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  1. #1
    the dark knight's return
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    Predefinito Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    FRONTE NORD

    AUTONOMISTI,IDENTITARI,ETNONAZIONALISTI



    simbolo:



    Zena, 16 maggio 2009

    Il Fronte Nord è un partito pirriano di uomini e donne che credono nell' Autonomia dei Popoli del Nord e nella loro Confederazione nello Stato Padano. Il partito non si riconosce nelle classificazioni giacobine destra e sinistra ed è per una nuova politica vicina al Popolo che è l'unico Sovrano.

    Le posizioni del Fronte Nord vanno ricercate nell' Autonomismo, nell' Identitarismo Libertario e nell' Etnonazionalismo ed Econazionalismo. Ci schieriamo contro l'attuale regime che sta vivendo il Popolo Padano occupato da una forza straniera che gli nega la capacità di decidere e agire liberamente, dipendendo dalla volontà dello stato centrale colonialista e aguzzino e ci auspichiamo che un giorno la Padania riuscirà a prendersi ciò che le è dovuto.

    Il nostro programma politico è semplice e riassumibile in nove semplici punti

    1-La lotta contro lo stato-nazione di matrice massonica e giacobina al fine di ridare vita alle millenarie Comunità Padane etnicamente omogenee e fondate sul Diritto del Sangue e del Suolo.

    2-La lotta contro l'immigrazione allogena extraeuropea

    3-La ferma opposizione alla massiccia immigrazione islamica

    4-La lotta contro il mondialismo multirazziale e la globalizzazione omologante

    5-La lotta contro la costituzione europea

    6-L'opposizione ferma per quanto concerne l'entrata della Turchia in Europa in quanto sarà l'inizio dell'islamizzazione delle nostre terre

    7-L' opposizione alla cittadinanza e quindi al voto agli immigrati

    8-La difesa delle Identità Nazionali Padane e delle millenarie Tradizioni spirituali,linguistiche, culturali e storiche delle Comunità Padane

    9-La volontà di voler costruire la Padania delle piccole Patrie Etniche in antitesi sia agli stati nazione che all' unione europea estranea e lontana frutto del disegno delle lobby finanziarie

    L'Etnonazionalismo è, dunque, quella corrente di pensiero politico secondo la quale ogni organismo statale dovrebbe avere come soggetto una popolazione il più possibile omogenea dal punto di vista etnico, culturale, linguistico, religioso. Si tratta dello Stato Etnico, il quale per sua natura è l'unico a cui vengono attribuite, a lunga scadenza, reali prospettive di stabilità. Secondo questa dottrina l’etnicità costituisce, pertanto, il criterio fondante della Nazione. Nella visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell’Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una confederazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Base del Pensiero Etnonazionalista è l'Idea Völkisch, che si sviluppò in Germania un secolo addietro.


    Il contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee


    Per capire appieno l’ideale etnonazionalista è indispensabile conoscere il pensiero völkisch. Un legame di popolo a livello biologico attraverso il Sangue e la Razza ed un mitico radicamento nel Suolo dell’Heimat, nell’idioma e negli usi e costumi trasmessi dalla Tradizione rappresentano il pensiero völkisch. La forza di tale pensiero risiede proprio nella profonda carica emotiva e passionale che era (è) capace di trasmettere. Unico e vero depositario dello spirito völkisch era ed è il contadinato, il quale vive in stretto contatto con la natura, da cui attinge quelle virtù d’integrità, genuinità, sincerità, amore per la famiglia, per la propria comunità etnonazionale che da sempre lo contraddistinguono. Da sempre, infatti, il mondo contadino si è levato a difesa di quei valori atavici, quali l’Identità etno-razziale, la Spiritualità e la Tradizione, che giacobini e massoni volevano (e vogliono) distruggere. Come afferma R.W. Darré in Neuadel aus Blut und Boden, l’uomo, considerato innanzi tutto nella dimensione biologica di portatore e custode nel suo Sangue di un prezioso patrimonio genetico, doveva realizzare la sua esistenza attraverso un’intima fusione con la terra. Egli doveva “come la pianta mettere radici nel suolo per prendere parte alla forza primigenia, eternamente rinnovatesi della terra”. “Vogliamo far diventare di nuovo il Sangue e il Suolo il fondamento di una politica agraria tedesca chiamata a far risorgere il “contadinato” e con ciò superare le idee del 1789, cioè le idee del liberalismo. Perché le idee del 1789 rappresentano una Weltanschauung che nega la razza, l’adesione al contadinato invece è il nucleo centrale di una Weltanschauung che riconosce il concetto di razza. Intorno al contadinato si scindono gli spiriti del liberalismo da quelli del pensiero völkisch”. Ecco perché noi etnonazionalisti völkisch incoraggiamo la rivalutazione del mondo contadino e rurale, promuovendo il ripopolamento delle aree di campagna e montagna. Noi contrapponiamo all’anonimo e grigio cittadino delle metropoli, privo di radici etniche e sprituali, e perciò cosmopolita, la “nobiltà” del contadinato, il mondo rurale ed agreste in cui s’incarnano e si plasmano in maniera organica i valori della Razza, del Sangue, dello Spirito e della Tradizione. Scrive a tal proposito Darré: «Gli abitanti delle grandi città trovano raramente, nella loro costante inquietudine, in mezzo al mare di pietre, un luogo con il quale si sentano intimamente legati. Ernst Hasse afferma giustamente: “La campagna è la patria dell’uomo in quanto individuo”. La città al contrario, a parte qualche rara eccezione, produce individui fatti in serie. Lavorare il suolo dei propri antenati, lottare con le forze della natura, curare le bestie e le piante nelle diverse stagioni, suscita una indiscutibile forza d’animo, quel “senso interiore” già menzionato che è come parte della natura stessa, radicato in questa e da questa creato. Il paesaggio agreste agisce così sull’anima, per ricevere a sua volta l’influenza della forza creatrice dell’uomo, quando quest’ultimo ha conservato il senso della razza. Dall’intimo vincolo con la terra che ne deriva, nasce una maniera d’agire e di comportarsi che dà all’uomo il suo posto in seno al suo popolo: infatti, proprio mediante quello che trae dal suolo la vera nobiltà serve la patria, il popolo e lo stato». «Darrè vedeva nel contadinato il nucleo razziale e culturale omogeneo per salvare dall’estinzione il popolo tedesco e le altre popolazioni di ceppo indoeuropeo: ”il senso di continuità e il legame con la propria stirpe viene trasmesso dalla terra”. Per questo si opponeva con ogni mezzo all’urbanesimo, pensando che l’idea nordica non poteva sopravvivere all’urbanizzazione: i contadini inurbati perdevano le loro radici ed erano irrecuperabili; il proletariato urbano per Walther Darrè altro non era che ‘spazzatura etnica’. Per questo doveva esserci un legame organico indissolubile fra terra, cultura, popolo e Stato». Questo scrive Gualtiero Ciola a proposito della Weltanschauung di Darrè. Bisogna ritornare ad una concezione che veda nella terra non più un bene economico legato solamente al puro valore di scambio, oggetto di transizioni commerciali, alienabile, passibile di vendita o di cessione, ma come materializzazione vivente dell’Ahnenerbe, dell’eredità ancestrale degli Avi, rappresentazione terrena di un luogo mitico ove gli Avi hanno impresso il proprio Sangue, la fedeltà alle proprie radici etniche ed alle proprie tradizioni.

