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  1. #1
    Figlio di Kālī
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    Predefinito Tipologie umane secondo i Tantra

    In un interessante thread ancora in corso in un altro forum, un utente mi ha fornito un ottimo spunto per aprire una discussione circa le differenti tipologie umane descritte dai Tantra. Come molti di voi sapranno il Samkhya ha esposto la dottrina dei tri-guna, ossia le tre qualità fondamentali della materia: tamas, rajas, e sattwa. Tamas è traducibile come inerzia o pesantezza, rajas come dinamismo o turbolenza, sattwa come equilibrio o purezza. Tutti gli uomini sono costituiti dalla stessa identica sostanza primordiale (Prakriti-shakti), tuttavia differenziano tra loro in base alle diverse proporzioni dei tre guna che ne caratterizzano il temperamento, di conseguenza esistono individui tamasici (pashu), individui rajasici (vira) e individui sattwici (divya). Il pashu è l'individuo "animale" in cui predominano i bassi istinti (secondo la Tradizione egli è il tipo umano del kali yuga), il vira è il tipo "eroico" caratterizzato dal temperamento virile, audace e guerriero, mentre il divya è il tipo "divino" caratterizzato da purezza, equilibrio interiore e saggezza. Bisogna ricordare però che in ognuno di questi tre tipi umani si tratta soltanto del predominare di un determinato guna, poichè gli altri due sono comunque presenti.

    Come ho già avuto modo di scrivere altrove, il pashu è il tipo umano fortemente legato ai pasha, i vincoli, (dal verbo pash, legare) che lo tengono appunto legato come una bestia (difatti pashu letteralmente vuol dire bestiame). Il Kularnava Tantra di questi vincoli ne indica otto: shila (moralità convenzionale), varna (casta), lajja (vergogna), kula (famiglia), bhaya (paura), moha (delusione), ghrina (disgusto) daya (benevolenza inferiore), egli è dunque secondo la Tradizione un individuo schiavo del mondo, che vede solo ciò che è "esterno a lui" e in un'ottica assai limitata. Esistono comunque anche diverse tipologie di pashu, vi sono individui che possono essere "più pashu di altri" e vi sono pashu che nel corso della loro vita possono aspirare a diventare dei vira, potendo elevarsi dunque ad un livello superiore e a sua volta un vira può elevarsi al più nobile dei livelli che è quello del divya.

    Il vira è uno stadio intermedio tra il pashu e il divya. E' un individuo guerriero predisposto ad azioni audaci ed eroiche, ha sciolto tutti gli otto pasha che lo tenevano prigioniero, non ha timori, è l'eroe che è riuscito ad uccidere la propria natura animale, egli è il tipo umano predisposto al percorso iniziatico del Vama Marg noto in occidente come Tantra della Mano Sinistra. La differenza tra il vira e il divya è nella turbolenza e nella forte passionalità; essendo il vira un individuo rajasico pur essendo di un livello superiore all'inerzia e alla pesantezza mentale del pashu non possiede quell'equilibrio e quella purezza che caratterizzano il divya. Anche all'interno della categoria dei vira esistono differenti "sotto-categorie", esistono difatti dei vira più vicini al livello del divya ed altri più vicini al livello del pashu, inoltre ognuno di essi può riuscire ad elevarsi al livello superiore.

    Il divya è l'individuo sattwico, egli è un uomo in cui dominano purezza, saggezza e equilibrio. La sua natura gli consente di accedere ad una ritualistica superiore, ossia dei sadhana che i pashu e i vira non possono praticare. I Tantra affermano che la natura del divya è la natura superiore all'interno della specie umana ma anche i divya (come i pashu e i vira) possono essere divisi in diverse categorie, vi sono infatti divya più vicini alla perfezione e divya più vicini allo stato di vira. Il tipo di divya più elevato è quello in cui rientrano i grandi Yoghi, essi sono liberi da ogni tipo di rituale, poichè non ne hanno alcun bisogno, mentre i divya di classi inferiori sono sotto alcuni aspetti molto simili ai vira, pur avendo un temperamento più puro; queste classi di divya necessitano di determinati sadhana, alcuni molto simili (o addirittura gli stessi) praticati dai vira.

    Vorrei scrivere ancora ma il computer serve a mio fartello, magari approfondiremo in seguito
    Ultima modifica di Zed; 08-05-10 alle 16:14
    ...

