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    Predefinito Fermare Michele? Basta metterlo ...

    ...al posto di Masi.

    di M. Parente prima pg.e pg.5 de ilgiornale.it 22 10 2010

    C’è un’unica soluzione: promuovere Michele Santoro direttore generale della Rai e declassare Mauro Masi a conduttore.
    È l’uovo di Colombo, del tenente Colombo.
    Quanto ci vuole a capire che, per ristabilire la democrazia, la libertà di parola, l’obiettività, i due sono collocati nel posto sbagliato?
    Tanto, in sostanza, non cambierebbe niente, l’uno continuerebbe a dirigere, ma da direttore, l’altro a essere un dipendente del servizio pubblico, ma da conduttore, solo che l’uno non avrebbe potere e l’altro potrebbe condurre con tutti i bicchieri e le posate e le tovaglie e i posti a tavola che desidera e nessuno parlerebbe più di censura.
    Così Masi, anziché essere sempre preso a calci nel sedere, potrebbe avere una trasmissione in prima serata, chiamata Announo, e Santoro tenterebbe invano di avere un minimo di supervisione sulla pericolosa imparzialità masiana, e Masi gli risponderebbe in diretta da Announo: «Santoro, io faccio quello che mi pare, tu sei solo il direttore generale, ma vai a quel paese».
    E se Santoro insistesse, Masi, non più direttore generale, potrebbe aggiungere: «Siamo giunti alla resa dei conti, uno dei due se ne deve andare, o te o io», e Santoro, in quanto direttore generale, tremerebbe di paura, perché sarebbe ovvio chi dei due se ne deve andare.

    Come di solito accade in ogni ufficio pubblico, credo: ci sono i dipendenti, e ci sono i direttori che si prendono tanti insulti, solo nei film di Fantozzi.
    I direttori comandano e i dipendenti li rispettano, o almeno fingono di ascoltarli, o almeno ci discutono, provano a parlarci.
    Nella realtà, invece, ci sono le gerarchie da rispettare, insomma ti chiami direttore, direttore generale, vuoi pure dirigere? Vuoi mettere becco?
    Vuoi aggiungere un bicchiere? Come ti permetti? Un bicchiere a me? Sei un dittatore, taci.

    Invece se promuovessimo Santoro direttore generale, quale tribunale potrebbe obiettare «Eh no, lo avete penalizzato, lo avete nominato direttore generale»?
    Nominalmente nessuno potrebbe dire niente, e allora perfino a Minzolini si potrebbe affidare una bella trasmissione di approfondimento su Raitre, chiamandola con un nome gioioso e significativo e coniugato correttamente, per esempio Ballerò, dove lui potrebbe dire quello che pensa senza essere attaccato a ogni parola in quanto sporco filogovernativo nella Rai berlusconiana, antigovernativa.

    Qualcuno obietterà che forse Masi e Minzolini non sarebbero bravi quanto Santoro a fare audience?
    Cosa, non ho sentito bene, l’audience?
    L’audience è un concetto berlusconiano, da mercato, da libero mercato, da tv commerciale, a noi il mercato ci fa vomitare, noi vogliamo informazione, un’informazione istituzionale, seria, bilanciata, non di parte.
    La Rai ha il canone, il canone lo pagano gli abbonati, gli abbonati sono elettori, le trasmissioni con Santoro direttore generale rifletteranno proporzionalmente l’elettorato e non più chi perde le elezioni, si torna all’epoca preberlusconiana.

    Non la pensiamo certo come la direttrice de Il Manifesto, Norma Rangeri, che dichiara «i conduttori in Rai sono tutti di sinistra perché fanno più ascolto», no, la Rai mica è Mediaset, mica è un’azienda commerciale, la Rai è servizio pubblico.
    Non pretendo debba essere filogovernativa, ci mancherebbe, non come è sempre stata la Rai prima di Berlusconi, quando ogni governo nominava i propri direttori per avere il controllo delle reti.
    Infatti non ricordo una trasmissione che processasse sommariamente in prima serata Andreotti, Forlani, De Mita, durante i governi Andreotti, Forlani o De Mita, neppure nei cosiddetti «Programmi dell’Accesso», anzi la Rai è sempre stata lottizzata, vale a dire prima di Berlusconi era una torta spartita tra i partiti, una rete alla Dc, un’altra al Psi, un’altra al Pci, a seconda di chi vinceva le elezioni.

