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  1. #1
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Ogni volta che mi metto a proporre la necessità di implementare l'utilizzo di software di I.A. che sostistuiscano tutti o parte dei giudici umani nella formazione delle sentenze, vengo regolarmente sbertucciato dai difensori del giudice così com'è. La motivazione è sempre la stessa: che per poter prendere delle decisioni che riguardano delle persone accusate di reati di qualsiasi tipo, occorre prendere in considerazione tanti aspetti che un software di I.A. non riuscirebbe mai a cogliere. Che con l'utilizzo dei computer si sminuirebbe la dignità della magistratura, e che si prederebbe financo il carattere di indipendenza di questa istituzione.

    Non sono per niente d'accordo, naturalmente.

    Non è vero che o software dei I.A. non siano in grado di prendere in considerazione i più reconditi aspetti nella valutazione di un caso in esame: la capacità di memoria e la velocità di elaborazione, immensamente superiori alle capacità dicun essere umano, rendono i computer perfettamente in grado di analizzare ogni minimo aspetto dellacausa in esame. Non solo, ma lo fanno immediatamente; non c'è bisogno di attendere i tempi lunghissimi del giudice umano. Se pensiamo che già adesso noi mettiamo in mano a software sofisticatissimi le nostre stesse vite; basti pensare alle centraline elettroniche che regolano il funzionamento delle auto, dei navigatori digitali che non sono ti fanno vedere il percorso, ma ti guidano passo passo e allo stesso tempo ti informano sulle condizioni del traffico, della collocazione di rifornimenti, alberghi, parcheggi... per non parlare dei sofware che dirigono che attrezzature ospedaliere nelle terapie intensive. Software che verificano la sicurezza degli edifici, andando a indagare in un palazzo enorme, perfino il più piccolo ferrettino di armatura nell'angolino del pilastro o della trave più nascosti alla vista. Che indaga sul terreno e sulle sue più piccole caratteristiche, che valutano l'intensità e gli effetti di un possibile terremoto; i computer che ci consentono di volare per il mondo... ma non la finirei più di elencare quante sono le macchine di I.A. che ci guidano e ci proteggono.

    Ma, non si sa perché, quando si tratta di valutaregli elementi che compongono un caso di reato o una semplice causa civile, il computer diventa un mostro e il software diventa "inadeguato"!

    La verità è che non è vero che l'I.A. non sia capace di fare valutazioni anche migliori di un giudice umano e in un tempo immensamente più rapido. La verità è che i magistrati hanno paura di perdere il loro potere. Hanno paura di diventare dei semplici inseritori di dati senza più alcuna autorità.

    Ovviamente questo pericolo non esiste, ma l'incapacità umana a immaginare il futuro e la paura del cambiamento sono ben radicati nell'animo umano.
    proverbi popolari:
    Il medico pietoso fa la piaga puzzolente
    Chi vuole, va; chi non vuole, manda
    Chi sa, fa; chi non sa, insegna
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  2. #2
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Il caso di scuola di cui si parla nel titolo del topic è quello accaduto nel tribunale di Roma, proprio in questi giorni:

    Roma: stesso processo cambiano 16 giudici in 15 udienze

    Un tribunale in composizione collegiale del palazzo di giustizia capitolino, chiamato a giudicare in un processo in cui si contesta l’associazione mafiosa, avrebbe cambiato 16 giudici in 15 udienze preservando solamente la figura del presidente della corte. Una circostanza segnalata in una nota dalla Camera penale di Roma che sottolinea come la situazione abbia potuto “impattare in maniera frontale – si legge in una nota della camera penale di Roma – sui canoni della oralità della immediatezza, impedendo al collegio di conoscere volta per volta gli snodi processuali antecedenti al suo insediamento e pregiudicando irreparabilmente la correttezza dell’iter di formazione del bagaglio conoscitivo a partire dal quale il giudice dovrebbe assumere la propria decisione e articolare la relativa motivazione”. E per questo, in vista della prossima udienza del processo, la stessa Camera penale, ha indetto una giornata di astensione dalle udienze.