    Riconosciamo l'importanza del Fèdèralisme intègral, radicale concezione del Federalismo elaborata in Francia,in quanto intendiamo a una sintesi tra le istanze libertarie e identitarie dell' individuo e l'autonomia della sua comunità politica , intesa come comunità autonoma di liberi individui.

    Ci riconosciamo nell'econazionalismo in quanto essere econazionalisti non è aderire ad un'ideologia, a un partito, a un'associazione specifica. Econazionalismo è il ritrovarsi negli aspetti tipici di noi, gente di Lombardia, Veneto, Liguria, Piemont, Insubria etc...: il buon senso nel quotidiano, la responsabilità delle proprie azioni, un'attenzione specifica per la terra su cui mettiamo i piedi, un sobrio orgoglio per il proprio popolo e la propria storia, l'impossibilità di restare con le mani in mano davanti ai problemi. Econazionalista è chi desidera svegliarsi un bel mattino e rivedere la sua terra più verde, più equilibrata, più vivibile non solo per l'uomo, ma per tutti i viventi che essa ospita; una terra dove sia normale che qualcuno osi soffermarsi davanti a una roccia, a un corso d'acqua, a un albero isolato, a una nuvola colta a spostarsi lenta nel cielo; una terra sottratta definitivamente alle mani sporche degli speculatori, dei politici ignoranti o interessati, di tutti coloro che ne vedono solo una fonte di guadagno; una terra dove ci si possa opporre all'abbattimento di un bosco "perché noi amiamo quel posto" e ciò sia abbastanza. Essere econazionalista significa credere che il retaggio culturale che ci proviene dalla Storia, la coscienza presente della propria identità, e il futuro delle nostre popolazioni siano strettamente connesse alla sopravvivenza dell'ambiente naturale, ovvero dello spazio reale e concreto in cui viviamo. Purtroppo il futuro della nostre terre è stato profondamente minato negli ultimi decenni, raggiungendo oggi il limite del punto di rottura, a causa dell'oblio delle proprie radici, della riduzione progressiva degli spazi naturali, dell'eccessivo sfruttamento del territorio, ormai sovrappopolato e cementificato, della mancata educazione a vivere in contatto con la propria Terra, della scarsa considerazione che noi abbiamo di noi stessi e del nostro Popolo. La filosofia da noi promossa si può chiamare eco-nazionalismo, e consiste nel maturare la coscienza secondo la quale, all'interno di un territorio (la Nazione), esiste interdipendenza fra ogni elemento vivente e non: ogni gesto compiuto nei confronti dell'ambiente presuppone la responsabilità delle conseguenze che esso produce. Pertanto il Fronte Nord, da econazionalista rifiuta il concetto di sviluppo sostenibile, che consiste puramente nel rimandare lo sfruttamento delle risorse al futuro, bensì ritiene che l'uomo abbia la facoltà di utilizzare le risorse della Terra, inclusa l'occupazione della sua superficie, entro quei limiti di buon senso che hanno sempre fatto parte della nostra cultura, e pertanto rifiuta la concezione per la quale i frutti della Terra sono a completa disposizione dell'uomo. A conseguenza di ciò riteniamo sia quindi necessario contrastare ogni ulteriore edificazione del territorio, e che anzi si inverta la rotta affinchè non solo si tutelino le aree naturali residue, ma se ne ripristino di nuove, con particolare attenzione ai corridoi ecologici; - che buona parte delle terre nordiche siano sovrappopolati, e che quindi la nostra Terra subisca ancora una terribile e insostenibile violenza a causa dei fenomeni migratori in corso, fenomeni che il territorio non è in più in grado di assorbire, fra l'altro riducendo a zero la possibilità che grandi masse di persone si integrino realmente nella cultura locale; - che il sistema delle infrastrutture sia congestionato a causa dell'elevato tasso di popolazione e dell'indiscriminato consumo del territorio, così come per la mancata pianificazione e per la scelta, tutta italiana, di preferire i trasporti su gomma rispetto ad altre soluzioni disponibili; a nostro parere la costruzione di nuove strade non risolve i problemi, ma nel migliore dei casi non sortisce alcun effetto o, al contrario, induce nuovo traffico a riversarsi per le strade, cui solitamente si accostano nuovi insediamenti commerrciali e industriali, instaurando un circolo vizioso mortale per l'ambiente naturale e la salute dell'uomo; - che i politici e gli amministratori che ancora sostengono lo sviluppo edilizio, infrastrutturale e demografico sono da fermare al più presto possibile, costituendo iniziative di protesta diffusa; - che le piante e gli animali della nostra Terra, nostri fratelli perché figli della stessa Madre, debbano avere i loro spazi naturali in cui vivere e riprodursi, come è sempre stato nella Storia, e che il diritto che alcuni uomini si arrogano di distruggere le loro aree vitali per le espansioni urbane è inaccettabile, irresponsabile e eticamente condannabile. Questo è il nostro pensiero, queste sono le fondamenti dell'econazionalismo.

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    forum: FRONTE NORD
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

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  2. #2
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    aderisco

  3. #3
    the dark knight's return
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler II Visualizza Messaggio
    aderisco
    Bene.