    Ve lo immaginate Minoli insultare Bettino Craxi anziché intervistarlo a Mixer, con il rispetto dovuto da un dipendente Rai verso il presidente del Consiglio? Basta confrontare un’inchiesta di Annozero con una delle tante inchieste di Enzo Biagi a Linea diretta, che all’epoca sembravano scapestrate.
    Invece, con Santoro elevato al ruolo di direttore generale avremmo: una puntata contro Berlusconi, una contro Bersani, una contro Di Pietro, una contro Fini, a rotazione, fine della Bar condicio, ritorno alla vecchia par condicio.
    Nessun problema, Travaglio lavorerebbe lo stesso, Masi lo chiamerebbe lo stesso a Announo, ma avremmo il monologo di Travaglio contro il monologo di Belpietro, due bicchieri con una fava.
    Mentre da quando c’è Berlusconi è tutto uno sfascio e si parla solo di Berlusconi a senso unico, perché ci sono i conduttori omologati, monodirezionali, su ogni canale.

    Ecco perché la prima puntata della trasmissione di Fazio e Saviano sarà dedicata alle proprietà di Berlusconi, argomento fondamentale, un imprenditore miliardario con delle proprietà miliardarie, uno scandalo.
    Mi pare se ne siano occupati spesso anche la Gabanelli, e Floris, e chiunque, perché c’è la censura, e secondo me ha ragione Saviano che la colpa, oltre che di Berlusconi, è del capitalismo, per questo Saviano pretende 80mila euro a puntata, da anticapitalista, e sicuramente li devolverà alle vittime della mafia, non ci comprerà certo un appartamento, se ne sarà comprati già dieci con i soldi incassati dalla Mondadori e li avrà regalati sicuramente alle vittime della mafia, perché essere eroi e anticapitalisti ha un prezzo.

    In conclusione, a pensarci, promuovere Santoro non basta, bisogna nominare anche Saviano direttore generale, e Fabio Fazio direttore generale, e Milena Gabanelli direttore generale, e Serena Dandini direttore generale, e anche Giovanni Floris direttore generale, e anche Roberto Benigni direttore generale, e chi più ne ha più ne metta, c’è posto per tutti e tanto sono tutti uguali, intercambiabili, bisogna metterli tutti ai vertici, tutti al confino, al settimo piano di Viale Mazzini, bisogna dargli il controllo generale, il comando generale, tutti direttori generali, perché solo così non conteranno più un cavolo, finalmente.

    saluti

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Santoro trucca dati e fatti per poter gridare al regime.

    Gabriela Villa alla prima e quarta pg. de ilgiornale.it 22 10 2010

    Nella casa di Annozero si mescolano e si rimescolano le carte, questo lo sapete già da un pezzo.
    Ma ieri abbiamo preso un’al*tra lezione di correttezza da Santoro e i suoi. Abbiamo imparato che anche i numeri co*me le carte si possono interpretare a piaci*mento.
    Perché è davvero fantasticamente scorretto paragonare il minutaggio del Tg1 al minutaggio di Annozero o di Report , che vanno in onda una volta settimana. Vogliamo fare i martiri, vogliamo fare le vittime?
    D’accordo ma almeno rispettia*mo i numeri, facciamo le somme senza ba**rare e confrontiamo, per esempio, lo spazio occupato dal Tg1 con lo spazio occupato dal Tg3 e allora magari, caro, anzi carissimo Santoro (visto che nella serata si è parlato anche di compensi) la verità (e la parzialità) torneranno ad emergere.

