Gaza, la stragrande maggioranza delle comunità ebraiche e delle organizzazioni a livello globale ha sostenuto esplicitamente la macellazione di civili a Gaza, sostenendo che si trattava di una “guerra al terrorismo”.
    Nonostante Israele non ha invaso né abbia perpetuato un genocidio militare a Gaza con la religione ebraica ma con aerei F-16, missili, bombe a grappolo, elicotteri Apaches, carri armati, artiglieria pesante, navi, sistemi informatici, e di una strategia ed un piano di sterminio militare su vasta scala chi questiona tale massacro è condannato come “antisemita” dal potere ebraico mondiale distribuito nel mondo.
    Le campagne di denuncia di antisemitismo con le quali Israele e le organizzazioni ebraiche cercano di neutralizzare le critiche contro il massacro, affrontano la questione come se il sionismo ebraicoo (sostegno dello stato d’Israele) fosse una questione “razziale” o religiosa, e non un sistema di dominio imperiale che include interattivamente il piano economico, politico, sociale e culturale, superando la questione della razza o dei credo religiosi.
    La Lobby sionista non controlla il mondo con la religione: lo controlla con le banche, transnazionali, egemonia sui sistemi economici- produttivi, controllo sulle risorse naturali, controllo della rete informatica, e della manipolazione mondiale, e il controllo dei valori sociali attraverso la pubblicità, la cultura ed il consumo standardizzato e globalizzato dei mass media.
    In definitiva, la lobby ebraica non rappresenta nessuna sinagoga né espressione razziale, ma è la struttura che controlla il potere mondiale attraverso il controllo sui centri economici finanziari e di decisione strategica del sistema capitalista diffuso come “civiltà” unica.
    Prima della religione e la razza, la lobby sionista e le sue reti si muovono da un’ideologia politica funzionale: il sionismo capitalista- imperiale che antepone il mercato, la concentrazione di ricchezza, la “politica degli affari”, a qualsiasi filosofia che sfiori le nozioni del “bene “ e del “male” intesi dentro i parametri sociali.
    Quindi: Cosa intendono quando parlano di “antisemitismo” o di “anti-giudaismo religioso”?
    Su quali parametri di riferimento si basa la condizione di antisemita?
    Chi è antisemita?
    Chi critica gli ebrei per la loro religione o per la loro razza nelle società mondiali?
    Al massimo, gli ebrei, come è comprovato nella realtà sociale di qualsiasi paese, non sono criticati per la loro religione o condizione razziale ma per il loro attaccamento eccessivo allo status del denaro (coltivato anche per altre collettività) e all’integrare strutture o gerarchie di potere dentro un sistema ingiusto di oppressione e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, come lo è il sistema capitalista.
    Salvo gruppi minoritari di fanatici e razzisti che rappresentano solo se stessi nella società (ad eccezione dei nazisti tedeschi ed alcune eccezioni) quasi mai c’è stata una “persecuzione religiosa o razziale” dell’ebreo, ma c’è stata un’associazione dell’ebreo con il “peggior volto del capitalismo”, rappresentato nel sistema economico-finanziario speculativo.
    In sintesi
    La lobby sionista che protegge lo Stato d’Israele (da destra e sinistra) è conformata da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano nelle reti industriali tecnologiche militari finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei quattro punti cardinali del pianeta.
    Le sue reti si esprimono attraverso una moltitudine di organizzazioni dedicate a promuovere l’attuale modello globale, tra le quali si contano principalmente: The Hudson Institute, The RAND Corporation, The Brookings Institution, The Trilateral Commision, The World Economic Forum, Aspen Institute, American Enterprise Institute, Deutsche Gesellschaft für Auswärtigen Politik, Bilderberg Group, Cato Institute, Tavestock institute, e il Carnegie Endowment for International Peace e altri.
    Tutti questi think tank o “banca di cervelli” riuniscono i migliori tecnocrati, scienziati e studiosi nei loro rispettivi campi, i laureati delle università degli Stati Uniti, in Europa e nel mondo.
    La lobby non risponde solo allo Stato d’Israele (come affermano gli analisti di “destra” dei neocon) ma ad un potere mondiale sionista che è il proprietario dello Stato d’Israele tanto quanto dello Stato nordamericano e del resto degli Stati con le loro risorse naturali e sistemi economico-produttivi.
    La lobby non è soltanto alla Casa Bianca ma comprende tutti i livelli delle operazioni del capitalismo su scala transnazionale, il cui disegno strategico di grandi teste charmans e dirigenti di banche e società multinazionali che fanno parte del Washington Consensus e condividere il pianeta come una torta. Né la sinistra né la destra partitica parlano di questo potere “totalizzato” per il semplice motivo che tutte e due sono fuse (a modo di alternative falsamente scontrate) ai programmi e strategie del capitalismo transnazionale che controlla il pianeta.
    Di conseguenza, e mentre non si articola un nuovo sistema di comprensione strategica (una “terza posizione” rivoluzionaria del sapere e della conoscenza) il potere mondiale che controlla il pianeta continuerà a perpetuarsi nelle false opzioni di “sinistra” e di “destra”.
    E la lobby ebrea di “destra” dei repubblicani conservatori continuerà a succedere alla lobby ebraicaa di “sinistra” dei democratici liberali in una continuità strategica avente le stesse linee guida dell’Impero sionista mondiale.
    E i massacri dello Stato d’Israele continueranno, come in passato, impunite e protette dalle strutture del sistema del potere mondiale sionista capitalista che lo considera come la “sua patria territoriale”.
    fonte