    Chi coltiva un pensiero raccoglie un'azione, chi coltiva un'azione raccoglie un'abitudine, chi coltiva un'abitudine raccoglie un carattere, chi coltiva un carattere raccoglie un destino.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Interessante...avevo intenzione di chiedere delucidazioni in merito, grazie per averci pensato Zed...
    "Non posso lasciarti né obliarti: / il mondo perderebbe i colori / ammutolirebbero per sempre nel buio della notte / le canzoni pazze, le favole pazze". (V. Solov'ev)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    E ciascuno, osservandosi attentamente, può capire grosso modo a quale tipologia appartiene....interessante, no? :giagia:
    "Così penseremo di questo mondo fluttuante: una stella all'alba; una bolla in un flusso; la luce di un lampo in una nube d'estate; una lampada tremula, un fantasma ed un sogno:"
    (Sutra di diamante)

  4. #4
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    E ciascuno, osservandosi attentamente, può capire grosso modo a quale tipologia appartiene....interessante, no? :giagia:
    ecco....non siamo d'accordo

    chi è severo con se stesso tenderà a sottovalutarsi.....ed altri si sopravvaluteranno....è estremamente difficile osservare se stessi limpidamente
    Non ho princìpi, l’adattabilità a tutte le cose è i miei princìpi

  5. #5
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    la questione è trattata dettagliatamente da Frithjof Schuon in Caste e Razze

  6. #6
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Nella sua prefazione all'Inno a Kali, A. Avalon - sir J. Woodroffe,

    http://http://www.sacred-texts.com/tantra/htk/index.htm

    parlando dei riti descritti nel testo, sostiene che:
    Questa Vīrācāra è per la classe dei sādhaka che sono vīrabhāva (che hanno già conseguito un determinato grado nel conseguimento della realizzazione iniziatica) ed abhişikta (unti, consacrati).
    A quelli che seguono il paśvācāra, questo rituale è vietato severamente.
    Al Paśu, è proibita la Sadhana di notte, costui, come indica la Śākta-sādhana, adori col Pañcatattva. Il Paśu è legato dai pāśa (vincoli) del desiderio ecc., per questo non è adatto per l'adhikārî.
    .............
    Il vīra è l’eroe, colui che non ha bisogno di nulla ma che trascina gli altri con la sua determinazione, il Re per diritto divino, mediatore cosciente tra il divino e l’umano. Il Paśu è l’uomo normale, che deve lavorare per vivere. Essere Divya, Vīra o Paśu non è un diritto di nascita né un ritenersi tali per una più o meno motivata autostima, indica solo il raggiungimento del relativo grado di conoscenza iniziatica. Lo stotra ribadisce molto chiaramente che la pratica di certi rituali è seriamente sconsigliata per chi non abbia raggiunto un determinato stadio nella realizzazione spirituale.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    I testi tantrici affermano che nel Kali Yuga la stragrande maggioranza degli individui che popolano il pianeta è composta da pashu, ci sono anche alcuni testi (come il Jnana-Tantra) che affermano addirittura che "nell'era kali non esiste vira-bhava nè divya-bhava" dunque l'unica bhava (qualificazione umana) esistente sarebbe quella del pashu. Ad ogni modo bisogna tener presente che il pashu non è necessariamente un essere "malvagio" nè tantomeno è da considerarsi sotto tutti gli aspetti "inferiore" rispetto ad un vira: un pashu può essere anche un uomo intelligentissimo e abilissimo ma indissolubilmente legato ai pasha che lo rendono schiavo del mondo. Comunque il Nitya Tantra e il Pichchhila Tantra descrivono bene la natura del pashu-bhava, o meglio, delle differenti tipologie di pashu.
    Ultima modifica di Zed; 08-01-10 alle 19:18
    ...

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Riporto integralmente un brano dallo Yoga Vasishtha:

    «Ci sono sette stadi di jnana, i sette jnana-bhumika. Dapprima la conoscenza del Sé (jnana) dev'essere sviluppata con lo studio profondo delle sacre Scritture che trattano l'Atma-jnana, o mediante l'associazione con i saggi e compiendo azioni virtuose senza desiderarne i frutti.
    Questo desiderio buono forma il primo bhumika o stadio del jnana. Ciò irrigherà la mente con le acque della discriminazione e la proteggerà.
    In questo stadio si svilupperà la non attrazione o indifferenza verso gli oggetti dei sensi. Il primo stadio è la base di tutti gli altri; da esso si raggiungono i prossimi due: vicharana e tanumanasi.
    Il costante Atma-vichara (ricerca dell'Atman) forma il secondo stadio; il terzo è tanumanasi, che si ottiene con la coltivazione di una speciale indifferenza verso gli oggetti. La mente diventa sottile come un filo,da cui il nome tanumanasi. Tanu significa filo; si ha uno stato di mente simile a un filo. Il terzo stadio è conosciuto anche col nome asanga bhavana.
    In questo stadio l'aspirante è libero da ogni attrazione. Se qualcuno muore nel terzo stadio, rimarrà nel cielo per lungo tempo e si reincarnerà di nuovo sulla terra come jnani. I primi tre stadi possono essere inclusi nello stato di veglia (jagrat).
    Il quarto stadio è sattwapatti. Esso distruggerà tutti i vasana alla radice e può essere incluso nello stato di sogno (swapna). Il mondo appare come un sogno. Quelli che hanno raggiunto il quarto stadio guarderanno tutte le cose dell'universo con occhio equanime.
    Il quinto stadio è asamasakti: c'è un perfetto non-attaccamento agli oggetti del mondo. Non c'è upadhi o veglia o sogno in questo stato. Questo è lo stadio della jivanmukti, in cui c'è l'esperienza dell'Ananda-swarupa (l'eterna beatitudine di Brahman) piena di pura jnana. Questo stadio si fa rientrare nel sushupti (sonno senza sogno).
    Nel sesto stadio, padarthabhavana, si ha la conoscenza della Verità.
    Il settimo stadio è il turiya (il quarto) o stato di supercoscienza. Questo è il moksha, conosciuto anche col nome di turiyatita. Non ci sono sankalpa. Tutti i guna (qualità della natura) scompaiono. Questo è oltre la portata della mente e della parola.
    Videhamukti o la liberazione senza corpo si ottiene nel settimo stadio.
    Un jivanmukta è libero da egoismo, desideri, guna e attaccamento; ha visione equanime, assapora la pace perfetta e la beatitudine eterna; perciò non sarà mai afflitto nella mente. Sia egli impegnato nel mondo o ritirato, sia che viva con una famiglia o conduca vita solitaria, l'uomo che s'identifica con il Sé immortale o Brahman e che non ha niente da temere o di cui preoccuparsi o spiacersi è considerato liberato in questa stessa vita. Colui che si conosce come senza inizio e senza fine, privo di decadenza e morte, essendo della stessa natura della pura Coscienza, rimane sempre calmo e composto in se stesso e niente può causargli dolore. Chi si libera della conoscenza tipo 'questo sono io', 'quello è un altro', 'questo è mio' e 'quello è di un altro', ottiene presto la conoscenza del Sé
    Ultima modifica di euvitt; 08-01-10 alle 20:32
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  9. #9
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Secondo voi questa tripartizione (pashu, vira, divya) può essere correlata al concetto di uomini ilici, psichici e pneumatici?

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
    E ciascuno, osservandosi attentamente, può capire grosso modo a quale tipologia appartiene....interessante, no? :giagia:
    E chissà come mai nessuno crederà di essere un pashu ma si illuderà di essere un vira se non addirittura un divya :gluglu:
    Ultima modifica di ferro da stiro; 08-05-10 alle 16:01

  10. #10
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    Predefinito Rif: Tipologie umane secondo i Tantra

    Citazione Originariamente Scritto da Zed Visualizza Messaggio
    Come ho già avuto modo di scrivere altrove, il pashu è il tipo umano fortemente legato ai pasha, i vincoli, (dal verbo pash, legare) che lo tengono appunto legato come una bestia (difatti pashu letteralmente vuol dire bestiame). Il Kularnava Tantra di questi vincoli ne indica otto: shila (moralità convenzionale), varna (casta), lajja (vergogna), kula (famiglia), bhaya (paura), moha (delusione), ghrina (disgusto) daya (benevolenza inferiore)
    Non prendo sul serio nessuna moralità convenzionale, non appartengo a nessuna particolare casta, non provo vergogna di nulla e per nulla (sin vergüenza proprio), col concetto di famiglia non voglio avere niente a che fare, non ho più o meno timore di niente, non conosco la delusione (dovrei prima illudermi), quello che disgusta altri non mi turba, e la benevolenza non so cosa sia. Cosa posso fare per diventare pashu, maestro?
    Ultima modifica di Lord Enlil; 09-05-10 alle 18:54

 

 
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