    Nella casa dei per*seguitati di Annozero , ieri sera per dramma*tizzare ancor di più è arrivato anche il filo spinato.
    Come nei campi di concentramen*to.
    E dentro i campi di concentramento. Lo*ro, i martiri. I soliti martiri di Annozero . Ma sono arri*vate anche le truppe cammellate per dare manforte al conduttore integerrimo e im*parziale.
    Atleti sempre allenati all’insulto come Luttazzi, Benigni, Travaglio schiera*ti, o meglio recuperati, ad arte, per dare ad*dosso al premier.
    Ad arte, sì, perché il solito furbacchione di Michele si gioca il prologo di Annozero riproponendo un mix scop*piettante del famoso special Rai per una notte , (realizzata a marzo a Bologna, per contestare la decisione dell’azienda di con*gelare i talk show politici) già passato alla storia come uno dei migliori contenitori di veleno e di fango gettato addosso al Cav.
    En*comiabile.
    Come encomiabile la battutac*cia di Travaglio che rincara la dose: «Il Tg1 è una Pravda ad personam » (dove la perso*nam ovviamente è Silvio Berlusconi) e in*troduce noi tapini ad una nuova interessan*te lezione di libertà:
    «Noi che facciamo i giornalisti - dice Travaglio - ci occupiamo dei politici quando fanno bene e quando sbagliano, indipendentemente dal colore politico mentre Il Giornale e Libero si occu*pano solo di difendere Berlusconi e di attac*care i suoi nemici».

    Massì, forse Travaglio è talmente libero e indipendente (come dimostrerà poi nel suo pippone sulla censura) che non si ricor*da nemmeno chi era e che cosa ha scritto in passato.
    Glielo ricorda, fortunatamente, Belpietro a proposito delle tangenti Fiat e del libro scritto dal Pinocchietto di Annoze*ro ma lui, il Pinocchietto, storce il naso lun*go lungo e fa finta una volta di più di non ricordarsi di che cosa si sta parlando.
    E che dire del cattivo gusto sparato già nell’ante*prima per cercare di stendere subito con un uppercut gli spettatori e per prendere per i fondelli, una volta di più Mauro Masi, il di*rettore generale della Rai (massì proprio l’azienda in cui lavora Santoro e che lui per primo dovrebbe rispettare).

    Per cercare for*ze fresche si va a Berlino, o meglio Ruotolo va Berlino.
    Per far entrare in campo, nel campo di Annozero , anche Saviano.
    Che ben figura nella squadra dei martiri quan*do* lamenta la censura che avrebbe già subi*to il suo programma «narrativo» (non politi*co, per carità, come tiene a precisare lo scrit*tore) che dovrebbe fare in tandem con Fa*zio.
    Colpa di Masi, tanto per cambiare, che ha congelato tutto ovviamente appena ha visto la scaletta.
    Vedete quanto è facile spa*rare sulla Rai?

    saluti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Non c’è rimedio: questa Rai va chiusa subito.

    di M. Veneziani alla prima e a pg.5 de ilgiornale.it 22 10 2010

    Sciogliete la Rai. Non c’è altra soluzione.
    Lo dice uno che credeva al servizio pubblico e, pensate, perfino al ruolo educativo della tv.
    Ma l’Italia, il governo e il Parlamento non possono occuparsi ogni giorno delle parole di Santoro, dei contratti di Benigni, degli ultimatum di Fazio e degli arrangiamenti di Masi.
    Un Paese non può dividersi sui contratti agli artisti e sugli insulti ai direttori. Meglio chiudere baracca e burattini e lasciare campo al libero mercato.
    Le tre reti principali lasciatele ai migliori offerenti, con diritto di prelazione a cooperative di dipendenti, amatori e ispiratori della rete.
    Chi ama Raitre si paghi il canone per farsene carico; chi ama il suo rovescio faccia altrettanto con un’altra rete, per esempio Raidue, che non esiste più da quando finì l’era craxiana.
    O paghi un canone per Raiuno chi pretende un’informazione più ufficiale, meno schierata, tendenzialmente governativa a prescindere dai governi in carica. Non sono un seguace entusiasta del federalismo fiscale, ma in questo caso ci starebbe bene: ognuno paga la rete che vuole e la rete spende i soldi che i suoi utenti versano a lei. Più quello che ciascuna rete raccoglie di pubblicità sul mercato. È la fine del servizio pubblico, direte, è l’apoteosi della lottizzazione al suo stadio più esplicito e brutale.

