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Discussione: Novità edizioni Ar

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    RICEVO E INOLTRO:

    Edizioni di Ar - Casa Editrice di Franco Freda | Sito Ufficiale

    * JOHANN JAKOB BACHOFEN
    Le Madri e la virilità olimpica.
    Studi sulla storia segreta dell’antico mondo mediterraneo
    A cura di JULIUS EVOLA, con una postfazione di UMBERTO COLLA
    Edizioni di Ar, Euro 20,00

    Introducendo questa bella antologia bachofeniana, il suo curatore Julius Evola avverte il lettore che non si troverà di fronte a una erudizione fine a sé stessa, ai soliti “occhiali senza occhi”, ma a una profonda intuizione e una efficace rappresentazione del significato spirituale dell’Antichità classica. In Italia, sin dal 1934, nella sua Rivolta contro il mondo moderno è Evola il primo a confrontarsi seriamente con Bachofen. Nel capitolo di Rivolta dedicato alla “Civiltà della madre”, Evola rinvia espressamente alla lettura del Mutterrecht (il Matriarcato), di Bachofen. L’influsso di quest’ultimo scritto è pure evidente nelle pagine evoliane sull’“Ellade dorica”, mentre in quelle sulla “Romanità nordica” si rimanda il lettore allo studio della Sage von Tanaquil (La leggenda di Tanaquilla). Nel 1941, in Sintesi di dottrina della razza, Evola dispiega la propria miglior attitudine contemplativa nel definire, secondo canoni bachofeniani, le tipologie umane tellurica, afroditica, amazzonica, demetrica, dionisiaca, eroica, solare. Ma solo nel 1949, con la presente antologia apparsa per i tipi di Bocca, il lettore italiano dispone di un adeguato quadro
    ricognitivo delle ricerche di Bachofen. Appunto ne Le Madri e la virilità olimpica, viene proposta una scelta ampia e significativa delle principali considerazioni dello studioso svizzero. Accanto alla “Introduzione” a La leggenda di Tanaquilla, si ritrova qui la “Prefazione” a Il Matriarcato – con la fondamentale teoria delle
    corrispondenze cosmiche e del simbolismo naturale della Terra, della Luna e del Sole –, assieme a passi, come quelli su “La vita segreta del circo” (tratti dal Simbolismo funerario degli Antichi), che suggeriscono la connessione tra la simbolica del Bachofen e la dottrina romantica della polarità universale.

    Sommario

    Introduzione, di Julius Evola 5.

    I. L’èra della Madre e il suo superamento 19.
    II. Stadii intermedi. “Bellerofonte” 81.
    III. Tanaquilla: Romanità, Oriente ed Occidente 93.
    IV. Lunus e Luna. La virilità lunare 143.
    V. Augusto-Oreste 153.
    VI. Conoscenza delle Danaidi 162.
    VII. La vita segreta del Circo 167.
    VIII. Il punto di riferimento superiore 180.
    IX. Feminilità di Dioniso 183.
    X. Il significato di Apollo nella civiltà antica 194.
    XI. Il diritto e il mondo delle origini 206.
    XII. Pitagora 230.
    XIII. Gli Etruschi 241.
    Dell’una e dell’altra fortuna di Johann Jakob Bachofen, di Umberto Colla 251

    Indice dei nomi 271

    * Johann Gottlieb Fichte
    DISCORSI ALLA NAZIONE TEDESCA
    A cura di ENRICO BURICH con una postfazione di FRANCESCO INGRAVALLE
    Edizioni di Ar, euro 20,00

    Pronunziati dal 13 dicembre 1807 al 20 marzo 1808, a ridosso della sconfitta prussiana di Jena, i Discorsi alla nazione tedesca – qui riproposti nella classica versione di Enrico Burich – muovono da una dura imputazione di egoismo quale causa reale della sconfitta della Prussia e propongono un radicale programma di rieducazione della nazione. Gli individui vanno orientati a sentirsi parte del tutto nazionale, anziché atomi egoistici desiderosi soltanto del proprio benessere particolare. Il senso di appartenenza è non soltanto etnico, ma anche etico-politico e configura un tipo umano che realizza la libertà morale individuale come libertà della comunità nazionale. Un tipo umano che sarà non soltanto la guida per tutti i Tedeschi verso l'unificazione etico-politica, ma anche la guida dell'intera umanità sotto il regno della “ragione pratica” e della libertà secondo ragione.

