Il mix tra listini bloccati nella quota proporzionale e la drastica riduzione di parlamentari, riempie il parlamento quasi esclusivamente di fedelissimi del segretario. I listini bloccati li abbiamo visti ormai da anni, e già da anni i segretari schieravano i propri fedelissimi nei seggi più solidi, lasciando alle correnti le briciole. Con la riduzione dei parlamentari, il gap tra rappresentenza dei segretari e rappresentanza delle correnti aumenterà in maniera spropositata.
Ma non è solo una questione dii democrazia interna ai partiti, con i listini bloccati, senza competizione all'interno della lista, non vengono per forza schierate le personalità più forti nei singoli territori. Al momento della compilazione delle liste abbiamo visto scelte assurde (se dovessimo pensare a una strategia basata sulla ricerca del massimo profitto elettorale in ogni territorio). In lista non vengono messi i politici con più voti nel territorio, ma i politici che sono più vicini al segretario in quel territorio (e volte non per forza di quel territorio).
Il PD nel 2018 con Renzi segretario ha avuto una composizione parlamentare fortemente renziana. Dopo le elezioni Renzi non è più stato segretario e nel giro di pochi mesi è uscito dal PD e ha formato il suo gruppo. A breve Letta non sarà più segretario del PD, ma ha riempito le liste di suoi uomini (a differenza di Renzi, escludo che Letta possa formare un suo gruppo, ma mai dire mai). Il prossimo segretario del PD dovrà convivere con i parlamentari lettiani.
Nella Lega anche Salvini rischia di perdere la guida del partito (ma non è affatto detto) e anche Salvini ha riempito le liste di suoi uomini.
In Forza Italia e nel Movimento 5 Stelle il problema esiste solo marginalmente. I conti tra le opposte fazioni erano già stati regolati prima delle elezioni (i moderati antisovranisti in Forza Italia e gigisti nel Movimento 5 Stelle, erano già usciti dai rispettivi partiti durante la crisi del Governo Draghi).
In Fratelli d'Italia il problema non si pone proprio, almeno allo stato attuale (se ne parlerà dalla prossima legislatura in poi eventualmente). Parliamo di un partito che è passato dal 4% al 26% nel giro di una legislatura, ha un sacco di parlamentari ed è alla sua prima esperienza di Governo (parlo del partito, non dei singoli parlamentari, che in buona parte sono riciclati dal vecchio centrodestra berlusconiano), le correnti di fatto devono ancora manifestarsi e in questo momento c'è spazio per tutti.
Sempre più italiani decidono di rimanere a casa perchè non si sentono rappresentati. A me, in tutta onestà, questa legge elettorale non fa schifo. C'è una quota uninominale che di fatto premia i partiti che riescono a coalizzarsi (e questo li risponsabilizza in teoria, se non si coalizzano cazzi loro, meritano di prendere legnate, mica si può riuscire a governare da soli in Italia), in più c'è la quota proporzionale che garantisce una giusta e degna rappresentanza anche alle forze minori (se coalizzate). Ma quei cazzo di listini bloccati sono oggettivamente un problema. Serve introdurre il voto di preferenza ai candidati nella quota proporzionale. Servirebbe maggiore rappresentanza territoriale (in Parlamento per me ci dovrebbe andare chi ha più voti, non chi è più amico del segretario). Alle regionali e alle comunali vediamo i singoli candidati scannarsi letteralmente, promuovere iniziative sul territorio, girare, fare comizi su comizi... Una buona fetta dei nostri deputati e senatori, sono dei perfetti sconosciuti (o quasi) nelle circoscrizioni in cui vengono eletti e questo non è normale.




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