    Dato che eri in NR non ti faccio fare il periodo di prova e ti considero militante...non posso metterti però tra i fondatori.
    Ti invito ad iscriverti al forum privato per poter dire la tua sullo statuto e la carta dei valori...inoltre li faremo i congressi e tutto ciò che riguarda la vita di partito.
    Ti invito anche a dare un occhio a questo thread:
    http://forum.politicainrete.net/trad...tml#post169140

    dimmi cosa ne pensi e se vuoi lavorarci sopra
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  4. #4
    the dark knight's return
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    FRONTE NORD

    AUTONOMISTI,IDENTITARI,ETNONAZIONALISTI



    simbolo:



    Zena, 16 maggio 2009

    Il Fronte Nord è un partito pirriano di uomini e donne che credono nell' Autonomia dei Popoli del Nord e nella loro Confederazione nello Stato Padano. Il partito non si riconosce nelle classificazioni giacobine destra e sinistra ed è per una nuova politica vicina al Popolo che è l'unico Sovrano.

    Le posizioni del Fronte Nord vanno ricercate nell' Autonomismo, nell' Identitarismo Libertario e nell' Etnonazionalismo ed Econazionalismo. Ci schieriamo contro l'attuale regime che sta vivendo il Popolo Padano occupato da una forza straniera che gli nega la capacità di decidere e agire liberamente, dipendendo dalla volontà dello stato centrale colonialista e aguzzino e ci auspichiamo che un giorno la Padania riuscirà a prendersi ciò che le è dovuto.

    Il nostro programma politico è semplice e riassumibile in nove semplici punti

    1-La lotta contro lo stato-nazione di matrice massonica e giacobina al fine di ridare vita alle millenarie Comunità Padane etnicamente omogenee e fondate sul Diritto del Sangue e del Suolo.

    2-La lotta contro l'immigrazione allogena extraeuropea

    3-La ferma opposizione alla massiccia immigrazione islamica

    4-La lotta contro il mondialismo multirazziale e la globalizzazione omologante

    5-La lotta contro la costituzione europea

    6-L'opposizione ferma per quanto concerne l'entrata della Turchia in Europa in quanto sarà l'inizio dell'islamizzazione delle nostre terre

    7-L' opposizione alla cittadinanza e quindi al voto agli immigrati

    8-La difesa delle Identità Nazionali Padane e delle millenarie Tradizioni spirituali,linguistiche, culturali e storiche delle Comunità Padane

    9-La volontà di voler costruire la Padania delle piccole Patrie Etniche in antitesi sia agli stati nazione che all' unione europea estranea e lontana frutto del disegno delle lobby finanziarie

    L'Etnonazionalismo è, dunque, quella corrente di pensiero politico secondo la quale ogni organismo statale dovrebbe avere come soggetto una popolazione il più possibile omogenea dal punto di vista etnico, culturale, linguistico, religioso. Si tratta dello Stato Etnico, il quale per sua natura è l'unico a cui vengono attribuite, a lunga scadenza, reali prospettive di stabilità. Secondo questa dottrina l’etnicità costituisce, pertanto, il criterio fondante della Nazione. Nella visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell’Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una confederazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Base del Pensiero Etnonazionalista è l'Idea Völkisch, che si sviluppò in Germania un secolo addietro.


    Il contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee


    Per capire appieno l’ideale etnonazionalista è indispensabile conoscere il pensiero völkisch. Un legame di popolo a livello biologico attraverso il Sangue e la Razza ed un mitico radicamento nel Suolo dell’Heimat, nell’idioma e negli usi e costumi trasmessi dalla Tradizione rappresentano il pensiero völkisch. La forza di tale pensiero risiede proprio nella profonda carica emotiva e passionale che era (è) capace di trasmettere. Unico e vero depositario dello spirito völkisch era ed è il contadinato, il quale vive in stretto contatto con la natura, da cui attinge quelle virtù d’integrità, genuinità, sincerità, amore per la famiglia, per la propria comunità etnonazionale che da sempre lo contraddistinguono. Da sempre, infatti, il mondo contadino si è levato a difesa di quei valori atavici, quali l’Identità etno-razziale, la Spiritualità e la Tradizione, che giacobini e massoni volevano (e vogliono) distruggere. Come afferma R.W. Darré in Neuadel aus Blut und Boden, l’uomo, considerato innanzi tutto nella dimensione biologica di portatore e custode nel suo Sangue di un prezioso patrimonio genetico, doveva realizzare la sua esistenza attraverso un’intima fusione con la terra. Egli doveva “come la pianta mettere radici nel suolo per prendere parte alla forza primigenia, eternamente rinnovatesi della terra”. “Vogliamo far diventare di nuovo il Sangue e il Suolo il fondamento di una politica agraria tedesca chiamata a far risorgere il “contadinato” e con ciò superare le idee del 1789, cioè le idee del liberalismo. Perché le idee del 1789 rappresentano una Weltanschauung che nega la razza, l’adesione al contadinato invece è il nucleo centrale di una Weltanschauung che riconosce il concetto di razza. Intorno al contadinato si scindono gli spiriti del liberalismo da quelli del pensiero völkisch”. Ecco perché noi etnonazionalisti völkisch incoraggiamo la rivalutazione del mondo contadino e rurale, promuovendo il ripopolamento delle aree di campagna e montagna. Noi contrapponiamo all’anonimo e grigio cittadino delle metropoli, privo di radici etniche e sprituali, e perciò cosmopolita, la “nobiltà” del contadinato, il mondo rurale ed agreste in cui s’incarnano e si plasmano in maniera organica i valori della Razza, del Sangue, dello Spirito e della Tradizione. Scrive a tal proposito Darré: «Gli abitanti delle grandi città trovano raramente, nella loro costante inquietudine, in mezzo al mare di pietre, un luogo con il quale si sentano intimamente legati. Ernst Hasse afferma giustamente: “La campagna è la patria dell’uomo in quanto individuo”. La città al contrario, a parte qualche rara eccezione, produce individui fatti in serie. Lavorare il suolo dei propri antenati, lottare con le forze della natura, curare le bestie e le piante nelle diverse stagioni, suscita una indiscutibile forza d’animo, quel “senso interiore” già menzionato che è come parte della natura stessa, radicato in questa e da questa creato. Il paesaggio agreste agisce così sull’anima, per ricevere a sua volta l’influenza della forza creatrice dell’uomo, quando quest’ultimo ha conservato il senso della razza. Dall’intimo vincolo con la terra che ne deriva, nasce una maniera d’agire e di comportarsi che dà all’uomo il suo posto in seno al suo popolo: infatti, proprio mediante quello che trae dal suolo la vera nobiltà serve la patria, il popolo e lo stato». «Darrè vedeva nel contadinato il nucleo razziale e culturale omogeneo per salvare dall’estinzione il popolo tedesco e le altre popolazioni di ceppo indoeuropeo: ”il senso di continuità e il legame con la propria stirpe viene trasmesso dalla terra”. Per questo si opponeva con ogni mezzo all’urbanesimo, pensando che l’idea nordica non poteva sopravvivere all’urbanizzazione: i contadini inurbati perdevano le loro radici ed erano irrecuperabili; il proletariato urbano per Walther Darrè altro non era che ‘spazzatura etnica’. Per questo doveva esserci un legame organico indissolubile fra terra, cultura, popolo e Stato». Questo scrive Gualtiero Ciola a proposito della Weltanschauung di Darrè. Bisogna ritornare ad una concezione che veda nella terra non più un bene economico legato solamente al puro valore di scambio, oggetto di transizioni commerciali, alienabile, passibile di vendita o di cessione, ma come materializzazione vivente dell’Ahnenerbe, dell’eredità ancestrale degli Avi, rappresentazione terrena di un luogo mitico ove gli Avi hanno impresso il proprio Sangue, la fedeltà alle proprie radici etniche ed alle proprie tradizioni.

