Sul forum leggo spesso l’esaltazione del sistema sociale occidentale che viene indicato come espressione di libertà sociale.
Ora io penso che molti hanno un’idea piuttosto vaga di cosa voglia dire libertà e cosa comporterebbe essere davvero liberi.
Si è liberi se non si hanno vincoli esistenziali. Si è liberi se non si è condizionati dalla necessità di vivere. Si è liberi se non si è costretti a fare quello che non vorremmo fare per vivere.
Molti pensano che libertà sia avere i media liberi di dire quel che credono. E molti indicano come libertà andare ogni tanto a votare per questo o quello. Queste non sono libertà ma apparenze di libertà. Perché? Perché i media sono in mano, al 99%, al Potere economico e quindi dicono-scrivono quello che viene loro detto di dire-scrivere. E anche andare a votare è finta libertà, perché il panorama partitico che viene proposto è, più o meno, sempre la stessa cosa. Esempio classico sono le elezioni americane: voti repubblicano o voti democratico nella sostanza i risultati sono sempre gli stessi.
Si è liberi davvero se la società in cui si vive non mette ostacoli alla ricerca di lavoro, per esempio, e invece la gran parte della popolazione è condizionata dalla necessità di poter vivere a spesso mendicare uno stipendio. Una società davvero libera non avrebbe milioni di disoccupati, non avrebbe milioni di poveri, non avrebbe gente costretta a chiedere la carità, non dovrebbe essere costretta a subire un esame radiologico che gli viene proposto a sei mesi e anche più mentre se potesse pagarlo, con i soldi o con un’assicurazione, lo stesso esame potrebbe farlo in tre quattro giorni.
Questa che abbiamo non è libertà.
Ora io osservo la società in cui vivo e mi chiedo perché nei programmi di governo, di qualsiasi governo fino ad oggi, nessuno si preoccupa di dare la libertà ai suoi cittadini costretti e condizionati. Perché anche essere poveri, e in Italia sono 15 milioni secondo l’Istat, vuol dire non essere liberi. Che mi frega se i giornali italiani possono scrivere quello che vogliono, se un quarto dei miei concittadini non ha mezzi sufficienti per mangiare? Come si può parlare di libertà se un malato deve praticamente mendicare di essere aiutato? Che libertà è se un uomo di 50 anni non riesce a trovare un lavoro per poter sopravvivere? Ed è forse libera la giovane donna che per poter lavorare è costretta a firmare una lettera di dimissioni che verrà usata nel caso rimanesse incinta?
Potrei continuare ancora, ma mi sembra che, più o meno ho scritto quello che volevo scrivere




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