Assicurazioni contro le calamità, una strada obbligata
Secondo dati recentissimi provenienti dall’industria assicurativa, nel nostro Paese solo il 12,9% delle polizze fabbricati presenta estensioni assicurative per i rischi catastrofali e di queste solo il 3% copre tutti i rischi (le altre o solo il terremoto o solo le alluvioni). In Francia esiste la situazione algebricamente opposta perché oltre il 90% dei fabbricati ha copertura per i rischi da catastrofi naturali e ciò perché privati e imprese sono obbligati a stipulare una polizza antincendio sugli immobili che contiene appunto una clausola contro le calamità naturali. In Francia esiste peraltro un efficiente sistema di riassicurazione pubblica che permette a tali polizze di essere emesse e vendute a costi equilibrati. Ma perché è (o sarebbe) così importante una ampia copertura assicurativa contro le calamità? Intanto perché una volta che il danno si sia effettivamente verificato, il meccanismo assicurativo permette una copertura dei costi da ricostruzione molto più veloce e puntuale dell’intervento pubblico e poi perché un utilizzo esteso delle polizze permetterebbe di liberare importanti risorse pubbliche da utilizzare per la prevenzione e per la salvaguardia del territorio. Attività assolutamente necessarie in un contesto a rischio elevato come è quello italiano (se ne è rivista la necessità e l’urgenza solo pochi giorni fa nella tragedia di Casamicciola). Un meccanismo di questo tipo può essere basato su un sistema di “assicurazione volontaria”; di assicurazione “obbligatoria”(da noi da sempre mal vista perché considerata un “balzello” in più sulla casa) o “semi obbligatoria” (come appunto quella francese, considerata la più efficiente). La scelta spetta, e spetterà, al Legislatore
https://www.adnkronos.com/assicurazi...mYqZRrShDTTfqs





Rispondi Citando
