Ogni volta che mi metto a proporre la necessità di implementare l'utilizzo di software di I.A. che sostistuiscano tutti o parte dei giudici umani nella formazione delle sentenze, vengo regolarmente sbertucciato dai difensori del giudice così com'è. La motivazione è sempre la stessa: che per poter prendere delle decisioni che riguardano delle persone accusate di reati di qualsiasi tipo, occorre prendere in considerazione tanti aspetti che un software di I.A. non riuscirebbe mai a cogliere. Che con l'utilizzo dei computer si sminuirebbe la dignità della magistratura, e che si prederebbe financo il carattere di indipendenza di questa istituzione.
Non sono per niente d'accordo, naturalmente.
Non è vero che o software dei I.A. non siano in grado di prendere in considerazione i più reconditi aspetti nella valutazione di un caso in esame: la capacità di memoria e la velocità di elaborazione, immensamente superiori alle capacità dicun essere umano, rendono i computer perfettamente in grado di analizzare ogni minimo aspetto dellacausa in esame. Non solo, ma lo fanno immediatamente; non c'è bisogno di attendere i tempi lunghissimi del giudice umano. Se pensiamo che già adesso noi mettiamo in mano a software sofisticatissimi le nostre stesse vite; basti pensare alle centraline elettroniche che regolano il funzionamento delle auto, dei navigatori digitali che non sono ti fanno vedere il percorso, ma ti guidano passo passo e allo stesso tempo ti informano sulle condizioni del traffico, della collocazione di rifornimenti, alberghi, parcheggi... per non parlare dei sofware che dirigono che attrezzature ospedaliere nelle terapie intensive. Software che verificano la sicurezza degli edifici, andando a indagare in un palazzo enorme, perfino il più piccolo ferrettino di armatura nell'angolino del pilastro o della trave più nascosti alla vista. Che indaga sul terreno e sulle sue più piccole caratteristiche, che valutano l'intensità e gli effetti di un possibile terremoto; i computer che ci consentono di volare per il mondo... ma non la finirei più di elencare quante sono le macchine di I.A. che ci guidano e ci proteggono.
Ma, non si sa perché, quando si tratta di valutaregli elementi che compongono un caso di reato o una semplice causa civile, il computer diventa un mostro e il software diventa "inadeguato"!
La verità è che non è vero che l'I.A. non sia capace di fare valutazioni anche migliori di un giudice umano e in un tempo immensamente più rapido. La verità è che i magistrati hanno paura di perdere il loro potere. Hanno paura di diventare dei semplici inseritori di dati senza più alcuna autorità.
Ovviamente questo pericolo non esiste, ma l'incapacità umana a immaginare il futuro e la paura del cambiamento sono ben radicati nell'animo umano.




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