    Riconosciamo l'importanza del Fèdèralisme intègral, radicale concezione del Federalismo elaborata in Francia,in quanto intendiamo a una sintesi tra le istanze libertarie e identitarie dell' individuo e l'autonomia della sua comunità politica , intesa come comunità autonoma di liberi individui.

    Ci riconosciamo nell'econazionalismo in quanto essere econazionalisti non è aderire ad un'ideologia, a un partito, a un'associazione specifica. Econazionalismo è il ritrovarsi negli aspetti tipici di noi, gente di Lombardia, Veneto, Liguria, Piemont, Insubria etc...: il buon senso nel quotidiano, la responsabilità delle proprie azioni, un'attenzione specifica per la terra su cui mettiamo i piedi, un sobrio orgoglio per il proprio popolo e la propria storia, l'impossibilità di restare con le mani in mano davanti ai problemi. Econazionalista è chi desidera svegliarsi un bel mattino e rivedere la sua terra più verde, più equilibrata, più vivibile non solo per l'uomo, ma per tutti i viventi che essa ospita; una terra dove sia normale che qualcuno osi soffermarsi davanti a una roccia, a un corso d'acqua, a un albero isolato, a una nuvola colta a spostarsi lenta nel cielo; una terra sottratta definitivamente alle mani sporche degli speculatori, dei politici ignoranti o interessati, di tutti coloro che ne vedono solo una fonte di guadagno; una terra dove ci si possa opporre all'abbattimento di un bosco "perché noi amiamo quel posto" e ciò sia abbastanza. Essere econazionalista significa credere che il retaggio culturale che ci proviene dalla Storia, la coscienza presente della propria identità, e il futuro delle nostre popolazioni siano strettamente connesse alla sopravvivenza dell'ambiente naturale, ovvero dello spazio reale e concreto in cui viviamo. Purtroppo il futuro della nostre terre è stato profondamente minato negli ultimi decenni, raggiungendo oggi il limite del punto di rottura, a causa dell'oblio delle proprie radici, della riduzione progressiva degli spazi naturali, dell'eccessivo sfruttamento del territorio, ormai sovrappopolato e cementificato, della mancata educazione a vivere in contatto con la propria Terra, della scarsa considerazione che noi abbiamo di noi stessi e del nostro Popolo. La filosofia da noi promossa si può chiamare eco-nazionalismo, e consiste nel maturare la coscienza secondo la quale, all'interno di un territorio (la Nazione), esiste interdipendenza fra ogni elemento vivente e non: ogni gesto compiuto nei confronti dell'ambiente presuppone la responsabilità delle conseguenze che esso produce. Pertanto il Fronte Nord, da econazionalista rifiuta il concetto di sviluppo sostenibile, che consiste puramente nel rimandare lo sfruttamento delle risorse al futuro, bensì ritiene che l'uomo abbia la facoltà di utilizzare le risorse della Terra, inclusa l'occupazione della sua superficie, entro quei limiti di buon senso che hanno sempre fatto parte della nostra cultura, e pertanto rifiuta la concezione per la quale i frutti della Terra sono a completa disposizione dell'uomo. A conseguenza di ciò riteniamo sia quindi necessario contrastare ogni ulteriore edificazione del territorio, e che anzi si inverta la rotta affinchè non solo si tutelino le aree naturali residue, ma se ne ripristino di nuove, con particolare attenzione ai corridoi ecologici; - che buona parte delle terre nordiche siano sovrappopolati, e che quindi la nostra Terra subisca ancora una terribile e insostenibile violenza a causa dei fenomeni migratori in corso, fenomeni che il territorio non è in più in grado di assorbire, fra l'altro riducendo a zero la possibilità che grandi masse di persone si integrino realmente nella cultura locale; - che il sistema delle infrastrutture sia congestionato a causa dell'elevato tasso di popolazione e dell'indiscriminato consumo del territorio, così come per la mancata pianificazione e per la scelta, tutta italiana, di preferire i trasporti su gomma rispetto ad altre soluzioni disponibili; a nostro parere la costruzione di nuove strade non risolve i problemi, ma nel migliore dei casi non sortisce alcun effetto o, al contrario, induce nuovo traffico a riversarsi per le strade, cui solitamente si accostano nuovi insediamenti commerrciali e industriali, instaurando un circolo vizioso mortale per l'ambiente naturale e la salute dell'uomo; - che i politici e gli amministratori che ancora sostengono lo sviluppo edilizio, infrastrutturale e demografico sono da fermare al più presto possibile, costituendo iniziative di protesta diffusa; - che le piante e gli animali della nostra Terra, nostri fratelli perché figli della stessa Madre, debbano avere i loro spazi naturali in cui vivere e riprodursi, come è sempre stato nella Storia, e che il diritto che alcuni uomini si arrogano di distruggere le loro aree vitali per le espansioni urbane è inaccettabile, irresponsabile e eticamente condannabile. Questo è il nostro pensiero, queste sono le fondamenti dell'econazionalismo.