    Introduzione, di Enrico Burich V-XXIV I. Prolegomeni e considerazioni gene-rati 1. II. Quale deve essere la nuova educazione 19. III. Ancora dell'idea della nuova educazione 37. IV. In che cosa differiscono i Tedeschi dagli altri popoli di origine germanica 53. V. Con-seguenze della suddetta differenza 73. VI. Le qualità fondamentali dei Tedeschi guardate nella storia 89. VII. Si approfondisce il concetto della origi-nalità e della germanicità di un popolo 105. VIII. Che cosa s'intende per popolo nel senso alto della parola e che cosa è l'amor patrio 125. IX. A quale cosa già esistente nella realtà va riallacciata la nuova educazione nazionale dei Te-deschi 145. X. Per determinare meglio l'educazione nazionale tedesca 161. XI. A chi spetta di effettuare questo piano di educazione 179. XII. Con quali mezzi possiamo mantenerci in vita fino al conseguimento del nostro intento prin-cipale 197. Sunto del discorso XIII. Si continua la discussione di prima 213. XIV. Conclusione 235. Democrazia etnica e Stato etico, di Francesco Ingravalle 255. Indice dei nomi 271

    * Dudù
    Gabazkuak
    Edizioni di Ar - Librette di controra
    Euro 12,00

    [“Gabazkuak gabazkuentzat”: “Quelli della notte
    per quelli della notte”. Formula della stregoneria
    basca.]

    Questa è un’avventura di principi, anzi di briganti, anzi di filosofi. Ovvero è la storia e la descrizione vivida di ciascuna di tali figure, l’una separata dall’altra, ma l’una coincidente nel rango con l’altra. Se Adrasto, il principe protagonista del secondo racconto, si fosse trovato nelle condizioni di Umberto, il sanguinario e generoso bandito del primo, scommetteremmo che si sarebbe comportato nello stesso identico modo, desiderando fare il mondo a brani come lui. O se, al posto di entrambe le figure vagheggiate, ci fosse stato Giordano Bruno, il mago sacrificato ai suoi demoni.
    Per superiori meriti di stile (una scrittura di una bellezza violenta, che sommuove, atterrisce, incanta, istiga, rapisce), l’autrice ha avuto modo di penetrare la cortina delle fiamme in cui il nolano arse e di fare così la conoscenza di quei demoni, che sono i demoni del coraggio, della lucidità, della lealtà, della libertà. Dai loro abbracci e duelli nascono i grandi romanzi. Nascono anche i demonii – voi dite? Ebbene, dopo aver letto fino in fondo l’epilogo del meraviglioso Gabazkuak il rischio non ci metterà troppa paura...

    * E. Malynski - L. de Poncins
    LA GUERRA OCCULTA
    Armi e fasi dell’attacco ebraico-massonico alla tradizione europea.
    A cura di Julius Evola. Postfazione di Giovanni Damiano.
    Edizioni di Ar. Euro 20,00

    In un saggio magistrale del 1929, uscito su Nuova Antologia, e intitolato “Americanismo e bolscevismo”, Julius Evola denunciava il pericolo rappresentato dall’Oriente bolscevico e dall’Occidente americano, definiti “come due branche di una unica tenaglia [che] cominciano a serrarsi lentamente intorno al nucleo della nostra Europa”. Nel corso di quegli anni fatali, non pochi altri grandi protagonisti della cultura europea, da Spengler a Drieu La Rochelle, da Heidegger a Schmitt, hanno intravisto lo stesso pericolo: l’attacco portato all’Europa da potenze estranee al suo nomos. Anche La guerra occulta di Emmanuel Malynski, una volta liberata dalle sue incrostazioni ‘cospirazioniste’, si rivela essere un’opera sorprendentemente lucida sui destini di un’Europa stretta fra Oriente ed Occidente. Ripercorrere, grazie alle pagine di Malynski, l’inesorabile crisi dell’Europa, è dunque un esercizio di anamnesi storica che ancora oggi mantiene intatta tutta la sua importanza.

