https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_calcio
Estratto:
Popolo salvadoregno:
Dopo aver esaurito tutti i mezzi pacifici per ottenere la garanzia dei nostri connazionali perseguitati in Honduras, dopo aver denunciato alla coscienza d'America, senza ottenere alcuna risposta, il crimine di genocidio di cui siamo stati vittime, dopo aver visto ripetutamente violati i nostri confini, i salvadoregni non hanno avuto altra alternativa che difendere i propri diritti con i propri mezzi.
La lotta del popolo salvadoregno non ha che un obiettivo: proteggere le persone e i diritti dei nostri compatrioti in Honduras. Non potevamo permettere, come non avrebbe potuto permettere nessun governo responsabile della Terra, che si massacrasse il nostro popolo al di là di una frontiera.
Abbiamo vinto militarmente e il nostro esercito si è coperto di gloria. I genocidi hanno ricevuto e continuano a ricevere la loro punizione. Abbiamo cercato giustizia e non vendetta e siamo disposti a cessare il fuoco in qualsiasi momento ci venga chiesto, ma non a ritirare le nostre truppe prima di ottenere garanzie soddisfacenti ed effettive per i nostri connazionali. Lottiamo per principi e non ci ritireremo finché tali principi non saranno riconosciuti ed accettati.
In poche settimane, abbiamo bagnato due volte con il nostro sangue il suolo dell'Honduras: prima, quello delle famiglie contadine indifese, poi quello dei nostri eroici soldati. Non avrebbe senso questo sacrificio se non perseguissimo per mezzo di esso i diritti per cui stiamo lottando.
Noi abbiamo sempre rispettato i nostri obblighi internazionali e non importa se adesso siamo minacciati di sanzioni: sappiamo che noi non siamo aggressori e per noi valgono più il nostro amore per la verità e il nostro senso dell'onore che l'opinione che al momento qualcuno ha, non comprendendo la nobiltà delle nostre intenzioni.
Noi difendiamo i valori morali dell'umanità e della civiltà. Com'è possibile che un uomo possa tranquillamente camminare sulla superficie della Luna[10], ma non possa, a causa della sua nazionalità, percorrere senza pericolo i marciapiedi dell'Honduras?
Popolo salvadoregno:
La nostra non è una lotta di conquista, ma una crociata per la dignità umana. L'umile salvadoregno perseguitato in Honduras è il simbolo di tutti gli uomini e delle minoranze molestate e oppresse nei quattro angoli della Terra. Abbiamo ragione e, fiduciosi in Dio, combattiamo, in questi momenti difficili, fermi e uniti, pronti a qualsiasi sacrificio per lasciare ai nostri figli una storia limpida ed eroica, per poter proseguire, nel resto della nostra vita, con la fronte in alto e la coscienza pulita.»




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