    “Immaginiamo di essere sotto processo e che la decisione sulla innocenza o colpevolezza la prenda un giudice diverso da quello che ha seguito tutto il giudizio e in particolare l’esame dei testimoni”, dichiara Vincenzo Comi, il presidente della Camera penale di Roma. “Non conosce nulla, arriva e decide. Si può chiamare processo rispettoso dei diritti fondamentali delle persone? È una giustizia credibile? Possiamo veramente pensare che nel 2022 siamo ancora in queste condizioni? La gente dovrebbe chiedere il perché al presidente del tribunale di Roma; dovrebbe chiedere come sia possibile che con una frequenza straordinaria all’ultima udienza di processi delicati (ma anche meno delicati) arrivi un giudice mai visto nel dibattimento e decida sulla responsabilità dell’imputato”. Praticamente il nuovo arrivato al massimo potrà aver visto l’imputato in faccia prima di entrare nella camera di consiglio per la decisione.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    L'articolo 174 del Codice di procedura penale così recita riguardo alla figura del "giudice immutabile":

    Il giudice designato è investito di tutta l'istruzione della causa e della relazione al collegio.

    Soltanto in caso di assoluto impedimento o di gravi esigenze di servizio può essere sostituito con decreto del presidente [79 disp. att.]. La sostituzione può essere disposta, quando è indispensabile, anche per il compimento di singoli atti


    Ora io mi chiedo:

    1 - è possibile che in questo processo romano ci siano state ben 15 GRAVI MOTIVAZIONI che abbiano necessitato queste sostituzioni di giudici...??

    2 - se si fosse utilizzato un software di I.A. al posto del giudice umano, non sarebbe stato molto più efficiente e rapido tutto il procedimento...??

    Invece adesso gli avvocati entrano in sciopero, perchè obiettivamente si sono rotti le scatole per questo esempio gravissimo di inefficienza dei giudici umani nello svolgimento del loro lavoro.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Ogni volta che mi metto a proporre la necessità di implementare l'utilizzo di software di I.A. che sostistuiscano tutti o parte dei giudici umani nella formazione delle sentenze, vengo regolarmente sbertucciato dai difensori del giudice così com'è. La motivazione è sempre la stessa: che per poter prendere delle decisioni che riguardano delle persone accusate di reati di qualsiasi tipo, occorre prendere in considerazione tanti aspetti che un software di I.A. non riuscirebbe mai a cogliere. Che con l'utilizzo dei computer si sminuirebbe la dignità della magistratura, e che si prederebbe financo il carattere di indipendenza di questa istituzione.

    Non sono per niente d'accordo, naturalmente.

    Non è vero che o software dei I.A. non siano in grado di prendere in considerazione i più reconditi aspetti nella valutazione di un caso in esame: la capacità di memoria e la velocità di elaborazione, immensamente superiori alle capacità dicun essere umano, rendono i computer perfettamente in grado di analizzare ogni minimo aspetto dellacausa in esame. Non solo, ma lo fanno immediatamente; non c'è bisogno di attendere i tempi lunghissimi del giudice umano. Se pensiamo che già adesso noi mettiamo in mano a software sofisticatissimi le nostre stesse vite; basti pensare alle centraline elettroniche che regolano il funzionamento delle auto, dei navigatori digitali che non sono ti fanno vedere il percorso, ma ti guidano passo passo e allo stesso tempo ti informano sulle condizioni del traffico, della collocazione di rifornimenti, alberghi, parcheggi... per non parlare dei sofware che dirigono che attrezzature ospedaliere nelle terapie intensive. Software che verificano la sicurezza degli edifici, andando a indagare in un palazzo enorme, perfino il più piccolo ferrettino di armatura nell'angolino del pilastro o della trave più nascosti alla vista. Che indaga sul terreno e sulle sue più piccole caratteristiche, che valutano l'intensità e gli effetti di un possibile terremoto; i computer che ci consentono di volare per il mondo... ma non la finirei più di elencare quante sono le macchine di I.A. che ci guidano e ci proteggono.

    Ma, non si sa perché, quando si tratta di valutaregli elementi che compongono un caso di reato o una semplice causa civile, il computer diventa un mostro e il software diventa "inadeguato"!

    La verità è che non è vero che l'I.A. non sia capace di fare valutazioni anche migliori di un giudice umano e in un tempo immensamente più rapido. La verità è che i magistrati hanno paura di perdere il loro potere. Hanno paura di diventare dei semplici inseritori di dati senza più alcuna autorità.