    * Bartolomeo Balbi,
    Yamato Damashii.
    La psiche e la virtù bellica del popolo giapponese.
    Edizioni di Ar - Sanno-Kai, collezione: 'Yûgao' (il «volto della sera»).
    Euro 14,00

    Un sottotitolo che non è millanteria di parole. Difficilmente il vocabolo ‘popolo’ è al suo posto nel descrivere l’agglomerato umano che convenzionalmente si definisce composto di connazionali. Ed è raro che a qualcuno o a qualcosa si possa fare il dono della certezza che possegga un’anima. Invece, quello giapponese è certamente un ‘popolo’ e il suo corpo è altrettanto certamente dotato di anima. Un’anima pura, regolare, limpida, intransigente, essenziale, leale, generosa. Dove le altre civiltà hanno conosciuto la storia come un corso rapinoso e lutulento e vario, il Giappone si è semplicemente esteso, facendo del tempo uno spazio, come in uno stato di grazia. L’incantesimo gli riuscì, forse, per l’attitudine a contemplare la fioritura del ciliegio, ad assumere come modello di eccellenza il momento di perfetto, eterno candore del ciliegio. Gli uomini del Paese degli Dei scoprirono che l'eternità non è imparentata con la durata, ma con la perfezione. Poi vennero fedeltà e onore. Poi vennero le innumerevoli guerre combattute e l’agio di condurre, con fortuna e grazia insieme, ogni impresa.




    - J. B. Fichte, Lo Stato commerciale chiuso, a cura di Francesco Ingravalle, pp. 154+22; Edizioni di Ar, collezione: "gli Inattuali" n. XXV; euro 15,00
    Lo Stato deve garantire la libertà della comunità – e soltanto di conseguenza quella degli individui che la compongono –, attraverso un modello autarchico che elimini la povertà e assicuri a tutti i consociati lavoro e benessere. Nel momento in cui l’interdipendenza economica degli Stati del tempo in cui Fichte scrive Lo Stato commerciale chiuso (1800) si è fatta «transtatualizzazione» dell’economia, le parole del filosofo tedesco suonano come un appello «regressista» rispetto alle teorie economiche e politiche riguardanti lo sviluppo della globalizzazione. Un appello che implica un regime economico che esclude il lusso configurando uno stile di vita destinato al soddisfacimento delle necessità vitali e non alla creazione di nuovi bisogni. In altri termini, visto dalla prospettiva odierna, Lo Stato commerciale chiuso è un modello economico-politico alternativo al capitalismo in via di globalizzazione.

    - Carlo Mattogno, Hitler e il nemico di razza. Il nazionalsocialismo e la questione ebraica, pp 132 + 4 illustrazioni; Edizioni di Ar, collezione: "Il tempo e l'epoca dei fascismi" n. 9; euro 15,00
    Prendendo spunto da una ben nota tesi eretica esposta da David Irving sul finire degli anni Settanta del secolo scorso, questo studio esamina a fondo il ruolo di Hitler nel preteso genocidio ebraico secondo la storiografia olocaustica, in particolare il presunto “ordine del Führer” di sterminio ebraico. Dopo aver delineato una storia sintetica degli ebrei sotto il regime nazionalsocialista, l’Autore discute tre aspetti essenziali dell’argomento considerato. Il primo aspetto si riferisce, in modo specifico, ai risultati fallimentari cui è pervenuta sul tema in questione la suddetta storiografia, ridottasi a formulare congetture tanto impalpabili da sconfinare nella parapsicologia. Il secondo aspetto riguarda la revisione della datazione dell’“ordine del Führer” operata alla fine degli anni Novanta dalla storiografia ufficiale, che in tal modo ha suscitato un dilemma insolubile. Il terzo aspetto concerne il preteso rapporto di causa-effetto tra l’“ordine del Führer” e la genesi del campo di Birkenau, tuttora affermato dal Museo di Auschwitz, che è stato però scardinato dalla più recente storiografia olocaustica. Così, sul tema dell’“ordine del Führer” e delle sue implicazioni, questa storiografia negli ultimi decenni si è avvicinata pericolosamente all’autodistruzione.