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    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    Ciao, sono arrivato!!!

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    Citazione Originariamente Scritto da Padanik Visualizza Messaggio
    Ciao, sono arrivato!!!
    Bentornato Matteo

    ovviamente (come so già dalla visita di Salvini a Priaruggia) te sei iscritto al Fronte Nord di diritto !

    PADANIA LIBERA
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  7. #7
    the dark knight's return
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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

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    Zena, 16 maggio 2009

    Il Fronte Nord è un partito pirriano di uomini e donne che credono nell' Autonomia dei Popoli del Nord e nella loro Confederazione nello Stato Padano. Il partito non si riconosce nelle classificazioni giacobine destra e sinistra ed è per una nuova politica vicina al Popolo che è l'unico Sovrano.

    Le posizioni del Fronte Nord vanno ricercate nell' Autonomismo, nell' Identitarismo Libertario e nell' Etnonazionalismo ed Econazionalismo. Ci schieriamo contro l'attuale regime che sta vivendo il Popolo Padano occupato da una forza straniera che gli nega la capacità di decidere e agire liberamente, dipendendo dalla volontà dello stato centrale colonialista e aguzzino e ci auspichiamo che un giorno la Padania riuscirà a prendersi ciò che le è dovuto.

    Il nostro programma politico è semplice e riassumibile in nove semplici punti

    1-La lotta contro lo stato-nazione di matrice massonica e giacobina al fine di ridare vita alle millenarie Comunità Padane etnicamente omogenee e fondate sul Diritto del Sangue e del Suolo.

    2-La lotta contro l'immigrazione allogena extraeuropea

    3-La ferma opposizione alla massiccia immigrazione islamica

    4-La lotta contro il mondialismo multirazziale e la globalizzazione omologante

    5-La lotta contro la costituzione europea

    6-L'opposizione ferma per quanto concerne l'entrata della Turchia in Europa in quanto sarà l'inizio dell'islamizzazione delle nostre terre

    7-L' opposizione alla cittadinanza e quindi al voto agli immigrati

    8-La difesa delle Identità Nazionali Padane e delle millenarie Tradizioni spirituali,linguistiche, culturali e storiche delle Comunità Padane

    9-La volontà di voler costruire la Padania delle piccole Patrie Etniche in antitesi sia agli stati nazione che all' unione europea estranea e lontana frutto del disegno delle lobby finanziarie

    L'Etnonazionalismo è, dunque, quella corrente di pensiero politico secondo la quale ogni organismo statale dovrebbe avere come soggetto una popolazione il più possibile omogenea dal punto di vista etnico, culturale, linguistico, religioso. Si tratta dello Stato Etnico, il quale per sua natura è l'unico a cui vengono attribuite, a lunga scadenza, reali prospettive di stabilità. Secondo questa dottrina l’etnicità costituisce, pertanto, il criterio fondante della Nazione. Nella visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell’Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una confederazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Base del Pensiero Etnonazionalista è l'Idea Völkisch, che si sviluppò in Germania un secolo addietro.


    Il contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee


    Per capire appieno l’ideale etnonazionalista è indispensabile conoscere il pensiero völkisch. Un legame di popolo a livello biologico attraverso il Sangue e la Razza ed un mitico radicamento nel Suolo dell’Heimat, nell’idioma e negli usi e costumi trasmessi dalla Tradizione rappresentano il pensiero völkisch. La forza di tale pensiero risiede proprio nella profonda carica emotiva e passionale che era (è) capace di trasmettere. Unico e vero depositario dello spirito völkisch era ed è il contadinato, il quale vive in stretto contatto con la natura, da cui attinge quelle virtù d’integrità, genuinità, sincerità, amore per la famiglia, per la propria comunità etnonazionale che da sempre lo contraddistinguono. Da sempre, infatti, il mondo contadino si è levato a difesa di quei valori atavici, quali l’Identità etno-razziale, la Spiritualità e la Tradizione, che giacobini e massoni volevano (e vogliono) distruggere. Come afferma R.W. Darré in Neuadel aus Blut und Boden, l’uomo, considerato innanzi tutto nella dimensione biologica di portatore e custode nel suo Sangue di un prezioso patrimonio genetico, doveva realizzare la sua esistenza attraverso un’intima fusione con la terra. Egli doveva “come la pianta mettere radici nel suolo per prendere parte alla forza primigenia, eternamente rinnovatesi della terra”. “Vogliamo far diventare di nuovo il Sangue e il Suolo il fondamento di una politica agraria tedesca chiamata a far risorgere il “contadinato” e con ciò superare le idee del 1789, cioè le idee del liberalismo. Perché le idee del 1789 rappresentano una Weltanschauung che nega la razza, l’adesione al contadinato invece è il nucleo centrale di una Weltanschauung che riconosce il concetto di razza. Intorno al contadinato si scindono gli spiriti del liberalismo da quelli del pensiero völkisch”. Ecco perché noi etnonazionalisti völkisch incoraggiamo la rivalutazione del mondo contadino e rurale, promuovendo il ripopolamento delle aree di campagna e montagna. Noi contrapponiamo all’anonimo e grigio cittadino delle metropoli, privo di radici etniche e sprituali, e perciò cosmopolita, la “nobiltà” del contadinato, il mondo rurale ed agreste in cui s’incarnano e si plasmano in maniera organica i valori della Razza, del Sangue, dello Spirito e della Tradizione. Scrive a tal proposito Darré: «Gli abitanti delle grandi città trovano raramente, nella loro costante inquietudine, in mezzo al mare di pietre, un luogo con il quale si sentano intimamente legati. Ernst Hasse afferma giustamente: “La campagna è la patria dell’uomo in quanto individuo”. La città al contrario, a parte qualche rara eccezione, produce individui fatti in serie. Lavorare il suolo dei propri antenati, lottare con le forze della natura, curare le bestie e le piante nelle diverse stagioni, suscita una indiscutibile forza d’animo, quel “senso interiore” già menzionato che è come parte della natura stessa, radicato in questa e da questa creato. Il paesaggio agreste agisce così sull’anima, per ricevere a sua volta l’influenza della forza creatrice dell’uomo, quando quest’ultimo ha conservato il senso della razza. Dall’intimo vincolo con la terra che ne deriva, nasce una maniera d’agire e di comportarsi che dà all’uomo il suo posto in seno al suo popolo: infatti, proprio mediante quello che trae dal suolo la vera nobiltà serve la patria, il popolo e lo stato». «Darrè vedeva nel contadinato il nucleo razziale e culturale omogeneo per salvare dall’estinzione il popolo tedesco e le altre popolazioni di ceppo indoeuropeo: ”il senso di continuità e il legame con la propria stirpe viene trasmesso dalla terra”. Per questo si opponeva con ogni mezzo all’urbanesimo, pensando che l’idea nordica non poteva sopravvivere all’urbanizzazione: i contadini inurbati perdevano le loro radici ed erano irrecuperabili; il proletariato urbano per Walther Darrè altro non era che ‘spazzatura etnica’. Per questo doveva esserci un legame organico indissolubile fra terra, cultura, popolo e Stato». Questo scrive Gualtiero Ciola a proposito della Weltanschauung di Darrè. Bisogna ritornare ad una concezione che veda nella terra non più un bene economico legato solamente al puro valore di scambio, oggetto di transizioni commerciali, alienabile, passibile di vendita o di cessione, ma come materializzazione vivente dell’Ahnenerbe, dell’eredità ancestrale degli Avi, rappresentazione terrena di un luogo mitico ove gli Avi hanno impresso il proprio Sangue, la fedeltà alle proprie radici etniche ed alle proprie tradizioni.

