LONDRA - I documenti riservati sulla guerra in Iraq resi pubblici da Wikileaks sollevano accuse "estremamente gravi" alle forze americane. Non usa mezzi termini Il vicepremier britannico, Nick Clegg. In un'intervista alla Bbc esprime un duro giudizio sulle rivelazioni emerse dagli oltre 400mila documenti fatti circolare dal sito americano che fa capo a Julian Assange, che documentano stragi nascoste e torture ai prigionieri e puntano il dito contro le forze americane. Per Clegg, ora la gente si aspetta una risposta ufficiale alle "sconvolgenti" rivelazioni contenuti nei file. "Possiamo rammaricarci di come quei documenti siano potuti uscire ma ritengo che la natura di quanto denunciato sia estremamente grave, sono cose penose da leggere e molto, molto gravi", ha affermato Clegg. E ha aggiunto: "Presumo che l'Amministrazione Usa fornirà la sua risposta e non spetta a noi dire come debba farlo".
Per il vice liberaldemocratico di David Cameron, che in passato aveva giudicato illegale la partecipazione britannica all'invasione dell'Iraq, sostenuta invece con forza dall'allora premier Tony Blair a fianco degli Stati Uniti, "qualunque indicazione che le regole di ingaggio e le fondamentali regole della guerra siano state violate e che la tortura sia stata in alcun modo tollerata è estremamente grave e va approfondita". Dai file emergono ricostruzioni inquietanti sul conflitto in Iraq - fra cui nuovi particolari sulle circostanze della morte di Nicola Calipari - e accuse alle forze americane, che avrebbero coperto stragi di civili e non avrebbero contrastato centinaia di abusi e torture compiute dalle forze irachene. Finora il Pentagono ha detto che dalle carte non emerge nulla di nuovo, ed ha deplorato la pubblicazione dei file, dicendo che la loro pubblicazione mette a rischio centinaia di informatori iracheni che hanno collaborato con le forze americane.
Wikileaks, Londra polemica con gli Usa: "Dai file gravi accuse" - Repubblica.it




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