

Figliolo, lei è un asino...
(D.Pastorelli, cit.)


Non puoi ripetere qui i "ragionamenti" che fanno in USA , o Canada , o Australia , per citare paesi dove esistono spazi immensi di territorio disabitato , risorse non sfruttate , dove costriscono i "mall" (centri commerciali) , e non sanno come riempirli di gente , e pertanto chiunque arrivi è il benvenuto.
Il paese è sovrappopolato , cementificato e asfaltizzato all'inverosimile.
E' stato distrutto il paesaggio , è uno dei "prezzi" pagati a uno sviluppo (per modo di dire) non ben pensato da una classe politica pessima....
Certo , i problemi ci sono , ma non si risolvono con ricette semplicistiche , dietro le quali però potrebbero esserci problemi anche maggiori di quelli che si vogliono risolvere.
vedi , per dire , la sempre maggiore massa di immigrati , fatti entrare qui con le politiche buoniste negli anni '90 del secolo scorso , e che ora , disoccupati e con la numerosa prole fatta venire con i "ricongiungimenti" bussa lle porte dei comuni chiedendo assistenza.
Io , sinceramente , darei a quella gente (immigrati ) l'indirizzo delle ville e dei palazzi romani dove vivono quei politici , giornalisti , intellettuali radical chic che per decenni hanno parlato di "necessità" di una società multietnica , a prescindere dalle effettive esigenze di manodopera.
E che andassero lì , in cerca di ospitalità nelle grandi dimore , cibo e quant'altro.....


guarda che questi mica ci credevano alle cavolate che
propinavano all'opinione pubblica;
si trattava solo di servizi resi a pagamento, pronti a dire
esattamente il contrario, nel caso in cui le lobbies che
impongono l'immigrazione senza freni, ritenessero i loro
interessi coincidenti con un paese senza immigrati.
prepariamoci anche a questo e vedrai quante belle
e convincenti spiegazioni, saranno capaci di trasmettere
all'opinione pubblica i nostri eroi.
si tratta insomma di coerenza;
per il vil denaro naturalmente.


Premesso che io non grido alla xenofobia, ma semmai la ritengo un fenomeno collaterale, nella fattispecie esistono fenomeni sociologici.
La nostre donne gli piace uscire la sera, non fare un nulla e fare le strafighe a 40 50 anni, mentre nei paesi esterni, ma la cosa sta cambiando anche li, è normale sposarsi a 20 anni.
La questione non dipende dal governo, ma dalla mentalità della gente, inteso ormai le cose stanno cambiando anche in paesi tadizionali come Iran, Algeria, Turchia, dove le giovani coppie fanno si e no 2 figli, contro i 4 o 5 dei loro genitori.
Rimangono l'Africa equatoriale e paesi molto arretrati come l'Afghanistan o situazioni di miseria e arretratezza come Palestina e Iraq, dove il figlio a 6-8 anni aiuta il papa nei lavori pesanti e quindi è utile.
Anche in Italia si faceva 6-8 figli nel XIX secolo.
E' il tipo di economia che determina la famiglia tipo.
grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.
la libertà avanza ...........


il dato riportato,nel post iniziale, sul calo demografico quasi irrilevante rispetto all'entità dell'immigrazione è semmai la riprova che non vi è correlazione fra i due fenomeni. Del resto paesi a più ampia densità dell'Italia hanno una percentuale di immigrati ben maggiori della nostra. Sono due fenomeni da discutere, comunque li si giudichi, sepaaratmente. Se proprio si volesse fare una correlazione, che sarebbe comunque piutrtosto audace, credo vada detto che gli immigranti vanno dove vi è reddito e popolazione, e questo vale sia per l'immigrazione con occupazione nell'industria o nei servizi alla persona , ma anche per quelli che non esercitano attività produttive, se non vi sono abitanti a chi uno va chiedere un aiuto?
Quanto al calo demografico sono favorevole per un ampio numero di ragioni e credo che si guardi troppoai problemi derivanti dallo stesso e troppo poco ai vantaggi dello stesso, più per motivazioni ideologiche e religiose che per serenità di analisi economica.
Ultima modifica di edera rossa; 22-10-10 alle 02:00
"E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini
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