    - Anonimo, De tribus impostoribus - I tre impostori. Mose Gesù Maometto, a cura di Francesco Ingravalle, pp. 72; Edizioni di Ar, collana 'Paganitas' n. XX; euro 9,00
    Dal 1239 a oggi non si è ancora cessato di parlare dell’empio trattato intitolato De tribus impostoribus. Quasi ogni avversario delle religioni rivelate è stato accusato di esserne l’autore, a cominciare da Federico II Hohenstaufen. Non possiamo risalire con certezza all’epoca di composizione del testo qui pubblicato e men che meno possiamo pronunciarci con sicurezza sulla questione della “paternità” dell’opera. Una lettura non preconcetta suggerisce che ci troviamo di fronte a un testo certamente empio, ma non ateo, a un testo da cui prorompe l’insoddisfazione per ogni configurazione umana dell’Assoluto e che rivela lo stretto nesso fra religioni e istituzioni politiche nonché l’uso politico costante di ogni religione positiva considerandole, tutte, imposture.

    Edizioni di Ar - Casa Editrice di Franco Freda | Sito Ufficiale

  2. #2
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    Il testo di Bachofen - già citato da Evola in "Rivolta Contro il Mondo Moderno" e Adriano Romualdi in "Sul Problema di una Tradizione Europea" - mi attira molto. Anche quello di Fichte sembra molto interessante - come del resto un pò tutto il catalogo delle Edizioni di Ar.

  3. #3
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    Penso di essere uno dei pochi ad aver già letto "le madri e la virilità olimpica" che anni fa avevo trovato presso la Biblioteca della mia città! è un ottimo testo che contiene ampi stralci del "Matriarcato" e di altri testi di Bachofen!
    Lo consiglio a tutti!!!

  4. #4
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    mi sa che comprerò il libro di Fichte.

  5. #5
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    Sulla questione del matriarcato e sul generale sentimento negativo che provava Evola su quel mondo mi sento di dissentire in pieno. Il nostro si è fatto influenzare troppo dal Bachofen demonizzando (non per niente parla di feminile,demonico,pre-ario) Etruschi,Pitagorici e altre correnti di quella che da sempre è la Tradizione nostra. Occorrerebbe leggersi il saggio di Sandro Consolato nello speciale della Cittadella sul trentennale di Evola,per avere un punto di vista più bilanciato e meno fazioso.

  6. #6
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    La "Storia del matriarcato" di Bachofen era già stata pubblicata dalla casa editrice FME (Fratelli Melita Editore) ed io possiedo quel libro che riporta ampi stralci dell'opera commentati da Evola stesso...
    Interessanti davvero , comunque la Gimbutas ha approfondito assai più recentemente proprio quel tipo di studi...
    L'opposizione fra patriarcato nordico-ario e matriarcato indo-mediterraneo non era così netta e dualistica come la vedeva Evola in maniera troppo manichea e semplicistica , dato anche che le contaminazioni reciproche avvennero da subito , eppure alle origini era sostanzialmente reale.
    In ogni caso , l'incontro-scontro e poi l'incrocio fra paleo-europei ed ariani ha prodotto la nostra cultura e la nostra tradizione , ha dato certamente i suoi buoni frutti.
    Sugli Indoeuropei molto buono il libro di Haudry pubblicato in italiano dalle edizioni di AR , oltre ai soliti Romualdi e Guenther tuttora abbastanza attuali checché se ne dica...