    Ovviamente questo pericolo non esiste, ma l'incapacità umana a immaginare il futuro e la paura del cambiamento sono ben radicati nell'animo umano.
    Il problema di una proposta del genere è esattamente l'opposto di quello prospettato.
    Non è l'I.A. a non "comprendere" o "cogliere" aspetti da prendere in considerazione, bensì siamo noi a non essere in grado né di determinare le logiche che determinano un giudizio né tantomeno di comprenderle, tanto a priori che a posteriori.
    Unita nella diversità - In verscheidenheid verenigd - United in diversity - Unis dans la diversité - Unida en la diversidad

  5. #5
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Jeff. Visualizza Messaggio
    Il problema di una proposta del genere è esattamente l'opposto di quello prospettato.
    Non è l'I.A. a non "comprendere" o "cogliere" aspetti da prendere in considerazione, bensì siamo noi a non essere in grado né di determinare le logiche che determinano un giudizio né tantomeno di comprenderle, tanto a priori che a posteriori.
    Osservazione giustissima. Ma non si deve pensare che questi algoritmi si presentino già completi e pronti all'uso. La grande valenza dell'I.A. è esattamente nella sua capacità di "autoistruirsi" e diventare sempre più adatta allo scopo a cui a destinata.

    Occorre sicuramente un primo grosso lavoro di implementazione del database in cui siano memorizzati i codici, le sentenze, le casistiche, e un grosso lavoro di elaborazione degli algoritmi che facciano da "starter" per il processo di valutazione automatica. L'utilizzo dei software è quindi condizione necessaria per innescare il processo di autosviluppo a cui accennavo prima.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Io sono decisamente poco commosso dalla cosiddetta intelligenza artificiale, che tirando le somme nel migliore dei casi non è altro che competenza umana ben selezionata e ben integrata con il 'senso comune'.
    Da quanto sopra discende che la qualità di una implementazione di a.i. dipende dalla qualità della selezione della competenza umana, dalla qualità della sua traduzione in regole tassative o in criteri euristici, e dalla qualità nella implementazione del 'senso comune'.
    Qualora i problemi di cui sopra fossero stati superati, resta comunque un interrogativo: chi firmerebbe le sentenze, asuumendosene la responsabilità legale?

  7. #7
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Una sentenza civile, o ancora di più, penale, non può diventare un procedimento automatico come applicare una multa a chi supera un limite di velocità.

  8. #8
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Osservazione giustissima. Ma non si deve pensare che questi algoritmi si presentino già completi e pronti all'uso. La grande valenza dell'I.A. è esattamente nella sua capacità di "autoistruirsi" e diventare sempre più adatta allo scopo a cui a destinata.

    Occorre sicuramente un primo grosso lavoro di implementazione del database in cui siano memorizzati i codici, le sentenze, le casistiche, e un grosso lavoro di elaborazione degli algoritmi che facciano da "starter" per il processo di valutazione automatica. L'utilizzo dei software è quindi condizione necessaria per innescare il processo di autosviluppo a cui accennavo prima.
    Tu però stai descrivendo come fornire un training set all'AI, passo iniziale per la costruzione di qualunque intelligenza artificiale, io ti sto descrivendo i problemi intrinseci di qualunque AI già pienamente istruita.
    Da softwerista ti dico che io non mi affiderei mai ad un sistema del genere, in cui il controllo della giustizia non è più umano.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Nessuno ha mai sostenuto, tanto meno io, che tutto debba essere delegato al software e il giudice umano non debba più metterci bocca. Come con i robot nelle fabbriche, esiste sempre un uomo che soprassiede al loro funzionamento. Nel caso dei tribunali, questa persona è ovviamente un giudice, che ha il compito di valutare se quanto elaborato dalla I.A. abbia un senso, ma certamente non ripetendo egli stesso le analisi e tutta la procedura!

    Un parallelo possiamo averlo con i software di calcolo e verifica degli edifici: essi compiono tali e tante elaborazioni, di cui moltissime altamente complesse, che un ingegnere umano ci metterebbe una vita intera ad eseguirle e probabilmente comunque non sarebbe in grado di valutare tutti gli aspetti tecnici che valuta il software. Non di meno, le conclusioni del software non vengono MAI accettate acriticamente dal progettista, che resta sempre personalmente responsabilie dei risultati ottenibili tramite il software che utilizza.

    Quindi, come fa il tecnico a intestarsi la responsabilità di un risultato ottenuto dal software...? Con una procedura di verifica che si chiama "validazione": egli verifica che i risultati ottenuti siano congruenti, utilizzando procedure semplificate alla portata delle sue capacità di elaborazione e utilizzando diversi software per confrontarne i risultati.

    Alla fine il discorso è questo: io uso il software, il quale mi mette in grado di ottenere risultati che da solo non sarei mai riuscito ad ottenere, ma ne verifico ogni volta l'attendibilità, utilizzando gli strumenti che la mia formazione tecnica mi mette a disposizione.

    Ora, se trasponiamo questo discorso nell'ambito giudiziario, cambiano i protagonisti ma non il succo del discorso. Sta quindi alla nostra capacità di valutazione stabilire se il risultato dell'elaborazione della I.A. sia congruo o meno, magari utilizzando le nostre competenze e anche, perché no...? Più di un software.