    Riconosciamo l'importanza del Fèdèralisme intègral, radicale concezione del Federalismo elaborata in Francia,in quanto intendiamo a una sintesi tra le istanze libertarie e identitarie dell' individuo e l'autonomia della sua comunità politica , intesa come comunità autonoma di liberi individui.

    Ci riconosciamo nell'econazionalismo in quanto essere econazionalisti non è aderire ad un'ideologia, a un partito, a un'associazione specifica. Econazionalismo è il ritrovarsi negli aspetti tipici di noi, gente di Lombardia, Veneto, Liguria, Piemont, Insubria etc...: il buon senso nel quotidiano, la responsabilità delle proprie azioni, un'attenzione specifica per la terra su cui mettiamo i piedi, un sobrio orgoglio per il proprio popolo e la propria storia, l'impossibilità di restare con le mani in mano davanti ai problemi. Econazionalista è chi desidera svegliarsi un bel mattino e rivedere la sua terra più verde, più equilibrata, più vivibile non solo per l'uomo, ma per tutti i viventi che essa ospita; una terra dove sia normale che qualcuno osi soffermarsi davanti a una roccia, a un corso d'acqua, a un albero isolato, a una nuvola colta a spostarsi lenta nel cielo; una terra sottratta definitivamente alle mani sporche degli speculatori, dei politici ignoranti o interessati, di tutti coloro che ne vedono solo una fonte di guadagno; una terra dove ci si possa opporre all'abbattimento di un bosco "perché noi amiamo quel posto" e ciò sia abbastanza. Essere econazionalista significa credere che il retaggio culturale che ci proviene dalla Storia, la coscienza presente della propria identità, e il futuro delle nostre popolazioni siano strettamente connesse alla sopravvivenza dell'ambiente naturale, ovvero dello spazio reale e concreto in cui viviamo. Purtroppo il futuro della nostre terre è stato profondamente minato negli ultimi decenni, raggiungendo oggi il limite del punto di rottura, a causa dell'oblio delle proprie radici, della riduzione progressiva degli spazi naturali, dell'eccessivo sfruttamento del territorio, ormai sovrappopolato e cementificato, della mancata educazione a vivere in contatto con la propria Terra, della scarsa considerazione che noi abbiamo di noi stessi e del nostro Popolo. La filosofia da noi promossa si può chiamare eco-nazionalismo, e consiste nel maturare la coscienza secondo la quale, all'interno di un territorio (la Nazione), esiste interdipendenza fra ogni elemento vivente e non: ogni gesto compiuto nei confronti dell'ambiente presuppone la responsabilità delle conseguenze che esso produce. Pertanto il Fronte Nord, da econazionalista rifiuta il concetto di sviluppo sostenibile, che consiste puramente nel rimandare lo sfruttamento delle risorse al futuro, bensì ritiene che l'uomo abbia la facoltà di utilizzare le risorse della Terra, inclusa l'occupazione della sua superficie, entro quei limiti di buon senso che hanno sempre fatto parte della nostra cultura, e pertanto rifiuta la concezione per la quale i frutti della Terra sono a completa disposizione dell'uomo. A conseguenza di ciò riteniamo sia quindi necessario contrastare ogni ulteriore edificazione del territorio, e che anzi si inverta la rotta affinchè non solo si tutelino le aree naturali residue, ma se ne ripristino di nuove, con particolare attenzione ai corridoi ecologici; - che buona parte delle terre nordiche siano sovrappopolati, e che quindi la nostra Terra subisca ancora una terribile e insostenibile violenza a causa dei fenomeni migratori in corso, fenomeni che il territorio non è in più in grado di assorbire, fra l'altro riducendo a zero la possibilità che grandi masse di persone si integrino realmente nella cultura locale; - che il sistema delle infrastrutture sia congestionato a causa dell'elevato tasso di popolazione e dell'indiscriminato consumo del territorio, così come per la mancata pianificazione e per la scelta, tutta italiana, di preferire i trasporti su gomma rispetto ad altre soluzioni disponibili; a nostro parere la costruzione di nuove strade non risolve i problemi, ma nel migliore dei casi non sortisce alcun effetto o, al contrario, induce nuovo traffico a riversarsi per le strade, cui solitamente si accostano nuovi insediamenti commerrciali e industriali, instaurando un circolo vizioso mortale per l'ambiente naturale e la salute dell'uomo; - che i politici e gli amministratori che ancora sostengono lo sviluppo edilizio, infrastrutturale e demografico sono da fermare al più presto possibile, costituendo iniziative di protesta diffusa; - che le piante e gli animali della nostra Terra, nostri fratelli perché figli della stessa Madre, debbano avere i loro spazi naturali in cui vivere e riprodursi, come è sempre stato nella Storia, e che il diritto che alcuni uomini si arrogano di distruggere le loro aree vitali per le espansioni urbane è inaccettabile, irresponsabile e eticamente condannabile. Questo è il nostro pensiero, queste sono le fondamenti dell'econazionalismo.