    Le edizioni di AR di Freda e soci meritano grande rispetto per i 4 decenni ed oltre di battaglia culturale e diffusione di libri interessanti , Massimo onore a loro da parte mia…
    I libri migliori pubblicati sono stati “La Deformazione della Natura” di Waldner , i vari scritti di Evola , Romualdi e dello stesso Freda , più parecchi altri di vario genere ("Gli Indoeuropei" di Haudry , il Romanzo di JEAN RASPAIL "Le Camp des saints"/"Il Campo dei Santi" , "l'Ebreo Internazionale" di Henry Ford , ecc.).
    Eppure mi permetto di dissentire su altre scelte editoriali : perché ad esempio non sono mai stati tradotti i classici del razzismo europeo oppure pubblicati libri che riassumono la questione razziale in maniera organica alla luce delle più recenti scoperte?!
    Libri essenziali e dalla grande importanza storica come quelli del francese Vacher De Lapouge o dell’angloamericano Stoddard sarebbero stati assai preferibili , altro che Mein Kampf che non é nulla di speciale , tanto più che Hitler si ispirava in parte a loro e sono praticamente introvabili e quasi sconosciuti al pubblico italiano…
    Oppure “My Awakening” e “Jewish Supremacism” di David Duke che meriterebbero larga diffusione essendo fondamentali per comprendere meglio il ruolo disgretativo e sovversivo svolto dall'ebraismo internazionale nella situazione odierna di decadenza in cui si trova la razza bianca in Europa e negli Usa…
    Tradotti pure in spagnolo , ma in Italia nessuno si muove incluse le case editrici cosiddette controcorrente ed antimondialiste.
    Ormai le AR degli ultimi tempi sono un po’ scadute con la riproposizione di opere abbastanza superflue , tranne gli aforismi illuminanti e magnifici del vecchio defunto reazionario colombiano Gomez Davila , a partire dalla solita fissazione con Evola e Nietzsche (le cui opere sono già reperibili in ogni libreria!!) oltre al fatto che non penso ci fosse appunto un gran bisogno di riproporre neppure il Mein Kampf di Hitler dato che ce ne sono già molte altre edizioni - per quanto monche , imprecise od incomplete possano essere – ; inoltre si tratta di un’opera politica ed ideologica ormai datata arricchita da esperienze di vita personali ; sarebbe stato molto meglio proporre al pubblico italiano altri libri classici del vecchio razzismo oppure libri più recenti e AGGIORNATI sulla questione razziale…
    A parte la rivista “L’Uomo Libero” con gli ottimi articoli di Gianantonio Valli , Settimo Sigillo e le Effepì Edizioni di Genova , forse solo le edizioni Ghénos di Ferrara stanno facendo un ottimo lavoro in tal senso con la rivalutazione di Guenther e grazie a Lorenzoni , peccato che numericamente pubblichino pochi libri…In Francia , in Spagna e nel resto d’Europa certi libri vengono tradotti o pubblicati , in Italia no ed ecco perché non può farsi largo una consapevolezza razziale più seria…
    Sveglia case editrici italiane!!

    V. Me nel 3d I Nostri Libri :
    I Nostri Libri - Page 6 - Stormfront

    Vi segnalo e vi consiglio anche qui i vari libri che reputo fondamentali da avere e da leggere per formarsi una cultura di rango e degna di tal nome…Si tratta di opere e scritti sia del passato (i ‘classici’ che hanno segnato la storia in pratica) che del presente (gli ‘attuali inattuali’ per così dire) che trattano la questione razziale , l’argomento tabù per antonomasia dei nostri degenerati tempi eppure quello di più grande tragica ed incombente attualità , da un punto di vista antropologico , storico , biologico , culturale , sociale , psicologico , etico , spirituale , ecc.
    Ecco qui l’elenco dei libri che ogni vero europeo di razza bianca dovrebbe possedere ed aver letto , questa è la lista :