    Sono d’accordo e mi dispiace un sacco.
    Ma non si può sopportare questo scempio quotidiano, questa porcata giornaliera, e questa impossibilità di venirne fuori.
    Ci sono censure vere che passano sotto silenzio perché fanno comodo un po’ a tutti i dignitari politici della Rai: spariscono dal video o non vi approdano gli irregolari che non appartengono ai blocchi di potere e ai partiti dominanti, compresi i partiti editoriali che ci sono in Italia.
    Non trovano spazio gli incontrollabili che, pur avendo un’identità precisa, non vanno in quota partiti e non prendono ordini dai poteri.
    Ci sono invece mezze censure, o censure presunte, che diventano oggetto di guerra, di vertenza e di teatro.

    La Rai fa molto più spettacolo fuori dai suoi schermi che dentro. Se la Rai è in trattativa con un divo «de sinistra» ed entrambi tirano sul prezzo, la trattativa viene presentata come una lotta per la libertà contro il fascismo e un’eroica resistenza contro un tentativo di censura.
    L’azienda non può cercare di contenere i costi, inguaiata com’è; se lo fa, vuol dire che usa a pretesto i soldi per censurare i programmi. Dammi centomila o ti sputtano come dittatore: questo in sintesi il «raicatto» della malavita organizzata in sinistra televisiva.
    E non c’è giorno che non emetta ultimatum come se fosse una potenza straniera pronta alla dichiarazione di guerra e all’attacco armato: dacci carta bianca o ti facciamo a pezzi.
    Un giorno o l’altro recapiterà a Berlusconi un orecchio, un testicolo e un baffo di Masi.

    No, non si può andare avanti a discutere se bisogna lasciar fare per non farsi accusare che si è tiranni o se censurare, fregandosene bellamente degli attacchi.
    Ancora più grottesche le mezze misure, le tiratine d’orecchi e le sospensioni con ampia facoltà di esternazione in video, che amplificano il martirio senza fermare l’abuso.
    Non è meglio, a questo punto, rompere le righe e affidarsi alla libera iniziativa? Lo dico da cittadino e da utente, ma anche da ex-consigliere e collaboratore della Rai. Se la Rai non fosse ingessata dai padroni di fuori e dai vigliacchi di dentro, se la Rai non fosse eterodiretta e succuba di troppi poteri, non giocherebbe sempre in difesa, ma andrebbe all’attacco.
    Smetterebbe di studiare come frenare Santoro, il predicozzo di Benigni o il «dossieraggio» di Report (lo chiamo così come loro chiamano le inchieste giornalistiche mirate, come quelle che riguardano Fini o Berlusconi).
    Lascerebbe loro libero campo, magari convogliandoli nella stessa rete per coerenza editoriale e garanzia dell’utente; ma poi andrebbe all’attacco.

    Il miglior modo per rilanciare la Rai e bilanciare le presenze moleste è rompere gli equilibri, svecchiare, innovare.
    Per esempio, una Raidue vivace si sarebbe accaparrata un Antonello Piroso, indipendentemente dalle sue opinioni politiche, dopo che è stato ingiustamente accantonato da La7 per far posto ad un altro bravo come Mentana.
    Dico ai lottizzatori cretini: la bravura fa più fatturato politico di un programma allineato che non vede nessuno.
    Una Raiuno vivace non lascerebbe il monopolio all’ottimo Vespa, che è sì la sua colonna principale, ma neanche San Pietro regge su una sola colonna, bensì su un colonnato: e allora magari avrebbe puntato al suo interno su Minoli, che ha il difetto di essere in quota se stesso; avrebbe cercato di portarsi il meglio che offre la concorrenza (facendo scouting nelle private).