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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    rieccomi

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    Bentornato carissimo

    ovviamente sei invitato anche nel forum privato
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  10. #10
    the dark knight's return
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    Predefinito Riferimento: Fronte Nord- Autonomisti,Identitari,Etnonazionalisti

    FRONTE NORD

    AUTONOMISTI,IDENTITARI,ETNONAZIONALISTI



    simbolo:



    Zena, 16 maggio 2009

    Il Fronte Nord è un partito pirriano di uomini e donne che credono nell' Autonomia dei Popoli del Nord e nella loro Confederazione nello Stato Padano. Il partito non si riconosce nelle classificazioni giacobine destra e sinistra ed è per una nuova politica vicina al Popolo che è l'unico Sovrano.

    Le posizioni del Fronte Nord vanno ricercate nell' Autonomismo, nell' Identitarismo Libertario e nell' Etnonazionalismo ed Econazionalismo. Ci schieriamo contro l'attuale regime che sta vivendo il Popolo Padano occupato da una forza straniera che gli nega la capacità di decidere e agire liberamente, dipendendo dalla volontà dello stato centrale colonialista e aguzzino e ci auspichiamo che un giorno la Padania riuscirà a prendersi ciò che le è dovuto.

    Il nostro programma politico è semplice e riassumibile in nove semplici punti

    1-La lotta contro lo stato-nazione di matrice massonica e giacobina al fine di ridare vita alle millenarie Comunità Padane etnicamente omogenee e fondate sul Diritto del Sangue e del Suolo.

    2-La lotta contro l'immigrazione allogena extraeuropea

    3-La ferma opposizione alla massiccia immigrazione islamica

    4-La lotta contro il mondialismo multirazziale e la globalizzazione omologante

    5-La lotta contro la costituzione europea

    6-L'opposizione ferma per quanto concerne l'entrata della Turchia in Europa in quanto sarà l'inizio dell'islamizzazione delle nostre terre

    7-L' opposizione alla cittadinanza e quindi al voto agli immigrati

    8-La difesa delle Identità Nazionali Padane e delle millenarie Tradizioni spirituali,linguistiche, culturali e storiche delle Comunità Padane

    9-La volontà di voler costruire la Padania delle piccole Patrie Etniche in antitesi sia agli stati nazione che all' unione europea estranea e lontana frutto del disegno delle lobby finanziarie

    L'Etnonazionalismo è, dunque, quella corrente di pensiero politico secondo la quale ogni organismo statale dovrebbe avere come soggetto una popolazione il più possibile omogenea dal punto di vista etnico, culturale, linguistico, religioso. Si tratta dello Stato Etnico, il quale per sua natura è l'unico a cui vengono attribuite, a lunga scadenza, reali prospettive di stabilità. Secondo questa dottrina l’etnicità costituisce, pertanto, il criterio fondante della Nazione. Nella visione etnonazionalista la mappa geopolitica dell’Europa deve essere ridisegnata, attraverso la nascita di una confederazione europea etnica, costituita da Regioni-Stato, etnicamente omogenee. Base del Pensiero Etnonazionalista è l'Idea Völkisch, che si sviluppò in Germania un secolo addietro.


    Il contadinato quale fonte di vita delle comunità etnonazionali europee


    Per capire appieno l’ideale etnonazionalista è indispensabile conoscere il pensiero völkisch. Un legame di popolo a livello biologico attraverso il Sangue e la Razza ed un mitico radicamento nel Suolo dell’Heimat, nell’idioma e negli usi e costumi trasmessi dalla Tradizione rappresentano il pensiero völkisch. La forza di tale pensiero risiede proprio nella profonda carica emotiva e passionale che era (è) capace di trasmettere. Unico e vero depositario dello spirito völkisch era ed è il contadinato, il quale vive in stretto contatto con la natura, da cui attinge quelle virtù d’integrità, genuinità, sincerità, amore per la famiglia, per la propria comunità etnonazionale che da sempre lo contraddistinguono. Da sempre, infatti, il mondo contadino si è levato a difesa di quei valori atavici, quali l’Identità etno-razziale, la Spiritualità e la Tradizione, che giacobini e massoni volevano (e vogliono) distruggere. Come afferma R.W. Darré in Neuadel aus Blut und Boden, l’uomo, considerato innanzi tutto nella dimensione biologica di portatore e custode nel suo Sangue di un prezioso patrimonio genetico, doveva realizzare la sua esistenza attraverso un’intima fusione con la terra. Egli doveva “come la pianta mettere radici nel suolo per prendere parte alla forza primigenia, eternamente rinnovatesi della terra”. “Vogliamo far diventare di nuovo il Sangue e il Suolo il fondamento di una politica agraria tedesca chiamata a far risorgere il “contadinato” e con ciò superare le idee del 1789, cioè le idee del liberalismo. Perché le idee del 1789 rappresentano una Weltanschauung che nega la razza, l’adesione al contadinato invece è il nucleo centrale di una Weltanschauung che riconosce il concetto di razza. Intorno al contadinato si scindono gli spiriti del liberalismo da quelli del pensiero völkisch”. Ecco perché noi etnonazionalisti völkisch incoraggiamo la rivalutazione del mondo contadino e rurale, promuovendo il ripopolamento delle aree di campagna e montagna. Noi contrapponiamo all’anonimo e grigio cittadino delle metropoli, privo di radici etniche e sprituali, e perciò cosmopolita, la “nobiltà” del contadinato, il mondo rurale ed agreste in cui s’incarnano e si plasmano in maniera organica i valori della Razza, del Sangue, dello Spirito e della Tradizione. Scrive a tal proposito Darré: «Gli abitanti delle grandi città trovano raramente, nella loro costante inquietudine, in mezzo al mare di pietre, un luogo con il quale si sentano intimamente legati. Ernst Hasse afferma giustamente: “La campagna è la patria dell’uomo in quanto individuo”. La città al contrario, a parte qualche rara eccezione, produce individui fatti in serie. Lavorare il suolo dei propri antenati, lottare con le forze della natura, curare le bestie e le piante nelle diverse stagioni, suscita una indiscutibile forza d’animo, quel “senso interiore” già menzionato che è come parte della natura stessa, radicato in questa e da questa creato. Il paesaggio agreste agisce così sull’anima, per ricevere a sua volta l’influenza della forza creatrice dell’uomo, quando quest’ultimo ha conservato il senso della razza. Dall’intimo vincolo con la terra che ne deriva, nasce una maniera d’agire e di comportarsi che dà all’uomo il suo posto in seno al suo popolo: infatti, proprio mediante quello che trae dal suolo la vera nobiltà serve la patria, il popolo e lo stato». «Darrè vedeva nel contadinato il nucleo razziale e culturale omogeneo per salvare dall’estinzione il popolo tedesco e le altre popolazioni di ceppo indoeuropeo: ”il senso di continuità e il legame con la propria stirpe viene trasmesso dalla terra”. Per questo si opponeva con ogni mezzo all’urbanesimo, pensando che l’idea nordica non poteva sopravvivere all’urbanizzazione: i contadini inurbati perdevano le loro radici ed erano irrecuperabili; il proletariato urbano per Walther Darrè altro non era che ‘spazzatura etnica’. Per questo doveva esserci un legame organico indissolubile fra terra, cultura, popolo e Stato». Questo scrive Gualtiero Ciola a proposito della Weltanschauung di Darrè. Bisogna ritornare ad una concezione che veda nella terra non più un bene economico legato solamente al puro valore di scambio, oggetto di transizioni commerciali, alienabile, passibile di vendita o di cessione, ma come materializzazione vivente dell’Ahnenerbe, dell’eredità ancestrale degli Avi, rappresentazione terrena di un luogo mitico ove gli Avi hanno impresso il proprio Sangue, la fedeltà alle proprie radici etniche ed alle proprie tradizioni.