    Joseph-Arthur de Gobineau , Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane , Rizzoli , Milano , 1997
    Joseph-Arthur de Gobineau / Alexis de Tocqueville , Del razzismo. Carteggio 1843-1859 , Donzelli , 1995
    Hans F. K. Günther, Tipologia razziale dell'Europa, Ghenos, Ferrara, 2003
    Hans F. K. Günther , Platone custode della vita. La concezione platonica della selezione e della educazione , edizioni di Ar , Padova , 1977
    Hans F. K. Günther , Humanitas , Edizioni di Ar , Padova , 1977
    Gustave Le Bon , Psicologia dei popoli , M & B Publishing , 1997
    Gustave Le Bon , Psicologia del socialismo , M & B Publishing , 1996
    Gustave Le Bon , Psicologia delle rivoluzioni , M & B Publishing , 2000
    Gustave Le Bon , Psicologia politica , Ciarrapico Editore , 1985
    Oswald Spengler , Anni della decisione, Edizioni di Ar, Padova 1994
    Julius Evola , Il mito del sangue, Hoepli, Milano 1937; 2ª ed. riveduta ed accresciuta: Hoepli, Milano 1942. Ristampa anastatica della 2ª ed.: Sear, Borzano 1995.
    Julius Evola , Indirizzi per una educazione razziale, Conte, Napoli 1941; 2ª ed.: Edizioni di Ar, Padova 1994
    Julius Evola , Sintesi di dottrina della razza, Hoepli, Milano 1941; 4ª ed.: Edizioni di Ar, Padova 1994.
    Silvio Waldner, La deformazione della natura. Disordine razziale e catastrofe ecologica , Ar, Padova, 1997.
    Silvio Waldner , Usa Iberoamerica Sud Africa: tre messe a punto , 2001
    Silvano Lorenzoni, Il Selvaggio. Saggio sulla degenerazione umana, Edizioni Ghénos, Ferrara, 2005.
    F.Prati-S.Lorenzoni-H.Wulf , Etnonazionalismo ultima trincea d’Europa, Effepi Edizioni, 2006.
    Federico Prati-Silvano Lorenzoni-Flavio Grisolia , I Fondamenti dell’Etnonazionalismo Völkisch, Effepi Edizioni, 2006.
    Gualtiero Ciola, Noi, Celti e Longobardi, Helvetia, Venezia, 1987
    Adriano Romualdi , Gli Indoeuropei. Origini e migrazioni, Edizioni di Ar, Padova 1978. Con una nota introduttiva di Giovanni Monastra. II ed.: Edizioni di Ar, Padova 2004. Con un’introduzione di Fabrizio Sandrelli (Adriano Romualdi e l’utopia dell’eterno).
    Adriano Romualdi , Sul problema d’una Tradizione Europea, Edizioni di Vie della Tradizione, Palermo , 1996.
    Franco G. Freda , Il Fronte Nazionale, Edizioni di Ar, Padova 1994.
    Franco G. Freda , L'albero e le radici, Edizioni di Ar, Padova 1996.
    Franco G. Freda , I lupi azzurri. Documenti del Fronte Nazionale, Edizioni di Ar, Padova 2000.
    G. Damiano , Elogio delle differenze. Per una critica della globalizzazione, Edizioni di Ar, Padova, 1999
    Stefano Vaj , Biopolitica. Il nuovo paradigma , Società Editrice Barbarossa, Milano , 2005
    David Duke , Jewish Supremacism: My Awakening on the Jewish Question.
    David Duke , My Awakening: A Path to Racial Understanding.
    Ben Klassen , Nature's Eternal Religion , 1973.
    Ben Klassen , White Man's Bible , 1981.
    Arthur Kemp , The March of the Titans. A History of the White Race , Ostara Publications, 2006.
    Jean Raspail , Il Campo dei Santi, Edizioni di Ar, Padova, 1998
    Jean Haudry , Gli indoeuropei, Ar, Padova, 2001
    Guillaume Faye , Il Sistema per uccidere i popoli, SEB, Milano 1997
    Guillaume Faye , Archeofuturismo, SEB, Milano 2000
    Jean Mabire , Thule. Il sole ritrovato degli iperborei , Edizioni l’Età dell’Acquario , 2007