    Il potere occulto: da dove nasce l
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

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    Predefinito Rif: Il bavaglio prossimo venturo

    Il processo di Norimberga
    I rivoluzionari principi giuridici di Norimberga

    Nel 1946 le potenze vincitrici portarono a giudizio a Norimberga 22 tra le più importanti figure del Terzo Reich. Il processo finì con la condanna a morte per pochi gerarchi e una pena detentiva per tutti gli altri (quasi tutti uscirono alla fine degli anni 50).
    Il processo fu però parziale e non seguì le regole del diritto anglo-sassone.
    L' articolo 19 dello statuto del processo firmato a Londra l' 8 agosto 1945 proclamava che "Il Tribunale non sarà regolato dalle tecniche relative all' amministrazione delle prove". L' articolo 21:" Il Tribunale non esigerà che siano dimostrati i fatti di notorietà pubblica ma gli acquisirà come prove". In sostanza secondo l' articolo 19 i giudici potevano accettare le prove che volevano e rigettarne altre non in base a criteri stabiliti di veridicità ma in base alle proprie decisioni libere da ogni legge; l' articolo 21 parlava di fatti notori, ma non precisava la definizione. L' accusa di Olocausto diventò presto un fatto notorio e su cui quindi non si dovevano svolgere ulteriori indagini. In generale tutto il processo si basò su una legislazione “ex post facto”, cioè su un insieme di leggi e di crimini che furono creati apposta per il processo: tutto ciò contrastava con la prassi del diritto anglosassone che prevedeva la norma “Nulla poena sine lege”.

    I nazisti sì, tutti gli altri no
    La parzialità del processo è dimostrata anche dal fatto che i nazisti furono condannati per crimini per i quali dovevano essere condannati anche gli Alleati e i Russi. Lo statuto conteneva anche i principi giuridici su cui si basavano i processi di Norimberga. I nazisti furono condannati per azioni indicate come crimini nella sezione II articolo 6: crimini contro la pace(l' invasione della Polonia) e crimini contro l' umanità(lo sterminio) e per crimini di guerra. I nazisti furono però i soli a comparire come imputati davanti al tribunale internazionale. Russi e Alleati in realtà avevano commesso gli stessi crimini dei nazisti però non comparirono mai davanti ad un processo per le loro azioni di guerra: l' invasione russa della Polonia rientrava nella giurisdizione di crimine contro la pace come la spedizione Stratford in Norvegia di Francia e Inghilterra(che violava anche la sovranità territoriale della Norvegia); i bombardamenti a tappeto da parte degli Alleati delle città italiane e tedesche erano crimini di guerra come definito nella Sezione II articolo 6b. Infine le bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki e le rappresaglie sovietiche come il massacro di 15000 ufficiali dell' esercito polacco erano certamente crimini contro l' umanità.

    Norimberga 1946- Abu Ghraib 2004
    Ai processi di Norimberga, e specialmente ai processi che si tennero prima nel campo di Dachau contro i nazisti, gli inquisitori usarono diffusamente la pratica della tortura. I metodi di tortura più usati furono percosse, calci, specialmente ai testicoli (139 tedeschi processati non poterono guarire dalle percosse), privazione del sonno e del cibo, segregazione in celle buie, colpi con sbarre di ottone o manganelli, spesso anche le famiglie degli accusati venivano private della tessera delle razioni. Questi metodi furono confermati da 2 giudici Americani: Kenneth Royall, che guidò una commissione per giudicare gli abusi contro i prigionieri e dal colonnello A.H. Rosenfeld che se ne vantava.
    Il famoso sapone prodotto dai nazisti. Riconosciuto universalmente un falso fu prodotto come prova a Norimberga.

    Conclusione
    La maggior parte delle accuse peggiori per i nazisti furono create a Norimberga. Il processo ebbe solo la parvenza di un tribunale internazionale ma in realtà fu monopolizzato da Americani e Russi e da molti giudici di fede ebraica, che non condussero un processo equo. Sebbene fossero state ascoltate solo 300 persone al processo furono prodotte diverse centinai di migliaia di documenti. L' accusa praticò diffusamente la tortura. Per stessa affermazione dei giudici lo scopo del processo non era stabilire la colpevolezza ma stabilire solo il tipo e la durata della pena. Tutto ciò è un elemento in più per dubitare della cifra di 6 milioni fornita come prova al processo.

    www.ilras.tk - Revisionismo olocaustico
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

 

 
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