    Come si vede, la paura di certe persone che il giudice umano perda di rilevanza, è infondata.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Giustizia e necessità dell'I.A. nei tribunali: un recente caso di scuola

    Citazione Originariamente Scritto da Roberto il Guiscardo Visualizza Messaggio
    Osservazione giustissima. Ma non si deve pensare che questi algoritmi si presentino già completi e pronti all'uso. La grande valenza dell'I.A. è esattamente nella sua capacità di "autoistruirsi" e diventare sempre più adatta allo scopo a cui a destinata.

    Occorre sicuramente un primo grosso lavoro di implementazione del database in cui siano memorizzati i codici, le sentenze, le casistiche, e un grosso lavoro di elaborazione degli algoritmi che facciano da "starter" per il processo di valutazione automatica. L'utilizzo dei software è quindi condizione necessaria per innescare il processo di autosviluppo a cui accennavo prima.
    Non è questione di database.

    Questo qui sotto, SOMMARIAMENTE descritto, è il SOLO Codice penale: che andrebbe "incrociato" con il Codice di PROCEDURA penale e, ovviamente, con il Codice civile.
    Per certi versi ANCORA più complesso.

    La struttura del codice penale italiano e i contenuti
    La struttura del codice penale italiana è suddivisa in tre libri, che a loro volta sono organizzati in titoli, capi, sezioni, paragrafi e articoli.

    Il primo libro è sui reati in generale
    Il secondo libro è sui delitti in particolare
    Il terzo libro è sulle contravvenzioni in particolare
    Può sembrare difficile, a primo acchitto, capirne il contenuto può sembrare ostico. Chi si laurea in materie di diritto con una specializzazione in diritto penale deve conoscere ogni legge. Spiegarla una a una risulterebbe complicato, ma ti daremo un’idea di cosa si trova in ognuno dei tre libri.

    Libro primo dei reati in generale
    Titolo I – Della legge penale (artt. 1-16)

    Titolo II – Delle pene (artt. 17-38)

    Titolo III – Del reato (artt. 39-84)

    Titolo IV – Del reo e della persona offesa dal reato (artt. 85-131)

    Titolo V – Della modificazione, applicazione ed esecuzione della pena (artt. 131/bis-149)

    Titolo VI – Della estinzione del reato e della pena (artt. 150-184)

    Titolo VII – Delle sanzioni civili (artt. 185-198)

    Titolo VIII – Delle misure amministrative di sicurezza (artt. 199-240 bis)

    Nel primo libro troviamo le regole base su come viene applicato il codice penale, ma anche di alcuni reati in maniera generale

    Libro secondo dei delitti in particolare
    Titolo I – Dei delitti contro la personalità dello Stato (artt. 241-313)

    Titolo II – Dei delitti contro la Pubblica amministrazione (artt. 314-360)

    Titolo III – Dei delitti contro l’amministrazione della giustizia (artt. 361-401)

    Titolo IV – Dei delitti contro il sentimento religioso (artt. 402-413)

    Titolo V – Dei delitti contro l’ordine pubblico (artt. 414-421)

    Titolo VI – Dei delitti contro l’incolumità pubblica (artt. 422-452)

    Titolo VII – Dei delitti contro la fede pubblica (artt. 453-498)

    Titolo VIII – Dei delitti contro l’economia pubblica (artt. 499-518)

    Titolo IX – Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume (artt. 519-544)

    Titolo IX-bis – Dei delitti contro il sentimento per gli animali (artt. 544 bis-544 sexies)

    Titolo X – Dei delitti contro l’integrità e la sanità della stirpe (artt. 545-555)

    Titolo XI – Dei delitti contro la famiglia (artt. 556-574 bis)

    Titolo XII – Dei delitti contro la persona (artt. 575-623 ter)

    Titolo XIII – Dei delitti contro il patrimonio (artt. 624-649 bis)

    Il secondo libro si concentra sui vari delitti (un tipo di reato) come ne possiamo evincere dai titoli.

    Libro terzo delle contravvenzioni in particolare
    Titolo I – Delle contravvenzioni di polizia (artt. 650-730)

    Titolo II – Delle contravvenzioni concernenti l’attività sociale della pubblica amministrazione (731-734)

    Titolo III – Delle contravvenzioni concernenti la tutela della riservatezza (art. 734 bis)

    Il terzo libro infine, sulle contravvenzioni (il secondo tipo di reato) che sono la trasgressione a un divieto contenuto in una norma giuridica.

 

 
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