    14 Words - Holuxar
    ADDIO GIUSEPPE, amico mio, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    «Réquiem aetérnam dona ei, Dómine, et lux perpétua lúceat ei. Requiéscat in pace. Amen.»

    SURSUM CORDA - HABEMUS AD DOMINUM!!! A.M.D.G.!!!

  7. #7
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  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Novità edizioni Ar

    Riguardo a chi sostiene che la contrapposizione fra matriarcato e patriarcato - meglio: fra principio maschile-uranico-solare e principio femilile-ctonio-tellurico - non sia così evidente perchè la storia dimostra bla bla bla, bidibim bidibam... suggerisco di lasciar perdere i libri e di guardarsi attorno... questa contrapposizione è reale e la viviamo tutti i giorni, ed è la principale lotta o battaglia che ognuno di noi è chiamato a combattere...

    altro chè!

    illuminanti Bachofen e - su questo - Evola!!!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Holuxar Visualizza Messaggio
    La "Storia del matriarcato" di Bachofen era già stata pubblicata dalla casa editrice FME (Fratelli Melita Editore) ed io possiedo quel libro che riporta ampi stralci dell'opera commentati da Evola stesso...
    Interessanti davvero , comunque la Gimbutas ha approfondito assai più recentemente proprio quel tipo di studi...
    L'opposizione fra patriarcato nordico-ario e matriarcato indo-mediterraneo non era così netta e dualistica come la vedeva Evola in maniera troppo manichea e semplicistica , dato anche che le contaminazioni reciproche avvennero da subito , eppure alle origini era sostanzialmente reale.
    In ogni caso , l'incontro-scontro e poi l'incrocio fra paleo-europei ed ariani ha prodotto la nostra cultura e la nostra tradizione , ha dato certamente i suoi buoni frutti.

    Sugli Indoeuropei molto buono il libro di Haudry pubblicato in italiano dalle edizioni di AR , oltre ai soliti Romualdi e Guenther tuttora abbastanza attuali checché se ne dica...
    Sono perfettamente d'accordo,il manicheismo di Evola è lo stesso che porta a dire,a certi figuri strambi,peraltro in perfetto accordo con i loro "Fratelli in Abramo",che la donna andrebbe segregata e altre amenità varie..e poi ci vengono a dire che Cristiani e Islamici non "dialogano"..hanno la stessa forma mentis..che volete di più?...

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: Novità edizioni Ar

    Citazione Originariamente Scritto da Arthur Machen Visualizza Messaggio
    Sulla questione del matriarcato e sul generale sentimento negativo che provava Evola su quel mondo mi sento di dissentire in pieno. Il nostro si è fatto influenzare troppo dal Bachofen demonizzando (non per niente parla di feminile,demonico,pre-ario) Etruschi,Pitagorici e altre correnti di quella che da sempre è la Tradizione nostra. Occorrerebbe leggersi il saggio di Sandro Consolato nello speciale della Cittadella sul trentennale di Evola,per avere un punto di vista più bilanciato e meno fazioso.
    Io non mi fiderei molto di chi unisce il Mito di Roma con strane congreghe massoniche...i fatti storici parlano chiaro...la Roma prisca fu ferocemente anti-etrusca...poco si è salvato di quella cultura dall'ira della romanità nordica...così come poco si è salvato di miceneo dopo la discesa dorica...che poi Evola estremizzi in chiave moderna il suo essere misogeno è altro discorso...

 

 
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