    Riconosciamo l'importanza del Fèdèralisme intègral, radicale concezione del Federalismo elaborata in Francia,in quanto intendiamo a una sintesi tra le istanze libertarie e identitarie dell' individuo e l'autonomia della sua comunità politica , intesa come comunità autonoma di liberi individui.

    Ci riconosciamo nell'econazionalismo in quanto essere econazionalisti non è aderire ad un'ideologia, a un partito, a un'associazione specifica. Econazionalismo è il ritrovarsi negli aspetti tipici di noi, gente di Lombardia, Veneto, Liguria, Piemont, Insubria etc...: il buon senso nel quotidiano, la responsabilità delle proprie azioni, un'attenzione specifica per la terra su cui mettiamo i piedi, un sobrio orgoglio per il proprio popolo e la propria storia, l'impossibilità di restare con le mani in mano davanti ai problemi. Econazionalista è chi desidera svegliarsi un bel mattino e rivedere la sua terra più verde, più equilibrata, più vivibile non solo per l'uomo, ma per tutti i viventi che essa ospita; una terra dove sia normale che qualcuno osi soffermarsi davanti a una roccia, a un corso d'acqua, a un albero isolato, a una nuvola colta a spostarsi lenta nel cielo; una terra sottratta definitivamente alle mani sporche degli speculatori, dei politici ignoranti o interessati, di tutti coloro che ne vedono solo una fonte di guadagno; una terra dove ci si possa opporre all'abbattimento di un bosco "perché noi amiamo quel posto" e ciò sia abbastanza. Essere econazionalista significa credere che il retaggio culturale che ci proviene dalla Storia, la coscienza presente della propria identità, e il futuro delle nostre popolazioni siano strettamente connesse alla sopravvivenza dell'ambiente naturale, ovvero dello spazio reale e concreto in cui viviamo. Purtroppo il futuro della nostre terre è stato profondamente minato negli ultimi decenni, raggiungendo oggi il limite del punto di rottura, a causa dell'oblio delle proprie radici, della riduzione progressiva degli spazi naturali, dell'eccessivo sfruttamento del territorio, ormai sovrappopolato e cementificato, della mancata educazione a vivere in contatto con la propria Terra, della scarsa considerazione che noi abbiamo di noi stessi e del nostro Popolo. La filosofia da noi promossa si può chiamare eco-nazionalismo, e consiste nel maturare la coscienza secondo la quale, all'interno di un territorio (la Nazione), esiste interdipendenza fra ogni elemento vivente e non: ogni gesto compiuto nei confronti dell'ambiente presuppone la responsabilità delle conseguenze che esso produce. Pertanto il Fronte Nord, da econazionalista rifiuta il concetto di sviluppo sostenibile, che consiste puramente nel rimandare lo sfruttamento delle risorse al futuro, bensì ritiene che l'uomo abbia la facoltà di utilizzare le risorse della Terra, inclusa l'occupazione della sua superficie, entro quei limiti di buon senso che hanno sempre fatto parte della nostra cultura, e pertanto rifiuta la concezione per la quale i frutti della Terra sono a completa disposizione dell'uomo. A conseguenza di ciò riteniamo sia quindi necessario contrastare ogni ulteriore edificazione del territorio, e che anzi si inverta la rotta affinchè non solo si tutelino le aree naturali residue, ma se ne ripristino di nuove, con particolare attenzione ai corridoi ecologici; - che buona parte delle terre nordiche siano sovrappopolati, e che quindi la nostra Terra subisca ancora una terribile e insostenibile violenza a causa dei fenomeni migratori in corso, fenomeni che il territorio non è in più in grado di assorbire, fra l'altro riducendo a zero la possibilità che grandi masse di persone si integrino realmente nella cultura locale; - che il sistema delle infrastrutture sia congestionato a causa dell'elevato tasso di popolazione e dell'indiscriminato consumo del territorio, così come per la mancata pianificazione e per la scelta, tutta italiana, di preferire i trasporti su gomma rispetto ad altre soluzioni disponibili; a nostro parere la costruzione di nuove strade non risolve i problemi, ma nel migliore dei casi non sortisce alcun effetto o, al contrario, induce nuovo traffico a riversarsi per le strade, cui solitamente si accostano nuovi insediamenti commerrciali e industriali, instaurando un circolo vizioso mortale per l'ambiente naturale e la salute dell'uomo; - che i politici e gli amministratori che ancora sostengono lo sviluppo edilizio, infrastrutturale e demografico sono da fermare al più presto possibile, costituendo iniziative di protesta diffusa; - che le piante e gli animali della nostra Terra, nostri fratelli perché figli della stessa Madre, debbano avere i loro spazi naturali in cui vivere e riprodursi, come è sempre stato nella Storia, e che il diritto che alcuni uomini si arrogano di distruggere le loro aree vitali per le espansioni urbane è inaccettabile, irresponsabile e eticamente condannabile. Questo è il nostro pensiero, queste sono le fondamenti dell'econazionalismo.

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