    Avrebbe corteggiato spietatamente un Giuliano Ferrara, che si chiama fuori dal video.
    Avrebbe sperimentato in reti secondarie e in fasce orario marginali nuovi talenti interni, magari di diversa opinione; immetterebbe come editorialisti di rete o di testata firme giornalistiche mordaci della carta stampata.
    Invece il nulla.
    Lo so per esperienza personale, avendo vanamente proposto, quando ero in consiglio, non pochi innesti e perfino una rete ad hoc per testare emergenti promesse. Ma ai politici queste cose non interessavano: l’importante è vedere come sono trattati loro dalla Rai e i loro famigli, suocere incluse.
    Al partito Rai nemmeno: guai a toccare la mummia, se sposti un cameraman metti a rischio la democrazia.

    Ma se non si riesce a stare sul mercato, a essere agili e innovativi, in sintonia con i propri tempi, se non si ha la possibilità sovrana di decidere, meglio tagliare la testa al toro e sciogliere la Rai.
    Questo braccio di ferro su quanto spazio concedere e fino a che punto sopportare il Nemico o l’Invasore, è tristemente ridicolo ed è pure noioso.
    Cambiate programma, per favore.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Secondo me Il Giornale senza Santoro, Gabanelli, Saviano, Grillo, Luttazzi...chiuderebbe baracca e burattini dopo un mese.

    E' un giornale che si nutre di livore verso queste persone. Più spara e più vende copie
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Secondo me Il Giornale senza Santoro, Gabanelli, Saviano, Grillo, Luttazzi...chiuderebbe baracca e burattini dopo un mese.

    E' un giornale che si nutre di livore verso queste persone. Più spara e più vende copie
    Raffronto vendite aprile 2009-aprile 2010

    Il Giornale + 3,3%
    Corriere della Sera - 13,4%
    La Repubblica - 9,2%

    (Fonte ADS)

    forse le spara, ma mentre i gossippari e il corrierone crollano, il giornale sale.
    chissà perchè mai?
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    Raffronto vendite aprile 2009-aprile 2010

    Il Giornale + 3,3%
    Corriere della Sera - 13,4%
    La Repubblica - 9,2%

    (Fonte ADS)

    forse le spara, ma mentre i gossippari e il corrierone crollano, il giornale sale.
    chissà perchè mai?
    Corriere e Repubblica hanno ormai siti internet che fanno invidia a molti quotidiani, compreso il fogliaccio di Feltri.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Corriere e Repubblica hanno ormai siti internet che fanno invidia a molti quotidiani, compreso il fogliaccio di Feltri.
    sono i primi due siti che clicco ogni mattina appena arrivo in ufficio, ma tu avresti ragione se il calo fosse generale, invece la gente i giornali continua a comperarli, solo che evita corriere e repubblica2000. non è la stessa cosa
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Fermare Michele? Basta metterlo ...

    Citazione Originariamente Scritto da Dottor Zoidberg Visualizza Messaggio
    sono i primi due siti che clicco ogni mattina appena arrivo in ufficio, ma tu avresti ragione se il calo fosse generale, invece la gente i giornali continua a comperarli, solo che evita corriere e repubblica2000. non è la stessa cosa
    Feltri è stato preso per alzare le vendite senza farsi scrupoli.
    E poi i lettori berlusconiani hanno solo due scelte, a parte il Tempo, che non compra nessuno
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Feltri è stato preso per alzare le vendite senza farsi scrupoli.
    E poi i lettori berlusconiani hanno solo due scelte, a parte il Tempo, che non compra nessuno
    come dire che la stampa italiana è totalmente in mano alla sinistra. ti fa onore ammetterlo, prima o poi capirai che anche in rai è così.
    Perchè, ma perchè non capite?
    che io non posso lasciar la mia terra,
    ogni albero conosce il mio tocco,
    ogni frutto è per me come un figlio.

 

 

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